Noto anche come
Immunoglobuline totali
Immunoglobuline A
IgA
Immunoglobuline G
IgG
Immunoglobuline M
IgM
Nome ufficiale
Immunoglobuline quantitative
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 28.01.2019.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per valutare lo stato del sistema immunitario del paziente; per rilevare e monitorare un eccesso o una carenza di una o più classi di immunoglobuline (IgG, IgA, e IgM).

Quando Fare il Test?

In presenza di infezioni ricorrenti e/o diarrea cronica; in caso di sospetta carenza o eccesso di una particolare classe di immunoglobuline; periodicamente per monitorare una patologia acquisita (HIV/AIDS; mieloma multiplo) o genetica (deficit selettivo di IgA) in grado di alterare la concentrazione delle immunoglobuline.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio; a volte un campione di liquor, prelevato tramite una procedura chiamata rachicentesi, di saliva o altri fluidi biologici.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

Le immunoglobuline sono una parte fondamentale del sistema immunitario. Sono proteine prodotte da specifiche cellule immunitarie, chiamate plasmacellule, in risposta a batteri, virus, microrganismi e altre sostanze riconosciute dall’organismo come antigeni estranei (“non- self”) e pericolosi. Questo esame misura la concentrazione delle immunoglobuline G, A ed M (IgG, IgA, IgM) nel sangue e, in alcune circostanze, nel liquor o nella saliva.

La prima volta in cui l'organismo viene infettato o entra in contatto con una sostanza estranea (antigene), il sistema immunitario riconosce il microrganismo o la sostanza come estranea (“non-self”) e stimola le plasmacellule a produrre le immunoglobuline specifiche, chiamate anticorpi, in grado di legarsi all’agente estraneo e neutralizzarlo. In caso di esposizioni successive, il sistema immunitario è in grado di ricordare l’antigene che ha incontrato e quindi di attivare una produzione più rapida degli anticorpi specifici; nel caso dei microrganismi, questo meccanismo di memoria aiuta a prevenire le re-infezioni.

Esistono cinque classi di immunoglobuline e molte sottoclassi. Ciascuna classe rappresenta un gruppo di immunoglobuline caratterizzate da ruoli leggermente differenti. Le classi di immunoglobuline sono:

  • Immunoglobuline M (IgM) - sono prodotte alla prima risposta dell’organismo ad una nuova infezione o ad un nuovo antigene estraneo, fornendo una protezione a breve termine. La concentrazione di IgM aumenta per alcune settimane e poi diminuisce quando inizia la produzione di IgG.
  • Immunoglobuline G (IgG) - rappresentano circa il 70-80% delle immunoglobuline del sangue. Gli anticorpi IgG sono prodotti durante la prima infezione o all’esposizione di antigeni estranei, aumentano  dopo qualche settimana dal contatto, per poi diminuire e stabilizzarsi. L’organismo mantiene la memoria delle diverse IgG, che possono quindi essere riprodotte ad ogni esposizione allo stesso antigene. Le IgG sono responsabili della protezione a lungo termine contro i microrganismi. Nelle persone con un sistema immunitario normale, la produzione delle IgG è sufficiente a prevenire una nuova infezione. Il meccanismo immunitario alla base dei vaccini consiste quindi nel creare la memoria verso un microrganismo al quale il soggetto non è stato ancora esposto, esponendo la persona al microrganismo vivo ma attenuato o ad un antigene in grado di stimolare il riconoscimento del microrganismo. Le IgG sono le uniche immunoglobuline che possono passare attraverso la placenta. Le IgG della madre forniscono protezione al feto durante la gravidanza e al neonato durante il primo mese di vita. Esistono quattro sottoclassi di IgG: IgG1, IgG2, IgG3 e IgG4.
  • Immunoglobuline  A (IgA) - le IgA costituiscono circa il 15 % delle immunoglobuline totali nel sangue ma sono presenti anche nella saliva, nelle lacrime, nelle secrezioni gastriche e respiratorie e nel latte materno. Le IgA forniscono pertanto una protezione contro le infezioni delle mucose (tratto respiratorio, alte e basse vie e tratto gastrointestinale, stomaco e intestino). Le IgA vengono trasmesse dalla madre al bambino tramite l’allattamento, fornendo così una protezione al tratto gastrointestinale del bambino. Le IgA vengono prodotte in quantità significativa solo a partire dal sesto mese di vita del bambino; perciò ogni IgA presente prima dei sei mesi nel sangue del neonato, deriva dal latte materno. Esistono due sottoclassi di IgA: IgA1 e IgA2.
  • Immunoglobulina D (IgD) - il ruolo delle IgD non è ancora stato ben definito e non vengono misurate in routine.
  • Immunoglobulina E (IgE) - Le IgE sono associate alle allergie, alle malattie allergiche e alle infezioni parassitarie. Sono spesso misurate come parte del pannello d’esami per le allergie, e di solito non fanno parte del test delle immunoglobuline quantitative.
     

Il test delle immunoglobuline quantitative  misura la concentrazione totale delle classi di immunoglobuline IgG, IgA ed IgM senza distinzione tra le varie sottoclassi. Possono però essere eseguiti test ulteriori per misurare le sottoclassi o gli anticorpi specifici.  

Esistono diverse patologie in grado di determinare un aumento (ipergammaglobulinemia) o una diminuzione (ipogammaglobulinemia) nella produzione delle immunoglobuline. Alcune possono dare un eccesso o una carenza di tutte le immunoglobuline, mentre altre coinvolgono solo una classe. Alcune di queste malattie possono essere trasmesse da una generazione a quella successiva (ereditarie), altre sono invece acquisite.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test per la misura delle immunoglobuline consente di rilevare l'eccesso o la carenza delle tre principali classi di immunoglobuline (IgG, IgA ed IgM). Questo esame fornisce informazioni importanti circa lo stato di salute del sistema immunitario del paziente ed è usato allo scopo di diagnosticare varie patologie che possono alterare la concentrazione di una o più classi di immunoglobuline.

    In generale, le patologie che riguardano le immunoglobuline, possono essere così classificate:

    • Eccesso di immunoglobuline
      • Policlonale: le immunoglobuline in eccesso sono prodotte da differenti tipi di plasmacellule
      • Monoclonale: le immunoglobuline in eccesso sono prodotte da un singolo clone di plasmacellule
    • Carenza di immunoglobuline
      • Secondaria (acquisita) — le più comuni sono dovute a patologie sottostanti o ad altri fattori
      • Primaria (ereditata) — rare patologie in cui l’organismo non è in grado di produrre una o più classi di immunoglobuline
         

    Questo esame può essere richiesto insieme ad altri esami, come l’elettroforesi delle proteine sieriche e/o urinarie, come supporto alla diagnosi e al monitoraggio di patologie associate ad una produzione anomala o eccessiva di immunoglobuline. In questi casi, è necessario raccogliere anche un campione di urine, insieme a quello di sangue.

    In presenza di quantità eccessive di un tipo di immunoglobulina, deve essere eseguita un’immunofissazione per verificare se l’immunoglobulina in eccesso deriva da plasmacellule clonali (gammopatia monoclonale) o normali. Tra le gammopatie monoclonali è presente il mieloma multiplo, una patologia tumorale delle plasmacellule. Possono inoltre essere misurate le catene leggere libere sieriche.

  • Quando viene prescritto?

    Questo esame può essere richiesto in presenza di segnisintomi di una carenza di immunoglobuline, come infezioni ricorrenti, specialmente del tratto respiratorio (alte vie e polmoni) o del tratto gastrointestinale (stomaco e intestino), e/o diarrea cronica.

    L’esame delle immunoglobuline può inoltre essere prescritto in persone con segni di infiammazione o infezioni croniche e quando il clinico sospetti la produzione eccessiva o anomala di immunoglobuline. Il test può essere prescritto periodicamente per monitorare il decorso della patologia.

    Questo esame può inoltre essere eseguito su liquor in caso di sospetta presenza di una patologia del sistema nervoso centrale associata ad un’eccessiva produzione di immunoglobuline.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati dei test per la misura delle immunoglobuline IgG, IgA e IgM sono di solito valutati insieme. La presenza di risultati anomali indica un'alterazione a carico del sistema immunitario e quindi la necessità dell'esecuzione di ulteriori esami. L'esame delle immunoglobuline quantitative non è diagnostico ma può essere un buon indicatore della presenza di una patologia. Esistono infatti molte malattie associate all’aumento o alla diminuzione di immunoglobuline.

    Concentrazioni elevate

    L’aumento delle immunoglobuline policlonali può essere osservato in varie patologie.

    La presenza di immunoglobuline monoclonali è associata a tumori delle cellule del sangue che coinvolgono i linfociti o le plasmacellule. In queste patologie di solito vi è un cospicuo aumento di una classe di immunoglobuline a discapito delle altre due. Sebbene le persone affette da queste patologie abbiano effettivamente un aumento delle immunoglobuline totali, sono in realtà immunocompromesse poiché la maggior parte delle immunoglobuline prodotte è anomala e non contribuisce alla risposta immunitaria.

    Nella seguente tabella sono elencati alcuni esempi di patologie che possono determinare un aumento di immunoglobuline:

    Risultato delle immunoglobuline

    Patologie associate

    Aumento policlonale di una o di tutte le tre classi (IgG, IgA e/o IgM)

    Aumento monoclonale di una classe con o senza decremento nelle altre due classi

     
    Concentrazioni basse

    La causa più comune della diminuzione della concentrazione delle immunoglobuline riguarda la presenza di patologie sottostanti acquisite (secondarie) che possono inficiare l’abilità dell’organismo di produrre immunoglobuline o aumentarne la perdita. Le carenze possono inoltre essere dovute a tossine o a farmaci come immunosoppressori, corticosteroidi, fenitoina e carbamazepina.

    La tabella sottostante raccoglie le cause più frequenti di basse concentrazioni di immunoglobuline:


    Patologie/ fattori che influenzano la produzione di immunoglobuline

    • Farmaci come fenitoina, carbamazepina, immunosoppressori
    • Complicazioni da patologie come insufficienza renale o diabete
    • Transitorio calo della produzione nei bambini, in modo particolare nei prematuri

    Patologie che causano un’anomala perdita di proteine

    • Sindrome nefrosica - patologia renale associate a perdita di proteine nell’urina
    • Ustioni
    • Enteropatia con perdita di proteine - qualsiasi patologia del tratto gastrointestinale che alteri la digestione o l’assorbimento di proteine

     

    Le patologie ereditarie che causano immunodeficienza sono rare e sono chiamate immunodeficienze primarie. Queste malattie influenzano la produzione di tutte le immunoglobuline, una classe, o una o più sottoclassi.

    Alcune di queste patologie sono: agammaglobulinemia, una forma di immunodeficienza variabile (CVID), agammaglobulinemia X-linked (associata a un gene presente sul cromosoma X), atassia teleangiectasia, sindrome di Wiskott-Aldrich, sindrome da iper-IgM e immunodeficienza severa combinata (SCID).

    Nel liquor, le immunoglobuline sono normalmente presenti in concentrazioni basse. L’aumento può essere osservato, ad esempio, in presenza di infezioni del sistema nervoso centrale (meningiti, encefaliti), patologie infiammatorie e sclerosi multipla.

    Nei pazienti soggetti a infezioni respiratorie ricorrenti possono essere osservate diminuzioni di IgA nella saliva.

  • C’è altro da sapere?

    Le persone affette da patologie caratterizzate dalla diminuzione della concentrazione delle immunoglobuline potrebbero non avere una risposta sufficiente alla vaccinazione; il sistema immunitario di queste persone infatti non è in grado di produrre quantità sufficienti di anticorpi tale da assicurare una protezione nei confronti della patologia per la quale viene effettuato il vaccino. Inoltre queste persone non possono sottoporsi a vaccini con microrganismi vivi attenuati, come nel caso dei vaccini per la poliomielite o il morbillo.

    Alcuni test di laboratorio misurano gli anticorpi presenti nel sangue. Coloro che sono affetti da una carenza di immunoglobuline, possono dare risultati falsi negativi a questi tipi di test. Ad esempio, il test per la celiachia ricerca la presenza dell’anticorpo anti-transglutaminasi tissutale (anti-tTG) di classe IgA. In persone con una carenza di IgA il risultato del test può essere negativo nonostante l'effettiva presenza della malattia. Per questo motivo, in caso di sospetta carenza delle IgA, la persona che effettua il test per la celiachia deve sottoporsi anche ad un test per le IgA quantitative.

    In caso di presenza di basse concentrazioni di IgG o IgA, o di sospetta carenza in una delle sottoclassi, è necessario eseguire il test delle sottoclassi per determinare e definire meglio la carenza. La carenza delle sottoclassi può essere presente anche in presenza di concentrazioni normali delle immunoglobuline totali appartenenti a quella classe.

    Alcune persone affette da carenza di IgA, possono sviluppare anticorpi anti-IgA. Se sottoposte a trasfusione con componenti del sangue contenenti IgA (plasma o immunoglobuline), possono andare incontro a shock anafilattico.

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Domande Frequenti
  • Perché ai neonati può essere richiesto il test delle IgM?

    Il test delle IgM può essere utilizzato per capire se un neonato ha acquisito un’infezione prima della nascita (congenita). Il feto può produrre IgM in risposta ad un'infezione. A causa delle loro dimensioni, le IgM non possono passare dalla madre al bambino attraverso la placenta durante la gravidanza; per questo motivo ogni anticorpo IgM presente nel sangue del neonato è stato prodotto da lui stesso e non dalla madre. Pertanto la presenza di specifiche IgM nel neonato indica che un’infezione è iniziata durante la gravidanza.

  • Cos'è l'ipogammaglobulinemia transitoria del neonato (THI)?

    I bambini, seppur con il sistema immunitario normale, possono avere un temporaneo decremento della concentrazione di IgG dovuto ad un ritardo nella loro produzione. La protezione dalle infezioni viene persa dal momento che la concentrazione delle IgG derivanti dalla mamma nel sangue del bambino diminuisce nel giro di qualche mese. La concentrazione delle IgG rimane pertanto bassa finché non inizia la produzione di IgM e di IgG da parte del bambino. Ciò determina un periodo di tempo durante il quale il bambino è a rischio d'infezioni ricorrenti.

    I bambini allattati al seno acquisiscono tuttavia le IgA dal latte materno. Le IgA del latte materno possono essere protettive contro le infezioni, in particolar modo nel tempo che intercorre tra la diminuzione degli anticorpi della mamma e la produzione degli anticorpi da parte del bambino.

  • E’ possibile fare qualcosa per modificare la concentrazione delle immunoglobuline?

    Nella maggior parte dei casi, le immunoglobuline non rispondono ai cambiamenti dello stile di vita. In caso di assunzione di un farmaco in grado di diminuire la concentrazione di una o più classi di immunoglobuline, è necessario consultare il proprio medico. E’ tuttavia molto importante non smettere alcuna terapia o cambiare il dosaggio senza aver consultato il medico. 

    I bambini perdono gradualmente la protezione dalle infezioni dal momento che la concentrazione di IgG che hanno ricevuto dalla madre attraverso la placenta diminuisce dopo la nascita. Una maggior protezione può essere fornita al bambino mediante l’allattamento al seno poiché il latte contiene le IgA, che proteggono dalle infezioni.

  • Esistono sintomi associati ad una diminuzione delle immunoglobuline?

    Non specifici. Infezioni ricorrenti inspiegabili, infezioni multiple, infezioni opportunistiche con o senza diarrea cronica, possono indicare che lo stato immunitario del paziente deve essere testato.

    La presenza di una storia familiare di immunodeficienza richiede l'esecuzione di esami di approfondimento. Inoltre una visita specialistica e l’attento ascolto della storia clinica del paziente possono essere molto importanti per la formulazione di una diagnosi.

  • Perché a volte viene richiesto al paziente di raccogliere anche l’urina?

    Per determinare la presenza di proteine nell’urina e/o determinarne la concentrazione e il tipo. Questo avviene in caso di sospetta presenza di una patologia associata ad una produzione eccessiva o anomala di immunoglobuline. In questi casi, il test quantitativo per le immunoglobuline viene eseguito spesso insieme ad altri test come l’elettroforesi delle proteine sieriche e urinarie, utili per la formulazione di una diagnosi.

Fonti
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