Noto anche come
Zika RT-PCR
Anticorpi Zika
Zika PRNT
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 26.07.2019.
In Sintesi
​​​​​​​Perché Fare il Test?

Per la diagnosi dell'infezione da virus Zika.

Quando Fare il Test?

In presenza di febbre, eruzioni cutanee, dolore articolare e congiuntivite manifestatesi dopo un viaggio in aree endemiche per il virus Zika o dopo contatti sessuali con qualcuno che abbia recentemente viaggiato nelle stesse aree; nelle donne in gravidanza che hanno viaggiato nelle aree endemiche, indipendentemente dai sintomi; nei bambini nati con microcefalia.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio e/o un campione di urina raccolto in un contenitore pulito; più raramente un campione di liquido cefalorachidiano o di liquido amniotico.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Il virus Zika è responsabile di un'infezione contratta perlopiù dalla puntura di una zanzara infetta appartenente al genere Aedes, ma anche, seppur meno frequentemente, tramite trasmissione sessuale. L'esame per la rilevazione del virus Zika, ricerca il materiale genetico virale (RNA) nell'urina, nel liquido cefalorachidiano o nel liquido amniotico, o gli anticorpi prodotti in risposta all'infezione, nel circolo ematico.

Circa l'80% delle persone infettate con il virus Zika è asintomatica, mentre la restante percentuale presenta solo sintomi lievi. I sintomi precoci dell'infezione includono di solito febbre, eruzioni cutanee, dolori articolari e congiuntivite, che permangono per qualche giorno fino ad una settimana. Si tratta di sintomi simili a quelli di altre infezioni trasmesse dalla puntura di zanzara, come la febbre dengue o la chikungunya. La somiglianza nelle manifestazioni cliniche di questo tipo d'infezioni, rende il ruolo del laboratorio centrale per una corretta diagnosi.

Di solito l'infezione da virus Zika viene diagnosticata analizzando il sangue o l'urina. Tra i test di laboratorio disponibili, vi sono quelli molecolari (PCR), in grado di rilevare la presenza del virus stesso, o quelli sierologici, in grado di rilevare la presenza degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta all'infezione.

Dal momento del primo caso di infezione da virus Zika, riportato nel 1952, sono stati riportati alcuni eventi epidemici in Africa, Sud-Est Asiatico e isole del Pacifico. Nel 2015, il virus Zika è stato rilevato in Brasile, sancendo l'ingresso del virus nel continente americano. Da quel momento, la diffusione del virus nelle Americhe è stata piuttosto rapida.

Attualmente non sono stati registrati in Europa focolai autoctoni di virus Zika, ma solo infezioni presenti in viaggiatori di ritorno dalle aree endemiche. Nonostante questo, dal 16 giugno 2016 è stata introdotta la sorveglianza sanitaria delle infezioni da virus Zika, con il “Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e virus Zika – 2016”, pubblicato dal Ministero della Salute.

Sebbene l'infezione sia perlopiù asintomatica e autolimitante, può causare gravi problemi in donne in gravidanza e sul feto, incluso l'aborto o la presenza di alterazioni congenite. Dal Maggio 2015, l'organo sanitario nazionale Brasiliano ha riportato un aumento delle infezioni da virus Zika e un picco di nascite di bambini affetti da microcefalia (malformazione cerebrale caratterizzata da dimensioni encefaliche ridotte rispetto alla norma). A partire dal 2015 quindi, la grave microcefalia e la presenza di altri difetti congeniti sono stati associati all'infezione da virus Zika durante la gravidanza.

La microcefalia causata dall'infezione virale, comporta seri problemi come disabilità cognitiva, convulsioni, sordità e cecità. La comunità scientifica sta ancora studiando gli effetti dell'infezione durante la gravidanza. Per questo motivo, alle donne in gravidanza o che progettano una gravidanza, è fortemente raccomandato di informarsi circa i rischi e le modalità di protezione.

Sono stati segnalati anche rari casi di sindrome di Guillain-Barré (GBS) indotta dall'infezione da virus Zika. Si tratta di una malattia autoimmune a carico del sistema nervoso che causa debolezza muscolare e paralisi. Nonostante non siano stati ancora chiariti i meccanismi patogenetici della patologia, è stato rilevato che la maggior parte delle persone sviluppa questa patologia in seguito ad un'infezione virale o batterica. E' in fase di studio anche la correlazione tra il virus Zika e la GBS.

Nel 2016 il Ministero della Salute ha inviato agli Assessorati alla sanità, ai Ministeri e agli enti coinvolti, una circolare riguardante le misure di prevenzione e controllo dell'infezione del virus Zika, fornendo delle raccomandazioni per coloro che si recano nei paesi a rischio di contagio. Tra le raccomandazioni vi sono quelle rivolte alle donne in gravidanza, alle quali viene consigliato di evitare o rimandare i viaggi nelle aree endemiche. Attualmente non è disponibile un vaccino contro il virus Zika e il miglior modo per evitare di contrarre la malattia è quello di evitare la puntura delle zanzare Aedes.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L'esame del virus Zika viene usato per rilevare un'infezione in persone asintomatiche o anche in persone con segni e sintomi riconducibili all'infezione da virus Zika potenzialmente contratta in aree endemiche o tramite rapporti sessuali con viaggiatori di ritorno da aree endemiche.

    Senza il supporto del laboratorio, l'infezione da virus Zika è difficilmente diagnosticabile poiché asintomatica o caratterizzata da manifestazioni cliniche analoghe a quelle di altre malattie come la febbre dengue o la chikungunya.

    Esistono due tipi di test:

    • Esami molecolari (PCR) - questi esami rilevano la presenza di RNA del virus e consentono la formulazione di una diagnosi entro una settimana dalla comparsa dei sintomi. La PCR Real-Time, una tecnica particolare, consente di rilevare, oltre al virus Zika, anche altri virus trasmissibili dalla puntura di zanzara, come dengue e chikungunya. Questo esame ricerca il virus nel sangue, nel liquido cefalorachidiano, nel liquido amniotico o nell'urina.
      Gli esami molecolari effettuati su un campione di sangue, non consentono di rilevare il virus dopo 7 giorni dalla comparsa dei sintomi. Il virus può invece essere rilevato nell'urina fino a due settimane dopo l'esordio della malattia. Secondo studi recenti, l'urina rappresenta la matrice d'elezione per la ricerca del virus entro 3 settimane dal contagio. Nel caso in cui l'esame venga eseguito entro 7 giorni dal possibile contagio, allora viene raccomandata l'esecuzione del test sia su un campione di sangue che di urina.
      Nel caso in cui l'esame molecolare fornisca un risultato negativo, è possibile utilizzare l'approccio sierologico.
    • Ricerca degli anticorpi - consiste nella ricerca delle IgM prodotte dal sistema immunitario in risposta all'infezione da virus Zika. Questo esame può essere richiesto nel caso in cui il test molecolare risulti negativo o siano passati troppi giorni dal contagio, per l'esecuzione del test molecolare. Le IgM sono rilevabili nel sangue dopo 4-5 giorni dal contagio e permangono in circolo per circa 12 settimane. L'esecuzione del test al di fuori di questa finestra temporale potrebbe comportare la presenza di risultati falsamente negativi. Esiste la possibilità che questo esame risulti positivo anche in presenza d'infezioni operate da virus simili a Zika, come il virus Dengue: in questo caso si parla di cross-reazione. Nel caso in cui il test anticorpale sia positivo, è necessario eseguire un test di conferma chiamato PRNT (Plaque Reduction Neutralization Test) utile per confermare la presenza del virus Zika ed escludere la presenza di altri agenti virali.
       

    Il tempo necessario per l'esecuzione dell'esame dipende dalla sede presso la quale questo viene eseguito ma, secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) potrebbero essere necessarie anche tre settimane.

  • Quando viene prescritto?

    L'esame per il virus Zika può essere richiesto in persone con segni e sintomi riconducibili ad un'infezione da virus Zika che abbiano viaggiato in aree endemiche o che abbiano avuto rapporti sessuali con viaggiatori di ritorno dalle stesse aree.

    I segni e sintomi in genere si manifestano dopo 2-7 giorni dal contagio, e possono includere:

    • Febbre
    • Dolore articolare
    • Eruzioni cutanee
    • Congiuntivite
    • Cefalea
       

    Secondo le raccomandazioni, le donne in gravidanza che sono state in aree endemiche, dovrebbero informare il proprio medico curante per essere adeguatamente monitorate ed eventualmente curate, così come quelle che hanno avuto contatti sessuali con viaggiatori di ritorno dalle stesse aree.

    L'esame può essere richiesto anche per neonati microcefalici o in persone affette da sindrome di Guillain-Barré a rischio di aver contratto l'infezione da virus Zika.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Esame molecolare

    • La PCR rileva la presenza del materale genetico virale (RNA) ed è di solito considerato il test maggiormente attendibile per la diagnosi. Un risultato positivo alla PCR per la presenza del virus Zika, viene considerato diagnostico. Tutti i risultati positivi devono essere correttamente segnalati agli organi di sorveglianza sanitaria nazionale.
    • Un risultato negativo della PCR potrebbe indicare l'assenza dell'infezione o la presenza di quantità di virus troppo basse per poter essere rilevate. Questo può accadere se l'esame su sangue viene eseguito oltre la finestra di 7 giorni e/o quello su urina dopo le 2-3 settimane nelle quali il virus permane. Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda l'esecuzione dell'esame sierologico in seguito ad un risultato negativo ottenuto con quello molecolare.
       

    Esame sierologico

    • La rilevazione della presenza di anticorpi IgM anti-Zika deve essere seguita dall'esecuzione dell'esame PRNT (Plaque Reduction Neutralization Test) per la conferma dell'effettiva presenza del virus. Per l'elevato rischio di risultati falsamente positivi, nessuna decisione clinica deve essere presa prima della conferma del test sierologico. Un risultato positivo all'esame PRNT conferma la presenza del virus Zika e l'assenza del virus Dengue.
    • Un risultato negativo all'esame sierologico non esclude la possibilità di un'infezione da virus Zika: potrebbe essere dovuto all'effettiva assenza dell'infezione o alla presenza di quantità di anticorpi troppo basse per poter essere rilevate. Questo è particolarmente vero nel caso in cui l'esame venga eseguito troppo precocemente rispetto al momento del contagio e quindi prima che vengano prodotte quantità rilevabili di anticorpi. Nelle fasi precoci è raccomandabile l'esecuzione dei test molecolari.
  • C'è altro da sapere?

    Gli esami per la rilevazione dell'infezione da virus Zika non forniscono informazioni circa lo stato di salute del feto di donne in gravidanza.

    La sintomatologia clinica, come le eruzioni cutanee o il dolore articolare, non consente la formulazione di una diagnosi certa, poiché aspecifica.

    Per informazioni circa le modalità di sorveglianza dei donatori di sangue, si rimanda alla pagina del Centro Nazionale Sangue.

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Domande Frequenti
  • Quanto tempo è necessario per l'esecuzione del test?

    La quantità di tempo necessaria varia in base al centro nel quale viene eseguito l'esame. Secondo alcune stime, è necessaria una media di 3 settimane.

  • Il virus Zika può essere trasmesso da persona a persona?

    Si. Il virus può essere trasmesso dalla madre al feto e, in rari casi, anche attraverso i rapporti sessuali. E' raccomandato alle donne in gravidanza d'informarsi circa le modalità di trasmissione e prevenzione dell'infezione, come, ad esempio, evitare di avere rapporti sessuali non protetti con uomini che abbiano vissuto o viaggiato in aree nelle quali il virus è endemico. Sono in atto misure di prevenzione per evitare la trasmissione attraverso la donazione di organi, sangue e tessuti (Centro Nazionale Sangue).

  • In cosa consiste la prevenzione?

    Attualmente non esiste un vaccino o un trattamento per l'infezione. L'unica misura preventiva consiste nella protezione contro la puntura delle zanzare:

    • Indossare magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi, preferibilmente di colore chiaro
    • Utilizzare repellenti antizanzare contenenti DEET, picaridina, olio essenziale di eucalipto limone (OLE) o IR3535, anche nelle donne in gravidanza e nei bambini
    • Trattare le scarpe, i calzini, i pantaloni e le tende con permetrina, un repellente
    • Dormire in aree trattate per escludere l'ingresso di insetti o sotto una zanzariera
    • Vuotare l'acqua contenuta in sedi di possibile riproduzione delle zanzare, come i sottovasi
    • Per evitare la trasmissione sessuale, utilizzare il preservativo. L'unico modo sicuro per evitare la trasmissione per via sessuale consiste nell'astensione.
  • E' possibile contrarre l'infezione più di una volta?

    No, è improbabile.

Fonti
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