Noto anche come
hs-PCR
Nome ufficiale
Proteina C reattiva ultrasensibile
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
24.05.2018.

NB: Se si stavano cercando informazioni relative alla PCR per valutare l’infiammazione, visitare la sezione PCR

In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per valutare il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare.

Quando Fare il Test?

Non esiste una linea di consenso. La PCR ultrasensibile è spesso usata insieme ad altri esami, come il profilo lipidico (colesterolo, trigliceridi, HDL-C, LDL-C) fatti per valutare il rischio di sviluppare una patologia cardiaca (CVD) quando il medico ha bisogno di informazioni aggiuntive per la valutazione del rischio.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

E’ probabile che venga richiesto al paziente di digiunare per 9-12 ore prima del prelievo se sullo stesso campione viene fatto anche il profilo lipidico. Il paziente deve essere in salute nel momento del prelievo, senza aver avuto recentemente patologie, infezioni, infiammazioni o ferite.

L’Esame

La proteina C reattiva (PCR) è una proteina che aumenta nel sangue a seguito di infiammazione e infezione così come dopo un infarto, un intervento chirurgico o un trauma. E’ una delle proteine della fase acuta. La PCR ultrasensibile misura concentrazioni basse di PCR nel sangue per identificare un limitato gradi di infiammazione associata al rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare (CVD).
Ci sono due test che misurano la PCR, ognuno in un range di concentrazione diverso, per differenti scopi:

  • La PCR standard misura concentrazioni elevate della proteina per determinare la presenza di infiammazione. L’intervallo di concentrazione misurabile va da 10 a 1000 mg/L
  • La PCR ultrasensibile determina accuratamente concentrazioni più basse della proteina ed è usata per stimare il rischio cardiovascolare. L’intervallo di concentrazione misurabile va da 0.5 a 10 mg/L

Si pensa che un limitato grado di infiammazione persistente giochi un ruolo fondamentale nell’aterosclerosi che blocca i vasi sanguigni in relazione al colesterolo e ad altri lipidi, spesso associati a CVD.
Le malattie cardiovascolarirappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro paese. Alcuni fattori di rischio, come la storia familiare, il colesterolo alto, l’ipertensione, il sovrappeso o il diabete, sono stati associati allo sviluppo di CVD, ma un significativo numero di persone con pochi fattori di rischio o con fattori di rischio non identificati possono sviluppare CVD. A tal proposito i ricercatori stanno cercando di capire se vi siano altri fattori di rischio che potrebbero essere causa di CVD o che potrebbero essere usati per determinare se i cambiamenti dello stile di vita e/o i trattamenti siano sufficienti a ridurre il rischio.
La PCR ultrasensibile è uno dei nuovi marcatori di rischio cardiovascolare usati per la valutazione del rischio individuale. Alcuni studi hanno dimostrato che misurare la PCR ultrasensibile può essere di supporto per identificare il rischio di sviluppare CVD in persone apparentemente sane. Questo esame più sensibile può misurare concentrazioni di PCR a concentrazioni molto basse. Queste concentrazioni normali ma un po’ rialzate in persone sane possono predire il rischio futuro di andare incontro a infarto, ictus, morte cardiaca improvvisa e patologie delle arterie periferiche, anche quando il colesterolo è normale.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Non è necessaria alcuna preparazione. E’ probabile che venga richiesto al paziente di digiunare per 9-12 ore prima del prelievo se sullo stesso campione viene fatto anche il profilo lipidico. Il paziente deve essere in salute nel momento del prelievo, senza aver avuto recentemente patologie, infezioni, infiammazioni o ferite.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    La proteina C reattiva ad alta sensibilità può essere usata come supporto nel valutare una persona per il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare (CVD). Può essere prescritto insieme al profilo lipidico o ad altri marcatori di rischio cardiaco, come la lipoproteina associata a fosfolipasi A2 (Lp-PLA2), per fornire informazioni aggiuntive circa il rischio di sviluppare una malattia cardiaca.

    La PCR è una proteina che aumenta nel sangue durante l’infiammazione. Si pensa che una piccola infiammazione persistente giochi un ruolo fondamentale nell’aterosclerosi che restringe i vasi sanguigni a causa dell’accumulo di colesterolo e di altri lipidi, spesso associati a CVD. La PCR ultrasensibile misura accuratamente basse concentrazioni di proteina C reattiva per identificare un limitato grado di infiammazione persistente  per predire il rischio di sviluppare CVD.

    La PCR ultrasensibile è ritenuta da alcuni esperti utile per determinare il rischio di CVD, infarto e ictus e  per questo gioca un ruolo nel processo di valutazione prima che il paziente sviluppi uno di questi problemi. Alcuni ritengono il miglior modo di predire il rischio sia combinare un buon marcatore per l’infiammazione, come la PCR ultrasensibile, con il profilo lipidico. Alcuni gruppi di scienziati raccomandano che questo test venga usato per le persone che hanno un moderato rischio di infarti nei 10 anni successivi.

    Però non tutti i professionisti sono d’accordo sull’utilità della PCR ultrasensibile. Gli studi clinici che coinvolgono la misura della PCR ultrasensibile sono ancora oggetto di studio per capire meglio quale sia il suo ruolo negli eventi cardiovascolari. Questi studi sono di supporto nel delineare e rifinire le linee guida sul suo uso nello screening e nelle decisioni sul trattamento.

  • Quando viene prescritto?

    Al momento non c’è una linea di consenso sul momento in cui sia meglio eseguire il test, anche se alcune linee guida includono raccomandazioni sul test della PCR. Ad esempio, le linee guida dell’ American College of Cardiology Foundations e dell’American Heart Association dicono che il test della PCR ultrasensibile  può essere utile quando uomini di 50 (o più giovani) o donne di 60 anni (o più giovani) hanno un rischio intermedio. Può anche essere d’aiuto nel prendere decisioni circa il trattamento per le persone più anziane delle età riportate sopra e hanno le LDL-C inferiori ai 130 mg/L e rispettano altri criteri come l’assenza di malattie cardiache, di diabete, di patologie renali, o di malattie infiammatorie.

    Quando si misura la PCR ultrasensibile, essa può essere ripetuta per confermare che il paziente abbia in effetti un’infiammazione di modesta entità persistente.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Concentrazioni relativamente alte in persone sane sembrano essere predittive di un rischio futuro di infartoictus, morte cardiaca improvvisa e/o patologie delle arterie periferiche, anche quando il colesterolo è entro livelli accettabili.

    Le persone con PCR ultrasensibile alta hanno un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e coloro che hanno concentrazioni basse hanno invece un rischio minore. Più in dettaglio, coloro che hanno una concentrazioni di PCR in corrispondenza della soglia più elevata del range di normalità, presentano un rischio aumentato di 1.5- 4 volte rispetto a coloro che hanno concentrazioni più basse nel range di normalità.

    Le associazioni American Heart Association e U.S. Centers for Disease Control and Prevention hanno definito i gruppi di rischio come segue:

    • Basso rischio: inferiore a 1.0 mg/L
    • Rischio intermedio: da 1.0 a 3.0 mg/L
    • Rischio alto: sopra a 3.0 mg/L
       

    Questi valori sono solo una parte del processo globale di valutazione per le malattie cardiovascolari. Altri fattori di rischio da considerare sono le concentrazioni di colesterolo, le LDL-C, i trigliceridi e il glucosio. Inoltre, il fumo, l’ipertensione e il diabetepossono aumentare ancora di più il rischio.

  • C’è altro da sapere?

    Prendere farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS, aspirina, ibuprofene e naproxene) o le statine può ridurre la concentrazione di PCR nel sangue. Sia i FANS che le statine aiutano a ridurre l’infiammazione e per questo abbassano la concentrazione di PCR.

    Perchè il risultato sia predittivo per il rischio di malattia coronarica o di infarto è importante che ogni persona faccia il test in condizioni di salute. Ogni malattia recente, ferita, infezione o altre infiammazioni generiche possono aumentare la concentrazione di PCR e dare una stima falsata del rischio.

    Le donne in terapia sostitutiva ormonale possono avere un aumento delle concentrazioni di PCR ultrasensibile.

    Poiché la PCR ultrasensibile e la PCR misurano la stessa proteina, i pazienti affetti da infiammazione cronica, come nel caso dell’artrite, non dovrebbero fare l’esame della PCR ultrasensibile, dal momento che il risultato sarebbe elevato in relazione alla patologia e non avrebbe alcun altro valore.

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Fonti
Fonti

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