Noto anche come
Test dell’HBV
Hep B
anti-HBs
Anticorpi anti-superficie dell’epatite B
HBsAg
Antigene di superficie dell’epatite B
HBeAg
Antigene e dell’epatite B
anti-HBc
Anticorpi anti-core dell’epatite B
anti-HBe
Anticorpi anti-e dell’epatite B
HBV DNA
Nome ufficiale
Test per il virus dell’epatite B
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 21.11.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Il primo luogo per lo screening e la diagnosi di epatite B acuta o cronica, ma anche per rilevare precedenti esposizioni al virus HBV, epatiti pregresse e, talvolta, nel monitoraggio della terapia.

Quando Fare il Test?

In persone a rischio di aver contratto un'infezione da HBV o in presenza di segni e sintomi di epatite, come itterizia o aumento inspiegabile dell'enzima epatico ALT; in persone che devono sottoporsi a trattamenti chemioterapici o con immunosoppressori; in persone trattate per epatite B o C (HCV); nel caso in cui si voglia controllare lo stato immunitario per valutare la necessità di un vaccino.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

L'epatite B è una patologia causata dall'infezione operata dal virus HBV. I test per l’epatite B rilevano la presenza proteine virali (antigeni),di  anticorpi prodotti in risposta all’infezione o del materiale genetico (DNA) del virus. La valutazione complessiva dell'insieme dei risultati dei test consente di discriminare tra un’infezione attiva e l’immunità risultante da una precedente esposizione o vaccinazione.

L’epatite è una patologia caratterizzata da infiammazione e ingrossamento del fegato. Ha diverse cause, una delle quali è l’infezione operata dai virus dell'epatite, dei quali l'HBV è solo uno dei cinque possibili: HAV (epatite A), HBV (epatite B), HCV (epatite C), HDV (epatite D) e HEV (epatite E).

L’HBV si trasmette tramite il contatto con il sangue o altri liquidi biologici di persone infette. Il contagio può avvenire, ad esempio, tramite la condivisione di aghi per l’iniezione di droghe per via endovenosa o tramite rapporti sessuali non protetti. Le persone che abitano o che viaggiano in zone del mondo ad alta prevalenza di epatite B hanno un rischio maggiore di contrarre l’infezione.
In rari casi, le madri possono trasmettere l'infezione ai figli durante il parto o tramite l’allattamento. Il virus non si diffonde tramite contatti superficiali come strette di mano, colpi di tosse o starnuti. Tuttavia, il virus può sopravvivere fuori dall’organismo per più di sette giorni, anche nel sangue secco, e può essere contratto usando rasoi o spazzolini di una persona infetta o tramite strumenti per cure estetiche o odontoiatriche non correttamente igienizzati.

Il più drastico decremento di incidenza di epatite B in Italia è stato osservato in seguito all’introduzione della vaccinazione nel 1988 per persone appartenenti a gruppi ad alto rischio di infezione da virus HBV e divenuta obbligatoria nel 1991 per tutti i nuovi nati e per i dodicenni (fino al 2003). 
Grazie al protocollo Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta) è possibile monitorare costantemente questa evoluzione epidemiologica. Nel 2015 sono stati registrati 0,6 casi ogni 100.000 abitanti, di cui 0,1/100.000 per la fascia d'età compresa tra 0-14 anni, 0,3/100.000 per la fascia d'età compresa tra 15-24 anni e 0,8/100.000 per la fascia d'età maggiore di 25 anni. Attualmente la fascia d'età maggiormente a rischio è quella di età compresa tra i 35 e i 54 anni.

Il decorso dell’infezione da epatite B può variare da forme leggere che durano solo poche settimane fino a forme croniche gravi che permangono per anni. Talvolta l’HBV cronica porta a sequele gravi come la cirrosi o il tumore epatico. Alcuni degli stadi e delle forme di epatite B includono:

  • Infezione acuta - presenza di segni e sintomi con test di screening positivo.
  • Infezione cronica - infezione persistente con rilevazione del virus tramite test di laboratorio e quadro clinico positivo (infiammazione del fegato).
  • Portatore sano (stato inattivo) - infezione persistente senza infiammazione del fegato (il portatore è chi non manifesta problemi di salute ma è stato infettato dal virus e può potenzialmente contagiare gli altri).
  • Infezione “risolta” - assenza di segni d'infezione; i test degli antigeni virali e del DNA sono negativi e non sono presenti segni o sintomi d'infiammazione epatica (anche se, in alcuni casi, il virus è presente nel fegato in stato inattivo).
  • Riattivazione - riattivazione dell’infezione da HBV con danneggiamento del fegato in persona portatrice o che ha avuto un’infezione pregressa risolta. Avviene più frequentemente in persone affette da forme tumorali per le quali sia necessaria una terapia chemioterapica o in persone affette da malattie autoimmuni o sottoposte a trapianto d'organo e in cura con immunosoppressori.

Sebbene possa essere un’infezione potenzialmente grave, l’HBV acuta è a risoluzione spontanea nella maggior parte degli adulti. Nei bambini e nei ragazzi tende a svilupparsi la forma cronica più spesso (in circa il 90% de casi) che negli adulti. Nei bambini da 1 a 5 anni, il rischio di sviluppare epatite cronica oscilla tra il 25% e il 50%. Sopra i 5 anni, la probabilità scende a meno del 5%.

La grande maggioranza delle persone con infezioni croniche è asintomatica. Nelle infezioni acute, i sintomi sono molto simili a quelli che si sviluppano nelle altre epatiti acute e includono febbre, affaticamento, nausea, vomito e ittero, anche se in più della metà dei casi non vi sono sintomi. Nell’epatite acuta, il fegato è danneggiato e non funziona più normalmente. Di conseguenza le tossine e prodotti di scarto come la bilirubina non vengono più metabolizzati ed eliminati. La patologia pertanto determina l'accumulo progressivo nel sangue di bilirubina e degli enzimi epatici. I test come bilirubina e pannello epatico rappresentano un sostegno nella diagnosi di epatite, pur non consentendo la definizione dell'agente eziologico. I test per la ricerca dei virus dell'epatite consentono invece di definirne la causa.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    I test del virus dell’epatite B (HBV) possono essere usati per varie ragioni. Alcuni di questi rilevano la presenza di anticorpi prodotti in risposta all’infezione da HBV, altri gli antigeni prodotti dal virus, altri ancora il DNA virale.

    I vari usi dei test dell’HBV includono:

    • Determinare se i segni e i sintomi acuti siano dovuti all’infezione da HBV; due test, l’antigene di superficie dell’epatite B e gli anticorpi IgM anti-core, possono essere eseguiti come parte del pannello delle epatiti virali acute insieme ai test per l’epatite A (HAV) e per l’epatite C (HCV), per capire quale virus possa causare l’infezione.
    • Diagnosticare l’epatite cronica da HBV
    • Monitorare l’infezione cronica da epatite B e il trattamento
    • Rilevare un’esposizione precedente ad HBV, in una persona con il sistema immunitario compromesso (e quindi a rischio di riattivazione del virus) o affetta da epatite C e in procinto di iniziare una terapia
       

    Alcune delle ragioni secondarie per eseguire i test sono: diagnosticare l’infezione da epatite B in persone a rischio o nei donatori di sangue, rilevare lo stato di portatore, rilevare la presenza di una precedente infezione (e la conseguente immunità) o se l’immunità si è sviluppata dopo la vaccinazione.

    Di solito viene eseguito in primo luogo un pannello di test di screening seguiti poi, in caso di necessità, da altri esami per il monitoraggio della patologia o per la verifica della presenza di infezione cronica e/o dello stato di portatore.

    La tabella seguente sintetizza il set di esami usati di solito nella fase di screening:

    TEST

    DESCRIZIONE

    USO E COMMENTI

    Antigene di superficie dell’epatite B (HBsAG)

    Rileva le proteine presenti sulla superficie del virus

    Usato per la diagnosi d'infezione da HBV acuta e cronica; indicatore precoce di epatite B acuta, identifica le persone infette prima che i sintomi appaiano; non determinabile nel sangue durante il periodo di incubazione; rappresenta il metodo principale per identificare i pazienti con infezione cronica, inclusi i “portatori sani”.

    Anticorpi anti-superficie dell’epatite B (anti-HBs)

    Rileva gli anticorpi prodotti in risposta agli antigeni di superficie HBV

    Usato per rilevare la precedente esposizione all’HBV; gli anticorpi si possono sviluppare anche in seguito ad una vaccinazione perciò può essere prescritto per capire se il vaccino è stato efficace o no (se gli anti-HBs sono assenti nonostante la vaccinazione) o se la persona è già entrata in contatto con il virus ed è immune (non può contrarre l’infezione di nuovo).

    Anticorpi totali anti-core dell’epatite B (anti-HBc, IgM e IgG)

    Rileva sia le IgM che le IgG dirette contro il core dell’epatite B

    Può essere usato per diagnosticare l’infezione acuta e cronica da HBV; le IgM sono i primi anticorpi prodotti dopo l’infezione da HBV; le IgG sono prodotte in risposta agli antigeni del core più tardi nel corso dell’infezione e di solito persistono per l’intera vita del paziente.

    IgM anti-core dell’epatite B (anti-HBc) Rileva solo le IgM dirette contro il core dell’epatite B Usato per rilevare le infezioni acute; talvolta presente anche nelle infezioni croniche.

    La seguente tabella sintetizza i test che possono essere usati come esami di approfondimento dopo i test iniziali per la rilevazione di HBV.

    TEST

    DESCRIZIONE

    USO E COMMENTI

    Antigene e dell’epatite B (HBeAG)

    Rileva le proteine di origine virale prodotte e rilasciate nel sangue

    Usato spesso come marcatore dell’abilità del virus di infettare altri soggetti (infettività); può anche prescritto per monitorare l’efficacia del trattamento. Esistono però alcuni ceppi virali non in grado di produrre l’antigene; questi sono più diffusi in Medio Oriente e in Asia. In queste aree, il test per HBeAg non è molto utile per determinare la capacità del virus di diffondersi.

    Anticorpi anti-antigene e dell’epatite B (Anti-HBe)

    Rileva gli anticorpi prodotti dall’organismo in risposta all’antigene “e” dell’epatite B

    Usato nel monitoraggio di coloro che sono guariti dall’infezione acuta da HBV. L’anti-HBe può essere presente insieme ad anti-HBc e ad anti-HBs

    DNA virale dell’epatite B

    Rileva il materiale genetico del virus dell’epatite B nel sangue

    Un risultato positivo indica che il virus sta replicando nell’organismo e la persona è molto contagiosa. Il test è spesso usato nel monitoraggio della terapia antivirale dei pazienti affetti da epatite B cronica.

    Mutazioni che conferiscono resistenza al virus dell’epatite B

    Rileva le mutazioni in grado di conferire al virus la resistenza alla terapia farmacologica (inibitori della trascrittasi inversa)

    Aiuta a selezionare la terapia più appropriata, soprattutto per pazienti che sono già stati trattati e per coloro che non hanno risposto adeguatamente alla cura.

    Mentre i test descritti sopra sono specifici per l’HBV, altri esami epatici come ASTALT e gamma-glutamil- transferasi (GGT) possono essere usati nel monitoraggio della progressione della patologia. In alcuni casi, può essere eseguita una biopsia del fegato per valutare l’estensione e la gravità del danno epatico.

  • Quando viene prescritto?

    I test per l’epatite B possono essere prescritti in pazienti con segni e sintomi associati ad epatite acuta, per determinare se siano dovuti ad infezione da HBV. Alcuni sintomi sono:

    • Febbre
    • Affaticamento
    • Perdita di appetito
    • Nausea, vomito
    • Dolore addominale
    • Urine scure
    • Feci chiare
    • Dolore alle articolazioni
    • Ittero
       

    I test dell’epatite B possono essere richiesti come esami di approfondimento in seguito al riscontro di valori alterati di ALT e/o AST. Talvolta le forme acute di epatite vengono diagnosticate in questo modo a causa della presenza di soli sintomi lievi, facilmente confondibili con quelli dell’influenza. Le epatiti croniche possono essere asintomatiche e spesso sono pertanto diagnosticate in seguito al riscontro di valori alterati di esami eseguiti di routine.

    Il test per l’antigene di superficie dell’epatite B (HBsAg) può essere usato come test di screening nelle persone ad alto rischio di contrarre epatite B cronica. Secondo le raccomandazioni pubblicate nel dicembre 2017 ad opera dell’associazione statunitense Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e dell'American College of Physicians, il test dell’ HBsAg dovrebbe essere richiesto per:

    • Persone nate in aree del mondo nelle quali l'epatite B è a maggior incidenza (ad esempio Asia e Medio Oriente)
    • Persone abituate a rapporti sessuali a rischio (in particolare se uomini omosessuali)
    • Personale sanitario, forze armate
    • Persone con valori alterati di ALT e AST senza apparente causa
    • Persone in terapia immunosoppressiva, come i trapiantati
    • Persone con malattie renali gravi
    • Donne in gravidanza
    • Neonati nati da madri infette
    • Persone che vivono in stretto contatto o che hanno come partner sessuali persone positive per HBV
    • Sieropositivi per HIV e HCV
    • Carcerati
    • Persone che usano o hanno usato droghe da iniettare per via endovenosa
    • Donatori di sangue, plasma, tessuti, organi e liquido seminale
       

    I test per l’epatite B devono essere eseguiti a scadenze regolari se sono usati nel monitoraggio di persone con infezione cronica.

    Nel monitoraggio vengono misurati l’antigene di superficie dell’epatite B (HBsAg) e l’antigene e (HBeAg) ogni 6 mesi-1 anno finché, in alcuni pazienti, HBeAg (e meno frequentemente, HBsAg) non sparisce da solo. Nelle persone in trattamento per epatite B cronica, i test HBeAg e per la ricerca del DNA di HBV possono essere usati per capire se il trattamento ha avuto successo.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I test per l’epatite B possono essere prescritti individualmente ma sono più spesso ordinati in combinazione tra loro, in relazione al quesito diagnostico. I risultati dei test sono di solito valutati insieme. Talvolta il significato di un risultato dipende dal risultato degli altri test. Tuttavia non tutti i test sono eseguiti su ogni persona.

    La tavola riportata sotto sintetizza le interpretazioni possibili di alcune combinazioni di risultati

    TEST INIZIALI

     

     

    TEST DI APPROFONDIMENTO

     

     

     

     

    Antigene di superficie (HBsAg)

    Anticorpi anti-superficie (Anti-HBs)

    Anticorpi totali anti-core (Anti-HBc IgG+IgM)

    Anticorpi  anti-core (Anti-HBc IgM)

    Antigene e (HBeAg)*

    Anticorpi anti-e (Anti-HBe)

    HBV DNA

    Possibile Interpretazione / Stadio di infezione

    Negativo

    Negativo

    Negativo

    Negativo

    Non eseguito

    Non eseguito

    Non eseguito

    Virus inattivo o nessuna infezione pregressa; non immune - può essere un buon candidato per il vaccino; è possibile che sia in una fase di incubazione

     

    Negativo

    Positivo

    Negativo

    Non eseguito

    Non eseguito

    Non eseguito

    Non eseguito

    Immunità dovuta alla vaccinazione

     

    Negativo

    Positivo

    Positivo

    Non eseguito

    Non eseguito

    Non eseguito

    Non eseguito

    Infezione risolta, immunità dovuta a infezione naturale. Se il paziente viene immunosoppresso il virus può riattivarsi.

    Positivo

    Negativo

    Positivo o Negativo

    Positivo

    Positivo o Negativo

    Negativo

    Rilevato

     

    Infezione acuta, di solito con sintomi; contagiosa; può essere il segnale di infezione cronica

    Negativo

    Negativo

    Positivo

    Positivo

    Negativo*

    Positivo

    Non rilevato

     

    Infezione acuta che si sta risolvendo (convalescente)

    Positivo

    Negativo

    Positivo

    Negativo

    Positivo* o Negativo

    Negativo o Positivo

    Rilevato

     

    Di solito indica un’infezione cronica attiva (possibile danno epatico)

    Positivo

    Negativo

    Positivo

    Negativo

    Negativo

    Positivo

    Non presente o presente a basse concentrazioni

     

    Infezione cronica ma basso rischio di danno epatico - stato di portatore sano

    *Nota: Esistono alcuni tipi (ceppi) di HBV che non producono l’antigene e. Nelle aree del mondo nelle quali questi ceppi sono diffusi (Medio Oriente e Asia), il test per l’ HBeAg non è molto utile. In questi casi, un risultato dell’HbeAg negativo non significa necessariamente che l’antigene non sia presente o che la persona non sia infetta; il virus responsabile dell'infezione potrebbe appartenere ad un ceppo e- (minus).

    Monitoraggio del trattamento dell’infezione cronica

    Se i risultati dei test iniziali e di approfondimento indicano che la persona ha l’epatite B cronica, allora può essere iniziata una terapia, la cui efficacia può essere monitorata mediante i test dell’antigene e degli anticorpi HBe e del DNA di HBV:

    • Se l’HBeAg diventa negativo e l’anti-HBs diventa positivo durante il trattamento, di solito significa che il trattamento è efficace e può essere interrotto dopo altri 6-12 mesi.
    • Se l'HBeAg diventa negativo e l'anti-HBe diventa positivo durante la terapia, allora il trattamento è efficace e può essere interrotto dopo ulteriori 6-12 mesi, sebbene il virus possa riapparire in seguito. E' necessario un monitoraggio.
    • Il test HBV DNA misura la quantità di virus presenti nel sangue. Un risultato elevato di solito significa che il virus si sta replicando attivamente e il trattamento non è efficace. Un risultato basso o sotto il limite di rilevabilità (indeterminato) significa che il virus non è presente o è presente in un numero così basso di copie che non può essere rilevato. Questo di solito indica che la terapia è efficace. Tuttavia, il virus può aumentare nuovamente dopo l'interruzione della terapia.
  • C’è altro da sapere?

    L’infezione da HBV, se presente, può danneggiarne il fegato e diffondersi ad altre persone nonostante la persona sia asintomatica. Per questo motivo, è importante fare il test se si pensa di essere stati esposti e contagiati.

    La banca del sangue esegue lo screening su tutti i donatori tramite la ricerca del virus dell’epatite B (HBV DNA), dell'antigene di superficie dell’epatite B (HbsAg), e degli anticorpi anti-core dell’epatite B (anti-HBc). I donatori vengono informati in caso di risultato positivo. Le persone che vengono richiamate per un risultato positivo devono recarsi dal proprio medico per fare ulteriori indagini. Il clinico prescriverà test addizionali per una diagnosi accurata e per capire se è necessario un trattamento farmacologico.

    In persone esposte all’HBV ma non vaccinate, l’infezione può essere evitata con un’iniezione di immunoglobuline dell’epatite B (HBIG) entro 24 ore. In genere viene anche somministrata la prima dose del vaccino.

    Esiste un test per determinare il tipo specifico (ceppo) di virus dell’epatite B che causa l’infezione, chiamato test di genotipizzazione dell’HBV.

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Domande Frequenti
  • Se c’è il sospetto di infezione da HBV, bisogna eseguire tutti gli esami sopra riportati?

    No, il medico deciderà quali esami siano più appropriati, sulla base dei sintomi e della storia clinica del paziente.

  • E’ necessario vaccinarsi perl’epatite B?

    Il vaccino è raccomandato a:

    • Tutti i nuovi nati con tre somministrazioni, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino e senza la necessità di ulteriori richiami.
    • Tutte le persone che sono a stretto contatto con persone affette da HBV
    • Persone in dialisi
    • Persone affette da malattie epatiche e renali croniche
    • Persone affette da HIV o in terapia per altre malattie sessualmente trasmissibili
    • Persone che viaggiano verso paesi nei quali l'epatite B è diffusa
    • Operatori sanitari con possibile esposizione ad HBV
       

    Il vaccino è raccomandato anche nelle persone adulte pur non appartenenti alle categorie a rischio.

  • In che cosa consiste il trattamento per l’epatite B?

    Non esiste una terapia specifica per il trattamento delle epatiti B acute. I sintomi di solito sono trattati con una terapia di supporto, con il riposo, con l’introduzione frequente di liquidi e di cibo in piccole quantità.

    Le forme croniche di epatite B possono essere trattate con farmaci antivirali come interferone, entecavir, tenofovir, lamivudine e adefovir. Tuttavia, alcuni farmaci antivirali possono provocare effetti collaterali anche gravi e non tutti i pazienti possono essere trattati. Di solito le persone affette da epatite cronica sono monitorate per diagnosticare precocemente la cirrosi o il tumore epatico. E’ importante parlare con il proprio medico curante circa le opzioni terapeutiche disponibili e i benefici che se ne possono trarre.

  • Cos'è l'epatite D e come è associata con l'epatite B?

    L’epatite D (HDV) è un altro virus responsabile dell'infezione del fegato, ma solo se è già presente quello dell’epatite B. La persona può infettarsi con entrambi i virus nello stesso momento (co-infezione) o l’infezione da epatite D può seguire quella da epatite B (superinfezione). Nel mondo occidentale l’incidenza di HDV è bassa. Non esiste un vaccino per l’HDV, ma dal momento che causa infezione solo in presenza di HBV, può essere prevenuta tramite il vaccino per HBV.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Pyrsopoulos, N. and Reddy, K.R. (2017 September 22, Updated). Hepatitis B. Medscape Gastroenterology. Available online at https://emedicine.medscape.com/article/177632-overview. Accessed on 3/18/18.

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Genzen, J. et. al. (2018 March, Updated). Hepatitis B Virus – HBV. ARUP Consult. Available online at https://arupconsult.com/content/hepatitis-b-virus. Accessed on 3/18/18.

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