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TORCH

Noto anche come: Pannello TORCH
Nome ufficiale: Test TORCH
Ultima Revisione:  28/11/2025
Ultima Modifica:  28/11/2025


Revisore
Dr.ssa Ilaria Baccani – Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli studi di Firenze;  SOD Microbiologia e Virologia, AOU-Careggi, Firenze.


Perché?

Come parte dello screening delle donne in gravidanza o nei neonati per rilevare la presenza di infezioni in grado di causare difetti congeniti nei neonati.

Quando?

Nel caso in cui un neonato presenti difetti congeniti che potrebbero essere stati causati da uno degli agenti infettivi presenti nel pannello TORCH; talvolta nel caso in cui una donna in gravidanza venga esposta a certi agenti infettivi e manifesti segni e sintomi di malattia.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio per gli adulti o tramite la puntura del tallone nel caso di un neonato.

La preparazione

No, nessuna.

L’acronimo TORCH si riferisce ad un gruppo di malattie infettive che, se contratte durante la gravidanza, possono determinare la presenza di difetti congeniti nel bambino. Il test verifica la presenza di alcuni degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a queste infezioni. La conferma di un’infezione attiva però richiede l’esecuzione di esami più specifici.

Il pannello TORCH è composto dai seguenti esami: Toxoplasmosi, Other (altre infezioni come
Sifilide, HIV, Parvovirus B19, Varicella), Rosolia, Citomegalovirus e virus dell’Herpes simplex.

  • La Toxoplasmosi è un’infezione parassitaria che può essere trasmessa dalla madre al figlio attraverso la placenta durante la gravidanza. Un’infezione con Toxoplasma gondii raramente può causare gravi infiammazioni dell’occhio e al sistema nervoso centrale così come cisti presenti in sede muscolare e nell’encefalo.Questi sintomi sono spesso associati alla co-presenza di malattie autoimmuni o in pazienti sieropositivi. La gravità delle infezioni in gravidanza varia invece in base al periodo di esordio. Infezioni contratte nei primi mesi di gestazione possono indurre gravi danni al feto come aborto, ritardo di crescita, morte fetale, o parto pretermine. Al contrario, infezioni congenite contratte durante il terzo trimestre risultano generalmente asintomatiche.La toxoplasmosi viene contratta soprattutto attraverso l’ingestione di carne cruda o poco cotta contenente cisti tissutali, oppure attraverso l’ingestione di acqua, frutta, verdura, molluschi o il contatto con terra contaminata da oocisti. L’ospite definitivo è il gatto, pertanto tutti gli alimenti che possono essere a rischio di contaminazione dai suoi escrementi devono essere consumati in seguito a cottura.
  • La Rosolia è causata da un virus appartenente alla famiglia dei Rubivirus. Il virus causa infezioni a decorso benigno e le complicanze sono rare. Se contratto precocemente durante la gravidanza, il bambino può sviluppare patologie cardiache, ritardo della crescita e/o mentale, perdita dell’udito, disturbi del sistema circolatorio, problemi di vista o polmonite. Gli effetti che possono manifestarsi durante l’infanzia comprendono alcune malattie del sistema nervoso centrale, disordini del sistema immunitario o una patologia tiroidea. La probabilità di danno fetale è maggiore nelle prime settimane di gravidanza.
  • Il Citomegalovirus (CMV) è responsabile di un’altra infezione virale che la donna può acquisire in gravidanza. Più della metà degli adulti italiani viene infettata dal CMV nel corso della vita, senza, nella maggior parte dei casi, conseguenze gravi. Le infezioni degli immunocompromessi possono causare polmonite, retinite con alterazione della vista, ed encefalite. Il virus CMV può però passare al bambino durante il parto o attraverso il latte materno. I neonati infettati possono andare incontro a gravi problemi come perdita dell’udito, ritardo mentale, polmonite, epatite o sviluppo di disordini a livello ematico.
  • Il virus dell’Herpes simplex (HSV) è una infezione virale comune. Le due patologie più comuni causate dall’infezione di HSV sono l’“herpes labiale” che colpisce le labbra e l’herpes genitale. Entrambe le infezioni possono essere ricorrenti. L’HSV viene di solito trasmesso per via orale o per contatto genitale. Nelle gravide la prevalenza di infezioni si attesta intorno al 2-3% e in meno dell’1% dei casi si ha trasmissione verticale. Il rischio diventa più elevato però nel caso di donne con lesioni attive o prive di sintomi, che possono trasmettere il virus durante il parto. Il virus nel neonato si può manifestare in tre modi diversi: la forma che interessa cute, occhi e mucose, una forma più grave che interessa in sistema nervoso centrale e una forma disseminata che può diffondersi in tutto il corpo attaccando organi vitali. Il trattamento nel neonato infetto prevede l’utilizzo di farmaci antivirali specifici e deve iniziare il più presto possibile.

Contemporaneamente a questi test, possono essere effettuati altri test per rilevare altri tipi di infezione, come la sifilide, l’epatite B, il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), l’enterovirus, il virus di Epstein-Barr, della varicella-zoster e il parvovirus umano.

Quali informazioni è possibile ottenere?

Il pannello TORCH è composto da una serie di esami utilizzati come screening nei neonati e nelle donne in gravidanza al fine di rilevare delle infezioni potenzialmente dannose per i neonati e in grado di essere trasmesse dalla madre al bambino durante la gravidanza o il parto. La diagnosi di infezioni causate da microrganismi appartenenti al pannello TORCH si può avvalere di metodiche dirette, volte alla ricerca del patogeno nei campioni biologici, o indirette. Nella gravida, tali infezioni sono frequentemente asintomatiche e la diagnosi è perlopiù sierologica con lo scopo di determinare lo stato immunologico della donna.

Questi test rilevano gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a queste infezioni.

Alcuni dei test anticorpali vengono richiesti da soli, altri nell’ambito del pannello TORCH, che però è caratterizzato da una minore sensibilità e specificità rispetto ad altri metodi.

I test eseguiti nell’ambito del pannello TORCH rilevano la presenza di anticorpi specifici per:

  • Toxoplasmosi
  • Rosolia
  • Ciatmegalovirus (CMV)
  • Virus dell’Herpes Simplex (HSV)

Contemporaneamente a questi test, possono essere effettuati altri test per rilevare altri tipi di infezione, come la sifilide, l’epatite B, il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), l’enterovirus, il virus di Epstein-Barr, della varicella-zoster e il parvovirus umano B19.

Quando viene prescritto?

Il test può essere richiesto per il neonato nel caso in cui mostri alcuni segni tipici di tali infezioni, come:

  • dimensione del feto troppo piccola rispetto all’età gestazionale
  • sordità
  • ritardo mentale
  • convulsioni
  • difetti cardiaci
  • cataratta
  • ingrossamento di fegato o milza
  • basso numero di piastrine
  • ittero

Questo test viene richiesto nelle donne che stanno progettando una gravidanza o nelle donne già in gravidanza durante i test di screening del primo trimestre.

Cosa significa il risultato del test?

I risultati sono generalmente espressi come positivo o negativo, per ciascuna classe anticorpale (IgG e IgM), indicando la presenza o l’assenza degli anticorpi per ciascuno degli agenti infettivi testati. In caso di positività per gli anticorpi IgG e IgM, può essere eseguito anche il test di avidità per le IgG che stabilisce quanto è recente l’infezione.

Un risultato negativo (per IgM ed IgG) indica assenza di infezione in corso e pregressa. Tuttavia, qualora nonostante un risultato negativo permanga un forte sospetto clinico per la presenza dell’infezione, è consigliabile ripetere l’esame tramite una metodica diversa.

Un risultato positivo per le IgM e le IgG indica la presenza dell’infezione in corso con un buon
grado di sicurezza. In caso di positività per le sole IgG invece, può presupporre un’immunizzazione data da una precedente infezione. In caso di IgM deboli, è possibile andare a valutare l’avidità anticorpale delle IgG per determinare quanto è recente l’infezione. Qualora invece siano positive solo le IgM, si consiglia di ripetere il prelievo a 10 giorni di distanza dal primo per valutare un’eventuale sieroconversione delle IgG. La persistenza delle IgG negative al secondo prelievo indica una falsa positività o una reazione crociata ad altre infezioni.

Per la diagnosi prenatale si esegue la conferma diagnostica tramite ricerca molecolare del DNA/RNA del patogeno.

Di seguito si riporta uno schema riassuntivo dell’interpretazione dei risultati dello screening sierologico che viene effettuato durante la gravidanza alla 8ª–10ª settimana di gestazione.

IgG IgM Interpretazione Condotta clinica
−
−
−
−
Soggetto non
immune
Follow-up mensile
+
–
–
–
Soggetto immune Nessun follow-up
–
–
+
–
Possibile positività
isolata
Ripetere test dopo 7–10 giorni
–
–
+ (ripetizione a
10 giorni dal
primo prelievo)
Nessun significato
clinico
Nessuna azione
+
–
(ripetizione a
10 giorni dal
primo prelievo)
Sieroconversione PCR nel liquido amniotico
+
–
+
–
Infezione recente o
pregressa
Valutare avidità IgG
+
–
+
–
Avidità IgG
bassa/intermedia
PCR nel liquido amniotico
+
–
+
–
Avidità IgG alta Infezione contratta fuori dalla gravidanza
C’è altro da sapere?

Lo screening previsto dal libretto gravidanza è svolto allo scopo di monitorare lo stato
immunologico della madre, mentre non sono disponibili linee guida sull’utilizzo dei test
sierologici in caso di donne in gravidanza con sospetto clinico di infezione da un patogeno del
gruppo TORCH. Pertanto, in caso di sintomatologia coerente con una possibile infezione in
corso potrebbe essere necessario eseguire esami aggiuntivi.

L’impiego del pannello TORCH per la diagnosi di queste infezioni è diventato meno comune per la presenza di esami più specifici e sensibili attualmente disponibili. La ricerca degli anticorpi infatti potrebbe ritardare la diagnosi visto che la loro produzione richiede da qualche giorno a diverse settimane.

Domande Frequenti

Quale tipo di test viene usato per confermare l’infezione ad opera di questi microrganismi?

Per la diagnosi definitiva di un’infezione attiva operata da uno degli agenti patogeni indagati nell’ambito del pannello TORCH, devono essere eseguiti test di conferma più specifici.

In caso di diagnosi prenatale vengono eseguiti test molecolari per la ricerca dell’RNA/DNA del
patogeno da liquido amniotico o sangue fetale, nel caso del Citomegalovirus. Nei neonati, la
sensibilità della diagnosi sierologica è ridotta (solo nel 75% nei neonati infetti si identifica il
patogeno) soprattutto se la madre è stata trattata. Pertanto, nei neonati in cui la diagnosi non
è stata definita né in gravidanza né alla nascita, si esegue un follow-up sierologico mensile
per i primi 3 mesi e poi ogni 2 mesi fino alla negativizzazione.

In un bambino, l’analisi del liquido cefalorachidiano (che richiede una puntura lombare) viene spesso usato per confermare la presenza di toxoplasmosi, herpes e rosolia mentre per il citomegalovirus può essere effettuata una coltura di un campione di urine o di saliva tramite
un tampone sterile.

Per il virus dell’herpes simplex, in presenza di lesioni cutanee, può essere effettuata la ricerca del DNA virale a partire da una raschiatura superficiale della lesione.

Fonti utilizzate nella revisione corrente

AMCLI ETS. Percorso Diagnostico – Infezioni a trasmissione verticale: virus della rosolia Rif.
2023-09.

AMCLI ETS. Percorso Diagnostico – Infezioni a tramissione verticale: toxoplasma gondii Rif.
2023-08.

AMCLI ETS. Percorso Diagnostico – Infezioni a trasmissione verticale: parvovirus B19 Rif.
2023-10.

AMCLI ETS. Percorso Diagnostico – Infezione congenita da virus della varicella-zoster Rif.
2023-11.

Fricker-Hidalgo H, Cimon B, Chemla C,. Darde ML, Delhaes L, L’Ollivier C, Godineau N,
Houze S, Paris L, Quinio D, Robert-Gangneux F, Villard O, Villena I, Candolfi E,
Pelloux H. Toxoplasma Seroconversion with Negative or Transient Immunoglobulin M
in Pregnant Women: Myth or Reality? A French Multicenter Retrospective Study.
Journal of Clinical Microbiology. 2013

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Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan-. Available from:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK560528/

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2021, Pages 38-45, https://doi.org/10.1016/j.ejogrb.2021.01.055.

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