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Arbovirus

Noto anche come: Test per Arthropod (insetti che pungono) borne virus; Sierologia per Arbovirus
Nome ufficiale: Test per Arbovirus, Anticorpi IgM e IgG
Ultima Revisione: 06.10.2025
Ultima Modifica: 06.10.2025


Revisore: Dr.ssa Ilaria Baccani – Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli studi di Firenze;  SOD Microbiologia e Virologia, AOU-Careggi, Firenze


Perché?

Con l’aumento degli spostamenti di persone e merci e l’innalzamento delle temperature
sono in aumento anche la diffusione di vettori virali come le zanzare del genere Aedes, tra
cui Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre e ampiamente diffusa anche
in Italia, ed altri artropodi. Questi artropodi sono importanti vettori di virus che possono causare meningite o encefalite o stati febbrili febbrili, la
tempestiva rilevazione di questi virus permette di impostare mirate terapie di supporto.
Solitamente i vettori si concentrano in specifiche aree geografiche, pertanto il test risulta
importante anche per identificare la fonte dell’epidemia e prevenire la diffusione nella
comunità.

Quando?

  • Se il paziente mostra sintomi che suggeriscano la presenza di infezione da arbovirus, come febbre, mal di testa, rigidità nucale, debolezza muscolare;
  • In soggetti con diagnosi di encefalite e/o meningite o malattia febbrile associata a viaggi in aree del mondo dove le patologie da punture di zanzare e zecche sono endemiche.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio o un campione di liquor prelevato tramite puntura lombare.

La preparazione

No, nessuna.

L’esame degli arbovirus (arthropod borne virus) determina la presenza di infezioni virali, trasmesse dalle zanzare e da altri insetti che pungono all’uomo. Nel mondo, gli arbovirus sono un’importante causa di meningite ed encefalite virali. Nei climi temperati, essi tendono a provocare epidemie stagionali; mentre nei paesi a clima tropicale sono presenti tutto l’anno, così come le zanzare. Esistono centinaia di arbovirus differenti, la maggior parte non comuni, ma. la sorveglianza nazionale si focalizza su alcuni di questi tra cui: Chikungunya, Dengue, Zika, West Nile, Usutu, Encefalite da zecca (Tbe) e le infezioni neuro-invasive da virus Toscana.
L’infezione viene trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare o altri insetti vettori come zecche o flebotomi a uccelli o altri piccoli animali che si infettano e possono successivamente trasmettere il virus all’uomo. L’infezione da arbovirus non si trasmette direttamente da persona a persona, ma può avere un ciclo uomo-artropode-uomo quando la concentrazione del virus nel sangue della persona infetta è alta. Più raramente, l’infezione può essere trasmessa attraverso trasfusione di sangue, trapianto d’organo , per trasmissione verticale al feto o dalla madre al figlio, tramite allattamento.
Particolarmente rilevanti durante la gravidanza sono gli arbovirus Zika, West Nile, e Dengue, sebbene quest’ultimo presenti un tasso di trasmissione verticale ridotto. Le arbovirosi contratte in gravidanza presentano rischi di malformazioni fetali (soprattutto se contratte durante il primo trimestre) e aumento la probabilità di aborto o morte fetale.
Il test, insieme ai segni e sintomi del paziente e alla sua storia di esposizione e viaggi, contribuisce a diagnosticare un’infezione da arbovirus acuta ed a distinguere tra l’infezione ed altre patologie che causano sintomi simili. L’esame misura gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione da arbovirus specifici o rileva il materiale genetico del virus.

In relazione al virus che causa l’infezione, le persone infette dall’arbovirus possono avere sintomi moderati simili all’influenza che si risolvono in pochi giorni o settimane. In alcuni casi, la comparsa di febbre alta può essere accompagnata da rash (Dengue), ittero (febbre gialla), o dolore forte alle articolazioni (Chikungunya) e sintomi debilitanti. Talvolta, i soggetti affetti sviluppano sintomi gravi potenzialmente letali e che richiedono l’ospedalizzazione.

Alcuni esempi di arbovirus includono:

VIRUS / MALATTIA INSETTO VETTORE DOVE SI TROVA
Encefalite equina dell’est (EEE) Zanzara U.S.A. est
Encefalite equina dell’ovest (WEE) Zanzara U.S.A. ovest
Encefalite equina venezuelana (VEE) Zanzara America del sud e centrale, raramente U.S.A.
Febbre Chikungunya (CHIKV) Zanzara Africa, Asia, Europa del sud
Febbre del fiume di Ross Zanzara Australia
Febbre gialla Zanzara Sud America, Africa, rare epidemie in U.S.A.
Dengue Zanzara Sud America, Asia, Zone tropicali, Caraibi
Encefalite giapponese Zanzara Asia
West Nile Virus Zanzara U.S.A. ed Europa
Encefalite di St. Louis Zanzara U.S.A. orientale e centrale
Encefalite di Powassan Zecca U.S.A. orientale
Virus di LaCrosse Zanzara Sud America, America Centrale, Asia, U.S.A. centrale e orientale
Febbre della Rift Valley Zanzara, Zecca, Flebotomo Africa and Medio Oriente
Febbre emorragica di Crimea e Congo Zecca Asia, Africa, Europa
Febbre della zecca del Colorado Zecca Europa, U.S.A.
Quali informazioni è possibile ottenere?

Quali informazioni è possibile ottenere?

Il test degli arbovirus viene prescritto per determinare se un soggetto con sintomi ed una probabile esposizione recente ad un arbovirus specifico sia infettato. Il test può supportare la diagnosi della cause di meningite o encefalite, fare diagnosi differenziale tra infezione da arbovirus ed altre patologie che causano sintomi simili, come la meningite batterica, e stabilire il trattamento adeguato. Il test può essere eseguito su sangue per determinare la presenza di anticorpi diretti verso il virus e/o su un campione di liquor, per verificare se l’infezione sia localizzata nel sistema nervoso centrale.
Solitamente, il test viene prescritto da solo se si sospetta la presenza di un arbovirus specifico, in relazione ai sintomi del paziente e alla sua esposizione. In caso di sintomatologia generalizzata e mancanza di dati relativi agli spostamenti ed alle potenziali esposizioni del paziente, può essere richiesto un pannello di esami per determinare quale arbovirus sia causa dell’infezione.
Nella maggior parte dei casi, il test coinvolge la misura di specifici anticorpi prodotti in risposta all’infezione. Talvolta però può essere richiesta la determinazione diretta del materiale genetico (acidi nucleici) del virus. Per Dengue sono disponibili anche test antigenici che vanno a ricercare una proteina non strutturale del virus (NS1).

Test di amplificazione degli acidi nucleici

Il test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT) rileva il materiale genetico del virus per confermare la presenza di infezione. Questo tipo di test viene eseguito soltanto in laboratori specialistici. Questa tipologia di test consente di identificare la presenza di infezione anche prima della comparsa degli anticorpi, nel caso in cui la quantità di virus nel campione sia sufficiente per la rilevazione. La RT-PCR è positiva solo per una breve
finestra (3-7 giorni), in corrispondenza della viremia; pertanto, un risultato negativo non
esclude l’infezione. lungo.I campioni biologici di elezione sono siero e plasma per
Chikungunya e West Nile, mentre sangue intero per Dengue e Zika.
Gli acidi nucleici possono essere utilizzati per lo screening degli arbovirus come West Nile Virus (WNV) nel sangue, tessuti e organi donati. Inoltre, l’esame può essere eseguito post mortem (a livello dei tessuti del deceduto) per determinare se un arbovirus specifico abbia contribuito al decesso.
Il test può anche essere eseguito su animali probabilmente ospiti del virus o sulle zanzare, per verificare la presenza e la diffusione del virus in un’area geografica. Questa informazione può essere utilizzata come supporto nell’identificazione di focolai e fonti d’infezione, per prevenire la diffusione della stessa.

Quando viene prescritto?

Principalmente, il test degli anticorpi viene prescritto in presenza di segni e sintomi di un’infezione da arbovirus, in particolare in soggetti che vivono o hanno recentemente viaggiato in aree del mondo dove gli arbovirus sono endemici.
In Europa del sud e centrale si sospetta l’infezione quando i sintomi compaiono a metà o a fine estate. Nei paesi a clima tropicale, l’infezione può verificarsi in ogni momento dell’anno.

I segni e sintomi tipici includono:

  • Febbre
  • Mal di testa
  • Dolore e debolezza muscolare
  • Dolore alle articolazioni
  • Nausea
  • Rash cutaneo
     

Una piccola percentuale di persone, specialmente bambini, anziani e immunocompromessi, possono manifestare sintomi più gravi, associati a meningite ed encefalite, tra i quali:

  • Febbre alta
  • Mal di testa forte
  • Convulsioni
  • Confusione
  • Rigidità nucale
  • Paralisi muscolare
     
Cosa significa il risultato del test?

I risultati degli esami devono essere interpretati contestualmente ai segni e sintomi
manifestati e al rischio di esposizione del paziente. Nel caso di test molecolare negativo,
ma forte sospetto clinico, si esegue anche la ricerca degli anticorpi su siero.

Test antigenico per Dengue

Ad oggi i test antigenici sono disponibili solo per le diagnosi di infezioni da dengue.
L’antigene viene rilevato a partire da un campione di sangue ed ha come target una
glicoproteina non strutturale del virus (NS1). Sono test con una sensibilità limitata e che
non riescono a discriminare tra i diversi sierotipi di dengue (DENV 1-4). Presentano però
un’elevata specificità con una ridotta probabilità di falsi positivi. Il test deve essere
effettuato nei primi giorni dopo la comparsa dei sintomi (fino a 7 giorni).

Cosa significa il risultato del test?

Vista l’elevata specificità, una positività al test antigenico è sufficiente per considerare il
paziente come caso confermato di infezione da Dengue. Al contrario, in caso di negatività
del test si consiglia, soprattutto in condizioni di evidenze cliniche di rilievo, di eseguire una
riconferma con test sierologici e/o RT-PCR (se entro 10 giorni dall’inizio dei sintomi).

Test sierologico

La ricerca degli anticorpi IgM e IgG è uno degli strumenti principali per diagnosticare
un’infezione da arbovirus (come Dengue, Zika, Chikungunya), soprattutto se l’infezione è
in fase corrente o recente. Dopo l’esposizione al virus, il sistema immunitario produce
inizialmente le IgM, rilevabili nel sangue già 4-5 giorni dopo l’esordio dei sintomi. Queste
raggiungono il picco dopo 1-2 settimane e poi diminuiscono gradualmente, fino a diventare
non rilevabili dopo alcuni mesi (ad eccezione di Zika per il quale le IgM possono persistere
anche fino a due anni). Successivamente, vengono prodotte le IgG, che aumentano
durante la fase acuta, si stabilizzano e possono persistere a lungo, indicando un’infezione
pregressa o una risposta immunitaria duratura. I test sierologici vengono in genere
prescritti entro la prima o seconda settimana dalla comparsa dei sintomi. In alcuni casi,
può essere richiesto un secondo campione a distanza di 2–4 settimane (fase di

convalescenza) per valutare la sieroconversione o un aumento significativo del titolo
anticorpale (almeno quattro volte superiore), indicativo di infezione recente. In presenza di
sintomi neurologici, come quelli associati a meningite o encefalite, gli anticorpi vengono
ricercati anche nel liquor. Se IgM o IgG sono rilevabili nel liquor, è probabile che l’infezione
coinvolga il sistema nervoso centrale (SNC). Al contrario, un risultato negativo può
indicare assenza di coinvolgimento neurologico o una concentrazione di anticorpi ancora
troppo bassa. I risultati possono essere quantitativi (es. titolo anticorpale) o qualitativi
(positivo/negativo). Un titolo, ad esempio, superiore a 1:10 può essere considerato
positivo, mentre uno inferiore è ritenuto negativo.
Un’importante limitazione dei test sierologici è la possibilità di cross-reattività: gli anticorpi
IgM o IgG possono reagire con altri virus appartenenti alla stessa famiglia (come i
flavivirus), generando falsi positivi. Per questo motivo, un risultato positivo alle IgM è
considerato un presunto positivo e richiede conferma diagnostica tramite metodiche
molecolari o test di neutralizzazione degli anticorpi (utile per distinguere tra virus simili, da
eseguire idealmente tra il 10° e il 15° giorno dall’esordio dei sintomi). Questi test di
conferma vengono eseguiti in laboratori specialistici. In caso di conferma diagnostica, il
medico è tenuto a notificare il caso entro 12 ore alle autorità sanitarie competenti (ASL).

La seguente tabella riassume i risultati osservabili con il test degli anticorpi:

RISULTATO IGM RISULTATO IGG INTERPRETAZIONE POSSIBILE
Positivo Negativo Infezione corrente
Positivo Positivo Infezione recente
Basso o negative o non testato Aumento di ca. 4 volte, in un campione prelevato dopo 2-4 settimane Infezione recente
Basso o negativo Positivo Infezione passata
Negativo Negativo Troppo precoce rispetto all’esposizione iniziale per lo sviluppo degli anticorpiI sintomi sono dovuti ad altre cause

Diagnosi in gravidanza

La diagnosi di arbovirosi nella donna in gravidanza è particolarmente importante per la
gestione sia della madre che del feto al fine di monitorare l’insorgenza di eventuali
complicazioni e impostare le corrette terapie di supporto. Il tipo di test da richiedere
dipende dalla distanza rispetto alla comparsa dei sintomi. Entro i 14 giorni è raccomandato
richiedere test molecolari (RT-PCR) o antigenici (per Dengue), mentre oltre i 14 giorni
dall’inizio dei sintomi è opportuno eseguire test sierologici per valutare lo stato anticorpale.

Insorgenza dei sintomi Test raccomandati
≤ 14 giorni RT-PCR per Zika, Dengue, e Chikungunya (sangue ed eventualmente urine)
Test antigenico per Dengue
> 14 giorni Test sierologico per ricerca IgM per Zika, Dengue, Chikungunya
Conferma dei casi IgM positivi con test di neutralizzazione

Risultato test Ulteriori step
Zika positivo (RT-PCR o
IgM)
Possibile amniocentesi per ricerca del virus tramite PCR
Dengue positivo (antigene,
PCR, o IgM)
– Monitorare la conta piastrinica ed i segni di emorragie
– Idratazione e monitoraggio fetale
Chikungunya positivo Terapia di supporto
Monitorare eventuali complicanze
Tutti test negativi Ripetere in caso di rischio di esposizione continuativa o in caso di anomalie fetali
C’è altro da sapere?

La presenza di anticorpi diretti contro gli arbovirus può indicare un’infezione, ma non predice il grado di severità dei sintomi o la prognosi.
Per la ricerca e per gli studi necessari a tipizzare le varie famiglie di arbovirus, vengono spesso utilizzati test molecolari e colture virali. Diverse famiglie sono state isolate e associate alle epidemie regionali.

Domande Frequenti

Tutti dovrebbero eseguire il test per gli arbovirus?

Nella maggior parte dei casi l’infezione causa sintomi molto leggeri ed è circoscritta soltanto a soggetti che vivono o hanno viaggiato in zone dove gli arbovirus sono endemici. Solitamente il test non viene eseguito su persone asintomatiche ma, nel caso in cui eventuali emocomponenti. .I donatori vengono sottoposti a screening tramite test NAAT ed in caso di positività si può richiedere un approfondimento per determinare la copertura anticorpale.

È opportuno informarsi circa la presenza di arbovirus prima di effettuare viaggi?

Il rischio di esposizione ad arbovirus varia a seconda della destinazione del viaggio.
Alcune aree del mondo sono interessate da malattie endemiche, in particolare le
zone tropicali o quelle con focolai stagionali attivi, dove il rischio di contrarre
arbovirus è maggiore. Prima di intraprendere un viaggio internazionale, è
importante informarsi sulla situazione sanitaria locale. Per informazioni aggiornate
in base alla destinazione, consultare la sezione “Destinations” del sito CDC
https://wwwnc.cdc.gov/travel/destinations/list

Come si può evitare di contrarre l’infezione da arbovirus?

Per minimizzare il rischio di contrarre l’infezione occorre adottare alcune precauzioni per proteggersi dalle punture di zanzara. Le misure preventive consistono nell’usare un repellente per insetti, all’aperto; ridurre al minimo la superficie cutanea esposta con maniche e pantaloni lunghi; stare al chiuso all’alba e al tramonto quando le zanzare sono più attive; eliminare l’acqua stagnante che attrae le zanzare. Inoltre, le comunità possono adottare misure preventive per monitorare i rischi stagionali ed effettuare una disinfestazione per le zanzare.

Esiste un vaccino contro gli arbovirus?

Sono stati recentemente sviluppati vaccini contro alcuni degli arbovirus più diffusi:

  • Febbre gialla (Stamaril, YF-VAX)
  • Dengue (Qdenga® (TAK-003) approvato in Europa per adulti e bambini ≥4 anni
  • Tick-borne encephalitis (TICOVAC): Vaccino disponibile in Europa per le zecche in aree boschive
  • Japanese encephalitis (Ixiaro®): Raccomandato per viaggiatori in Asia rurale e zone endemiche

    Ulteriori vaccini sono ancora in fase di sviluppo.
Esistono terapie contro gli arbovirus?

Il test richiede attrezzature e personale specializzati e non è disponibile in tutti i laboratori.

Dove viene eseguito il test per gli arbovirus?

Il test richiede attrezzature e personale specializzati e non è disponibile in tutti i laboratori.

Distribuzione globale dei più importanti arbovirus. TBEV: tick-borne encephalitis virus;
WNV: West Nile virus; JEV: Japanese encephalitis virus; ZIKV: Zika Virus; DENV: dengue
virus; RVFV: Rift Valley fever virus; RRV: Ross River virus; CHIKV: chikungunya
In questo sito

Test

Virus West Nile

Dengue

Analisi del Liquido Cefalorachidiano (LCR)

Maggiori informazioni sui vaccini:

  1. https://www.cdc.gov/yellow-book/hcp/travel-associated-infections-diseases/yellow-
    fever.html
  2. https://www.who.int/news/item/15-05-2024-who-prequalifies-new-dengue-vaccine
  3. https://www.cdc.gov/tick-borne-encephalitis/hcp/vaccine/index.html
  4. https://www.cdc.gov/japanese-encephalitis/prevention/japanese-encephalitis-
    vaccine.html
Altrove sul web

Risorse per i Professionisti

Documenti, Documenti SIBioC e Intersocietari
Estratti Biochimica Clinica (Rivista Ufficiale di SIBioC – Medicina di Laboratorio)

Fonti utilizzate nella revisione corrente

AMCLI ETS. Percorso Diagnostico – Meningoencefaliti causate da virus emergenti
endemici del bacino mediterraneo Rif. 2023-12.

AMCLI ETS. Percorso Diagnostico Arbovirosi trasmesse da zanzare del genere aedes:
focus su dengue,zika e chikungunya – Rif. 2025-28.

Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare invasive
(Aedes sp.) con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika – 2018 –
Ministero della Salute

Zamil MF, Hasan A, Trina AT, Hossain MS, Afreen S, Kumkum A, Ahmed D, Alam MS.
Diagnostic accuracy of the OnSite Dengue Ag rapid test in symptomatic patients from
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