Noto anche come
Citomegalovirus
CMV IgM
CMV IgG
Nome ufficiale
Anticorpi Cytomegalovirus (IgG e IgM), PCR, Coltura
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 03.11.2019.
In Sintesi
Perché Effettuare il Test?

Per la diagnosi di un'infezione da citomegalovirus (CMV) in corso, pregressa o riattivata o nel caso in cui risulti importante conoscere lo stato immunitario del paziente nei confronti di CMV, ad esempio prima di un trapianto d'organo.

Quando Fare il Test?

Nelle donne in gravidanza o in persone immuno-compromesse o con sintomi simil-influenzali che suggeriscano la presenza di un'infezione da CMV; nei neonati con anomalie congenite, ittero o anemia inspiegabili e/o in bambini con convulsioni o problemi di sviluppo riconducibili ad un’infezione da CMV; prima di ricevere un trapianto d'organo.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Il campione richiesto dipende dal tipo di esame: per la misura degli anticorpi anti-CMV viene prelevato un campione di sangue venoso; per rilevare la presenza del virus stesso, in pazienti sintomatici, può essere utilizzato un campione di sangue, urina, saliva, liquido amniotico, liquido cefalorachidiano, liquido duodenale, altri tessuti corporei o saliva (nei neonati). Alcuni campioni, come il liquido amniotico, il liquido cefalorachidiano o il tessuto corporeo (biopsia), potrebbero richiedere una procedura particolare per la raccolta.

Il Test Richiede una Preparazione?

Nessuna per gli esami eseguiti su un campione di sangue. Nel caso in cui sia richiesto un altro tipo di campione, l’operatore sanitario fornirà le appropriate istruzioni per la preparazione all’esame.

L'Esame

Il Citomegalovirus (CMV) è un virus comune, solitamente asintomatico o responsabile solo di una malattia lieve. Il test CMV ricerca gli anticorpi presenti nel sangue e prodotti dall’organismo in risposta all'infezione, oppure direttamente il CMV.

Il CMV è diffuso in tutto il mondo e in tutti gli strati sociali della popolazione, prevalentemente nei paesi in via di sviluppo e nelle aree caratterizzate da scarse condizioni socioeconomiche: si stima che la popolazione mondiale entrata in contatto con il CMV sia compresa tra il 60 e il 90%.

Nell’America del Nord (40-60%) e in Gran Bretagna (circa 50%) la prevalenza (proporzione di individui di una popolazione che, in un dato momento, presenta la malattia) dell’infezione è bassa, mentre in Italia, come nella maggior parte degli altri Paesi europei, si aggira intorno all’80%.

La maggioranza delle persone contrae l’infezione durante l’infanzia o in giovane età. Nella maggior parte delle persone l’infezione è asintomatica o causa solo sintomi lievi e spesso non viene pertanto rilevata. Gli individui con sintomatologia lieve possono presentare segni e sintomi aspecifici, come mal di gola, febbre, stanchezza e ghiandole gonfie. Negli adulti, l'infezione da CMV può talvolta causare sintomi para-influenzali o segni e sintomi simili alla mononucleosi (mono), come estrema stanchezza, febbre, brividi, dolori muscolari e/o mal di testa, che di solito si risolvono in poche settimane.

Durante un'infezione attiva, il CMV può essere presente in molti fluidi corporei, tra cui saliva, urina, sangue, latte materno, sperma, liquido vaginale e liquido cefalorachidiano. Il CMV si trasmette facilmente da persona a persona attraverso il contatto ravvicinato o tramite il contatto con fluidi corporei o oggetti contaminati, come pannolini o giocattoli.

Dopo l’infezione, il CMV rimane nell’organismo per il resto della vita dell’individuo senza causare sintomi: dopo che l'infezione "primaria" si è risolta, il CMV diventa dormiente o latente, come succede per altri virus appartenenti alla famiglia degli herpesvirus. Tuttavia, l’indebolimento del sistema immunitario può causare la riattivazione del virus e la conseguente comparsa delle malattie associate.

Il CMV può causare considerevoli problemi di salute in diverse situazioni:

  • Una donna infettata per la prima volta (infezione primaria) durante la gravidanza, può trasmettere l'infezione al feto attraverso la placenta. L’infezione può causare gravi problemi fisici e di sviluppo nel bambino. La maggior parte (circa il 90%) dei neonati infettati, appare sana alla nascita; i sintomi possono manifestarsi alcuni mesi dopo e possono includere problemi di udito o vista, polmonite, convulsioni e/o ritardo nello sviluppo mentale. Alcuni bambini possono nascere morti, altri ancora presentano sintomi già poche ore dopo la nascita come ittero, anemia, ingrossamento della milza o del fegato e microcefalia (testa piccola).
  • Il CMV può causare gravi malattie e morte nelle persone immunodepresse, come coloro che sono affetti da HIV/AIDS, coloro che hanno ricevuto un trapianto di organi solidi o di midollo e i pazienti con tumore sottoposti a chemioterapia. Questi individui possono manifestare i sintomi più gravi e nel loro caso l’infezione da CMV può rimanere attiva nel tempo. Il CMV può riattivarsi in persone precedentemente esposte, causando infezione in varie sedi:
    • Occhi, causando infiammazione della retina, che può portare a cecità.
    • Apparato digerente, causando diarrea ematica e dolore addominale
    • Polmoni, causando polmonite con tosse non produttiva e respiro corto
    • Encefalo, causando encefalite
    • Milza e fegato
    • Trapianti d’organo o di midollo osseo, causando un rigetto

Il CMV attivo inoltre deprime ulteriormente il sistema immunitario, favorendo il verificarsi d'infezioni secondarie come le infezioni fungine.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’esame del Citomegalovirus (CMV) non è richiesto a scopo di screening sulla popolazione generale. Può essere utilizzato per la diagnosi di un'infezione da CMV attiva, riattivata o pregressa in alcuni casi selezionati, come:

    • Donne in gravidanza o persone immuno-compromesse con segni e sintomi caratteristici
    • Persone candidate per un trapianto d’organo o di midollo osseo
    • Neonati con determinate anomalie dalla nascita (congenite)

    In base allo scopo del test, possono essere utilizzati metodi diversi d’analisi:

    Test anticorpali (sierologia)

    Questo tipo di esami rileva nel sangue gli anticorpi che vengono prodotti in risposta all'infezione da CMV e può essere utilizzato per diagnosticare un'infezione in corso o pregressa. Possono essere ricercate e misurate due classi di anticorpi anti-CMV:

    • Anticorpi IgM: sono prodotti per primi dall'organismo in risposta all'infezione da CMV. Possono essere rilevati nel sangue entro una settimana o due dall’esposizione iniziale. I livelli di IgM (titolo) aumentano per un breve periodo di tempo, quindi diminuiscono e di solito scendono al di sotto dei livelli rilevabili dopo alcuni mesi. I livelli degli anticorpi IgM aumentano nuovamente quando il CMV latente si riattiva.
    • Anticorpi IgG: vengono prodotti diverse settimane dopo l'infezione iniziale da CMV. I livelli di IgG aumentano durante l'infezione attiva, poi si stabilizzano alla risoluzione dell’infezione, quando il virus diventa inattivo. Dopo l’esposizione, le IgG anti-CMV permangono nel sangue del soggetto per tutto il resto della vita, e sono coinvolti nella protezione dell’organismo da un'ulteriore infezione primaria (immunità).

    Per l’interpretazione dei risultati dell’esame, viene verificata l'assenza o la presenza di anticorpi IgG e IgM nello stesso campione o la loro quantità (titolo) in campioni raccolti a distanza di uno-tre mesi (campioni raccolti durante la fase acuta e di convalescenza); in questo modo è possibile distinguere tra infezione da CMV attiva e latente.

    Rilevamento diretto del CMV

    Per la diagnosi d’infezioni congenite nei neonati e per rilevare e/o confermare la presenza d’infezioni attive negli altri pazienti, possono essere utilizzati i metodi molecolari, come la reazione a catena della polimerasi (PCR). Questi metodi consentono di rilevare il materiale genetico (DNA) del CMV (test qualitativo) e/o misurare la quantità di DNA virale presente nel campione (test quantitativo, noto anche come carica virale). I metodi molecolari sono più sensibili rispetto a quelli colturali e i risultati, sia positivi che negativi, sono disponibili in ​​un breve periodo di tempo.

    Le persone immuno-compromesse con infezione da CMV attiva, possono essere monitorate utilizzando vari test CMV. Il monitoraggio della quantità di virus presente (carica virale) consente di determinare la risposta del paziente alla terapia antivirale.

    Le colture virali non sono utilizzate abitualmente ma talvolta possono essere adoperate per rilevare il CMV.

  • Quando viene prescritto?

    I test CMV possono essere prescritti, insieme ai esami per l’influenza, la mononucleosi (mono) e l’EBV (virus di Epstein-Barr), in donne in gravidanza o in persone immuno-compromesse con segni e sintomi simili all’influenza o alla mononucleosi, come:

    • Fatica, debolezza
    • Mal di gola
    • Linfonodi ingrossati
    • Febbre
    • Mal di testa
    • Dolori muscolari

    Nelle persone sottoposte a trapianto o in trattamento con terapia antivirale, possono essere prescritti test CMV a intervalli regolari.

    I test molecolari possono essere richiesti per neonati o bambini con:

    • Ingiallimento della pelle e degli occhi (ittero)
    • Conta piastrinica bassa
    • Milza e / o fegato ingrossati
    • Testa piccola
    • Problemi di udito e vista
    • Polmonite
    • Convulsioni
    • Segni di ritardo nello sviluppo mentale

    La ricerca degli anticorpi anti-CMV può essere richiesta per rilevare un’infezione pregressa in pazienti candidati per un trapianto d’organo o di midollo.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati dei test CMV devono essere interpretati con attenzione, in accordo con le evidenze cliniche, i segni e sintomi presenti. Talvolta può essere difficile distinguere tra un'infezione da CMV latente, attiva o riattivata. Ciò può essere dovuto a vari motivi, ad esempio:

    • Dopo l’infezione, il CMV permane nell’organismo del soggetto infetto in forma latente. Il CMV latente può tuttavia, in condizioni particolari, riattivarsi e, in questo caso, possono apparire piccole quantità di virus nei fluidi corporei senza però alcuna manifestazione clinica.
    • Una persona immuno-compromessa infettata da CMV, potrebbe non avere una risposta anticorpale adeguata: i livelli di IgM e IgG potrebbero essere minori del previsto nonostante la presenza di un CMV attivo.
    • Il virus potrebbe non essere presente in numero sufficiente da poter essere rilevato nel fluido o tessuto testato.
    • L’esecuzione dei test nelle primissime fasi di un'infezione acuta, potrebbe comportare la presenza di risultati falsamente negativi dovuti a livelli non rilevabili di anticorpi anti-CMV.
    Test sierologici

    La positività dei test per la misura di IgG e IgM anti-CMV in presenza dei sintomi specifici, indica la probabile infezione in un soggetto esposto al CMV o la riattivazione di un’infezione pregressa. L’aumento delle IgG dopo uno-tre mesi dalla presunta infezione, conferma l’avvenuto contagio o la riattivazione. L’aumento delle IgG di 4 volte tra il primo e il secondo campione, indica la presenza di un'infezione attiva da CMV (primaria o riattivata).

    Un risultato positivo per le IgM e negativo per le IgG, indica la presenza di un'infezione recente.

    Livelli bassi o non rilevabili di IgG e/o IgM possono indicare la presenza di un'infezione non dovuta a CMV o la non corretta risposta del sistema immunitario (mancata produzione di quantità adeguate di anticorpi nonostante la presenza del CMV).

    La seguente tabella riassume i possibili risultati dei test anticorpali:

    CMV, IgM

    CMV, IgG

    Possibile Interpretazione

    Negativo

    Negativo

    Assenza dell’infezione primaria o pregressa; la persona è suscettibile all’infezione primaria

    Sintomi dovuti ad altra causa

    Il sistema immunitario non produce un adeguato numero di anticorpi (immunocompromesso)

    Positivo

    Negativo

    Infezione primaria recente

    Nuova esposizione a CMV

    Riattivazione di CMV latente

    *Il risultato non è diagnostico per un’infezione primaria

    Positivo

    Positivo, con un incremento di quattro volte nel titolo tra il primo campione e un altro raccolto in seguito (campioni raccolti durante la fase acuta o di convalescenza)

    Probabile presenza di infezione attiva primaria o riattivazione di un’infezione latente

    Negativo

    Positivo

    Infezione pregressa (il soggetto è immune ad un’infezione primaria); infezione latente

    Ricerca diretta del CMV

    Un risultato positivo per la presenza del DNA di CMV può indicare la presenza del virus e quindi un’infezione attiva. Alti livelli di DNA virale possono indicare la presenza di un'infezione molto grave; al contrario livelli bassi possono indicare o un'infezione da CMV meno grave, di solito asintomatica o con sintomi lievi, o l’assenza di un’infezione attiva.

    Risultati negativi al test del DNA possono indicare l’assenza dell'infezione da CMV, ma non possono escluderla con certezza: il virus potrebbe essere presente in quantità molto ridotta o potrebbe non essere presente nel campione testato.

    La misura dei livelli di CMV (carica virale) può essere richiesta nel monitoraggio dell'efficacia della terapia antivirale; in questo caso, la riduzione della carica virale indica un’adeguata risposta al trattamento. La mancata diminuzione dei livelli di CMV, potrebbe indicare la presenza di un ceppo virale resistente alla terapia.

    Un risultato positivo all’esame colturale può indicare la presenza di un'infezione attiva. Per l’esecuzione di questo tipo di esame sono necessari 1 o 2 giorni. La formulazione di un risultato negativo, richiede il mantenimento in coltura per 3 settimane: il CMV potrebbe infatti essere presente in quantità molto limitate nel campione originale e/o il ceppo di CMV potrebbe essere caratterizzato da una crescita lenta.

  • C'è altro da sapere?

    Il test CMV è uno degli esami inclusi nel pannello TORCH. Questo pannello di esami esamina un gruppo di malattie infettive che possono causare patologie nelle donne in gravidanza e difetti alla nascita nei feti. TORCH è l'acronimo di: Toxoplasmosi, Rosolia, Citomegalovirus e virus dell'Herpes simplex, anche se è in grado di rilevare altre infezioni.

    I pazienti affetti da HIV/AIDS CMV-negativi e i candidati ad un trapianto di cuore o di polmone CMV-negativi che necessitano di una trasfusione di sangue, dovrebbero ricevere solo emocomponenti risultati negativi agli anticorpi anti-CMV (i cosiddetti emocomponenti sieronegativi per CMV).

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Domande Frequenti
  • E’ possibile sapere se il Cytomegalovirus (CMV) si è riattivato?

    Nelle persone relativamente in salute, la riattivazione può essere asintomatica o essere associata a lievi sintomi para-influenzali. Nelle persone immuno-compromesse, potrebbero manifestarsi sintomi più gravi a carico di polmoni, apparato digerente o occhi. E’ importante rivolgersi al proprio medico curante e riferire i sintomi presenti.

  • Come viene trasmessa un’infezione in corso o pregressa di CMV?

    L’infezione può essere trasmessa sia da persone con un’infezione attiva primaria che pregressa, anche in assenza di segni o sintomi particolari. I sintomi, se presenti, si manifestano dopo un periodo che va da 9 a 60 giorni dopo l'infezione primaria. Tuttavia, la trasmissione del virus richiede uno stretto contatto. Il virus può diffondersi attraverso diversi tipi di fluidi corporei, tra cui saliva, latte materno, fluidi vaginali, sperma, urina e sangue.

  • Esiste qualche modo per evitare di contrarre il CMV?

    Attualmente, non esiste un vaccino per il CMV. Un'attenta igiene può aiutare a prevenire la trasmissione del virus ma, dal momento che si tratta di un virus molto comune, che è presente nella maggior parte dei fluidi corporei e che viene trasmesso a seguito di contatti ravvicinati, la maggior parte delle persone vengono infettate nelle prime fasi della loro vita. È stato stimato che fino al 70% dei bambini presenti negli asilo nido è stato esposto al CMV e che tra l'8% e il 20% di coloro che forniscono servizi di assistenza all'infanzia contrae il CMV.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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