Noto anche come
Urocoltura
Urinocoltura e sensibilità agli antibiotici
Urina C e S
Nome ufficiale
Coltura
Urina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 20.05.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per diagnosticare eventuali infezioni delle vie urinarie (IVU)

Quando Fare il Test?

Quando il paziente mostra sintomi tipici delle IVU, quali minzione frequente e dolorosa, e/o quando l’analisi dell’urina indica la possibile presenza di IVU

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Sono richiesti alcuni millilitri di urina; il tipo di campione più comunemente raccolto sono le urine del mitto intermedio, prive di contaminanti (la zona genitale deve essere pulita prima di eseguire la raccolta). Altrimenti, l’urina può essere raccolta tramite catetere e, raramente, aspirata direttamente dalla vescica con l’utilizzo di un ago. Per facilitare la raccolta dell’urina nei bambini, è possibile far aderire un sacchetto sterile in corrispondenza della zona genitale. Per maggiori informazioni a riguardo, consultare la sezione “l’Esame” in seguito

Il Test Richiede una Preparazione?

Generalmente no, ma possono essere fornite specifiche istruzioni a seconda del tipo di coltura da eseguire. Per esempio, può essere richiesto di non urinare per almeno un’ora prima del test e/o di bere un bicchiere d’acqua 15-20 minuti prima della raccolta (al fine di produrre una quantità di urina sufficiente per il test). Occorre comunicare al medico l’eventuale assunzione recente di antibiotici, in quanto potrebbero influire sul risultato del test

L’Esame

L’urina è un liquido giallo prodotto dai reni che trasporta l’acqua ed i prodotti di rifiuto attraverso il tratto urinario, prima di essere eliminata dall’organismo. L’urinocoltura è l’esame che rileva ed identifica i batteri ed i lieviti che possono essere presenti nell’urina, causando le infezioni delle vie urinarie (IVU).

I reni sono una coppia di organi con la caratteristica forma a fagiolo, localizzati nella parte inferiore della gabbia toracica al lato sinistro e destro della schiena. Essi filtrano i prodotti di rifiuto dal sangue e producono l’urina, che trasporta tali prodotti di scarto fuori dall’organismo. L’urina viene trasportata tramite dei condotti chiamati ureteri fino alla vescica, dove permane  temporaneamente, e viene eliminata tramite l’uretra. L’urina contiene quantità ridotte di microrganismi (batteri o lieviti), che possono migrare dalla cute verso le vie urinarie, dove, crescendo e moltiplicandosi, causano infezioni delle stesse.

La maggior parte di queste infezioni sono facili da trattare ma, se trascurate, possono diffondere dalla vescica e dagli ureteri verso i reni. Le infezione renali sono  decisamente più pericolose e possono provocare danni permanenti ai reni. In alcuni casi, le IVU non trattate possono raggiungere il circolo sanguigno (setticemia) e causare la sepsi, una complicanza potenzialmente letale. Le donne risultano più esposte alle infezioni delle vie urinarie rispetto agli uomini, comprese quelle in età preadolescenziale. Gli uomini e i ragazzi a cui è stata confermata la presenza di IVU tramite urinocoltura dovrebbero eseguire ulteriori test per escludere, tra le possibili cause d’infezione, la presenza di calcoli renali o di anormalità strutturali.

Gli individui più esposti a IVU frequenti, ripetute e/o complesse sono i pazienti con un sistema immunitario debole, malattie renali o altre patologie che colpiscono i reni, quali diabete o calcoli renali.

  • Per l’esame colturale delle urine una piccola quantità di urina viene stesa su una piastra di agar (uno strato sottile di mezzo di coltura) e incubata a temperatura ambiente. Ogni batterio o lievito presente nel campione di urina del paziente cresce nelle successive 24-48 ore.
  • Il laboratorista osserva le colonie sulla piastra di agar, contandone il numero totale e determinando quale/i tipo/i di microrganismi siano cresciuti. La forma, il tipo e il colore delle colonie sulla piastra contribuiscono ad identificare quali batteri siano presenti, mentre il numero di colonie indica la quantità di batteri originariamente presente nell’urina. La quantità rilevata può indicare che i livelli di batteri sono normali oppure che è presente un’infezione.
  • Idealmente, se il campione di urina è stato raccolto in modo accurato, gli unici batteri presenti dovrebbero essere quelli che provocano l’infezione. Di solito, è presente un unico tipo di batteri in quantità relativamente elevata.
  • Talvolta i tipi di batteri sono più di uno e questo provoca un’infezione che coinvolge più di un patogeno; questo fenomeno è spesso dovuto alla contaminazione di microrganismi della pelle, vaginali o fecali durante la raccolta.  
  • Il laboratorista raccoglie una colonia da ogni tipo di batterio per eseguire ulteriori test, come la colorazione di Gram, per identificarne il tipo (specie) o per rilevare la presenza di altri microrganismi (ad es. lieviti). Il test di sensibilità (antibiogramma) viene eseguito per determinare l’antibiotico più efficace per curare l’infezione.

Se dopo 24-48 ore di incubazione la crescita sulle piastre di agar è minima o assente, la coltura di urina è considerata negativa, suggerendo che non sia presente alcuna infezione.

Come viene raccolto il campione per il test?

Nonostante esistano vari tipi di campioni urinari, il metodo più frequentemente utilizzato per eseguire l’urinocoltura è la raccolta del mitto intermedio privo di contaminanti.

  • È importante pulire bene l’area genitale prima della raccolta, a causa della potenziale contaminazione dell’urina da parte di batteri e cellule della pelle circostante durante la procedura (in modo particolare nelle donne)
  • La prima cosa da fare è lavarsi le mani
  • Le donne dovrebbero divaricare le grandi labbra e pulirle con un movimento da davanti a dietro, utilizzando una salvietta fornita dal medico o dal laboratorio. Si raccomanda di ripetere il procedimento con una seconda salvietta o con un telo
  • Gli uomini dovrebbero pulire la punta del pene
  • Appena inizia la minzione il primo getto va eliminato, quindi si deve raccogliere l'urina (10-20 ml) in un contenitore sterile appositamente fornito e infine terminare la minzione regolarmente. Occorre non far entrare l’interno del contenitore a contatto con la pelle e non raccogliere l’urina dalla toilette (o da un altro contenitore)

Per quanto riguarda i pazienti cateterizzati, il campione di urina viene raccolto inserendo un sottile tubo flessibile o un catetere nell’uretra fino all’interno della vescica. Questa manovra, eseguita da personale specializzato, consente di raccogliere l’urina in un contenitore sterile posizionato all’altra estremità del tubo. Raramente, il campione di urina può essere aspirato direttamente dalla vescica utilizzando un ago o una siringa. Per facilitare la raccolta dell’urina nei bambini, è possibile far aderire un sacchetto sterile in corrispondenza della zona genitale.

Esiste una specifica preparazione al test che garantisca la buona qualità del campione?

Generalmente non è richiesta alcuna preparazione ma, a seconda del tipo di coltura, possono essere fornite specifiche istruzioni. Per esempio, può essere richiesto di non urinare per almeno un’ora prima del test e/o di bere un bicchiere d’acqua 15-20 minuti prima della raccolta (per produrre una quantità di urina sufficiente per il test). Talvolta può essere richiesto di raccogliere le prime urine del mattino. Occorre informare il medico in merito alla recente assunzione di antibiotici, in quanto potrebbero influire sul risultato del test.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’urinocoltura è utilizzata, insieme ai risultati dell’analisi dell’urina, per diagnosticare le infezioni delle vie urinarie (IVU) e identificare i batteri o i lieviti che le causano. Se l’urinocoltura risulta positiva occorre eseguire il test di sensibilità agli antibiotici, i quali inibiscono la crescita dei batteri che causano l’infezione. Il risultato del test contribuisce a determinare l’antibiotico più efficace per curare l’infezione.

    Alle donne in gravidanza deve essere proposto lo screening, tramite urinocoltura, per la batteriuria asintomatica, una condizione asintomatica caratterizzata dalla presenza di quantità significative di batteri nell’urina. Circa il 2-10% delle donne in gravidanza  negli Stati Uniti presenta questa patologia, la quale può progredire causando gravi infezioni renali, aumentato rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita.

  • Quando viene prescritto?

    L’urinocoltura viene prescritta in presenza di segni e sintomi di infezione delle vie urinario (IVU) e/o quando i risultati dell’analisi dell’urina indicano la possibile presenza di IVU.

    Segni e sintomi di IVU includono:

    • Stimolo frequente e persistente di urinare, anche quando la vescica è vuota
    • Dolore e / o sensazione di bruciore durante la minzione
    • Urina torbida e maleodorante
    • Dolore lombare

    Inoltre, è possibile avvertire una pressione al basso ventre o rilevare la presenza di piccole quantità di sangue nell’urina. Se l’IVU è grave e/o si diffonde ai reni, può causare dolore al fianco, febbre alta, tremore, brividi, nausea o vomito.

    Alle donne giovani che mostrano segni e sintomi di IVU e che presentano infezioni non complicate del tratto urinario inferiore, può essere prescritta la terapia antibiotica in assenza dell’esame colturale. Se il medico sospetta un’infezione complicata, o se il paziente non risponde alla terapia iniziale, occorre eseguire l’urinocoltura. Alle donne in gravidanza che non mostrano sintomi dovrebbe essere proposto lo screening per rilevare la presenza di batteri nell’urina. Tale screening può essere eseguito tramite urinocoltura all’inizio della gravidanza (ad es., durante il secondo trimestre) o durante la prima visita prenatale.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati dell’urinocoltura sono spesso interpretati contestualmente ai risultati delle analisi dell’urina e ad altri fattori, quali il metodo di raccolta del campione e l’eventuale presenza di sintomi. L’interpretazione dei risultati deve tenere conto della possibilità che il campione sia contaminato dai batteri normalmente presenti sulla pelle (normale flora batterica).

    Urinocoltura positiva: solitamente, la presenza di un solo tipo di batteri che cresce in molte colonie viene interpretata come un risultato positivo.

    • Per i campioni raccolti in modo appropriato, le colture che hanno più di 100.000 unità formanti colonia (CFU)/mL di un solo tipo di batteri indicano solitamente la presenza di infezione
    • Tuttavia, in alcuni casi può non essere presente un numero significativamente alto di batteri anche in presenza di infezione. Talvolta, un numero ridotto (1000-100.000 CFU/mL) di batteri può indicare presenza di infezione, soprattutto in pazienti sintomatici
    • Allo stesso modo, per i campioni raccolti usando tecniche che minimizzano la contaminazione, come il cateterismo, un risultato che va da 1000 a 100.000 CFU/mL può essere considerato positivo

    I risultati ottenuti dall’analisi dell’urina possono contribuire all’interpretazione dei risultati dell’esame colturale. Ad esempio, la presenza di esterasi leucocitarie (un marcatore dei globuli bianchi) e di nitriti (un marcatore della presenza di batteri) conferma la presenza di infezione delle vie urinarie. Se l’esame colturale risulta positivo, il test di suscettibilità può essere eseguito come supporto alla determinazione del trattamento appropriato (per maggiori informazioni a riguardo, consultare l’articolo sul Test di Sensibilità agli Antibiotici). La maggior parte dei casi di IVU sono riconducibili ad Escherichia coli (E. coli), un batterio che risiede nel nostro tratto digerente e che viene rilevato abitualmente nelle feci.

    Tuttavia, le infezioni delle vie urinarie possono essere comunemente causate anche da altri tipi di batteri, quali:

    • Proteus
    • Klebsiella 
    • Enterobacter
    • Staphylococcus
    • Acinetobacter

    Occasionalmente, l’IVU può essere riconducibile ad un lievito, Candida albicans.

    Urinocoltura negativa: una coltura che non mostra “alcuna crescita dopo 24-48 ore” indica assenza di infezione. Tuttavia, se i sintomi persistono si può ripetere l’esame colturale su un altro campione, per verificare la presenza di batteri a bassa conta o di altri microrganismi. Il quadro clinico caratterizzato dalla presenza di globuli bianchi e di un basso numero di microrganismi nell’urina di pazienti sintomatici è tipico della  sindrome uretrale acuta.

    Contaminazione: la crescita di diversi tipi di batteri nella stessa coltura può essere dovuta ad un fenomeno di contaminazione, specialmente se il campione urinario contiene Lactobacillus e/o altri batteri vaginali comuni non patogeni. Se i sintomi persistono, l’esame colturale può essere ripetuto su un altro campione, raccolto con maggiore attenzione. Tuttavia, se un tipo di batteri risulta essere presente con un numero di colonie significativamente alto rispetto agli altri, per esempio 100.000 CFU/mL contro 1000 CFU/mL, occorre eseguire ulteriori esami per identificare i batteri predominanti.

  • C’è altro da sapere?

    Nel caso di pazienti con infezioni delle vie urinarie frequenti e/o ricorrenti occorre eseguire l’esame colturale e l’antibiogramma ad ogni nuova infezione. Se le IVU sono frequenti, è importante scegliere attentamente la corretta terapia antibiotica e fare attenzione che il paziente ne termini l’intero ciclo.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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