Noto anche come
EPO
Nome ufficiale
Eritropoietina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 31.08.2021.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come supporto alla diagnosi delle cause di anemia, dei disordini del midollo osseo o di una patologia responsabile dell’eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia o eritrocitosi).

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui si sospetti la presenza di anemia dovuta alla diminuita produzione di globuli rossi; in presenza di un’eccessiva produzione di globuli rossi.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

L'esame misura la quantità di eritropoietina (EPO) nel circolo ematico. L’EPO è un ormone prodotto principalmente a livello renale e, in piccola parte, dal fegato. La sua azione è di fondamentale importanza per la produzione dei globuli rossi (eritrociti), responsabili del trasporto dell’ossigeno dai polmoni verso tutto l’organismo.

L’organismo mantiene livelli sufficienti di ossigeno ed un numero relativamente stabile di eritrociti nel sangue tramite un meccanismo a feedback:

  • L’eritropoietina è prodotta e rilasciata nel sangue dai reni; la sua produzione è stimolata da condizioni di ipossiemia (presenza di basse concentrazioni ematiche di ossigeno). La quantità di EPO rilasciata nel circolo ematico dipende dai livelli di ossigeno e dalla funzionalità renale
  • Una volta rilasciata al livello renale, l’eritropoietina esplica la sua funzione nel midollo osseo, dove stimola la produzione eritrocitaria. L’EPO permane attiva per un breve periodo di tempo, dopodiché viene eliminata tramite l'urina
  • Quando i livelli di ossigeno nel sangue si normalizzano, il rilascio dell’EPO diminuisce

Tuttavia, nel caso in cui sia presente un danno renale tale da non permettere la produzione di quantità sufficienti di EPO, l’immissione in circolo di nuovi globuli rossi risulta diminuita, con conseguente insorgenza di anemia da diminuita produzione di globuli rossi. Lo stesso può accadere nel caso in cui l’EPO sia presente ma il midollo osseo non risponda alla sua azione. Queste condizioni possono verificarsi in corso di disordini del midollo osseo o di malattie croniche, come l’artrite reumatoide.

Le persone con patologie in grado di diminuire la quantità di ossigeno inalata, come le persone affette da malattie polmonari, possono produrre quantità eccessive di EPO con lo scopo di compensare i bassi livelli di ossigeno presenti. Anche i fumatori o le persone residenti in zone ad elevate altitudini possono, per lo stesso motivo, presentare livelli di EPO aumentati.

L’eccessiva produzione di eritropoietina, ad esempio come conseguenza della presenza di tumori renali maligni o benigni o di altri tipi di tumori, può comportare l’eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia o eritrocitosi). Questa condizione può comportare l’aumento della viscosità del sangue e, talvolta, ipertensione, trombosi, attacco cardiaco o ictus. Raramente, la policitemia è causata da una patologia midollare nota con il nome di policitemia vera, non associata all’incremento di EPO.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    La misura dell’Eritropoietina (EPO) viene perlopiù richiesta per la diagnosi delle possibili cause di anemia. Solitamente, il test EPO viene richiesto come supporto alla determinazione delle cause di valori alterati bassi di emoglobinaglobuli rossi (RBC) ed ematocrito, osservati in seguito all’esecuzione dell'esame emocromocitometrico. Tali test possono fornire al clinico le informazioni necessarie alla diagnosi di anemia, potenzialmente causata anche dalla carenza di EPO.

    I pazienti con malattia renale cronica possono essere sottoposti al test per valutare la funzionalità renale, la capacità dei reni di produrre EPO e la necessità di ricevere una terapia sostitutiva con eritropoietina. La presenza di livelli di EPO bassi determina la necessità di una terapia sostitutiva, al fine di incrementare la produzione dei globuli rossi e quindi di mantenere la funzionalità midollare.

    Talvolta, il test dell’EPO può essere richiesto in seguito al riscontro di un valore aumentato di globuli rossi, per verificare se l’eccessiva produzione di eritrociti (policitemia o eritrocitosi) possa essere dovuta all’iperproduzione di EPO o ad altre cause (ad esempio la presenza della mutazione JAK2 o di disordini del midollo osseo).

  • Quando viene prescritto?

    Il test dell’EPO può essere richiesto in pazienti anemici nei quali sia stata esclusa la carenza di ferro o di vitamina B12 e folati, l’aumentata distruzione eritrocitaria (emolisi) o la presenza di emorragie. Può essere richiesto nel caso in cui il paziente presenti livelli di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito bassi in presenza di livelli normali o diminuiti di reticolociti.

    Talvolta, il test dell’EPO può essere richiesto in pazienti con malattia renale cronica nei quali si sospetta che la disfunzione renale possa essere associata alla diminuita produzione dell’ormone.

    Inoltre, il test EPO può essere richiesto nel caso in cui il paziente presenti eritrocitosi, con emoglobina ed ematocrito elevati.

    Anche il sospetto della presenza di disordini del midollo osseo, come le malattie mieloproliferative e la sindrome mielodisplastica, può comportare la richiesta del test EPO.

  • Cosa significa il risultato del test?

    La presenza di livelli normali o bassi di EPO in soggetti anemici indica una probabile produzione inappropriata dell’ormone da parte dei reni.

    La presenza di livelli aumentati di EPO in soggetti anemici, invece, indirizza la diagnosi su una carenza marziale (deficit di ferro) o vitaminica, o su una malattia del midollo osseo.

    La presenza di un numero elevato di globuli rossi e di eritropoietina è compatibile con la presenza di una patologia associata all’iperproduzione di EPO da parte dei reni o di altri tessuti. Questa condizione viene definita policitemia secondaria.

    La presenza di livelli normali o bassi di EPO in associazione a quantità eccessive di globuli rossi indirizza la diagnosi verso la policitemia dovuta a cause differenti dall’iperproduzione di EPO. Questa patologia viene definita policitemia primaria.

    Condizione presente

    Livelli di EPO

    Esempi di possibili cause

    Anemia (RBC, Ematocrito, Emoglobina bassi)

    Basso o normale

    Malattia renale grave, anemia o patologie croniche

    Anemia

    Alto

    Disordini del midollo osseo (es., sindrome mielodisplastica)

    Policitemia (RBC, Ematocrito, Emoglobina alti)

    Alto

    Policitemia secondaria dovuta all’iperproduzione di EPO ad opera di un tumore renale o di altri tessuti

    Policitemia

    Normale o basso

    Policitemia vera (Policitemia primaria)

  • C’è altro da sapere?

    Se l’anemia dipende da una carenza di vitamina B12, folati o ferro, la somministrazione di EPO non risolve lo stato anemico del paziente. I globuli rossi prodotti in queste patologie potrebbero essere caratterizzati da forma, dimensioni e/o contenuto emoglobinico anomali.

    I livelli di EPO possono risultare incrementati nelle donne in gravidanza, nei fumatori cronici, in coloro che sono affetti da patologie polmonari o in persone residenti ad alte altitudini.

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Domande Frequenti
  • Esiste un trattamento per i livelli di eritropoietina bassi?

    Le persone affette da patologie renali croniche o da altri tipi di anemia dovuta all’alterazione della normale funzionalità midollare, come avviene in corso di trattamenti chemioterapici o radioterapici nella terapia antitumorale, possono beneficiare dell’assunzione di una forma sintetica di EPO (eritropoietina ricombinante umana o rh-EPO) come supporto alla produzione eritrocitaria. Tuttavia, questo tipo di terapia è molto costosa e la sua efficacia dura solo per qualche ora dall’assunzione, che può avvenire per via endovenosa o per iniezione sottocutanea. L’utilizzo della terapia sostitutiva con EPO sintetica diminuisce la necessità di trasfusioni di sangue e migliora la qualità della vita di questi pazienti.

    Nel Marzo del 2007, la “Food and Drug Administration (FDA)” statunitense ha sottolineato l’importanza del monitoraggio in corso di somministrazione di agenti in grado di stimolare l’eritropoiesi (erythropoiesis-stimulating agents o ESA). Le raccomandazioni per l’utilizzo degli ESA riguardano in modo particolare le persone affette da tumori o malattie renali. Queste informazioni riguardanti la sicurezza nell’uso di questi farmaci raccomandano di monitorare attentamente i livelli eritrocitari (emoglobina) nelle persone in terapia e prescrivere solo le quantità di ESA strettamente necessarie alla stimolazione della produzione di globuli rossi, al fine di evitare le trasfusioni sanguigne. La somministrazioni di dosaggi troppo elevati di ESA, infatti, può comportare un rischio aumentato di incorrere in attacchi cardiaci, ictus, trombosi e morte. Inoltre, in certi casi è stata osservata una stimolazione della crescita della massa tumorale.

    La terapia sostitutiva di EPO non è risolutiva nel caso in cui l’anemia sia causata dalla presenza di emoglobine anomale, come nella talassemia o nelle patologie midollari.

  • La produzione renale di eritropoietina può essere ristabilita?

    Non direttamente. Se la carenza è dovuta ad un’alterazione temporanea della funzionalità renale, allora la risoluzione di tale condizione comporta anche la ripresa della normale produzione di eritropoietina (EPO). Tuttavia, nella maggior parte di casi, la carenza di EPO è dovuta alla presenza di malattie renali croniche e, pertanto, non può migliorare con il tempo. In presenza di un’insufficienza renale nota occorre minimizzare gli effetti dell’anemia ed eventualmente trattare il paziente con terapia sostitutiva con EPO sintetica.

  • Perché nel monitoraggio terapeutico dell’eritropoietina non viene utilizzato il test dell’eritropoietina?

    Non viene utilizzato perché, per la risoluzione dell’anemia, è importante l’effetto del farmaco sul midollo osseo – ossia l’aumento della produzione di globuli rossi e reticolociti e della quantità di emoglobina – e non la concentrazione di eritropoietina nel sangue. La quantità di EPO necessaria, infatti, può variare da persona a persona e dipende dalla responsività del midollo osseo.

  • Perché gli atleti vengono sottoposti al test dell'eritropoietina?

    L’assunzione di EPO sintetica rientra tra le pratiche di doping di alcuni atleti. Tramite l’assunzione di eritropoietina, gli atleti aumentano la capacità di ossigenazione ed il numero di globuli rossi in circolo, così da migliorare le prestazioni e la resistenza muscolare. L’uso di questo farmaco può però essere pericoloso, portando ad ipertensione ed aumento della viscosità del sangue. L'utilizzo di EPO è proibito dalle organizzazioni sportive; pertanto, il test dell’EPO rientra tra gli esami richiesti nel pannello anti-doping.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

2020 review performed by Hoda Hagrass MD, Ph.D., Assistant Professor of Pathology and Medical Director of Clinical Chemistry and Immunology, UAMS, and ACH.

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Approved

Revisore: Dott.ssa Silvia Mengozzi, Laboratorio di Farmaco-Tossicologia AUSL Romagna