Noto anche come
Fattore I
Fibrinogeno attivo
Antigene del fibrinogeno
Fibrinogeno plasmatico
Test dell’ipofibrinogenomia
Nome ufficiale
Fibrinogeno
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come parte delle indagini relative a un possibile difetto della coagulazione o di ipercoagulabilità (episodi trombotici), in particolare per valutare la concentrazione e la funzionalità del fibrinogeno; a volte per determinare il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare.

Quando Fare il Test?

In seguito a episodi di sanguinamento o trombotici; quando il PT e/o il PTT sono allungati; quando il paziente ha parenti con un’anomalia o una carenza ereditaria di fibrinogeno; quando il medico ha bisogno di informazioni aggiuntive per valutare il rischio del paziente di sviluppare una patologia cardiovascolare.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

No, non è necessaria alcuna preparazione.

L’Esame

Il fibrinogeno è una proteina, un fattore di coagulazione (fattore I) essenziale per la formazione del coagulo. Esistono due tipi di test per valutare il fibrinogeno: il test di attività del fibrinogeno, che determina la funzionalità del fibrinogeno durante la formazione del coagulo e il test quantitativo che misura la concentrazione di fibrinogeno nel sangue.

Il fibrinogeno è prodotto dal fegato e viene rilasciato in circolo insieme ad altri fattori della coagulazione. Di solito quando un tessuto o un vaso vengono danneggiati, inizia un processo chiamato emostasi, che aiuta a fermare il sanguinamento formando un tappo presso la ferita. Dei piccoli frammenti cellulari detti piastrine aderiscono e si aggregano al sito, inizia la cascata della coagulazione e i fattori della coagulazione si attivano uno dopo l’altro.

Quando la cascata è vicino alla fine, il fibrinogeno solubile è convertito in filamenti di fibrina insolubili. Questi filamenti si intrecciano tra loro formando una rete fibrinica che si stabilizza nel sito danneggiato. Questa rete aderisce alla ferita insieme alle piastrine formando un coagulo stabile. La barriera previene la perdita ulteriore di sangue e rimane sul luogo finché il danno non è risolto.
Perchè si formi un coagulo stabile è necessario che ci siano abbastanza piastrine e fattori della coagulazione normalmente funzionanti. Se ci sono fattori o piastrine che non funzionano adeguatamente, o se sono troppo scarsi o troppo abbondanti, possono verificarsi episodi di sanguinamento e/o la formazione di un coagulo inappropriato (trombosi). Alcuni test di laboratorio, tra cui gli esami del fibrinogeno, possono essere usati per valutare l’emostasi.

I test della coagulazione si basano su cosa avviene artificialmente nella provetta (in vitro) e non riflettono necessariamente che cosa accade nell’organismo (in vivo). Però questi esami possono essere usati per valutare gli specifici componenti dell’emostasi. Il test dell’attività del fibrinogeno studia la parte del processo emostatico in cui il fibrinogeno solubile è convertito in filamenti di fibrina. Aggiungendo la fibrina al campione, il test by-passa il resto dei fattori della coagulazione e si focalizza sulla funzionalità del fibrinogeno.

  • Il test di attività del fibrinogeno misura il tempo che impiega a formarsi il coagulo di fibrina dopo l’aggiunta al plasma di una quantità standardizzata di trombina. Questo esame valuta la funzionalità del fibrinogeno, la sua capacità di essere convertito in fibrina. Il tempo che il coagulo impiega a formarsi è direttamente proporzionale all’attività del fibrinogeno presente. Un tempo prolungato può essere dovuto ad una diminuita concentrazione della proteina normale o a mal funzionamento del fibrinogeno.
  • Il test quantitativo del fibrinogeno usa un anticorpo che lega il fibrinogeno in un campione di sangue. Questo esame permette di misurare la quantità della proteina, ma non l’attività.
     

Il fibrinogeno inoltre è uno dei fattori del sangue chiamati proteine della fase acuta. La concentrazione sanguigna di fibrinogeno, insieme a quella di altre proteine della fase acuta aumenta rapidamente in seguito a patologie e condizioni che causano infiammazione e danno. I test per le proteine di fase acuta, incluso il fibrinogeno, possono essere eseguiti per capire quanto sia estesa l’infiammazione.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, nessuna.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Questo esame è usato per valutare il fibrinogeno, una proteina essenziale per la formazione del coagulo. Quando c’è una ferita e inizia il sanguinamento, si forma un coagulo attraverso una serie di passaggi. In uno degli ultimi step, il fibrinogeno solubile viene convertito in filamenti di fibrina che si intrecciano tra loro formando una rete che si stabilizza e aderisce al sito danneggiato fino alla guarigione.

    Esistono due tipi di test:

    • L’attività del fibrinogeno misura la funzionalità del fibrinogeno e la sua capacità di convertirsi a fibrina. E’ usato:
      • Come parte dell’indagine di un possibile difetto della coagulazione o di una formazione inappropriata del coagulo (episodio trombotico)
      • A seguito di risultati anomali di altri esami della coagulazione (tempo di protrombina, PT o tempo di tromboplastina parziale, PTT) e/o di episodi di sanguinamento prolungato o inspiegato
      • Insieme ad altri esami come PT, PTT, test di funzionalità piastrinica, prodotti di degradazione della fibrina e D-Dimero come supporto alla diagnosi di coagulazione intravascolare disseminata (CID) o fibrinolisi anormale.
      • Talvolta come monitoraggio nel tempo di malattie progressive (come le malattie epatiche) o, più raramente, per monitorare il trattamento di malattie acquisite (come la CID)
      • A volte insieme ad altri marcatori di rischio cardiovascolare come la proteina C- reattiva (PCR) per calcolare il rischio del paziente di sviluppare una malattia cardiovascolare. Questo particolare uso dell’esame non ha trovato largo consenso tra gli esperti poiché non esiste un trattamento efficace per i risultati elevati. Però, alcuni medici sono convinti che la misura dell’attività del fibrinogeno possa fornire ulteriori informazioni che li sollecita ad essere più reattivi nel trattare altri fattori di rischio (come il colesterolo alto)
    • Il test antigenico del fibrinogeno viene occasionalmente richiesto come esame di follow- up per capire se la diminuita attività sia dovuta ad una carenza di fibrinogeno o alla sua disfunzionalità (causata da disfibrinogenemia ereditaria o acquisita)
  • Quando viene prescritto?

    Il medico può richiedere il test di attività del fibrinogeno quando il paziente:

    • Ha un sanguinamento inspiegato o prolungato
    • Ha una trombosi
    • Ha risultati anomali nei test PT e PTT
    • Ha sintomi di CID o di fibrinolisi anormale o è in trattamento per una delle due patologie
    • Potrebbe avere una carenza o una disfunzione di un fattore della coagulazione ereditaria o acquisita
    • Ha un difetto della coagulazione acquisito e il medico vuole valutare e monitorare la capacità di formare il coagulo (nel tempo)
       

    Il test quantitativo del fibrinogeno può essere eseguito quando il paziente ha un risultato basso dell’attività del fibrinogeno per determinare se è dovuto a insufficienza o disfunzione del fibrinogeno.
    Un’alta concentrazione di fibrinogeno può essere associata a malattie coronariche, infarto del miocardio e patologie delle arterie periferiche. In alcuni casi, il test dell’attività del fibrinogeno viene eseguito insieme ad altri esami quando il medico vuole valutare il rischio del paziente di sviluppare malattie cardiovascolari.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati del test del fibrinogeno sono riportati come concentrazione della proteina nel sangue. I risultati del test di attività del fibrinogeno sono convertiti in concentrazione per compararli a quelli del test antigenico.

    Risultati normali dell’attività del fibrinogeno di solito riflettono una buona capacità di coagulare. Una significativa diminuzione dell’attività del fibrinogeno può essere dovuta a decremento o disfunzione del fibrinogeno. Una ridotta attività del fibrinogeno e una ridotta concentrazione della proteina possono diminuire la capacità di formare un coagulo stabile. 

    Risultati cronici bassi possono essere correlate ad una diminuita produzione dovuti ad una patologia ereditaria come la afibrinogemia o l’ipofibrinogemia o ad una patologia acquisita come una malattia epatica allo stadio finale o una malnutrizione grave.

    Risultati acuti bassi sono spesso in relazione al consumo di fibrinogeno che può essere osservato nella coagulazione intravasale disseminata (CID) e nella fibrinolisi anormale, nelle quali l’organismo è troppo reattivo nella risoluzione del coagulo. Le ridotte concentrazioni di fibrinogeno possono presentarsi dopo le trasfusioni rapide e di grosse quantità di sangue e in persone malnutrite.

    Talvolta il medico usa un rapporto tra il test quantitativo del fibrinogeno e il test dell’attività. Ciò aiuta a distinguere tra disfibrinogenemia (rapporto alto) e ipofibrinogenemia (rapporto vicino a 1).

    Il fibrinogeno è una proteina di fase acuta, perciò le concentrazioni di fibrinogeno possono aumentare rapidamente in tutte le condizioni che causano infiammazione o danno tissutale. Alte concentrazioni di fibrinogeno sono aspecifiche, per questo motivo non indicano la causa del temporaneo aumento di fibrinogeno o la sede del disturbo. Di solito questi aumenti delle concentrazioni di fibrinogeno sono temporanei e tornano normali dopo che le patologie sottostanti sono risolte. Risultati elevati, si osservano in:

    Se i risultati degli esami del fibrinogeno sono elevati, il paziente ha un aumentato rischio di sviluppare coaguli e, nel tempo, di avere un aumentato rischio per le malattie cardiovascolari.

  • C’è altro da sapere?

    Le trasfusioni di sangue nel mese precedente al prelievo, possono influenzare il risultato dell’esame. Alcuni farmaci possono causare diminuzione delle concentrazioni, inclusi steroidi anabolizzanti, fenobarbital, streptochinasi, urochinasi, L-asparaginasi, attivatori del plasminogeno tissutale e acido valproico. Moderati aumenti del fibrinogeno possono verificarsi a causa di gravidanza, fumo, uso di contraccettivi orali o estrogeni.

    La disfibrinogenemia è una rara patologia della coagulazione causata da mutazioni nel gene che controlla la produzione di fibrinogeno nel fegato. Causa la produzione di fibrinogeno anormale, disfunzionale da parte del fegato, che resiste alla degradazione quando dovrebbe essere convertito a fibrina o non svolge la sua funzione nella cascata della coagulazione. La disfibrinogenemia può aumentare il rischio di trombosi venosa o, raramente, può causare un leggera tendenza al sanguinamento. Le ferite delle persone con carenza di fibrinogeno o disfibrinogenemia talvolta fanno fatica a guarire.
    I test di genetica molecolare possono essere eseguiti su coloro che hanno disfibrinogenemia ereditaria, ipofibrinogenemia o afibrinogenemia per identificare la mutazione responsabile. Il test per le mutazioni può anche essere eseguito sugli altri membri della famiglia.

    Le persone affette da patologie epatiche possono sviluppare disfibrinogenemia acquisita  che può contribuire al sanguinamento o alla trombosi.

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Domande Frequenti
  • Che cosa si può fare per ridurre le concentrazioni di fibrinogeno?

    Se le concentrazioni di fibrinogeno sono elevate per la gravidanza o per un processo infiammatorio acuto, dovrebbero tornare normali da sole una volta che la condizione sottostante è cessata. Se è dovuta ad una patologia acquisita come l’artrite reumatoide invece c’è poco da fare a proposito. Se il medico ritiene che le concentrazioni di fibrinogeno possano aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, è possibile migliorare lo stile di vita, riducendo il colesterolo e aumentando le HDL (altri fattori che incidono sul rischio cardiovascolare). Ci sono evidenze che la dieta ricca di acidi grassi omega-3 e di omega-6 (olio di fegato di merluzzo) possa aiutare a ridurre le concentrazioni di fibrinogeno.

  • Qual è la differenza tra i test del fibrinogeno, del d-dimero e dei prodotti di degradazione della fibrina (FDP)?

    Il test dell’attività del fibrinogeno valuta la conversione del fibrinogeno in fibrina; il test della concentrazione di fibrinogeno misura la quantità di fattore I solubile (disciolto nel sangue) prima che sia trasformato in fibrina insolubile e che si formi la rete del coagulo. D-dimero e FDP sono di supporto nel determinare lo stato del sistema fibrinolitico e la capacità dell’organismo di risolvere il coagulo quando non è più necessario. FDP misura tutti i frammenti del coagulo disciolto, mentre il d-dimero è una misura più specifica di un frammento della rete.

  • E’ possibile avere il fibrinogeno anormale o diminuito senza esserne consapevoli?

    Sì. Alcune persone hanno una coagulazione relativamente normale anche quando la concentrazione e/o l’attività di fibrinogeno sono basse. Questa condizione può non essere identificata a meno che il paziente non sanguini più a lungo del dovuto dopo un intervento chirurgico o un trauma o debba fare degli esami di coagulazione per altri motivi, come il parto o lo screening o pre-operatorio.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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