Noto anche come
Conta reticolocitaria
Conta reticolocitaria corretta
Conta reticolocitaria assoluta
Indice reticolociatrio (IR)
Nome ufficiale
Conta dei reticolociti
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 03.06.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come supporto alla valutazione della funzionalità del midollo osseo e della sua capacità di produrre globuli rossi; come ausilio alla diagnosi di vari tipi di anemia; nel monitoraggio della funzionalità del midollo osseo in corso o in seguito a chemioterapia, trapianto di midollo o trattamento per anemia sideropenica, carenza di vitamina B12 e folati o insufficienza renale.

Quando Fare il Test?

In presenza di un ridotto numero di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito, rilevati tramite emocromo, e/o altri sintomi di anemia; nel caso in cui siano richieste maggiori informazioni riguardo la funzionalità del midollo osseo.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio o tramite la puntura del dito o del tallone (nei neonati).

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

I reticolociti sono forme immature dei globuli rossi. Il numero di reticolociti o la loro percentuale nel sangue riflette l’attività e la funzionalità del midollo osseo.

I globuli rossi vengono prodotti nel midollo osseo, dove le cellule staminali ematopoietiche (che produrranno le cellule del sangue) si differenziano e si sviluppano formando i reticolociti e quindi i globuli rossi maturi. I reticolociti hanno un volume di circa il 24% superiore rispetto ai globuli rossi. Diversamente da altre cellule del sangue i globuli rossi non presentano nucleo, mentre i reticolociti sono caratterizzati dalla presenza di materiale genetico residuo (RNA). Quando i reticolociti maturano perdono tutto l’RNA presente al loro interno; questo avviene entro un giorno circa dal loro ingresso nel circolo sanguigno dal midollo osseo. La conta assoluta o percentuale dei reticolociti è un buon indicatore della capacità del midollo osseo di produrre globuli rossi (eritropoiesi).

I globuli rossi sopravvivono in circolo circa 120 giorni ed il midollo osseo è continuamente impegnato nella produzione di nuovi globuli rossi per sostituire quelli invecchiati, degradati o perduti con il sanguinamento. In questo modo, nel circolo sanguigno viene mantenuto sempre un numero costante di globuli rossi.

Conta reticolocitaria percentuale aumentata

Un aumento del sanguinamento (emorragia), cronico o acuto, o l’aumentata distruzione dei globuli rossi (emolisi) può portare ad una diminuzione dei globuli rossi nel sangue e quindi ad anemia. L’organismo compensa questa perdita o la carenza di globuli rossi dovuta a varie forme di anemia (come l’anemia perniciosa o sideropenica) incrementando il ritmo di produzione dei globuli rossi e tramite il rilascio dei globuli rossi nel circolo ematico prima della loro completa maturazione. In queste situazioni, il numero e la percentuale di reticolociti nel sangue aumenta fino a che non viene ristabilito un numero sufficiente di globuli rossi o fino a quando non venga raggiunta la capacità massima di sintesi del midollo osseo.

Varie patologie e condizioni cliniche possono influenzare la produzione di nuovi RBC e/o la loro sopravvivenza; altre possono causare sanguinamenti significativi. Queste condizioni possono portare ad un aumento o ad una diminuzione del numero di RBC ed influenzare il conteggio dei reticolociti.

Conta reticolocitaria percentuale bassa

Nel caso in cui il midollo osseo non funzioni in maniera corretta, può verificarsi una diminuzione del numero di globuli rossi. Questo può accadere in presenza di varie patologie del midollo osseo, tra le quali l’anemia aplastica. La diminuzione della produzione dei globuli rossi può però essere dovuta anche ad altri fattori, come la cirrosi epatica, la malattia renale, i trattamenti chemio- o radio-terapici, i livelli bassi di eritropoietina o la carenza di vari nutrienti quali ferro, vitamina B12 o folati. La diminuzione della produzione eritrocitaria può portare ad una diminuzione del numero dei globuli rossi in circolo, alla diminuzione dell'emoglobina e della capacità di trasportare l’ossigeno ai tessuti, alla diminuzione dell’ematocrito ed alla diminuzione della conta reticolocitaria, dal momento che i RBC invecchiati vengono rimossi dal sangue ma non totalmente sostituiti.

Talvolta, l’eccessiva produzione da parte del midollo osseo può portare al contemporaneo aumento dei reticolociti e dei globuli rossi. Questo può essere dovuto ad una aumentata produzione di eritropoietina, al fumo di sigaretta o a patologie croniche che causano l’iperproduzione dei globuli rossi, come la policitemia vera.

Anche l’assunzione di alcuni farmaci può causare diminuzione o incremento della produzione dei reticolociti.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test dei reticolociti viene utilizzato per determinare il numero e/o la percentuale di reticolociti nel sangue come supporto alla valutazione delle patologie che colpiscono i globuli rossi, come l’anemia e le alterazioni del midollo osseo. I reticolociti sono globuli rossi neoprodotti e relativamente immaturi. Vengono prodotti e subiscono un processo di maturazione nel midollo osseo prima di essere immessi nel torrente circolatorio.

    Il test dei reticolociti può essere utilizzato per vari scopi:

    • Come supporto alla determinazioni delle cause di valori alterati osservati in seguito all’esecuzione di esame emocromocitometrico, conta dei RBC, emoglobina ed ematocrito
    • Per la valutazione della funzionalità del midollo osseo e della sua capacità di rispondere in maniera adeguata alle richieste di globuli rossi dell’organismo
    • Per la diagnosi differenziale di vari tipi di anemia
    • Per il monitoraggio terapeutico, come ad esempio in corso di terapia per anemia sideropenica
    • Per monitorare la funzionalità del midollo osseo in corso di chemioterapia
    • Per monitorare la funzionalità del midollo osseo in seguito a trapianto di midollo

    Sempre più spesso la conta reticolocitaria viene effettuata tramite strumentazioni automatiche in contemporanea all'emocromo, alla conta dei globuli rossi, alla misura dell’emoglobina ed all’ematocrito. Il risultato può essere riportato come conta reticolocitaria assoluta e/o percentuale. Nel caso della percentuale, il numero di reticolociti viene comparato con il valore totale di globuli rossi secondo la seguente formula:

    Reticolociti (%)= [numero dei reticolociti/numero dei globuli rossi totali] x 100

    Per determinare il numero preciso di reticolociti presenti viene invece richiesta la conta assoluta dei reticolociti:

    Conta assoluta= reticolociti (%) x numero dei globuli rossi totali (x 1012/L) / 100

  • Quando viene prescritto?

    La conta reticolocitaria può essere richiesta quando:

    • L’emocromo mostra una diminuzione della conta dei globuli rossi e/o della misura di ematocrito ed emoglobina
    • Si intenda valutare la funzionalità del midollo osseo
    • Il paziente mostri segni e sintomi di anemia o sanguinamento cronico, quali pallore, perdita di energia, affaticamento, debolezza, respiro affannoso e/o sangue nelle feci
    • Il paziente sia stato diagnosticato o trattato per una patologia in grado di influenzare la produzione dei globuli rossi, come l’anemia da carenza di ferro, la carenza di vitamina B12 e folati o una patologia renale (che influenza la produzione di eritropoietina, un ormone prodotto dai reni in grado di stimolare la produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo)
    • Il paziente sia sottoposto a chemioterapia o radioterapia
    • Il paziente sia stato sottoposto a trapianto di midollo osseo
    • Talvolta, nel caso in cui venga riscontrato un numero elevato di globuli rossi o di ematocrito ed emoglobina, come supporto alla valutazione delle cause di iperproduzione di globuli rossi
  • Cosa significa il risultato del test?

    Il risultato di questo test deve essere interpretato contestualmente al risultato di altri test, come la conta dei globuli rossi, l’emoglobina, l’ematocrito e l’emocromo completo. In generale, la conta reticolocitaria (assoluta o percentuale) riflette la recente attività del midollo osseo. Il risultato di questo test può indicare la presenza di una patologia associata all’aumentata richiesta di produzione di globuli rossi e fornire informazioni riguardo la capacità del midollo osseo di rispondere a queste esigenze. Talvolta il risultato può evidenziare una produzione eccessiva di globuli rossi.

    Nel caso in cui sia presente anemia (emoglobina, globuli rossi ed ematocrito bassi) ed il midollo osseo risponda in maniera corretta all’aumentata richiesta di globuli rossi, il numero di reticolociti nel sangue aumenta in seguito all’aumentata produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo.

    Un’alta conta reticolocitaria associata ad emoglobina, ematocrito e globuli rossi bassi (anemia), può indicare la presenza di:

    • Sanguinamento: in presenza di emorragia il numero di reticolociti aumenta entro pochi giorni, al fine di compensare l’eccessiva perdita di globuli rossi. In caso di sanguinamento di tipo cronico il numero di reticolociti permane elevato nel tentativo del midollo di mantenere un numero sufficiente di globuli rossi (tuttavia il numero può non essere così elevato in caso di carenza di ferro causata dall’eccessivo sanguinamento)
    • Anemia emolitica: l’anemia è causata da un’eccessiva distruzione dei globuli rossi. Il midollo osseo aumenta la produzione di globuli rossi per compensarne la distruzione, con il conseguente aumento del numero di reticolociti in circolo
    • Malattia emolitica del neonato: è presente un’aumentata distruzione dei globuli rossi in maniera analoga a quanto visto precedentemente
       

    Una conta reticolocitaria bassa associata ad emoglobina, ematocrito e globuli rossi bassi (anemia), può indicare la presenza di:

    • Anemia sideropenica
    • Anemia perniciosa o carenza di acido folico
    • Anemia aplastica
    • Radioterapia
    • Insufficienza midollare causata da infezioni o cancro
    • Grave patologia renale (con conseguente diminuzione dei livelli di eritropoietina)
    • Alcolismo
    • Patologie endocrine
       

    In presenza di anemia la percentuale di reticolociti nel circolo sanguigno risulta elevata in contrapposizione al numero di globuli rossi. Al fine di valutare la funzionalità midollare in maniera più accurata, può essere utilizzata la conta reticolocitaria corretta o l’indice reticolocitario (RI). L’RI viene calcolato confrontando i valori dell’ematocrito del paziente con una valore di ematocrito normale ed usando la formula:

    conta recolocitaria (%) x (ematocrito misurato/ematocrito normale)

    Il valore medio di un ematocrito normale è ca. 45. 

    Oltre a questo può essere calcolato l’indice di produzione reticolocitaria (RPI) e la frazione reticolocitaria immatura (IRF). Con il termine IRF ci si riferisce a quello che in passato era noto come indice di maturità reticolocitaria; tuttavia, attualmente IRF è il termine usato comunemente per indicare la frazione di reticolociti più giovani. (Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione “Domande Frequenti”).

    I reticolociti forniscono un’indicazione sul tipo di patologia che potrebbe essere presente, ma non hanno valore diagnostico. Sono indicativi della necessità di effettuare ulteriori approfondimenti e rappresentano uno strumento utile per valutare l’efficacia della terapia.

    L’aumento dei reticolociti in seguito a chemioterapia, trapianto di midollo osseo o terapia con ferro, vitamina B12 o folati, indica una ripresa della funzionalità midollare.

    Nel caso in cui un paziente non presenti anemia ma abbia un numero elevato di globuli rossi associato ad un’alta conta reticolocitaria, allora potrebbe essere presente una produzione eccessiva di globuli rossi, riscontrabile nelle seguenti patologie:

    • Policitemia vera
    • Tumori secernenti quantità eccessive di eritropoietina
  • C’è altro da sapere?

    La vita ad alta quota causa un aumento della conta dei reticolociti, fino a che l’organismo non si sia adattato alle concentrazioni inferiori di ossigeno presenti a quelle altitudini. Anche i fumatori possono presentare un incremento del numero dei reticolociti.

    Durante le gravidanza il numero dei reticolociti può aumentare notevolmente. Anche i neonati presentano livelli elevati di reticolociti, che si normalizzano entro pochi giorni dalla nascita.

    Tradizionalmente, la conta dei reticolociti veniva eseguita manualmente, tramite la conta al microscopio utilizzando colorazioni particolari. Il metodo manuale è stato sostituito dalle metodiche automatizzate, le quali permettono la conta di un numero maggiore di cellule e quindi un livello di accuratezza maggiore.

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Domande Frequenti
  • Cos’è la conta reticolocitaria corretta o indice reticolocitario (RI)?

    Nel caso in cui il paziente sia anemico (emoglobina, ematocrito e globuli rossi bassi), la percentuale di reticolociti rispetto al numero di globuli rossi appare elevata. Questo è in parte dovuto al rilascio da parte del midollo osseo di cellule immature ed alla quantità di tempo necessario a queste cellule per maturare, da 1 giorno (normalmente) fino a 3-4 giorni. Al fine di avere una stima più accurata della funzionalità midollare, la conta reticolocitaria percentuale viene spesso corretta con un calcolo chiamato conta reticolocitaria corretta o indice reticolocitario (RI). Questo calcolo confronta l’ematocrito del paziente con quello normale:

    RI = Recitolociti % x (Ematocrito misurato/ Ematocrito normale)

  • Cos’è l’indice di produzione reticolocitaria?

    Oltre all’RI, viene talvolta calcolato l’indice di produzione dei reticolociti (RPI). Questo indice riflette il grado di immaturità dei reticolociti, ossia quanto precocemente vengono rilasciati nel circolo sanguigno e quanto tempo impiegano per maturare nel sangue. Il valori di RPI e del tempo di maturazione variano con l’ematocrito.

    RPI = RI x (1/tempo di maturazione)

    Il tempo necessario a queste cellule per maturare varia in base ai valori dell'ematocrito del paziente e va da 1 giorno (normalmente) fino a 3-4 giorni.

  • Cos’è la frazione di reticolociti immaturi?

    La frazione immatura dei reticolociti (IRF) viene calcolata come il rapporto tra il numero di reticolociti immaturi ed il numero totale di reticolociti. Questo valore viene riportato automaticamente dai contaglobuli automatizzati. In alcune condizioni l’IRF è un indice migliore della risposta midollare rispetto alla conta di reticolociti totali.

  • Cos’è l’emoglobina reticolocitaria?

    A seconda del metodo utilizzato e dal tipo di analizzatore automatico, il contenuto di emoglobina nei reticolociti può essere espresso come contenuto medio di emoglobina nei reticolociti (Contenuto Emoglobinico Reticolocitario, CHr) o emoglobina reticolocitaria equivalente (Ret-He).

    I reticolociti sono globuli rossi “giovani” rilasciati nel circolo sanguigno prima di aver completato il processo maturativo. La quantità di emoglobina nei reticolociti può contribuire a determinare se la quantità di ferro presente sia sufficiente per la produzione dei globuli rossi. Pertanto, questo test è un utile ausilio alla valutazioni delle condizioni di carenza di ferro ed alla stima dell’anemia sideropenica nei bambini.

  • La conta reticolocitaria può essere effettuata sulla stessa provetta utilizzata per il test dell’emocromo?

    Sì, nel caso in cui venga riscontrata un’anemia durante un emocromo di routine, il clinico può richiedere l’esecuzione di test addizionali (inclusa la conta reticolocitaria) effettuati sullo stesso campione usato per l’esame emocromocitometrico.

  • Le trasfusioni di sangue possono influenzare il risultato del test?

    Sì, il medico determinerà quanto tempo dopo la trasfusione sarà possibile effettuare la conta reticolocitaria. 

  • Com’è possibile valutare la produzione cellulare nel midollo?

    In alcuni casi, per valutare lo stato del midollo, è necessario eseguire una valutazione al microscopio di un campione ottenuto tramite aspirato osteomidollare. In determinate circostanze questo esame rappresenta l'esame d'elezione per valutare la funzionalità midollare.

  • Quali altri test possono essere eseguiti in aggiunta alla conta reticolocitaria?

    La valutazione delle patologie che influenzano la produzione dei globuli rossi richiede altri esami, come ad esempio:

    Nel caso in cui i test di primo livello forniscano risultati alterati, può essere richiesta l’esecuzione di esami di approfondimento su aspirato midollare e biopsia osteomidollare. Si tratta però di una procedura invasiva che pertanto non viene eseguita routinariamente. Se necessario può, tuttavia, fornire ulteriori informazioni utili al clinico.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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