Noto anche come
LA
LAC
Pannello LAC
Inibitore del lupus
aPTT LA-sensibile
Test con veleno di vipera di Russel diluito (DRVVT)
Test con veleno di vipera di Russel diluito modificato (MRVVT)
Nome ufficiale
Lupus Anticoagulant
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 27.12.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come supporto alla diagnosi delle cause di un episodio trombotico; in seguito al riscontro di un aPTT allungato; per determinare le cause di aborti spontanei ricorrenti; nel contesto di approfondimenti effettuati in presenza di una sindrome da antifosfolipidi. Questo test non viene utilizzato nella diagnosi del disordine autoimmune “lupus eritematoso sistemico” (LES), noto comunemente come lupus.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui siano presenti segni e sintomi di disordini della coagulazione venosa e arteriosa (noti come trombosi o tromboembolismo); nel caso in cui venga riscontrato un aPTT allungato; in seguito ad aborti spontanei ricorrenti.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

Il test del Lupus Anticoagulant (LA) ricerca autoanticorpi, prodotti erroneamente dal sistema immunitario, in grado di riconoscere ed attaccare le cellule del proprio organismo. Questi autoanticorpi sono diretti contro dei fosfolipidi o proteine associate con fosfolipidi esposte sulla superficie delle cellule (membrana cellulare). Il meccanismo con il quale questi anticorpi interferiscono con i processi coagulativi e il motivo per cui la loro presenza aumenti il rischio di sviluppare episodi trombotici, non è ancora del tutto chiarito. I test per il LA comprendono un pannello di test effettuati per ricercare questi autoanticorpi nel circolo sanguigno del paziente.

Il nome lupus anticoagulant può sembrare strano e confondente per due ragioni:

  • Il nome di questi autoanticorpi deriva dal fatto che questi sono stati identificati per la prima volta in pazienti affetti da LES (lupus eritematoso sistemico) ma in realtà questo test non viene utilizzato nella diagnosi di LES e spesso gli anticorpi LA non sono presenti in questi pazienti. Gli autoanticorpi LA possono svilupparsi in pazienti non affetti da patologie autoimmuni ma da altri tipi di patologie o che vengono sottoposti ad alcune terapie. Questi anticorpi sono presenti normalmente nel 2-4% della popolazione e possono svilupparsi anche in persone prive di fattori di rischio.
  • Il termine “anticoagulant” deriva dal fatto che questi anticorpi interferiscono con i test di laboratorio utilizzati nella valutazione dei processi coagulativi. Ad esempio inibiscono le reazioni chimiche che portano alla coagulazione nel test del tempo di tromboplastina parziale (PTT), un test utilizzato routinariamente nella valutazione della coagulazione. In vivo, la presenza di LA è associata ad un aumentato rischio di sviluppare coagulazione inappropriata. È importante però sottolineare che di per se, il LA non causa eventi emorragici nell’organismo.
     

Gli anticorpi LA non possono essere misurati in maniera diretta ma esistono molteplici test utilizzabili per la loro rilevazione. Di solito la presenza di LA viene accertata tramite l’utilizzo di un pannello di test:

  • In presenza di LA il tempo necessario alla coagulazione in test dipendenti da reagenti contenenti fosfolipidi, risulta allungato. Per questo motivo i primi test per il LA sono di norma il PTT, il PTT LA-sensibile o il test con veleno di vipera di Russel diluito (dRVVT).
  • La presenza o l’assenza di LA viene quindi confermata tramite esami successivi ai risultati dei test di primo livello (per maggiori dettagli si rimanda alla sezione “Approfondimenti”).
     

La presenza di LA può aumentare il rischio di sviluppare una coagulazione inappropriata nelle vene e nelle arterie dell’organismo, spesso nelle vene degli arti inferiori (trombosi venosa profonda). Questi coaguli possono determinare l’interruzione del flusso sanguigno in qualsiasi parte dell’organismo e quindi portare a ictus, arresto cardiaco o embolia polmonare. La presenza di LA è spesso associata anche ad aborti spontanei ricorrenti. Questi potrebbero essere dovuti al blocco dei vasi della placenta a seguito della formazione di coaguli o all’attacco dei tessuti placentari da parte degli autoanticorpi con conseguente danno allo sviluppo fetale.

Gli anticorpi LA sono uno dei tre principali anticorpi antifosfolipidi associati con un aumentato rischio di trombosi e di sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi (APS), un raro disordine autoimmune caratterizzato dall’eccessiva formazione di coaguli, insufficienza d'organo e complicanze in gravidanza. Gli altri due sono gli anticorpi anticardiolipina (aCL) e antiβ2-glicoproteina I (β2GPI). Questi anticorpi aumentano il rischio di coagulazione inappropriata. I pazienti con APS positivi per questi tre autoanticorpi sono a maggior rischio di coagulazione inappropriata mentre la trombosi sembra essere maggiormente comune in presenza di LA.

La presenza di anticorpi antifosfolipidi non è associata ad alcun sintomo e sono presenti in circa il 5% della popolazione sana.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test del lupus anticoagulant (LA) viene utilizzato per la ricerca di autoanticorpi LA nel sangue, i quali sono associati ad ipercoagulazione. Il test LA può essere utilizzato come supporto alla definizione delle cause di:

    • Formazione inspiegabile di coaguli (trombosi) nelle vene e nelle arterie
    • Aborti spontanei ricorrenti
    • Test aPTT prolungato inspiegabile (il PTT misura il tempo in secondi necessario al sangue del paziente per formare un coagulo, in vitro, dopo l’aggiunta di opportuni reagenti). Il test LA aiuta a determinare se l’allungamento del PTT è dovuto alla presenza di inibitori specifici della coagulazione, come gli autoanticorpi diretti contro i fattori della coagulazione, o non specifici come quelli LA.
       

    Il test LA viene inoltre utilizzato:

    I LA non possono essere misurati in maniera diretta e non esistono procedure standardizzate o un singolo test che ne rilevi la presenza. Pertanto, per la conferma o l’esclusione della presenza di autoanticorpi è necessario utilizzare un pannello di test::

    • Viene raccomandato l’impiego di due test per la ricerca di LA. I più sensibili sono i test fosfolipidi-dipendenti come il test con veleno di vipera di Russel diluito (dRVVT) e il test PTT LA-sensibile, seguiti da test di conferma come:
      • Test di miscela: il test PTT o dRVVT vengono effettuati sul siero del paziente miscelato con un volume uguale di un pool di sieri “normali”
      • Correzione/neutralizzazione: al campione del paziente vengono aggiunti fosfolipidi in eccesso e quindi viene effettuato il test PTT LA-sensibile o dRVVT. In questo caso, il test PTT LA-sensibile viene chiamato test di neutralizzazione con fosfolipidi a fase esagonale.
  • Quando viene prescritto?

    Il test LA viene prescritto, insieme ad altri test, nel caso in cui:

    • Il paziente manifesti coagulazione inspiegabile nelle vene o nelle arterie. I segni e sintomi possono variare da dolore, gonfiore e decolorazione degli arti inferiori, in caso di trombosi venosa profonda, a senso di affaticamento, sudorazione e respiro affannato in caso di embolia polmonare.
    • Un paziente presenti segni e sintomi di APS; questi sono simili a quelli menzionati precedentemente.
    • Una donna vada incontro a aborti spontanei plurimi
    • Venga riscontrato un test PTT allungato inspiegabile
       

    Nel caso in cui il test indichi la presenza di LA, questo viene ripetuto per conferma dopo circa 12 settimane, in special modo per i pazienti testati per APS.

    Nel caso in cui un paziente sia negativo per LA ma sia affetto da una patologia autoimmune come il LES, il clinico può richiedere l’esecuzione occasionale di uno o più test del PTT per determinare l’eventuale sviluppo di LA. La possibilità di sviluppare LA infatti esiste in qualsiasi momento.

  • Cosa significa il risultato del test?

    La conferma della presenza di autoanticorpi LA richiede l'esecuzione di una serie di test. I referti di laboratorio sono talvolta complicati ma di solito sono accompagnati da un’interpretazione riguardo la presenza/assenza di LA. Come i risultati degli altri test riguardanti i disordini della coagulazione, anche i test LA sono talvolta di difficile interpretazione e richiedono la valutazione di un esperto in disordini da eccessiva coagulazione.

    Nonostante le modalità operative per la ricerca di LA possano variare, di solito il primo test effettuato è il test del PTT. Se il PTT è normale, è verosimile l’assenza di LA. Tuttavia questo test può non essere abbastanza sensibile per rilevare la presenza di LA; pertanto può essere necessario effettuare un test PTT LA-sensibile (PTT-LA).

    Ulteriori dettagli riguardanti i risultati dei test per LA:

    La positività per i test LA può significare che i segni e sintomi riscontrati siano dovuti a tali autoanticorpi. Allo stesso modo, in caso di esito negativo dei test, i segni e sintomi devono essere imputati ad altre cause, come la carenza dei fattori della coagulazione.

    Per esempio, la presenza di LA confermata in una o più occasioni a distanza di 12 settimane, può indicare la presenza di sindrome da anti-fosfolipidi (APS).

    I test per LA vengono spesso effettuati in concomitanza ad altri test come quelli per la ricerca degli anticorpi anti-cardiolipina (aCL) e anti-β2 glicoproteina I (β2GPI) utili nella diagnosi delle patologie da antifosfolipidi. Al fine di fornire una diagnosi corretta,i risultati di questi test devono essere interpretati insieme e parallelamente al contesto clinico.

    Esistono altri test che è possibile effettuare per escludere altre possibili cause di PTT allungato:

    • Fattori della coagulazione (ad esempio fibrinogeno) - il test per la valutazione dei fattori della coagulazione possono essere richiesti per escludere una carenza dei fattori come causa dell'allungamento del PTT e degli episodi emorragici.
    • Emocromo completo - l’emocromo comprende la conta delle piastrine; una trombocitopenia (carenza di piastrine) moderata o lieve è spesso presente in presenza di LA; i pazienti in terapia con anticoagulanti (eparina) per trombosi associata a LA possono invece avere una trombocitopenia da moderata a severa.
    • Tempo di trombina (TT) - se normale, la contaminazione da eparina è esclusa come possibile causa di allungamento del PTT.
  • Maggiori dettagli circa i risultati del test

    La tabella sottostante riassume i possibili risultati ottenibili:

      Esame Risultato Possibile Interpretazione
    Step 1 PTT LA-sensibile (PTT_LA) e/o test del veleno di vipera Russel diluito (DRVVT) Normale In genere non sono necessari ulteriori test. Nel caso di forte sospetto della presenza di inibitori, può essere ripetuto il test.
        Prolungato Possibile presenza di inibitori → Step 2
    Step 2 Test di miscela: il plasma in esame e quello ottenuto da un pool di plasmi normali vengono mescolati in parti uguali e utilizzati per ripetere il test PTT-LA e/o DRVVT Normale I test iniziali erano prolungati per la presenza di fattori diversi dalla presenza di inibitori, come ad esempio, la carenza di fattori della coagulazione.
        Prolungato Se il plasma "normale" mescolato con quello in esame non corregge il risultato, allora è molto probabile la presenza di LA → Step 3
    Step 3 Test di conferma (correzione o neutralizzazione): viene eseguito nuovamente il test PTT-LA o DRVVT ma aggiungendo un eccesso di fosfolipidi. Il rapporto normalizzato viene calcolato dividendo il risultato dei test eseguiti senza l'eccesso di fosfolipidi per questo risultato. Positivo (rapporto alto) Se superiore al valore limite di riferimento, la presenza di LA è assai probabile
        Negativo (rapporto basso) Potrebbe essere presente un inibitore specifico diverso da LA. Devono essere eseguiti ulteriori test per la ricerca di anticorpi diretti verso specifici fattori della coagulazione, come il fattore VIII.Diversamente dalla presenza di LA, responsabile di trombosi, la presenza di inibitori specifici per fattori della coagulazione può portare a gravi emorragie.

     

    Sulla base delle raccomandazioni fornite dalla Society of Thrombosis and Hemostasis (ISTH), per la conferma della presenza di LA dovrebbero essere verificati quattro criteri:

    • Prolungamento dei risultati di almeno uno dei test della coagulazione dipendenti dai fosfolipidi, come PTT-LA o DRVVT
    • Prolungamento del risultato nel test di miscela (evidenza della presenza di inibitori della coagulazione)
    • Riduzione del tempo di coagulazione dopo l'aggiunta di fosfolipidi (che dimostra la dipendenza dell'inibitore dai forsfolipidi)
    • Esclusione della presenza di inibitori specifici per i fattori della coagulazione, come il fattore VIII, che potrebbero portare a gravi emorragie
  • C'è altro da sapere?

    Dopo la contaminazione da eparina, la presenza di autoanticorpi LA è la causa principale di allungamento del PTT.

    Poiché la presenza di anticorpi aCL può indurre risultati falsamente positivi al test VDRL/RPR per la sifilide, questi test possono essere richiesti in questo contesto.

    I pazienti affetti da disordini autoimmuniHIV/AIDS, infiammazione e cancro spesso sviluppano LA. Lo stesso può accadere nei pazienti in terapia con fenotiazine, penicillina, chinidina, idralazina, procainamide, e fansidar.

    I pazienti in terapia anticoagulante con eparina o sostituti dell’eparina (irudina, danaparoid o argatroban) possono avere risultati falsamente positivi al test LA. La terapia con Warfarin (Cumadin®) può invece fornire risultati falsamente negativi nel caso in cui i livelli dei fattori della coagulazione II, VII, IX e X siano diminuiti in maniera significativa. Se possibile, il test LA dovrebbe essere effettuato prima di iniziare una terapia anticoagulante.

    Nel caso in cui un paziente con trombosi grave sia positivo per LA, è di solito necessario prolungare e aumentare l’intensità della terapia anticoagulante.

    Nel caso in cui ad un paziente venga confermata la presenza di LA, i test usati abitualmente nel monitoraggio della terapia anticoagulante (ad es. PTT per l’eparina e PT/INR per il warfarin) non sono attendibili e devono pertanto essere sostituiti con altri test. Per esempio, i test cromogenici per la misura del Xa e degli anti-Xa dovrebbero essere utilizzati rispettivamente nel monitoraggio terapeutico del warfarin e dell’eparina.

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Domande Frequenti
Fonti
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