Noto anche come
Test di funzionalità epatica
Nome ufficiale
Test di funzionalità epatica
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 26.08.2021.
In Sintesi
Perché Fare il Test?
  • Diagnosi: anche se da solo è insufficiente per stabilire la diagnosi di una malattia del fegato, il test di funzionalità epatica contribuisce ad identificare la presenza di infiammazioni epatiche (epatiti) acute e croniche, infezioni epatiche, malattie e/o danni al fegato riconducibili ai sintomi manifestati. L'esame può essere utilizzato come ausilio diagnostico di altre problematiche di salute
  • Valutazione dell'entità della patologia epatica: per contribuire a determinare la gravità della patologia nei pazienti con alterazioni note della funzionalità epatica
  • Monitoraggio: per monitorare l’efficacia del trattamento e/o eventuali effetti collaterali di alcuni farmaci potenzialmente dannosi per il fegato
  • Screening: il test di funzionalità epatica può essere eseguito come parte del pannello metabolico completo, nell'ambito delle indagini di routine. In caso di risultati anomali, possono essere eseguiti ulteriori esami di approfondimento.
Quando Fare il Test?

Ad intervalli regolari per valutare la funzionalità epatica; quando il paziente è a rischio di sviluppare danni al fegato, assume farmaci che possono influire sulla funzionalità epatica o è affetto da una patologia epatica; in presenza di sintomi riconducibili al danno epatico, come l’ittero.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio o, nei neonati, mediante una puntura del tallone e l’assorbimento di una goccia di sangue su una carta assorbente.

Il Test Richiede una Preparazione?

Può essere richiesto al paziente di digiunare (non mangiare e bere nulla tranne acqua) nelle 8 ore precedenti al test. É importante seguire le istruzioni fornite dal personale sanitario ed informare il clinico in merito all'assunzione di farmaci (prescritti e da banco), prodotti fitoterapici, vitamine ed integratori che potrebbero influire sul risultato del test.

L’Esame

Il pannello epatico comprende un gruppo di esami eseguiti per determinare, valutare e monitorare le malattie o le lesioni epatiche. Il fegato è un organo localizzato nel quadrante superiore destro dell’addome, anteriormente alle coste inferiori. É deputato a varie funzioni essenziali per l'organismo, quali:

  • Metabolizza e detossifica sostanze altrimenti dannose per l'organismo rimuovendole dal sangue. Queste saranno successivamente eliminate tramite feci o urina
  • Produce la bile, un liquido che favorisce la digestione degli alimenti, in particolare dei lipidi 
  • Immagazzina il glicogeno, utilizzato come fonte di energia
  • Converte le sostanze nutritive contenute negli alimenti in componenti essenziali che saranno riversati nel sangue
  • Regola la coagulazione del sangue
  • Mantiene il bilancio ormonale
  • Funge da deposito di vitamine
  • Produce i componenti che sostengono il sistema immunitario nella difesa dell'organismo dalle infezioni
  • Rimuove i batteri dal sangue

Inoltre, le cellule del fegato convertono l'ammoniaca (prodotto finale della degradazione degli amminoacidi) in urea, una sostanza meno dannosa per l'organismo che può essere eliminata attraverso l'urina. 

Varie malattie ed infezioni possono provocare danni al fegato acuti o cronici, causando infiammazione (epatite), formazione di tessuto cicatriziale (cirrosi), ostruzione dei dotti biliari, tumori epatici e disfunzione del fegato. Anche l'alcol, i farmaci, alcuni integratori vegetali e le tossine possono determinare la comparsa di lesioni. Il fegato può già essere danneggiato in modo considerevole prima che si manifestino sintomi quali ittero, urine scure, feci chiare, prurito, nausea, affaticamento, diarrea e perdita o aumento di peso inspiegabili. La determinazione precoce è essenziale per minimizzare il danno e preservare la funzionalità epatica.

Il pannello epatico di solito consiste in diversi esami che misurano gli analiti riportati in seguito:

Enzimi epatici:

  • Alanina aminotransferasi (ALT): un enzima localizzato principalmente nel fegato; rappresenta il test d'elezione per rilevare la presenza di epatite
  • Fosfatasi alcalina (ALP): un enzima presente nei dotti biliari ma che può essere prodotto anche nelle ossa, nell'intestino e nella placenta, in corso di gravidanza; i suoi livelli aumentano in seguito all'ostruzione delle vie biliari
  • Aspartato aminotransferasi (AST): un enzima presente a livello epatico e in pochi altri organi, tra i quali il cuore ed altri muscoli

Proteine:

  • Albumina: misura la principale proteina prodotta dal fegato, deputata al mantenimento della pressione oncotica, essenziale per regolare la diffusione dei liquidi. La sua concentrazione può essere influenzata dalla funzionalità renale ed epatica e dalla diminuita produzione o aumentata perdita
  • Proteine totali: misura la quantità totale delle due principali classi di proteine presenti nel sangue, l’albumina e le globuline. L'esame confronta la quantità di queste due proteine, calcolando il rapporto albumina/globuline (rapporto A/G)
  • Bilirubina: la bilirubina è un pigmento giallo-arancio che deriva dalla degradazione dei globuli rossi (RBC) e che viene processata nello stadio finale dal fegato, per poi essere eliminata dall’organismo. Esistono due esami differenti che vengono solitamente eseguiti insieme (soprattutto nei soggetti con ittero): la bilirubina totale, che misura tutta la bilirubina presente nel sangue, e la bilirubina diretta, che misura la forma coniugata (legata ad altre molecole) nel fegato.

All’interno del pannello possono essere eseguiti anche altri test, in relazione alle decisioni del clinico ed alla disponibilità del laboratorio:

  • Gamma-glutamil transferasi (GGT): un enzima localizzato principalmente a livello delle cellule del fegato (epatociti); risulta essere l’enzima epatico più sensibile nel rilevare la presenza di patologie del fegato; tuttavia, la GGT non è molto specifica e non è utile nel differenziare tra le varie cause di danno epatico. Per questa ragione, l’utilizzo della GGT da sola non è raccomandato in routine, bensì in associazione ad altri test in grado di determinare la causa dell’aumento, come la fosfatasi alcalina (ALP). Livelli aumentati di GGT possono anche essere rilevati in seguito al consumo di alcol 
  • Lattico deidrogenasi (LDH): un enzima di natura ubiquitaria rilasciato in seguito al danno cellulare
  • Tempo di protrombina (PT): il fegato produce le proteine coinvolte nella coagulazione del sangue; il PT misura la capacità coagulativa e, se anomala, può indicare la presenza di danno epatico
  • Alfa-fetoproteina (AFP): associata alla rigenerazione o alla proliferazione degli epatociti; può essere prodotta da alcuni tipi di tumore
  • Anticorpi autoimmuni (ad es., ANA, ASMA, anti-LKM-1): associati alla presenza di varie malattie autoimmuni del fegato (epatite autoimmune (EAI) e colangite biliare primitiva (CBP)
  • 5′-nucleotidasi: un enzima localizzato a livello epatico e in altri organi

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il pannello epatico può essere utilizzato per:

    • Rilevare la presenza di danno epatico, specialmente in soggetti con patologie o che assumono farmaci che agiscono sul fegato; alternativamente, per le indagini di routine, può essere eseguito il pannello metabolico completo (CMP), un gruppo di esami che comprende la maggior parte del pannello epatico, oltre ad altri test per la valutazione di ulteriori organi 
    • Supporto per diagnosticare le patologie epatiche in presenza di segni e sintomi che indicano una possibile disfunzione epatica
    • Ad intervalli regolari per monitorare la funzionalità epatica, eventuali condizioni che possono interessare il fegato o l’efficacia del trattamento

    Vari esami del pannello epatico possono essere utilizzati per il monitoraggio; ad esempio, esami ripetuti della bilirubina possono essere prescritti per valutare e monitorare l’ittero nei neonati o nei soggetti con anemia emolitica.

    Risultati anomali possono indurre a ripetere uno o più esami o l’intero pannello, per valutare se l’aumento o la diminuzione persistono e/o se indicano la necessità di eseguire ulteriori test per determinare la causa della disfunzione epatica.

  • Quando viene prescritto?

    Il pannello epatico, o uno o più dei suoi componenti, può essere prescritto quando il paziente è esposto al rischio di sviluppare malattie o insufficienza epatica. Alcuni esempi includono:

    • Pazienti che assumono farmaci che possono danneggiare il fegato
    • Soggetti che assumono quantità considerevoli di alcol
    • Pazienti con storia clinica di epatite virale o che sono stati probabilmente esposti al virus dell’epatite
    • Pazienti con storia familiare di malattia epatica
    • Soggetti in sovrappeso, specialmente se affetti da diabete e/o con ipertensione
       

    Il pannello epatico può essere prescritto in presenza di segni e sintomi di malattia epatica; tuttavia, nella maggior parte dei casi, i soggetti affetti non manifestano alcun sintomo se non dopo anni o quando la patologia è già grave. I segni e i sintomi includono:

    • Debolezza, affaticamento
    • Perdita di appetito
    • Nausea, vomito
    • Gonfiore e/o dolore addominale
    • Ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi)
    • Urine scure, feci chiare
    • Prurito
    • Diarrea
       

    Spesso, il pannello epatico viene prescritto ripetutamente nel corso dei giorni o delle settimane come supporto nel determinare la causa del disordine epatico o nel valutarne la gravità.

    Quando viene diagnosticata una malattia epatica, essa dovrebbe essere monitorata ad intervalli regolari tramite l'utilizzo del pannello epatico o di uno o più dei suoi componenti. Il pannello epatico può anche essere prescritto regolarmente per monitorare l’efficacia del trattamento.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Gli esami del pannello epatico non sono diagnostici per una specifica patologia, ma indicano soltanto l'eventuale presenza di problematiche a livello epatico. In assenza di sintomi o di fattori di rischio identificabili, risultati anomali possono indicare un danno epatico temporaneo o suggerire la presenza di alterazioni nell’organismo, ad esempio a livello dei muscoli scheletrici, del pancreas o del cuore. Inoltre, possono anche essere indicatori precoci di malattia epatica e della necessità di eseguire ulteriori esami e/o un monitoraggio periodico.

    I risultati seriati del pannello epatico vengono di solito valutati insieme per determinarne l’andamento. Il clinico valuta la combinazione dei risultati per ottenere maggiori informazioni circa le patologie sottostanti. Spesso, è necessario eseguire ulteriori approfondimenti per determinare la causa del danno e/o della patologia epatica.

    La tabella seguente riassume esempi di combinazioni dei risultati che possono essere osservati in alcuni tipi di patologie o condizioni cliniche del fegato.

    Tipo di condizione o malattia epatica

    Bilirubina

    ALT e AST

    ALP

    Albumina

    PT

    Danno epatico acuto (dovuto, ad esempio, ad infezioni, tossine o farmaci, ecc.)

    Normale o aumentata, di solito dopo che l’ALT e l’AST sono già aumentate

    Di solito molto aumentata (8-50 volte il limite superiore di riferimento); l’ALT è generalmente più alta dell’AST

    Normale o solo moderatamente aumentata (inferiori di 3 volte il limite superiore)

    Normale

    Di solito normale

    Forme croniche di varie patologie epatiche

    Normale o aumentata

    Leggermente o moderatamente aumentata; l'ALT è persistentemente aumentata

    Normale o moderatamente aumentata

    Normale

    Normale

    Epatiti alcoliche

    Normale o aumentata

    AST moderatamente aumentata (inferiore di 8 volte il limite superiore), di solito circa due volte superiore la concentrazione dell’ALT

     

    Normale o moderatamente aumentata

    Normale

    Normale

    Cirrosi

    Può essere aumentata, ma di solito ciò accade a patologia avanzata

    AST è di solito più alta dell’ALT ma le concentrazioni sono normalmente più basse rispetto a quelle nelle malattie alcoliche

    Normale o aumentata

    Normale o diminuita

    Di solito prolungato

    Dotti biliari ostruiti, colestasi

    Normale o aumentata; aumenta nelle ostruzioni complete

    Normale o moderatamente aumentata

     

    Aumentata; spesso più di 4 volte la concentrazione normale

    Di solito normale, ma se la malattia è cronica la concentrazione può diminuire

    Di solito normale

    Tumore diffuso, con metastasi al fegato

    Di solito normale

    Normale o moderatamente aumentata

    Di solito molto aumentata

    Normale

    Normale

    Tumore del fegato (carcinoma epatocellulare)

    Può essere aumentata, specialmente se la malattia è progredita

    AST più alta dell’ALT ma a concentrazioni più basse di quelle osservate nelle malattie alcoliche

    Normale o aumentata

    Normale o diminuita

    Di solito prolungato

    Autoimmunità

    Normale o aumentata

    Moderatamente aumentata; l’ALT è di solito più alta dell’AST

    Normale o moderatamente aumentata

    Di solito diminuita

    Normale

    Il riscontro di risultati anomali in pazienti che assumono farmaci potenzialmente dannosi per il fegato può indicare la necessità di correggere il dosaggio o la scelta terapeutica. Nei pazienti sottoposti al monitoraggio della malattia epatica occorre valutare i risultati del pannello epatico insieme, per verificare se la funzionalità o il danno epatico sono peggiorati o migliorati. Ad esempio, un aumento anomalo di bilirubina, albumina e/o PT può indicare compromissione della funzionalità epatica, mentre la stabilizzazione o il miglioramento dei risultati può indicare il ristabilirsi della funzionalità epatica.

    Test singoli

    Alanina aminotransferasi (ALT)
    Concentrazioni elevate di ALT sono frequentemente osservate in corso di epatiti acute. Aumenti moderati possono invece essere osservati nelle epatiti croniche. I pazienti con ostruzione dei dotti, cirrosi e/o tumore epatico possono presentare concentrazioni di ALT normali o moderatamente aumentate.

    Fosfatasi alcalina (ALP)
    L’ALP può risultare significativamente aumentata in caso di ostruzione dei dotti biliari, cirrosi, tumore epatico e malattie dell’osso.

    Aspartato aminotransferasi (AST)
    Concentrazioni elevate sono solitamente riscontrate in corso di epatiti acute. Può risultare normale o moderatamente aumentata nelle epatiti croniche, in caso di ostruzione dei dotti biliari, cirrosi e tumore epatico. Quando il danno epatico è dovuto all'abuso di alcol, l’AST di solito aumenta maggiormente rispetto all’ALT (un fenomeno raramente osservabile nelle patologie epatiche). L’AST aumenta anche in seguito ad infarto e danno muscolare.

    Bilirubina
    La bilirubina risulta aumentata nel sangue quando la sua produzione supera la capacità di rimozione dell'organismo; solitamente questo fenomeno è associato all'ostruzione delle vie biliari o a varie problematiche correlate al metabolismo della molecola. E’ frequente osservare questo fenomeno nei neonati di 1-3 giorni.

    Albumina
    Di solito è normale, può essere diminuita se la produzione decresce, specialmente in corso di cirrosi.

    Proteine totali
    Le proteine totali di solito sono normali nelle patologie epatiche.

    Gamma- glutamil transferasi (GGT)
    Il test GGT viene utilizzato per determinare la causa di un aumento dell’ALP. Sia l’ALP che la GGT aumentano in corso di ostruzioni dei dotti biliari e malattie epatiche, ma solo l’ALP aumenta anche nelle malattie dell’osso. L’aumento delle GGT si osserva anche in seguito al consumo di alcol e ad alcune patologie, come lo scompenso cardiaco congestizio.

    Lattico deidrogenasi (LDH)
    E’ un marcatore non specifico di danno tissutale. Solitamente resta invariato nella maggior parte delle malattie epatiche ma aumenta in presenza di infiammazione acuta o tumori epatici, oltre che nel caso di altre patologie che non interessano il fegato.

    Tempo di protrombina (PT)
    Un allungamento del PT può essere osservato in corso di malattie epatiche, carenza di vitamina K, assunzione di farmaci che riducono il rischio di trombosi (warfarin) e carenza dei fattori della coagulazione.

  • C’è altro da sapere?

    Ognuno dei test che compone il pannello epatico può essere prescritto singolarmente, ad esempio per il monitoraggio di specifiche condizioni. 

Modalità del test
Prima del test

Può essere richiesto al paziente di digiunare (è permesso solo bere acqua) nelle 8 ore precedenti al test. É importante seguire le istruzioni fornite dal personale sanitario ed informare il clinico in merito all'assunzione di farmaci (prescritti e da banco), prodotti fitoterapici, vitamine ed integratori che potrebbero influire sul risultato del test.

Durante il test

L'analisi di laboratorio viene eseguita su un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. Durante il prelievo ematico, viene posizionato il laccio emostatico nella parte superiore del braccio, per favorire il reperimento della vena. Per prevenire eventuali infezioni, viene eseguita la disinfezione della zona del prelievo e successivamente inserito l'ago. Il prelievo può richiedere qualche minuto e causare un lieve fastidio legato alla puntura.

Dopo il test

Al termine della raccolta del campione, viene applicata una garza sterile sul sito della puntura ed esercitata una leggera pressione per prevenire eventuali emorragie e consentire una rapida guarigione. 

Questo tipo di prelievo è eseguito routinariamente e non comporta alcun rischio; può essere consigliato di evitare di effettuare sport o attività fisica intensa per alcune ore dopo il prelievo.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

2020 review performed by Hoda Hagrass MD, PhD Medical Director of Clinical Chemistry and Immunology, UAMS and ACH.

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Liver Function Tests. Cleveland Clinic. Available online at https://my.clevelandclinic.org/health/diagnostics/17662-liver-function-tests. Accessed on 4/18/2020.

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