Noto anche come
Anticorpi anti EBV
EBV VCA-IgM Ab
EBV VCA-IgG Ab
EBNA-IgG Ab
EA-D IgG Ab
Nome ufficiale
Anticorpi di tipo IgM e IgG diretti verso l’antigene capsidico del virus Epstein-Barr; Anticorpi di tipo IgG diretti verso l’antigene nucleare; Anticorpi di tipo IgG diretti verso l’antigene precoce D del virus Epstein-Barr; Anticorpi eterofili
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
15.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come supporto alla diagnosi di mononucleosi infettiva e alla valutazione della suscettibilità del soggetto all'infezione da virus di Epstein-Barr (EBV); per distinguere tra un'infezione da EBV ed un'altra infezione con sintomi simili

Quando Fare il Test?

Quando sono presenti i sintomi della mononucleosi ma il monotest è negativo; quando una donna in gravidanza ha i sintomi dell’influenza; talora quando una persona asintomatica è stata a contatto con un soggetto affetto da mononucleosi.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Il virus di Epstein-Barr (EBV) è un virus che causa una malattia dai segni abbastanza lievi. Questo esame determina la presenza di anticorpi diretti contro l’EBV nel sangue ed è di supporto nella diagnosi di infezione da EBV. Il virus di Epstein-Barr causa un’infezione molto comune. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), circa il 95% delle persone con 40 anni d’età negli Stati Uniti sono state infettate da EBV nel corso della loro vita. Il virus passa facilmente da persona a persona. E’ presente nella saliva degli individui affetti e può essere diffuso mediante un contatto stretto, baciandosi o condividendo stoviglie e tazze.

Dopo un’iniziale esposizione all’EBV, passa un periodo di alcune settimane, chiamato periodo di incubazione, prima che i sintomi appaiano. Durante l’infezione acuta primaria, il virus si moltiplica numericamente. Tutto questo è seguito da un decremento della carica virale e dalla risoluzione dei sintomi, anche se il virus non scompare mai completamente. L’EBV latente rimane nell’organismo della persona per il resto della vita  e può riattivarsi generalmente causando pochi problemi a meno che il sistema immunitario della persona non sia significativamente compromesso.

La maggior parte delle persone sono infettate da EBV durante l’infanzia percepiscono pochi sintomi o niente. D’altra parte, quando l’infezione iniziale avviene durante l’adolescenza, può causare mononucleosi infettiva, comunemente chiamata mononucleosi, una patologia associata ad affaticamento, febbre, mal di gola, linfonodi infiammati, milza ingrossata e, a volte, fegato ingrossato. Questi sintomi si verificano nel 35- 50% degli adolescenti infetti e generalmente si risolvono entro uno o due mesi.

Le persone con la mononucleosi sono di solito diagnosticate per i loro sintomi e per i risultati dell’esame emocromocitometrico e del monotest (che determina la presenza di anticorpi eterofili). Circa il 10-20% delle persone affette da mononucleosi non producono anticorpi eterofili ed hanno un monotest negativo, specialmente se sono bambini. Il test per gli anticorpi diretti contro l’EBV può essere usato per determinare se i sintomi che la persona lamenta siano o meno dovuti al virus dell’EBV.

A volte è importante distinguere l’EBV da altre patologie. Ad esempio, può essere importante diagnosticare la causa di una malattia virale nelle donne in gravidanza. Il test può aiutare a distinguere un’infezione primaria da EBV, che non ha alcun effetto sullo sviluppo del bambino, dall’ infezione da citomegalovirus (CMV), da virus herpes simplex o da toxoplasmosi, che invece possono creare complicazioni durante la gravidanza e possono danneggiare il feto. Può essere inoltre importante escludere l’infezione da EBV  e cercare altre cause dei sintomi. Le persone con la faringite, un’infezione causata dagli streptococchi di gruppo A, ad esempio, necessitano di essere identificate e trattate con gli antibiotici. Una persona  può avere la faringite al posto della mononucleosi o avere entrambe le infezioni nello stesso momento. Sono disponibili molti test per i differenti tipi e classi di anticorpi diretti contro l’EBV. Gli anticorpi sono proteine prodotte dall’organismo durante la risposta immunitaria a differenti antigeni del virus Epstein-Barr. Durante l’infezione primaria da EBV, la concentrazione di questi anticorpi da EBV aumenta e diminuisce in vari momenti della progressione dell’infezione. La misura di questi anticorpi nel sangue può essere d’aiuto nella diagnosi e solitamente fornisce al medico informazioni sullo stadio dell’infezione e se essa sia un’infezione in corso, recente o passata.

Anticorpi

Momento nel quale l’anticorpo è generalmente determinabile nel sangue

Anticorpo IGM diretto contro antigene del capside virale (VCA)

Appare per primo dopo l’esposizione al virus e poi tende a sparire dopo 4-6 settimane.

VCA-anticorpo IgG

Appare durante l’infezione acuta ad alte concentrazioni per due- quattro settimane , poi decresce lievemente, si stabilizza ed è presente poi per tutta la vita

Anticorpo diretto contro l’antigene precoce (EA-D)

Appare durante la fase acuta dell’infezione e poi tende a scomparire, circa il 20% degli individui affetti continuerà ad avere quantità di anticorpi determinabili per molti anni dopo che l’infezione da EBV si è risolta.

Anticorpo diretto contro l’antigene nucleare di Epstein-Barr (EBNA)

Di solito non compare finché l’infezione acuta non è risolta; si sviluppa da 2 a 4 mesi dopo l’infezione iniziale e rimangono presenti per tutta la vita.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Gli anticorpi diretti contro il virus di Epstein-Barr (EBV) sono usati come supporto nella diagnosi di infezione da mononucleosi se la persona è sintomatica e il monotest è negativo.

    Nelle donne in gravidanza con sintomi di infezione virale, vengono prescritti uno o più test degli anticorpi contro EBV, insieme ai test per CMV, toxoplasmosi e altre infezioni (a volte facenti parte dello screening TORCH) come aiuto nella distinzione tra EBV e altre patologie che causano sintomi simili.

    Questi test sono prescritti su persone asintomatiche per vedere se sono già stati esposti all’EBV o sono suscettibili all’infezione primaria. Questi esami vengono effettuati routinariamente, ma sono di solito prescritti quando le persone, specialmente adolescenti o immunocompromessi, sono state in stretto contatto con individui affetti da mononucleosi.

    Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda la prescrizione di alcuni esami utili a determinare se la persona è suscettibile all’EBV o ad individuare un’infezione recente o precedente nel tempo, o un’infezione da EBV riattivata. Questi esami includono:

    • Antigene del capside virale (VCA)-IgM
    • VCA-IgG
    • Antigene precoce D (EA-D)
    • Antigene nucleare Epstein Barr (EBNA)
  • Quando viene prescritto?

    Gli anticorpi EBV possono essere prescritti quando la persona mostra sintomi che suggeriscano la mononucleosi ma il monotest è negativo e quando una donna in gravidanza mostra sintomi simili all’influenza e il medico vuole determinare se questi sintomi sono dovuti ad EBV o ad altri microrganismi. Alcuni segni e sintomi associati alla mononucleosi includono:

    • Affaticamento
    • Febbre
    • Mal di gola
    • Linfonodi infiammati
    • Milza ingrossata e/o fegato ingrossato (a volte)
       

    I test possono essere prescritti quando il medico vuole stabilire se c’è stata un’esposizione precedente all’EBV. Essi possono essere occasionalmente ripetuti quando il medico vuole stabilire quale sia la concentrazione anticorpale (titolo) e/o quando il primo test è negativo ma il dottore continua a sospettare che la persona abbia sintomi dovuti all’EBV.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Bisogna porre attenzione all’interpretazione dei risultati del test per l’EBV. Devono essere tenuti in considerazione i segni e sintomi e la storia clinica della persona. Il medico può consultare uno specialista in malattie infettive, specialmente se molto preparato sui test per l’EBV.

    Se la persona è positiva per gli anticorpi VCA-IgM, allora è probabile che abbia un’infezione da EBV, e che sia ad uno stadio precoce della malattia. Se la persona ha inoltre i sintomi associati alla mononucleosi, allora è molto probabile che venga fatta la diagnosi di mononucleosi, anche qualora il monotest fosse negativo.

    Se la persona è positiva ai test VCA-IgG e EA-D IgG, allora è altamente probabile che abbia un’infezione da EBV in corso o recente.

    Se il test VCA-IgM è negativo ma i test VCA-IgG e anticorpi EBNA sono positivi, allora è probabile che la persona testata abbia avuto un’infezione pregressa da EBV.

    Se l’individuo è asintomatico e negativo per VCA-IgG, allora è probabile che non sia ancora stato esposto e sia perciò vulnerabile all’infezione.

    In generale un aumento della concentrazione di VCA-IgG tende ad indicare un’infezione da EBV attiva, mentre concentrazioni decrescenti tendono ad indicare un’infezione recente da EBV, in via di risoluzione. D’altra parte deve essere posta attenzione nell’interpretazione dei test della concentrazione degli anticorpi da EBV poiché l’ammontare degli anticorpi presenti non correla con la severità dell’infezione o con la quantità di tempo passato dall’infezione. Anticorpi VCA-IgG possono essere presenti e persistenti ad alte concentrazioni per il resto della vita di una persona.

    Sotto in tabella, sono riportati alcuni esempi di risultati.

     

    I risultati dei test indicano frequentemente ciò che segue:

    VCA-IgM

    VCA-IgG

    EA-D, IgG

    EBNA, IgG

    Possibile interpretazione

    Negativo

    Negativo

    Negativo

    Negativo

    No infezione,  i sintomi sono dovuti ad altra causa, soggetto suscettibile ad infezione da EBV

    Positivo

    Positivo

    Negativo

    Negativo

    Infezione precoce, primaria

    Negativo o positivo

    Positivo

    Positivo

    Negativo

    Infezione attiva, anche se EA-D IgG  possono persistere per tutta la vita in circa il 20% delle persone

    Negativo

    Positivo

    Negativo

    Positivo

    Infezione passata

    Negativo

    Positivo

    Positivo

    Positivo

    Può indicare riattivazione del virus

  • C’è altro da sapere?

    Ci sono inoltre altri due tipi di anticorpi che aumentano durante l’infezione da EBV: anticorpi IgA diretti contro il capside virale di EBV (EBV VCA-IgA) e anticorpi IgG contro l’antigene precoce ristretto (EA-R IgG). Anche se è possibile testare questi anticorpi come parte del percorso diagnostico, raramente è necessario farlo.

    La più comune complicanza della mononucleosi è la rottura della milza. Altre complicazioni dell’infezione da EBV che possono subentrare includono difficoltà respiratorie dovuta al gonfiore alla gola e, raramente, ittero, rash cutaneo, pancreatite, epilessia e/o encefalite. EBV è inoltre associato a sclerosi multipla e ad alcuni tipi di cancro (svolgendo un ruolo nella formazione di queste patologie), inclusi il linfoma di Burkitt, il linfoma di Hodgkin e il carcinoma nasofaringeo.

    La riattivazione del virus è rara a meno che la persona non sia significativamente e persistentemente immunocompromessa, ciò può succedere a persone affette da HIV/AIDS o a riceventi di organi trapiantati. Le infezioni primarie in queste persone possono essere più severe e qualcuno può manifestare sintomi relativi a EBV cronica

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Domande frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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