Noto anche come
Fenitoina
Totale e libera
Nome ufficiale
Fenitoina, totale e libera
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
20.04.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per stabilire la concentrazione di fenitoina nel sangue, al fine di mantenere la concentrazione terapeutica, e per rilevarne la potenziale tossicità.

Quando Fare il Test?

Ad intervalli regolari per eseguire il monitoraggio; quando necessario, per evidenziare concentrazioni troppo basse o tossiche.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato dal braccio

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

La fenitoina è un farmaco utilizzato per trattare alcuni tipi di convulsioni (chiamate anche epilessia), tra le quali le crisi parziali complesse (convulsioni psicomotorie) o le convulsioni che avvengono durante o in seguito ad interventi chirurgici. La fenitoina può essere somministrata da sola o in associazione a fenobarbital o altri farmaci anti-epilettici.

Con questo esame viene misurata la quantità di fenitoina nel sangue.

Le convulsioni colpiscono la capacità dell’encefalo di trasmettere gli impulsi elettrici e di regolare l’attività dei nervi. Durante una convulsione, un paziente può andare incontro a cambiamenti dello stato di coscienza, alterazioni nella vista, nell’olfatto e nel gusto, e possono verificarsi movimenti muscolari incontrollati di una o più parti del corpo. La fenitoina agisce riducendo la conduttanza elettrica tra le cellule del sistema nervoso centrale, bloccando l’eccessiva attività elettrochimica che si verifica nel cervello durante un attacco.

Un attacco convulsivo può insorgere a chiunque ed a qualsiasi età. In molti casi, la causa della crisi non è nota e la frequenza e la gravità, in coloro che sono colpiti, varia da persona a persona e può cambiare nel tempo. Può accadere che una persona abbia un attacco singolo senza che ne insorga mai un altro, oppure possono presentarsi crisi epilettiche occasionali, o crisi epilettiche ricorrenti. In rari casi, la crisi può non essere in grado di risolversi senza un intervento medico.

La fenitoina viene prescritta per aiutare a prevenire il ripetersi di alcuni tipi di crisi.

Fin dal suo sviluppo nel 1938, la fenitoina è stata largamente utilizzata come farmaco antiepilettico anche se, seppur ancora prescritta, attualmente è in disuso per l’introduzione di nuovi farmaci.

I livelli di fenitoina nel sangue devono essere mantenuti all’interno di un intervallo terapeutico ristretto. Se i livelli sono troppo bassi, il soggetto può essere colpito da crisi epilettiche; se sono  troppo alti  la persona può avvertire i sintomi associati a tossicità,  come perdita di equilibrio e caduta, movimenti involontari degli occhi da un lato all'altro (nistagmo), stato confusionale, difficoltà nella parola, tremori e pressione sanguigna bassa.

Il mantenimento del livello terapeutico di fenitoina nel sangue può essere problematico. Il farmaco è metabolizzato dal fegato ed escreto nelle urine. Gli enzimi epatici responsabili del metabolismo della  fenitoina, possono agire con velocità variabile da persona a persona, influenzata dall'età (i bambini la metabolizzano più rapidamente, gli anziani più lentamente) e dalla funzionalità epatica. Quando l’organismo raggiunge la saturazione nella sua capacità di metabolizzare la  fenitoina, piccoli aumenti della dose possono causare grandi aumenti delle concentrazioni nel sangue, aumentando la gravità degli effetti indesiderati e provocando la tossicità da fenitoina.

L'effetto totale della fenitoina può essere imprevedibile. La posologia e il dosaggio della fenitoina devono essere regolati lentamente fino al raggiungimento di una concentrazione ematica del farmaco costante (stato stazionario). La quantità effettiva di farmaco necessaria per raggiungere questo stato stazionario varia da persona a persona e può cambiare nel tempo. Il clinico deve monitorare i pazienti per l’eventuale comparsa di effetti collaterali e reazioni avverse, sia durante la fase di ricerca iniziale del dosaggio corretto che nel corso della terapia. Talvolta, la gravità degli effetti collaterali può indurre paziente e medico ad utilizzare un altro tipo di farmaco anti-convulsivo.

Nel sangue, la maggior parte della fenitoina si lega alle proteine; la porzione non legata, "libera", è quella attiva. La presenza di proteine ​​nel sangue in quantità inferiori al normale (come per esempio la bassa albuminemia in corso di insufficienza epatica) può comportare un eccesso di fenitoina libera e quindi attiva. La fenitoina inoltre interagisce con altri farmaci; questo comporta l’aumento o la diminuzione dell'efficacia di questi e/o della fenitoina stessa. Pertanto è sempre importante informare il proprio medico riguardo qualsiasi farmaco o parafarmaco venga assunto in associazione alla fenitoina per verificare la presenza di possibili interazioni.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’esame della fenitoina viene utilizzato per misurare e monitorare la quantità di fenitoina nel sangue e per determinare se le concentrazioni di farmaco sono all’interno dell’intervallo terapeutico. Quando una persona comincia ad assumere fenitoina, il test può essere richiesto ad intervalli di pochi giorni, per aiutare a regolare la dose fino al livello ematico desiderato. Il test viene quindi prescritto ad intervalli regolari o più frequentemente in caso di necessità, per monitorare le concentrazioni ematiche. Ad esempio, può essere richiesto nel caso in cui il paziente interrompa o cominci l’assunzione di altri farmaci oltre la fenitoina (per valutare le eventuali interazioni) e nel caso in cui il paziente abbia attacchi nonostante l’assunzione del farmaco o sviluppi gli effetti collaterali tossici.

    Di solito, per monitorare il livello del farmaco viene richiesto il test per la misura della fenitoina totale. Nel circolo ematico, la fenitoina è legata per la maggior parte alle proteine ​​sieriche. Solo la porzione di fenitoina non legata o "libera" è quella farmacologicamente attiva. In condizioni normali, l'equilibrio tra la quota di fenitoina legata e non legata nel sangue è relativamente stabile; per questo motivo la misura della fenitoina totale (porzione legata più non legata) è un metodo appropriato per  il monitoraggio della terapia. Tuttavia, in condizioni particolari o in certi stati di malattia, questo equilibrio può venire alterato in maniera tale da aumentare la percentuale di fenitoina libera (o attiva); di conseguenza il paziente può sviluppare i sintomi di tossicità nonostante la misura di fenitoina totale rientri all’interno dell’intervallo terapeutico. In questi casi il clinico, per monitorare i livelli ematici del farmaco, può richiedere l’esecuzione dell’esame per la misura della fenitoina libera piuttosto che la totale.

  • Quando viene prescritto?

    L’esame per la misura della concentrazione ematica della fenitoina viene prescritto frequentemente quando una paziente comincia il trattamento con questo farmaco, quando o se un cambia regime terapeutico (vengono iniziate, sospese o modificate terapie con altri farmaci) o se vi è un cambiamento nello stato di salute complessivo. Una volta che le concentrazioni ematiche del farmaco sono stabili e all’interno dell’intervallo terapeutico, allora il test per la misura della fenitoina viene richiesto ad intervalli regolari per verificare il mantenimento di tale intervallo di concentrazione.

    L’esame può essere richiesto anche nel caso in cui la terapia con fenitoina sembri essere inefficace (persistenza di crisi epilettiche) per verificare la presenza di concentrazioni di farmaco troppo basse e / o per verificare l’aderenza alla terapia  da parte del paziente (se sta assumendo la fenitoina regolarmente). L’esame può essere richiesto anche nel caso di comparsa di effetti collaterali e / o sintomi  probabilmente dovuti a tossicità. Tali sintomi possono riguardare la bocca, il sistema nervoso e cardiovascolare e gli occhi, e possono includere:

    • Gonfiore delle gengive e / o linfonodi
    • Irsutismo
    • Insonnia
    • Nausea
    • Stato confusionale e irritabilità
    • Difficoltà alla deglutizione
    • Affaticamento
    • Febbre
    • Eruzioni cutanee
    • Movimenti oculari involontari
    • Battito cardiaco anormale
    • Ipotensione
       

    La misura della fenitoina libera può essere richiesta nel caso in cui un paziente presenti una patologia in cui la percentuale di farmaco libero o attivo potrebbe esser aumentata. Alcuni esempi di queste patologie sono:

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’intervallo terapeutico per gli adulti che assumono fenitoina è stato stabilito a circa 10-20 mcg/ml per la fenitoina totale (legata più libera) e 1-2 mcg/ml per la fenitoina libera (solo la quota non legata). L'intervallo percentuale per la  fenitoina libera è 8-14%.

    All'interno di questi intervalli, la maggioranza delle persone risponde al farmaco senza sviluppare i sintomi di tossicità. Tuttavia la capacità di risposta alla terapia e lo sviluppo di effetti collaterali, sono una caratteristica individuale. Alcune persone possono avere crisi al limite basso dell’intervallo terapeutico mentre altre possono sviluppare gli effetti collaterali con concentrazioni ematiche del farmaco vicine al limite superiore dello stesso intervallo. Pertanto i pazienti  dovrebbero collaborare strettamente con il proprio medico curante al fine di trovare la posologia e la concentrazione più adatte a loro.

    In linea generale il dosaggio di fenitoina è ottimale quando i risultati dell’esame della  fenitoina sono all’interno dell’intervallo terapeutico, la persona non mostra crisi ricorrenti e non sviluppa effetti collaterali significativi. I pazienti non dovrebbero aumentare, diminuire o sospendere l’assunzione dei farmaci senza consultare il medico, per limitare il rischio di avere delle crisi e di avere effetti indesiderati dovuti alle interazioni con altri farmaci. La definizione del dosaggio deve essere valutata caso per caso.

  • C’è altro da sapere?

    Le persone che assumono fenitoina per lunghi periodi possono sviluppare carenza di vitamina D, debolezza e intorpidimento dell'estremità (neuropatia periferica), acne, irsutismo, ispessimento dei tratti facciali, osteomalacia. Raramente, il paziente può sviluppare un grave sfogo e malattie della pelle tali da richiedere ospedalizzazione.

    L’assunzione di fenitoina durante la gravidanza aumenta il rischio per il feto di sviluppare difetti congeniti pertanto le donne che desiderano una gravidanza devono consultare il proprio medico.

    La fenitoina viene talvolta prescritta per altre patologie, come ad esempio per contribuire a trattare la nevralgia del trigemino, che causa episodi di dolore acuto lungo la mandibola, e altre cause di dolore neuropatico. Anche questo tipo di uso richiede monitoraggio.

    La fenitoina non è efficace per ogni tipo di crisi convulsiva e non funziona per ogni persona.

    Esiste una grande varietà di farmaci, acquistabili con o senza la necessità di prescrizione, e di integratori in grado di aumentare, diminuire, o interferire con le concentrazioni di fenitoina nel sangue. I farmaci il cui effetto può essere diminuito dall’assunzone di fenitoina includono i corticosteroidi come il prednisone e gli estrogeni, il warfarin ed alcuni antidepressivi. La fenitoina può inoltre diminuire l’effetto di alcuni contraccettivi orali o di altri farmaci per il controllo delle nascite come il Depo-Provera o gli impianti.

    I farmaci e le sostanze che possono aumentare la concentrazione ematica di fenitoina e quindi la sua tossicità includono l’alcol, il diazepam, alcuni antidepressivi e l’omeprazolo. L’assorbimento orale della fenitoina può essere diminuito dall’assunzione di farmaci antiacidi contenenti magnesio, carbonato di calcio, sali di calcio, o di prodotti per la nutrizione enterale.

    Poiché esistono molteplici farmaci e sostanze in grado di interagire con la fenitoina, è raccomandato riferire al proprio medico curante qualsiasi cosa venga assunta, inclusi i farmaci da banco, gli integratori alimentari e i fitoterapici.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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