Noto anche come
Colture cellulari di HSV
Herpes Simplex 1 e 2
HSV 1 e 2 DNA
PCR HSV-1 e HSV-2
Herpes Genitale
Herpes Labiale
Virus dell’Herpes Simplex (HSV)
HSV-1
HSV-2
Anticorpi anti HSV-1 o HSV-2 IgG e HSV 1-2 IgM
Nome ufficiale
Virus dell’Herpes Simplex (HSV) tipo 1 e tipo 2
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 02.10.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per lo screening in gravidanza in donne con fattori di rischio (partner affetto o con storia clinica sospetta per herpes genitale) e per conferma diagnostica di sospetta infezione da parte del virus Herpes Simplex (HSV) tipo 1 e 2.

 

Quando Fare il Test?
  • In presenza di sintomi di infezione da HSV cutaneo o mucoso, come la presenza di vescicole o ulcere a livello di bocca, naso, occhi o in area genitale (test per la ricerca diretta del virus)
  • In presenza di fattori di rischio in soggetti asintomatici, quali avere un partner sessuale affetto da herpes genitale ricorrente, aver avuto ripetuti rapporti sessuali non protetti con soggetti in fase attiva, aver subito violenza sessuale (test la ricerca di anticorpi anti HSV-2)
  • In presenza di sintomi riconducibili a meningite o encefalite virale, come febbre, mal di testa persistente, rigidità nucale (test per la ricerca diretta del virus su liquor cefalorachidiano)
  • Nelle donne in gravidanza affette da herpes genitale che devono essere monitorate regolarmente prima del parto (test per la ricerca diretta di HSV-2 sulle lesioni genitali)
  • In presenza di una infezione sessualmente trasmessa diagnosticata (HIV, gonorrea, sifilide, ecc), allo scopo di rilevare una eventuale infezione inapparente e fornire adeguato counselling (ricerca di anticorpi anti HSV-2)
  •  Nei neonati che ad alcuni giorni dal parto mostrano segni di infezione da HSV, quali encefalite o lesioni cutanee multiple, che, in caso di positività, devono essere trattati con acyclovir (test per la ricerca diretta del virus su liquor cefalorachidiano o su vescicola)

 

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione prelevato tramite aspirazione del liquido di vescicola  oppure un tampone effettuato alla base della vescicola o  dell’ulcera in caso di lesioni sospette (cute, mucosa orale o oculare, vulva, perineo, ecc); un campione di liquido cefalorachidiano prelevato tramite rachicentesi in caso di sospetta meningite o encefalite; un campione di sangue venoso prelevato dal braccio per la ricerca degli anticorpi anti-HSV tipo 1 e 2.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

Caratteristiche dell’infezione - L'Esame

L’infezione da HSV, del quale esistono il tipo 1 (HSV-1) e il tipo 2 (HSV-2), rappresenta una delle più comuni infezioni virali nel mondo. Dopo la prima infezione entrambi i virus hanno la caratteristica di rimanere latenti all’interno dell’organismo e di causare talvolta infezioni recidivanti sintomatiche (cosiddette riattivazioni o ricorrenze), a carico di cute e mucose, caratterizzate da piccole vescicole dolorose a grappolo, che tendono a confluire e ad ulcerarsi. Le riattivazioni possono essere scatenate da stimoli diversi (stress, intensa esposizione solare, mestruazioni, ecc) o da una diminuzione della reattività cellulo-mediata (infezione da HIV, trapianto di organi, immunodepressione da farmaci, ecc). In questi pazienti le riattivazioni sono più frequenti e preoccupanti. In generale il primo episodio è spesso più grave (infezione primaria) e può essere associato a febbre, dolori muscolari e gonfiore dei linfonodi. Con il passare del tempo gli episodi di malattia diminuiscono sia in frequenza che in gravità e sono generalmente preceduti da sintomi locali, quali prurito, calore, bruciore, formicolio. Esistono inoltre riattivazioni asintomatiche, per le quali è stata dimostrata una trasmissione, soprattutto per l’herpes genitale.

HSV-1 è la forma più diffusa e la più contagiosa: secondo stime OMS del 2012 interessa 3,7 miliardi di persone sotto i 50 anni. È frequente soprattutto nei primi 5 anni di vita. La trasmissione avviene attraverso contatto diretto con le lesioni, le goccioline di saliva e la condivisione di giocattoli, spazzolini, stoviglie, ecc. Il virus è responsabile dell’Herpes orale (gengivostomatite infantile) e labiale (tipico delle riattivazioni) e di altre forme cutanee (patereccio erpetico, herpes traumatico, ecc). Il problema principale è rappresentato dalle riattivazioni, che possono essere frequenti e dolorose. Disturbi più gravi si verificano quando il virus interessa l'occhio (congiuntivite, cheratite con riduzione della vista fino alla cecità) o molto raramente quando invade il sistema nervoso centrale, provocando un’encefalite erpetica. 

L’infezione da HSV-2 viene acquisita con l’inizio dell’attività sessuale non protetta, spesso in modo asintomatico e rientra fra le infezioni sessualmente trasmesse (IST). La prevalenza delle infezioni erpetiche genitali continua ad aumentare nel mondo (500 milioni di persone sotto i 50 anni): nel 2016 l’OMS ha stimato 20 milioni di casi di herpes genitale all’anno su 376 milioni di casi delle maggiori IST (Chlamydia, gonorrea, sifilide, trichomonas). La diffusione dell’infezione genitale (misurata attraverso la positività degli anticorpi specifici anti HSV-2) varia con il sesso, la razza, l’età, il livello socio-economico e il numero dei partners sessuali. In USA la prevalenza è del 26% nelle donne e del 18% negli uomini, in Africa è molto alta (50-80%), in Europa occidentale è mediamente del 18% nelle donne. In Italia la prevalenza nella popolazione generale è di circa il 6%, del 7-8% nelle gravide nel Nord Italia.

La prima infezione causata da HSV-2 a livello genitale (cosiddetta malattia ulcerativa genitale) si manifesta con la comparsa di vescicole dolorose a livello degli organi genitali (pene e scroto nell'uomo, vulva e vagina nella donna) e delle zone cutanee circostanti (ano, cosce), linfonodi inguinali ingranditi e dolenti, secrezioni uretrali o vaginali, febbre, malessere generale. Una volta stabilito lo stato di latenza, il virus può riattivarsi con comparsa di infezione ricorrente meno grave oppure riprodursi in modo intermittente senza sintomi e causare l’infezione del partner. È stato dimostrato in studi prospettici che circa il 70% delle trasmissioni si realizza durante gli episodi di eliminazione asintomatica o subclinica. Infatti la maggior parte dei soggetti portatori di HSV-2 non è a conoscenza del proprio stato perché i segni e i sintomi sono del tutto assenti o lievi e vengono facilmente confusi con quelli dovuti ad altre patologie genitali (molto spesso con la candidosi). A partire dagli anni 2000 è stato rilevato un aumento dei casi a trasmissione sessuale di HSV-1, dovuto all’aumento della pratica del sesso orale fra i giovani.

HSV-2 causa anche meningite, talvolta ricorrente.

Il test per HSV-2 rientra nel pannello TORCH che esamina un gruppo di malattie infettive che possono causare patologie del feto nelle donne in gravidanza. TORCH è l'acronimo di: Toxoplasmosi, Rosolia, Citomegalovirus e Herpes simplex, anche se è in grado di rilevare al bisogno altre infezioni (Parvovirus B19, HIV, varicella, epatite B e C, ecc).

Per quanto riguarda i rischi dell’infezione da HSV-2 in gravidanza, si segnala che la trasmissione al feto attraverso la placenta è rara (<1%) nel 1° e 2° trimestre, con aborto spontaneo e ridotta crescita fetale; è rara anche la possibilità di infezione del neonato dopo la nascita. Al contrario, il rischio di trasmissione al neonato durante il parto è elevato (30-50%) se l’infezione primaria materna, con localizzazione delle lesioni a livello del collo dell’utero, si realizza in prossimità del parto o entro le 6 settimane precedenti. I sintomi dell'herpes neonatale (infezione muco-cutanea disseminata, coinvolgimento del sistema nervoso centrale, ecc) compaiono entro il primo mese di vita del bambino e, se non trattati, possono causare problemi a lungo termine e potenzialmente letali. L’incidenza dell’infezione da herpes neonatale è variabile nel range 5-80 casi per 100.000 nati vivi. Negli Stati Uniti l’incidenza è più elevata (1/3.200 nati vivi) rispetto ad altri paesi sviluppati (1/10.000-60.000 nati vivi). In caso di infezione ricorrente le probabilità di contagio sono molto basse (2-3%), grazie alla presenza di anticorpi specifici anti HSV-2 trasmessi dalla madre. Generalmente la diagnosi si basa sui sintomi, ma nei casi dubbi, nelle donne in gravidanza e nei neonati, è utile ricorrere alla diagnosi di laboratorio. Il test per la ricerca del virus dell’Herpes Simplex può essere eseguito con vari metodi:

Rilevazione diretta del virus

I test d'elezione per rilevare il virus HSV in soggetti con sintomi includono l'esame colturale del virus e il test molecolare mediante amplificazione genica (HSV-1 e HSV-2 PCR). Quest'ultimo è anche il metodo più indicato per rilevare la presenza di encefalite erpetica e herpes neonatale.

  • Test molecolare HSV PCR; questo metodo rileva il materiale genetico (DNA) dell’HSV-1 e 2 in campioni prelevati dal liquido di vescicola, in campioni di sangue o altri liquidi biologici, come il liquido cefalorachidiano. Si tratta di una amplificazione genica Real Time duplex, che permette la rilevazione e la quantificazione del DNA di entrambi i sottotipi HSV-1 e HSV-2. È un test più sensibile e rapido rispetto all’esame colturale, che era considerato anni fa il gold standard diagnostico ed è attualmente disponibile solo presso laboratori specializzati
  • Esame colturale di HSV; un campione di liquido presente in una vescicola o ulcera viene prelevato tramite un tampone ed inoculato in colture cellulari utilizzate per la crescita del virus, che impiega alcuni giorni. Se la coltura risulta positiva, il virus viene caratterizzato come HSV-1 o HSV-2, mediante immunofluorescenza. L’isolamento virale in coltura perde sensibilità in caso di lesioni ricorrenti o in via di guarigione, con possibili falsi negativi. Inoltre, risente delle condizioni di trasporto (tempo e temperatura) in idonei terreni che conservano la vitalità del virus. È praticamente stato sostituito dal test molecolare, che è più sensibile e dà risultati più rapidi.
Test sierologico 

Il test sierologico per HSV rileva la presenza di anticorpi IgG anti-HSV-1 o HSV-2 nel sangue. Recentemente sono stati sintetizzati antigeni ricombinanti specifici per HSV-1 e per HSV-2 che permettono di distinguere fra anticorpi IgG diretti contro HSV-1 e HSV-2. Per le IgM i test non sono tipo-specifici e quindi non distinguono fra HSV-1 e HSV-2. Le IgM sono presenti nelle infezioni acute ma anche nelle riattivazioni. I metodi utilizzati sono di tipo immunoenzimatico, chemiluminescenza e immunocromatografia.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?
    Test molecolare
    • Il test molecolare HSV PCR e l'esame colturale possono essere utilizzati per rilevare la presenza di un'infezione acuta in presenza di segni e sintomi quali ulcere in area orale, cutanea, genitale o encefalite
    • Il test HSV PCR è il metodo d'elezione per rilevare l'herpes neonatale, una condizione rara ma pericolosa associata alla trasmissione del virus dalla madre al nascituro durante un parto vaginale
    • Il test molecolare (PCR) e il test sierologico (anticorpale) possono essere impiegati per discriminare tra infezione causata da HSV di tipo 1 o di tipo 2
    Test sierologico
    • La presenza di anticorpi specifici di tipo IgG indica una pregressa infezione, anche asintomatica. Una sierologia positiva per IgG anti HSV-2 è dovuta ad infezione anogenitale e quindi identifica un soggetto a rischio di riattivazione. Ciò è importante nelle gravide con fattori di rischio e nei soggetti con lesioni sospette, che vengono in tal modo informati della possibilità di trasmettere l’infezione ad altri. In caso di sierologia positiva isolata per IgG HSV-1, in un soggetto che non ha mai presentato sintomi, non è possibile capire se si è trattato di infezione orolabiale o ano genitale da HSV-1. Gli anticorpi anti HSV-1 sono molto diffusi nella popolazione e generalmente non vengono ricercati perché la diagnosi di HSV cutaneo o mucoso è basata sui sintomi e sulla storia clinica
    • Il test sierologico per HSV-2 può essere utilizzato per identificare un’infezione in soggetti con ripetuti rapporti a rischio, in donne che hanno subito violenza e nelle coppie che vogliono sottoporsi a fecondazione assistita
    • Il test sierologico per HSV-2 può essere utilizzato per identificare una infezione pregressa e per monitorare gruppi di persone, quali i riceventi trapianto di organi e donne in gravidanza

    Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense non raccomanda di monitorare l'herpes nella popolazione generale, bensì di limitarsi a casi specifici quali:

    • In presenza di segni e sintomi riconducibili al virus dell’Herpes Simplex, quali la presenza di ulcere in area genitale
    • In soggetti che hanno o hanno avuto partner sessuali con herpes genitale
    • In soggetti che desiderano sottoporsi all'esame completo delle infezioni sessualmente trasmesse (IST), tra cui l'HIV, soprattutto se hanno partner sessuali multipli

    In Italia la Linea Guida SNLG per la gravidanza fisiologica 2011 non raccomanda lo screening sierologico per infezione da HSV-1 e HSV-2 nelle donne in gravidanza. Tale Linea Guida, insieme alla Linea Guida SNLG per il taglio cesareo del 2016, raccomanda il taglio cesareo programmato alle donne con infezione primaria da Herpes simplex genitale che presentano lesioni nel terzo trimestre di gravidanza o al momento del parto, in quanto l’intervento diminuisce il rischio di infezione neonatale da HSV. Il taglio cesareo non deve essere effettuato prima della 39° settimana di gestazione. Le donne in gravidanza, con ricorrenza del virus HSV in prossimità del parto, devono essere informate che vi sono incertezze circa l’efficacia del taglio cesareo programmato nel ridurre il rischio di infezione neonatale da HSV. Pertanto, il taglio cesareo non deve essere proposto di routine.

  • Quando viene prescritto?
    •  Il test molecolare per la ricerca di HSV-1 e HSV-2 può essere prescritto in presenza di sintomi di infezione da HSV cutaneo o mucoso, come la presenza di vescicole o ulcere a livello di bocca, naso, occhi o in area genitale. Il test molecolare per la ricerca di HSV-1 e HSV-2 deve essere prescritto in presenza di sintomi riconducibili a meningite o encefalite virale, come febbre, mal di testa persistente, rigidità nucale, crisi epilettiche (anche nell’ambito di un pannello più esteso che indaghi anche altri virus causa di meningiti o encefalite)

    Test molecolare in gravidanza e alla nascita

    • Le donne in gravidanza alle quali sia stata diagnosticata un’infezione da HSV genitale (sierologia positiva per anticorpi anti HSV-2) o che presentano ricorrenze manifeste o fattori di rischio (partner con diagnosi di herpes genitale) devono essere costantemente monitorate prima del parto, al fine di rilevare un’eventuale infezione attiva
    • Nei neonati che ad alcuni giorni dal parto mostrano segni di infezione da HSV, quali encefalite o lesioni cutanee multiple, che, in caso di positività, devono essere trattati con acyclovir endovena
  • Cosa significa il risultato del test?
    Rilevazione diretta del virus
    • Una coltura positiva o la presenza di HSV-DNA (PCR) indica un'infezione attiva da HSV-1 o da HSV-2
    • Un risultato negativo alla coltura indica che il virus dell'Herpes Simplex non è stato isolato, ma non esclude definitivamente l’infezione. Infatti, il campione potrebbe non contenere quantità sufficiente di virus in grado di replicare, come accade se la coltura virale viene eseguita 48 ore dopo la comparsa dei sintomi, con conseguente risultato falso negativo. Se permane il sospetto di una infezione erpetica, è consigliabile effettuare il test molecolare
    Test sierologico 
    • La presenza degli anticorpi anti-HSV-1 o HSV-2 di tipo IgG suggeriscono un'esposizione/infezione pregressa, anche in pazienti asintomatici. Il tipo di anticorpo rilevato indica il tipo di infezione da HSV (si veda anche la sezione “Come e Perché”)
    • Un risultato negativo alla ricerca degli anticorpi specifici rende improbabile che il paziente sia stato esposto a HSV, anche se non si può escludere la possibilità che il paziente non abbia ancora iniziato a produrre anticorpi specifici
  • C’è altro da sapere?

    L'infezione con HSV può rendere i pazienti maggiormente suscettibili ad un’infezione da HIV. Le lesioni cutanee rendono il paziente più esposto anche ad altre infezioni sessualmente trasmesse (IST).

    Inoltre, può rendere i soggetti affetti da HIV maggiormente infettivi, incrementando la carica virale dell’HIV. L'infezione da HSV-2 è spesso presente come infezione opportunistica nei soggetti infetti da HIV, in quanto immunocompromessi: fino al 90% di questi individui risulta co-infettato da HSV-2.

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Domande Frequenti
  • Il virus dell'Herpes Simplex può causare infezioni gravi?

    Sì, le forme più gravi di infezione da HSV sono quelle che insorgono in neonati infettati durante il parto o in soggetti immunocompromessi, come coloro che sono stati sottoposti a trapianto d’organo o che sono affetti da HIV/AIDS.

    L'herpes neonatale è una condizione grave ma molto rara: sebbene il 25-30% delle donne in USA in gravidanza sia positiva per anticorpi anti HSV-2, meno dello 0,1% dei bambini nati ogni anno negli Stati Uniti risulta affetto da herpes neonatale. Pertanto, la maggior parte delle donne con herpes genitale partorisce bambini sani. In Italia l’herpes neonatale è molto raro. Anche l’encefalite erpetica è una infezione grave, fortunatamente molto rara (incidenza a livello mondiale di 2-4 casi su 100.000 abitanti). Nella maggior parte dei casi è dovuta a HSV-1, mentre quella da HSV-2 è più comune tra i pazienti immunocompromessi. L’esordio è acuto, con peggioramento importante dopo 24-48. È spesso fatale se non trattata.

  • È possibile prevenire l’infezione da HSV?

    Al momento attuale non esiste un vaccino per HSV. La prevenzione è difficile perché l'esposizione a HSV-1 e HSV-2 è continua durante la vita di tutti i giorni. L'herpes orale e l’herpes genitale possono essere prevenuti osservando le precauzioni da contatto in caso di infezioni sintomatiche. Ciò significa evitare il contatto diretto delle mani con la cute o le mucose del soggetto con herpes manifesto, i contatti indiretti con oggetti e superfici ambientali che potrebbero essere contaminati, oltre che i rapporti sessuali di qualunque genere (anche con preservativo). Ovviamente ciò non po’ essere effettuato nel caso di infezioni inapparenti/asintomatiche.

    L’OMS sottolinea che la strategia di controllo e prevenzione dell’HSV genitale (e in generale delle IST) debba basarsi sulla promozione di campagne informative (sui fattori di rischio e sulle manifestazioni cliniche), di attività di educazione alla salute sessuale (es. uso corretto del preservativo) e di facilitazione all’accesso ai test diagnostici per i giovani.

    Per prevenire l’infezione, soprattutto genitale, è indispensabile fornire ai soggetti positivi per anticorpi adeguate informazioni sulla storia naturale delle lesioni erpetiche, enfatizzando l’elevata trasmissibilità in presenza di lesioni vescicolari, che sono letteralmente piene di virus, la possibilità di ricorrenza con sintomi lievi, la possibilità di eliminazione virale asintomatica. Inoltre, è importante incoraggiare il soggetto a comunicare al partner il proprio stato di positività e ad usare il profilattico soprattutto nel caso di nuovi partner. Il 60% dei soggetti con anticorpi positivi impara a riconoscere gli episodi di ricorrenza con sintomi lievi.

    È opportuno anche fornire alle coppie con partner maschile positivo e femminile negativo informazioni sul rischio di infezione neonatale in caso di infezione primaria materna, sulla necessità di avere rapporti sessuali protetti almeno nell’ultimo trimestre e di effettuare il test, oltre che all’inizio della gravidanza, anche alle 32-34° settimana di gravidanza.

    Per la prevenzione dell’herpes neonatale, in Italia la Linea Guida SNLG per la gravidanza fisiologica del 2011, insieme alla Linea Guida SNLG per il taglio cesareo del 2016, raccomanda il taglio cesareo programmato alle donne con infezione primaria da Herpes simplex genitale che presentano lesioni nel terzo trimestre di gravidanza o al momento del parto, in quanto l’intervento diminuisce il rischio di infezione neonatale da HSV. Il taglio cesareo non deve essere effettuato prima della 39° settimana di gestazione. Le donne in gravidanza, con ricorrenza del virus HSV in prossimità del parto, devono essere informate che vi sono incertezze circa l’efficacia del taglio cesareo programmato nel ridurre il rischio di infezione neonatale da HSV. Pertanto, il taglio cesareo non deve essere proposto di routine.

  • Esistono altri tipi di herpes virus oltre a HSV-1 e HSV-2?

    Sì, esistono più di 25 virus appartenenti alla famiglia degli herpesvirus (Herpesviridae), dei quali almeno 8 in grado di infettare l’uomo. Questi includono l’HSV di tipo 1 e di tipo 2; il virus della Varicella Zoster (VZV, HHV-3), associato con l'insorgenza di varicella ed herpes zoster; il virus di Epstein Barr (EBV, HHV-4), che può causare la mononucleosi infettiva; il Cytomegalovirus (CMV, HHV-5) che può essere trasmesso durante la gravidanza; l’Herpesvirus umano 6 (HHV-6) e l’Herpesvirus umano 7 (HHV-7), entrambi in grado di causare la Roseola nei bambini (detta VI malattia), e l’Herpesvirus umano 8 (HHV-8), implicato in un tumore chiamato Sarcoma di Kaposi, che si sviluppa spesso in pazienti immunocompromessi, in soggetti che sono stati sottoposti a trapianto d’organo o che sono affetti da HIV/AIDS.

  • Quanto tempo occorre per ottenere i risultati del test?

    Dipende dal laboratorio che esegue il test e dal metodo utilizzato per l'esame. Il test molecolare HSV PCR e il test sierologico solitamente richiedono un giorno per essere eseguiti, mentre l'esame colturale può richiedere più giorni.

  • Come viene trattato l'herpes?

    Le infezioni da HSV non possono essere risolte in modo definitivo perché non esistono farmaci in grado di eliminare la latenza dell’infezione, che dura tutta la vita. Sono però disponibili farmaci antivirali specifici (acyclovir, famcyclovir e valacyclovir) utilizzabili localmente, per via orale o per via endovenosa, a diverso dosaggio a seconda della gravità delle manifestazioni cliniche. Tali farmaci riducono l’entità dei sintomi e la sensazione di dolore e bruciore delle manifestazioni cutanee e mucose (herpes labiale e genitale). La terapia con acyclovir per via orale può essere intrapresa in gravidanza (non prima della 20° settimana di gestazione) in caso di episodio sintomatico, allo scopo di ridurre l'entità e la durata dei sintomi ed il periodo di eliminazione del virus. Il trattamento è ben tollerato nella gravidanza avanzata, non richiede un aggiustamento del dosaggio e non vi sono evidenze di tossicità materno-fetale.

    Non c’è ancora accordo in letteratura sull’efficacia della terapia antivirale per la profilassi prima del parto, in donne a rischio di riattivazione. Secondo una Linea Guida canadese del 2017, alle donne con infezioni ricorrenti andrebbe proposta, a partire dalla 36° settimana di gestazione, una profilassi a base di acyclovir o di valacyclovir per ridurre il rischio di lesioni erpetiche e di diffusione virale al momento del parto, con lo scopo di ridurre la necessità di un taglio cesareo.

    Tutti i neonati con infezione neonatale sintomatica richiedono la terapia endovenosa.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

K. J. Looker, A. Magaret , M. T. May , et al. Global and Regional Estimates of Prevalent and Incident Herpes Simplex Virus Type 1 Infections in 2012 PLOS ONE  DOI:10.1371 October 28, 2015

R. J. Whitley. Congenital Cytomegalovirus and Neonatal Herpes Simplex Virus Infections: To Treat or Not To Treat. Pediatr Infect Dis J. 2019 Jun; 38(6 ): S60–S63. doi: 10.1097/INF.0000000000002325

Money DM, Steben M. No. 208 - Guidelines for the management of Herpes Simplex Virus in pregnancy. J Obstet Gynaecol Can. 2017 Aug; 39(8): e199-e205. doi: 10.1016/j.jogc.2017.04.016.

SNLG ISS Linea Guida Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole Seconda parte (linea guida 22) 2016

SNLG ISS Linee Guida Gravidanza fisiologica” - aggiornamento della versione online 2011 (pdf 817 kb)https://www.epicentro.iss.it/itoss/pdf/gravidanza%20fisiologica_allegato.pdf

B. Suligoi e C. Salfa. Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle” (pdf 6,3 Mb) pubblicato nel 2018 https://www.ibsafoundation.org/wp-content/uploads/2020/07/vol.10_le-infezioni-sessualmente-trasmesse_suligoi-salfa.pdf

Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Separating facts from fiction. Protect yourself. Protect othershttps://aahivm.org/wp-content/uploads/2017/02/cdc-pic-facts-and-fiction.pdf

Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

Thomas, Clayton L., Editor (1997). Taber's Cyclopedic Medical Dictionary. F.A. Davis Company, Philadelphia, PA [18th Edition].

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Revisore: Dr.ssa Paola Pauri - medico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva e in Microbiologia