Noto anche come
Test rapido per la mononucleosi; Test per gli anticorpi eterofili della mononucleosi; Test per gli anticorpi eterofili; Monotest
Nome ufficiale
Titolo anticorpi eterofili
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.06.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per la determinazione e il supporto alla diagnosi di mononucleosi.

Quando Fare il Test?

Quando la persona, specialmente se adolescente, mostra i sintomi di mononucleosi, inclusa la febbre, mal di gola, ghiandole infiammate e affaticamento.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

La mononucleosi infettiva, comunemente chiamata mononucleosi, è un’infezione causata dal virus di Epstein- Barr (EBV). Questo esame determina la presenza di proteine nel sangue chiamate anticorpi eterofili che sono prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione da EBV.

La mononucleosi infettiva è caratterizzata da un insieme di sintomi caratteristici che più spesso compaiono negli adolescenti affetti. Gli individui con mononucleosi lamentano spesso febbre, mal di gola, ghiandole infiammate e debolezza. Alcuni individui hanno anche la milza ingrossati e pochi anche il fegato ingrossato. I sintomi dell’infezione di solito compaiono circa dopo un mese dall’infezione iniziale e permangono per alcune settimane. La debolezza associata all’infezione può persistere per alcuni mesi. La mononucleosi è una patologia auto-limitante  e i sintomi si risolvono senza specifici trattamenti.

Il virus di Epstein- Barr è molto diffuso. Il  Centers for Disease Control and Prevention (CD) afferma che negli Stati Uniti più del 95% della popolazione a 40 anni d’età è stata infettata da EBV. Il virus è presente nella saliva delle persone infette e può diffondersi da persona a persona tramite stretto contatto, con il bacio o la condivisione di stoviglie o tazze.

Il più delle volte l’infezione da EBV insorge nei bambini causando pochi sintomi o nulla; d’altra parte però se la prima esposizione al virus avviene durante l’adolescenza  può causare sintomi associati a mononucleosi infettiva in circa la metà delle persone infettate. La mononucleosi può colpire chiunque a qualunque età, ma la sua prevalenza è più alta nella popolazione giovane, studenti delle superiori o delle università o militari.

Circa il 70-80% della popolazione con mononucleosi produce anticorpi eterofili che possono essere determinati con il monotest rapido di screening. Queste proteine non sono specifiche per l’EBV ma, quando sono presenti nel sangue degli adolescenti insieme ai sintomi della mononucleosi, possono essere utilizzati come supporto nella diagnosi di mononucleosi infettiva. Se il monotest è negativo e il sospetto si mantiene alto, allora può essere effettuato un test specifico per gli anticorpi diretti contro l’EBV.

Solitamente sono effettuati anche un esame emocromocitometrico e uno striscio di sangue, poiché la mononucleosi è caratterizzata dalla presenza di un alto numero di globuli bianchi (GB) e dalla presenza di globuli bianchi atipici (di solito descritti come linfociti attivati), come è possibile osservare dallo striscio di sangue.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il monotest è usato come supporto nel determinare se una persona che mostra i sintomi della mononucleosi abbia l’infezione. Questo esame è frequentemente richiesto insieme all’esame emocrocitometrico. L’esame emocromocitometrico è utilizzato per determinare se il numero di globuli bianchi (GB) è elevato e se è presente un numero significativo di linfociti attivati. La mononucleosi è caratterizzata dalla presenza di globuli bianchi atipici.

    Se il monotest è inizialmente negativo ma il medico continua a sospettare che sia presente una mononucleosi infettiva, il test può essere ripetuto dopo una settimana o più, e può essere utilizzato per determinare se il soggetto abbia sviluppato anticorpi eterofili. Se il monotest continua ad essere negativo, l’esame per la ricerca degli anticorpi anti-EBV può essere usato per conferma o per escludere la presenza di un’infezione da EBV.

    Può inoltre essere prescritto un test per lo streptococco da solo o insieme al monotest per determinare se il mal di gola sia dovuto ad un’infezione da streptococco (infezione da streptococco A) al posto di o insieme a mononucleosi.

  • Quando viene prescritto?

    Il monotest è principalmente richiesto quando la persona, specialmente se adolescente o giovane adulto, mostra sintomi che il medico possa ricondurre a mononucleosi infettiva. I sintomi possono talvolta essere confusi con quelli di un raffreddore o di un’influenza. Alcuni dei sintomi più comuni di mononucleosi includono:

    • Febbre
    • Mal di testa
    • Mal di gola
    • Ghiandole infiammate nel collo e/o a livello ascellare
    • Crescente stanchezza o affaticamento
       

    Alcune persone possono sperimentare sintomi addizionali, come:

    • Mal di stomaco
    • Milza ingrossata e/o fegato ingrossato
    • Rash cutaneo
       

    Il test può essere ripetuto quando è inizialmente negativo ma il sospetto di mononucleosi rimane alto.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Un monotest positivo insieme ad un aumentato numero di globuli bianchi e di linfociti attivati sullo striscio di sangue in presenza di sintomi associati a mononucleosi sono validi indizi per una probabile diagnosi di mononucleosi.

    Un monotest negativo richiede un’interpretazione attenta e accurata.

    • Se i sintomi e i linfociti attivati sono presenti ma il monotest è negativo, allora può essere troppo presto per determinare la presenza di anticorpi eterofili o la persona affetta può essere parte di una ristretta cerchia di persone che non produce anticorpi eterofili. Il monotest può essere ripetuto più avanti nel tempo e/o può essere effettuato un test per gli anticorpi anti-EBV come supporto nella conferma o nell’esclusione di diagnosi di EBV.
    • La maggior parte dei bambini molto piccoli non producono anticorpi eterofili, perciò hanno un monotest negativo anche se sono infettati da EBV. Questo tipo di popolazione è raramente testata poiché di solito non mostra alcun sintomo di mononucleosi infettiva.
    • Le persone con monotest negativo e con  pochi o nessun linfocita attivato possono essere state infettate da altri microrganismi che causano sintomi simili a quelli della mononucleosi, come il citomegalovirus (CMV) o la toxoplasmosi. Se l’infezione avviene durante la gravidanza, può essere importante determinarne la causa poiché alcune di queste altre infezioni sono associate con complicazioni della gravidanza e danni al feto. Può essere inoltre importante identificare la presenza di infezione streptococcica alla gola, quando presente, poiché richiederebbe un trattamento antibiotico (dal momento che EBV è un virus e non può essere trattato con gli antibiotici).
  • C’è altro da sapere?

    Il monotest è rapido e di facile uso, ma è specifico per gli anticorpi eterofili, non per l’EBV. Può inoltre essere positivo in persone affette da linfoma, lupus eritematoso sistemico (lupus) e alcuni tipi di tumore gastrointestinale, anche se non utilizzato per lo screening di queste patologie.

    Quando il monotest è negativo e/o il medico vuole ottenere più informazioni sulla presenza e sullo stato di un’infezione da EBV, può prescrivere una o più combinazioni di anticorpi anti- EBV. Questo test può indicare se una persona è suscettibile all’EBV, se ha avuto l’infezione di recente, se ha avuto l’infezione in passato e se ha l’infezione da EBV riattivata.

    Gli anticorpi eterofili diminuiscono dopo circa quattro settimane di malattia e il monotest diventa negativo quando l’infezione è risolta.

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Domande Frequenti
  • Quanto è grave un’infezione di mononucleosi?

    I sintomi della malattia di solito si risolvono con un trattamento di supporto come riposo e apporto di molti liquidi, in un periodo che va da 1 a 4 mesi. Qualche volta, la  milza o il fegato possono ingrandirsi, e si devono limitare le attività fino a quando gli organi ritornano alle dimensioni normali. I problemi cardiaci o il coinvolgimento del sistema nervoso centrale capitano solo raramente. L’infezione della mononucleosi può causare grave insufficienza epatica in maschi con un particolare gene XLP. In questo raro caso, la mononucleosi può essere fatale.

  • La mononucleosi è realmente la “malattia del bacio”?

    La diffusione di EBV richiede un contatto intimo con la saliva di una persona infetta, come accade quando ci si bacia. Il bacio comunque non è indispensabile per contrarre l’infezione. La saliva sui giocattoli dei bambini, sulle bottiglie d’acqua, sullo spazzolino da denti, sui bicchieri e sulle mani può trasmettere il virus. La trasmissione di questo virus attraverso l’aria o il sangue normalmente non avviene. Il periodo di incubazione, o il tempo dall’infezione per la comparsa dei sintomi, va da 4 a 6 settimane.

    Le persone che hanno la mononucleosi possono essere capaci di diffondere l’infezione ad altri per un periodo di qualche settimana. Molte persone sane che sono state precedentemente infettate possono trasmettere e diffondere il virus in modo intermittente durante la vita, e il testarle per il virus non è utile. Per questa ragione, è quasi impossibile prevenire il contagio del virus e la maggior parte della popolazione a 40 anni d’età è già stata infettata dal virus dell’EBV, senza necessariamente avere avuto la mononucleosi

  • Il virus dell’Epstein-Barr causa la sindrome di affaticamento cronica?

    Al momento non c’è evidenza in laboratorio che indica che l’infezione da EBV causa la sindrome da affaticamento cronico. Per maggiori informazioni visitare la pagina web del Centers for Disease Control and Prevention sulla sezione Sindrome da affaticamento cronico.

  • Posso prendere l’infezione della mononucleosi più di una volta?

    Sebbene i sintomi della mononucleosi di solito scompaiano in 1 o 2 mesi, EBV rimane inattivo in poche cellule nel corpo per il resto della vita della persona. Periodicamente, il virus può riattivarsi, e si trova comunemente nella saliva delle persone infettate. Questa riattivazione di solito capita senza sintomi di malattia.

  • Può EBV causare altre gravi malattia?

    EBV è stato correlato a certi tipi di tumore, come il linfoma di Burkitt, la malattia di Hodgkin, il carcinoma nasofaringeo, e il linfoma correlato all’AIDS, e continua a essere studiato per il possibile legame ad altri tipi di tumore. L’incidenza di queste malattie è rara, e casi di linfoma di Burkitt e carcinoma nasofaringeo si verificano principalmente al di fuori del mondo occidentale.

Fonti

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