Noto anche come
Antitrombina III funzionale
ATIII
AT3
Nome ufficiale
Antitrombina (Attività e Antigene)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per valutare la causa di fenomeni coagulativi inappropriati, per aiutare nella diagnosi di carenza di antitrombina.

Quando Fare il Test?

Circa due mesi dopo un fenomeno coagulativo inappropriato (evento trombotico); quando non vi sia la risposta attesa alla terapia anticoagulante eparinica.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

L’antitrombina è una proteina prodotta dal fegato che aiuta a regolare la formazione del coagulo nel sangue (è un blando fluidificante del sangue). Il test dell’antitrombina misura l’attività (funzionalità) e la concentrazione (quantità) di antitrombina nel sangue di un individuo ed è utilizzato per valutare l’eccessiva formazione di coaguli nel sangue.

Normalmente, quando un vaso sanguigno viene danneggiato, l’organismo inizia un complicato processo chiamato emostasi per formare il coagulo ematico e prevenire la perdita ulteriore di sangue. Una parte di questo complesso processo implica l’attivazione di alcune proteine chiamate fattori della coagulazione in una serie di passaggi conosciuti come cascata della coagulazione. L’antitrombina aiuta a modulare questo processo inibendo l’azione di fattori attivati della coagulazione, inclusi la trombina e i fattori Xa, IXa e XIa per rallentare il processo e prevenire l’eccessiva e inappropriata formazione di coaguli (trombosi).

Le persone affette da disordini dell’emostati e della coagulazione dovuti a carenza di antitrombina ereditata o acquisita hanno un rischio aumentato di sviluppare coaguli ematici, specialmente nelle vene profonde, come quelle delle gambe (trombosi venosa). Le carenze ereditarie sono rare, gli affetti sono circa 1 su 5000 persone.

Nelle persone che hanno ereditato un gene difettoso e uno normale (eterozigoti), gli episodi di formazione inappropriata di coaguli iniziano tipicamente attorno ai 20-30 anni d’età. E’ molto raro che un individuo possa ereditare due geni codificanti l’antitrombina difettosi, in tal caso egli mostrerà gravi problemi coagulativi subito dopo la nascita.

La carenza di antitrombina acquisita può sopraggiungere ad ogni età. Essa è associata a più patologie e condizioni, tra cui le patologie del fegato, la trombosi estesa, la coagulazione intravascolare disseminata (CID), la perdita di sangue, il cancro e la sindrome nefrosica, una forma di patologia renale.

Ci sono due tipi di carenze di antitrombina. Nel tipo 1 l’antitrombina funziona normalmente ma la quantità di proteina è insufficiente. Nel tipo 2, la quantità di proteina prodotta è sufficiente ma la funzionalità è compromessa. Questi due tipi di carenza possono essere differenziati e valutati con due test:

  • Attività dell’antitrombina, che valuta la funzionalità dell’antitrombina.
  • Antigene dell’antitrombina, che misura la quantità di antitrombina presente.
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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    In genere non è necessaria alcuna preparazione al test. E’ da notare che il test per la carenza di antitrombina non è raccomandato se la patologia dell’individuo incide sulla concentrazione di antitrombina (ad esempio nella CID) e/o dopo che la persona sia stata trattata con eparina per la formazione di un coagulo.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test dell’antitrombina é innanzitutto richiesto, insieme ad altri test, per disordini da eccessiva formazione di coaguli, per indagare sulla causa di formazione ricorrente di coaguli (trombosi). I test valutano l’attività (funzionalità) e la concentrazione (quantità) di antitrombina.
    Il test di attività dell’antitrombina é effettuato per primo, per valutare se la quantità totale di antitrombina funzionale é normale. Se l’attività dell’antitrombina è bassa, allora viene effettuato il test dell’antigene dell’antitrombina per determinare la quantità di antitrombina presente. Questi due test possono essere usati per differenziare tra le carenze di antitrombina di tipo 1 e di tipo 2. Se il difetto è stato determinato, entrambi i test vengono di solito ripetuti in un secondo momento per confermare il risultato. I test dell’antitrombina sono talvolta utilizzati per valutare le persone che non rispondono all’eparina, come ci si aspetterebbe. L’eparina è un farmaco anticoagulante somministrato a individui che t vanno incontro alla formazione di coaguli o sono a rischio di svilupparli in modo inappropriato. L’eparina può aumentare notevolmente l’attività antitrombinica e questo inibisce la formazione di coaguli, ma coloro i quali hanno una carenza dell’antitrombina sono resistenti al trattamento con eparina.

  • Quando viene prescritto?

    Le prove dell’attività dell’antitrombina sono richieste, insieme ad altri test per disordini da eccessiva formazione di coaguli (come Proteina C e Proteina S, e test per il Lupus anticoagulant), quando un paziente ha subito trombosi venose ricorrenti. L’ antitrombina dovrebbe essere misurata dopo che un coagulo di sangue é stato curato e risolto, poiché sia la presenza del coagulo che la terapia seguita per curarlo influenzerebbero il risultato del test dell’antitrombina.
    Test per l’ antitrombina possono essere richiesti quando un paziente non risponde come ci si aspetterebbe all’effetto dell’eparina, quando sono necessarie dosi insolitamente alte di eparina per raggiungere il livello desiderato di coagulazione.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Una diminuita attività di antitrombina ed una diminuita quantità di antigene dell’antitrombina suggeriscono una carenza di antitrombina di tipo 1. In questo caso, l’attività é diminuita perché c’é meno antitrombina disponibile a partecipare alla cascata della coagulazione. L’attività ridotta di antitrombina e concentrazioni normali di antigene dell’antitrombina suggeriscono una carenza di antitrombina di tipo 2. Questo significa che c’è antitrombina sufficiente, ma che non sta funzionando come dovrebbe. In entrambi i casi, la carenza aumenta il rischio della persona affetta di sviluppare un’ inappropriata coagulazione del sangue.
    Se l’attività di antitrombina é normale, allora il test dell’antigene dell’antitrombina non viene di solito effettuato. In questo caso, l’antitrombina sta funzionando adeguatamente ed i ricorrenti episodi trombotici indagati sono probabilmente dovuti ad altra causa.
    Il decremento temporaneo o cronico della concentrazione di antitrombina può essere osservato in patologie e condizioni che ne influenzano il consumo o la produzione, come:

    • CID (Coagulazione Intravascolare Disseminata), una patologia acuta o cronica caratterizzata dal consumo di fattori della coagulazione, la persona affetta può sanguinare e/o formare coaguli.
    • TVP (trombosi delle vene profonde- formazione di un coagulo, solitamente nelle vene profonde delle gambe)
    • Patologie del fegato
    • Sindrome nefrosica
    • Patologie con perdita di proteine
    • Embolia polmonare
    • Terapia eparinica (concentrazione transitoriamente bassa dell’antitrombina)
    • Bambini durante i primi giorni di vita (circa il 50% della concentrazione di un adulto sano)
    • Terapia estrogenica
       

    Livelli aumentati di antitrombina non sono normalmente considerati un problema. Essi sono in genere osservati in patologie quali l’epatite acuta o il blocco dei dotti biliari (colestasi), il trapianto renale, la carenza di vitamina k o il trattamento anticoagulante con warfarin (COUMADIN®). D’altra parte, una concentrazione normale della proteina mentre l’individuo è in terapia con warfarin non esclude la presenza di una carenza di antitrombina.

  • C’è altro da sapere?

    Se un paziente con carenza di antitrombina ha anche altri difetti di coagulazione, come carenza di proteine C o S, una mutazione del fattore V Leiden, o usa contraccettivi orali, allora può essere a rischio notevolmente alto di sviluppare un coagulo di sangue.
    La carenza di antitrombina può aumentare il rischio di ripetuti aborti spontanei.
    I pazienti con carenza di antitrombina possono dover assumere anticoagulanti preventivamente prima di interventi medici o chirurgici. Ora sono disponibili concentrati di antitrombina e antitrombina ricombinante da usarsi temporaneamente per correggere carenze di antitrombina acute o croniche.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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