Noto anche come
TT
TCT (Thrombin Clotting Time)
Nome ufficiale
Tempo di Trombina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
15.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come parte delle analisi effettuate nel caso di eccessiva tendenza al sanguinamento o formazione inappropriata di coaguli (episodi trombotici), in particolare per valutare il livello e la funzionalità del fibrinogeno; per rilevare la contaminazione da eparina.

 

Quando Fare il Test?

In presenza di sanguinamenti o episodi trombotici frequenti, o dopo molteplici aborti spontanei; nel caso in cui vengano riscontrate alterazioni del PT e/o dell’aPTT (prolungati), in modo particolare nel caso in cui si sospetti un’alterazione dei livelli o della funzionalità del fibrinogeno; nel caso in cui si sospetti la contaminazione del campione di sangue con eparina.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

 

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

La trombina è un enzima presente nel circolo ematico che agisce sul fattore della coagulazione fibrinogeno per formare fibrina. Il Tempo di Trombina (TT) misura l’attività del fibrinogeno.

In seguito ad un danno tale da produrre sanguinamento, l’organismo mette in atto le azioni necessarie alla formazione del coagulo in corrispondenza del sito del danno tissutale, al fine di interrompere il sanguinamento.

Come prima cosa vengono attivate le piastrine, dei piccoli frammenti cellulari, in grado di aggregarsi e formare un primo tappo. Nello stesso tempo viene attivata la cascata coagulativa durante la quale vengono progressivamente attivate varie proteine, note con il nome di “fattori della coagulazione”, incluso il fibrinogeno. Il fibrinogeno viene quindi convertito dalla trombina in filamenti chiamati fibrina i quali si legano l’un l’altro a formare una rete di fibrina in grado di aderire in corrispondenza della sede del danno tissutale. Insieme al tappo formato dall’aggregazione piastrinica, la rete di fibrina forma un coagulo stabile e previene la perdita ulteriore di sangue, rimanendo in posizione fino alla completa guarigione.

Per la formazione di questo coagulo stabile, devono essere presenti quantità sufficienti di piastrine e di fattori della coagulazione. In presenza di fattori della coagulazione o piastrine non funzionanti o in insufficienti, possono esservi episodi di sanguinamento o di trombosi ricorrenti.

Il tempo di trombina valuta la parte del processo omeostatico nella quale il fibrinogeno viene convertito in frammenti di fibrina. Esso misura il tempo misura il tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina in seguito all’aggiunta al plasma in esame di quantità note di trombina. Il TT è influenzato quindi dalla quantità/funzionalità del fibrinogeno e dall’eventuale presenza di inibitori (ad es. Eparina, prodotti della degradazione del fibrinogeno/fibrina, inibitori diretti della trombina). L’aggiunta della trombina al campione infatti rende indipendente il processo da tutti gli altri fattori della coagulazione focalizzando l’attenzione solo sul fibrinogeno.

Sebbene sia ormai noto che i test della coagulazione sono basati su ciò che avviene in vitro e che non necessariamente riflettono ciò che avviene effettivamente nell’organismo (in vivo), esistono molti test di laboratorio utilizzati per valutare la funzionalità di specifiche componenti del processo omeostatico.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al  test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

     

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il Tempo di Trombina (TT) può essere usato nell’ambito degli approfondimenti effettuati per la presenza di disordini della coagulazione o di ipercoagulabilità (episodi trombotici), in particolare per valutare la funzionalità del fibrinogeno.

    Il test di funzionalità del fibrinogeno basato sulla formazione del coagulo è ormai disponibile in maniera routinaria in tutti i laboratori ed ha quasi soppiantato il TT per la valutazione del fibrinogeno.

    Il TT è molto sensibile alla presenza dell’anticoagulante eparina. Pertanto, viene utilizzato nel monitoraggio dei pazienti ai quali venga somministrata eparina non frazionata e per rilevare la contaminazione di eparina nel campione di sangue. Sebbene il TT sia ancora talvolta utilizzato per questi scopi, spesso vie sostituito da altri test e dalle procedure di neutralizzazione dell'eparina.

     

  • Quando viene prescritto?

    Il tempo di trombina può essere richiesto da solo o insieme ad altri esami in pazienti con episodi emorragici ricorrenti o con ipercoagulabilità, in seguito ad aborti spontanei multipli o in seguito al riscontro di alterazioni nei test della coagulazione come PT e aPTT.

    Questo test può essere richiesto nel caso in cui il clinico sospetti la presenza di patologie associate alla diminuzione o alterazione della funzionalità del fibrinogeno. Tuttavia, come detto precedentemente, la valutazione del fibrinogeno viene attualmente effettuata spesso con il test di funzionalità del fibrinogeno (in associazione o non in associazione con il test antigenico del fibrinogeno).

    Il tempo di trombina può talvolta essere richiesto nel caso in cui si sospetti una contaminazione di eparina nel campione di sangue o in persone in terapia eparinica, sebbene l’uso a questo scopo sia in declino.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Il prolungamento del TT indica nella maggior parte dei casi la contaminazione del campione di sangue con eparina, un inibitore diretto della trombina, o con sostanze simili all’eparina e altri inibitori (ad es. i prodotti di degradazione del fibrinogeno/fibrina). La contaminazione può essere dovuta al trattamento del paziente con terapia eparinica e/o al lavaggio periodico del catetere endovenoso con agenti in grado di prevenire la formazione di coaguli nel catetere.

    Il TT prolungato può anche indicare la diminuzione della quantità di fibrinogeno (ipofibrinogemia o afribrinogemia) e/o l’alterazione della funzionalità del fibrinogeno (disfibrinogemia). Anche la presenza di patologie coma la Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID) o la fibrinolisi anomala possono portare all’alterazione della formazione di fibrina e quindi al prolungamento del TT, così come il grave stato di malnutrizione o la malattia epatica.

    Nel caso in cui il TT risulti nella norma, possono essere necessari ulteriori esami, incluso il test dell’attività del fibrinogeno, il test antigenico del fibrinogeno e i test di funzionalità epatica.

  • C’è altro da sapere?

    Il TT è solo uno dei test richiesti in maniera routinaria per la valutazione dell’emostasi.

    Una percentuale significativa di persone con alterazione della quantità o della funzionalità di fibrinogeno potrebbe essere asintomatica o avere solo una lieve sintomatologia; questo comporta una diagnosi solo in seguito alla scoperta di tale alterazione in seguito ad esami richiesti per altri motivi o per la presenza di sanguinamento prolungato in seguito ad interventi chirurgici o ad altri traumi.

    Il fibrinogeno è uno dei molti fattori della coagulazione noti come “proteine della fase acuta”. Questo significa che i livelli ematici di fibrinogeno e delle altre proteine della fase acuta, sono in grado di aumentare repentinamente in tutte quelle patologie/eventi in grado di causare infiammazione acuta o danno tissutale.

    Talvolta i test di biologia molecolare possono essere utili per la rilevazione di disfibrinogemia ereditaria, ipofibrinogemia o afribrinogemia dovute alla presenza di specifiche mutazioni genetiche. Questi test possono essere eseguiti, oltre che sul paziente in esame, anche sui familiari.

    Talvolta gli aborti spontanei multipli possono essere dovuti ad inappropriata coagulazione nei vasi sanguigni placentari.

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Domande Frequenti
  • Il test del Tempo di Trombina può essere eseguito ambulatorialmente?

    Fatta eccezione per il PT, tutti i test della coagulazione richiedono strumenti e reattivi specifici presenti nei laboratori.

  • Il TT può essere usato nel monitoraggio del dabigatran?

    Il dabigatran , un inibitore diretto della trombina, è uno dei nuovi farmaci anticoagulanti orali. Esso non richiede monitoraggio terapeutico routinario anche se questo può essere richiesto in alcune specifiche situazioni. La terapia con dabigatran può essere monitorata tramite il TT e il dTT, ossia il tempo di trombina diluito, anche se questa procedura non viene utilizzata di routine. Alternativamente può essere misurata direttamente la quantità di dabigatran presente nel circolo ematico.

  • Esistono delle terapie per l’alterazione dei livelli o dell’attività del fibrinogeno?

    Nella maggior parte dei casi non è necessario alcun trattamento, ma nelle persone affette da eccessivo sanguinamento può essere necessaria la somministrazione di terapia sostitutiva di fibrinogeno. Le persone con ipercoagulabilità possono richiedere una terapia con anticoagulanti come il warfarin o l’eparina per via sottocutanea.

  • Cos’è il Tempo di Reptilasi (TR) e come viene usato?

    Il test del Tempo di Reptilasi (TR) può essere utilizzato come test di conferma nel caso in cui si sospetti che il prolungamento del TT sia dovuto alla presenza di eparina. Il TR misura il tempo necessario alla formazione del coagulo in seguito all’aggiunta al campione di plasma in esame di reptilasi (un veleno estratto dai serpenti). Il TR può essere pertanto richiesto insieme al TT per approfondimenti riguardanti il tempo di coagulazione. Poiché il TT è influenzato dalla presenza di eparina ma lo stesso non vale per il TR, l’allungamento del TT e del TR indica la presenza effettiva di livelli diminuiti di fibrinogeno o di alterazione della sua funzionalità. La contaminazione da eparina viene invece confermata dall’allungamento del TT con TR normale. Il test del fibrinogeno, oggi sempre più diffuso, non richiede l’utilizzo di questi due test.

  • Il TT può essere usato nel monitoraggio del dabigatran?

    Il dabigatran, un inibitore diretto della trombina, è uno dei nuovi farmaci anticoagulanti orali. Esso non richiede monitoraggio terapeutico routinario anche se questo può essere richiesto in alcune specifiche situazioni. La terapia con dabigatran può essere monitorata tramite il TT e il dTT, ossia il tempo di trombina diluito, anche se questa procedura non viene utilizzata di routine. Alternativamente può essere misurata direttamente la quantità di dabigatran presente nel circolo ematico.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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