Noto anche come
Anticorpi dell’epatite C
Anti-HCV
HCV-PCR
HCV-RNA
Carica virale dell’epatite C
Nome ufficiale
Screening degli anticorpi anti-epatite C
Amplificazione dell’RNA dell’epatite virale C mediante PCR
Genotipizzazione del virus dell’epatite C
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 03.11.2021.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per rilevare e diagnosticare l’infezione da epatite C (HCV); per monitorarne il trattamento.

Quando Fare il Test?

Screening: a partire dai 18 anni d'età; nelle donne in gravidanza; indipendentemente dall'età, in soggetti a rischio di contrarre l'infezione da HCV

Diagnosi: in caso di esposizione al virus, tramite contatto con sangue infetto o in presenza di sintomi associati ad una patologia epatica. Il test dell’epatite C consente di discriminare l’HCV dagli altri virus responsabile dell’infezione, inclusi epatite A e epatite B

Monitoraggio: prima, durante e dopo il trattamento per l’epatite C

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

L’epatite C (HCV) è un virus che causa infezione a livello epatico, caratterizzata da infiammazione e danno d’organo. I test dell’epatite C comprendono una serie di analisi utilizzate per diagnosticare l’epatite C, rilevare la presenza di un’infezione corrente o pregressa e monitorarne il trattamento.

Il test dell’epatite C include:

  • Ricerca degli anticorpi anti-HCV; rileva nel sangue la presenza di specifici anticorpi prodotti in risposta all’infezione
  • Ricerca dell’RNA di HCV; rileva e misura la concentrazione di RNA virale presente nel sangue
  • Determinazione del genotipo HCV; determina la specifica sottospecie del virus. Questa informazione contribuisce a stabilire l’approccio terapeutico adeguato

L’epatite C è uno dei cinque tipi di virus, inclusi A, B, D ed E, attualmente identificati in grado di causare l’epatite. L’HCV può essere trasmessa mediante esposizione a sangue contaminato, principalmente a seguito della condivisione di aghi infetti durante l’iniezione di droghe d’abuso per via endovenosa. Meno frequentemente, l’infezione può avvenire in seguito alla condivisione di oggetti personali con persone portatrici del virus (rasoi, spazzolini), rapporti sessuali non protetti con partner infetti, punture accidentali con aghi infetti nelle categorie professionali a rischio, esecuzione di tatuaggi effettuati con strumenti non sterilizzati e, più raramente, tramite trasmissione dalla madre infetta al figlio durante la gravidanza o il parto. Prima che i test dell’HCV fossero disponibili, negli anni ’90, la principale via di trasmissione era rappresentata dalle trasfusioni di sangue. Attualmente, non è disponibile un vaccino per prevenire l’infezione da epatite C.

  • Infezione acuta da epatite C; si verifica entro sei mesi dall’esposizione al virus. In alcuni casi, l’infezione da HCV può causare sintomi lievi o risultare asintomatica e risolversi spontaneamente senza alcun trattamento. La maggior parte dei soggetti portatori di HCV non è a conoscenza del proprio stato. Occasionalmente, nel 20-30% dei casi, l’infezione in fase acuta può provocare sintomi gravi, quali ittero ed affaticamento
  • Infezione cronica da epatite C; circa il 50% dei soggetti che hanno contratto l’infezione evolvono verso una cronicizzazione della patologia. Se non trattata, è possibile sviluppare problematiche gravi a lungo termine, quali cirrosi, insufficienza epatica e tumore al fegato. L’epatite cronica è caratterizzata da una progressione lenta, pertanto è possibile che gli individui affetti non siano a conoscenza della patologia finché le lesioni al fegato non abbiano compromesso la funzionalità epatica

Dopo una drastica flessione registrata nei primi dieci anni di sorveglianza, l’incidenza di epatite C acuta in Italia ha continuato un trend in diminuzione, stabilizzandosi su tassi tra 0,2 e 0,3 per 100.000 abitanti, a partire dal 2009. Nel 2020 l’incidenza è stata di 0,04 casi per 100.000 abitanti (in diminuzione rispetto a quella del 2019 anche per effetto della pandemia da COVID-19), di cui il 73,7% era rappresentato da soggetti di età superiore ai 35 anni. Anche per l’epatite C la diminuzione di incidenza ha interessato in particolar modo i soggetti d’età compresa fra i 15 e i 24 anni (verosimilmente per cambiamenti comportamentali da parte dei tossicodipendenti). Inoltre, riguardo alla distribuzione per genere, negli ultimi anni il rapporto uomini/donne è andato diminuendo, anche se nel 2020 il numero di maschi tra i casi è ancora superiore (66%) (dati dell’Istituto Superiore di Sanità). Circa l’85% delle cronicizzazioni dopo l’infezione acuta si risolvono. La maggior parte dei soggetti infetti non è a conoscenza della patologia; la diagnosi viene stabilita in seguito all’esecuzione dell’esame per l’epatite C.

I pazienti che hanno contratto l’infezione dovrebbero sottoporsi ad una terapia antivirale o ad un trattamento specifico per le patologie epatiche o infettive. ll test per la ricerca di HCV-RNA dovrebbe essere ripetuto prima dell’inizio del trattamento, per rilevare l’eventuale persistenza del virus e dell’infezione e per stabilire il livello basale da comparare con i risultati ottenuti durante il trattamento.

Sono disponibili diverse terapie antivirali per il trattamento dell'epatite C; alcune sono indirizzate verso il trattamento di specifici tipi (genotipi) del virus, altre verso tutti i genotipi del virus. Solitamente, il trattamento richiede l'assunzione di farmaci per via orale per circa 8-12 settimane o, talvolta, per periodi di tempo più lunghi. Questi farmaci risultano efficaci in oltre il 90% dei casi di epatite C cronica e causano effetti collaterali relativamente modesti. L'infezione viene considerata risolta se il paziente non presenta livelli rilevabili di HCV nel sangue entro 12 settimane dopo il completamento del trattamento.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Di seguito viene riportato l’utilizzo dei diversi test dell’epatite C:

    • Test per la ricerca degli anticorpi anti-HCV; utilizzato per rilevare la presenza di un’infezione corrente o pregressa. Determina la presenza di anticorpi diretti contro il virus prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione. Il test non è in grado di discriminare tra infezione corrente e pregressa. Se l’esito del test è “debolmente positivo”, il risultato potrebbe essere falsamente positivo. L’associazione statunitense "Centers for Disease Control and Prevention" (CDC) raccomanda ai pazienti che risultano positivi per la ricerca degli anticorpi di sottoporsi al test HCV-RNA, per determinare la presenza di un’infezione corrente. La ricerca degli anticorpi anti-HCV può essere eseguita come parte del pannello delle epatiti virali acute, per determinare il tipo di virus che ha causato l’infezione
    • Carica virale di HCV (test HCV-RNA, quantitativo); determina e misura la quantità di RNA virale nel sangue. La carica virale viene utilizzata:
      • Come test di follow-up in seguito ad un risultato positivo alla ricerca degli anticorpi anti-HCV per confermare la presenza del virus e diagnosticare un’infezione corrente
      • Come esame di primo livello per rilevare un'infezione acuta ed in fase precoce da HCV oppure, se si sospetta un’esposizione recente, come esame di follow-up a seguito di un test anticorpale negativo; infatti, gli anticorpi anti-HCV possono svilupparsi anche due mesi dopo l'esposizione
      • Come supporto per determinare la risposta alla terapia, comparando la quantità di virus prima, durante e dopo il trattamento
    • HCV-RNA qualitativo (carica virale HCV); utilizzato per distinguere tra infezione corrente e pregressa. Il risultato può essere riportato come “positivo” o “rilevabile” in presenza di RNA virale, al contrario come “negativo” o “non rilevabile”. Questo esame non viene eseguito frequentemente
    • Determinazione del genotipo HCV; per determinare il genotipo di HCV presente. Esistono 6 principali ceppi o genotipi del virus HCV; il genotipo 1 è il più comune nel mondo occidentale e, in Italia, è responsabile del 58% dei casi di HCV. Determinare il genotipo responsabile dell’infezione contribuisce a stabilire l’approccio terapeutico adeguato
  • Quando viene prescritto?

    Il CDC, l’Infectious Diseases Society of America (IDSA), l’American Association of the Study of Liver Diseases (AASLD) e l’U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) raccomandano lo screening per l’infezione da HCV mediante la ricerca di anticorpi a partire dai 18 anni d’età, ad eccezione dei soggetti che vivono in aree con bassa prevalenza del virus. Inoltre, il CDC raccomanda di offrire lo screening dell’HCV alle donne in gravidanza. Lo screening viene consigliato, indipendentemente dall’età, nei seguenti casi:

    • In soggetti che fanno uso di droghe d’abuso per via endovenosa
    • In soggetti che hanno ricevuto trasfusioni di sangue o trapianti d’organo prima del 1992*
    • In soggetti a cui sono stati somministrati fattori della coagulazione prodotti prima del 1987
    • In pazienti sottoposti a dialisi per periodi di tempo prolungati
    • In soggetti che praticano rapporti sessuali non protetti
    • Nei neonati di madri affette
    • In soggetti a stretto contatto con un paziente infetto
    • In soggetti appartenenti a categorie professionali esposte a punture accidentali con aghi infetti o a rischio di contatto delle mucose (occhi, bocca) con sangue infetto
    • In presenza di segni riconducibili ad una malattia epatica cronica
    • In pazienti che hanno contratto il virus dell’HIV
    • In soggetti nati tra il 1945 e il 1965, anche in assenza di fattori di rischio 

    *Le sacche di sangue vengono testate dal 1992 e le unità positive all’HCV vengono scartate per la trasfusione. Attualmente, il rischio di infezione da sangue trasfuso è pari ad un caso ogni due milioni di unità.

    La ricerca degli anticorpi può essere richiesta quando il paziente presenta risultati anomali al pannello epatico o sintomi associati all’epatite. In questi casi, può essere eseguito il pannello delle epatiti acuteche ricerca la presenza di epatite A, B e C nello stesso campione di sangue. La maggior parte delle persone infette è asintomatica o presenta sintomi così lievi che raramente viene prescritto il test dell’HCV. Circa il 10-20% dei soggetti affetti manifesta i seguenti sintomi:

    • Affaticamento
    • Febbre
    • Dolore addominale o articolare
    • Perdita di appetito, nausea, vomito
    • Urine scure
    • Feci chiare
    • Ingiallimento della pelle e della sclera (ittero)

    Il test di HCV-RNA (carica virale) viene prescritto:

    • In seguito ad un risultato positivo alla ricerca degli anticorpi anti-HCV, per confermare la presenza di un’infezione corrente; in alcuni laboratori questo esame viene eseguito automaticamente se si riscontra un risultato positivo al test sierologico
    • Se si sospetta un'infezione acuta ed in fase precoce da HCV, o in seguito ad un’esposizione recente (nei due mesi precedenti), indipendentemente dal risultato del test anticorpale
    • In pazienti in cura per l'epatite C cronica; all'inizio del trattamento e ad intervalli regolari, per monitorare l'efficacia terapeutica, e circa 12 mesi dopo la fine del trattamento, per verificare la risoluzione dell'infezione.

    La determinazione del genotipo HCV viene eseguita in pazienti con diagnosi di infezione cronica da HCV prima dell'inizio del trattamento.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Screening e diagnosi

    Il risultato del test anticorpale viene di solito riportato come “positivo” o “negativo”.

    Il risultato della carica virale di HCV viene riportato come numero delle copie di materiale genetico del virus. Se il virus è assente o se è presente in quantità insufficiente per la rilevazione, il risultato viene riportato come “negativo” o "non rilevabile".

    L’interpretazione degli esami di screening e di follow-up relativi ad HCV è riassunta nella tabella sottostante.

    • Generalmente, se il test per la ricerca degli anticorpi anti-HCV è positivo, è probabile che il paziente abbia contratto l'infezione  
    • Se il risultato è debolmente positivo, è probabile che si tratti di un falso positivo ed occorrerà ripetere il test prima di refertare il campione
    • Se il test HCV-RNA risulta positivo, il paziente presenta un’infezione corrente
    • Se non viene rilevato alcun RNA virale, allora è probabile che il paziente non abbia un'infezione attiva o che il virus sia presente in quantità insufficiente da essere rilevato 
    Anticorpi anti- HCV HCV RNA Interpretazione
    Negativi Non eseguito Assenza di infezione oppure l’esame è stato eseguito prima della produzione degli anticorpi; se il sospetto permane, dovrebbe essere eseguita la ricerca di HCV-RNA
    Negativi Positivi Infezione da HCV in fase precoce, acuta 
    Positivi o debolmente positivi Negativi Infezione pregressa o assente (screening falso positivo, la maggior parte dei casi risulta debolmente positiva)
    Positivi Positivi

    Infezione corrente, attiva

    Monitoraggio del trattamento

    La determinazione del genotipo di HCV identifica il ceppo di HCV che ha causato l'infezione e contribuisce a stabilire l'approccio terapeutico adeguato. La scelta del trattamento dipende da vari fattori, quali il genotipo del virus e la funzionalità epatica del paziente. 

    La diagnosi di epatite C cronica richiede il riscontro di un risultato positivo al test per la ricerca degli anticorpi anti-HCV ed al test HCV-RNA almeno sei mesi dopo aver contratto l’infezione.

    La carica virale dell’HCV (HCV-RNA quantitativo) fornisce informazioni sull'efficacia del trattamento.

    • Una carica virale alta o in aumento può indicare la mancata risposta al trattamento
    • Una carica bassa, in diminuzione o non determinabile può indicare responsività al trattamento

    Se il trattamento risulta efficace, la carica virale dovrebbe rivelarsi non determinabile dopo la fine del trattamento. In accordo con le linee guida AASLD e IDSA, una carica virale indeterminabile nel sangue a 24 settimane dopo la fine del trattamento indica responsività del paziente alla terapia.

  • C’è altro da sapere?

    Gli anticorpi anti-HCV di solito non compaiono per alcuni mesi dopo l’esposizione ma sono sempre presenti negli stadi più avanzati dell’infezione.
    Circa il 25% dei soggetti affetti da HIV/AIDS ha una co-infezione da HCV, e la patologia epatica di questi pazienti di solito progredisce più rapidamente.

Modalità del test
Prima del test

Solitamente, non è richiesta alcuna preparazione prima di sottoporsi al test. Tuttavia, occorre informare il medico circa l'assunzione di farmaci per il trattamento dell’epatite o la presenza di altre condizioni cliniche.

Durante il test

L'analisi di laboratorio viene eseguita su un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. Durante il prelievo ematico, viene posizionato il laccio emostatico nella parte superiore del braccio, per favorire il reperimento della vena. Per prevenire eventuali infezioni, viene eseguita la disinfezione della zona del prelievo e successivamente inserito l'ago. Il prelievo può richiedere qualche minuto e causare un lieve fastidio legato alla puntura.

Nel caso in cui il test per HAV sia eseguito su neonati o bambini, può essere utilizzata una goccia di sangue ottenuta pungendo la punta del dito tramite una lancetta (piccolo ago).

Dopo il test

Al termine della raccolta del campione, viene applicata una garza sterile sul sito della puntura ed esercitata una leggera pressione per prevenire eventuali emorragie e consentire una rapida guarigione. 

Non sono previste restrizioni circa le attività che possono essere svolte dopo la raccolta del campione.

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Domande Frequenti
  • Se i sintomi sono molto lievi, è opportuno sottoporsi al test?

    Spesso l’epatite C causa epatite cronica, la quale può progredire verso cirrosi e tumore epatico (carcinoma epatocellulare). La rilevazione precoce del virus consente di sottoporre il paziente a stretto monitoraggio della funzionalità epatica e di iniziare un trattamento farmacologico se l’infezione cronicizza.

  • Esistono altri esami per seguire il decorso della patologia?

    Sì, esami del fegato come ALT e AST possono essere prescritti per rilevare il progredire del danno epatico. Inoltre, è possibile verificare l'immunizzazione del paziente verso il virus dell'epatite A e B e, in caso negativo, offrire la vaccinazione per evitare che l'eventuale infezione danneggi ulteriormente il fegato. Possono essere prescritti altri esami, quali albuminatempo di protrombina (PT) e bilirubina; in assenza di cirrosi i loro valori dovrebbero risultare nella norma. Talvolta è possibile eseguire una biopsia del fegato per determinare la gravità del danno epatico. Prima di iniziare il trattamento, può essere verificata l'avvenuta esposizione o infezione al virus dell'epatite B, poiché il trattamento dell'HCV può determinare una riacutizzazione dell'epatite B.

  • Esiste il vaccino contro l’epatite C?

    No, attualmente non esiste un vaccino per l'HCV, anche se sono in corso ricerche a tal fine.

  • Una volta guariti dall’HCV, è possibile andare incontro ad una re-infezione?

    Sì, l'avvenuta infezione non garantisce l'immunità dal contrarre una nuova infezione da HCV. Nella maggior parte dei casi, la risposta immunitaria del paziente affetto non è efficace contro il virus. L'accumulo di mutazioni acquisite durante le replicazioni che il virus intraprende in corso d'infezione risulta protettivo verso l'azione del sistema immunitario, il quale non è in grado di riconoscere e combattere le infezioni primarie e successive.

  • In cosa consiste il trattamento per l’HCV?

    Sono disponibili diversi farmaci per il trattamento dell’infezione da HCV. Solitamente vengono somministrate combinazioni di farmaci, e nuovi farmaci sono in corso di sviluppo. Prima del 2000, solo il 10% dei casi di epatite C cronica era curabile. Attualmente, il trattamento dell'HCV risulta efficace in circa il 90% dei casi di epatite C prima dell'insorgenza di complicanze tardive e, in alcuni casi, anche nei pazienti con patologia epatica in stadio avanzato. Il trattamento precoce aumenta la probabilità di prevenire i decessi associati ad HCV.

    • In accordo con il CDC, le recenti linee guida per il trattamento raccomandano di monitorare i pazienti con infezione acuta da HCV; tuttavia, consigliano di sottoporsi al trattamento solo se l'infezione persiste per più di 6 mesi
    • L'epatite C cronica viene solitamente trattata con una combinazione di farmaci
  • É possibile effettuare il test a domicilio?

    Esiste un kit approvato dall’FDA per raccogliere a casa il campione di sangue da inviare al laboratorio per l’analisi.

  • Come avviene il contagio?

    I pazienti che presentano l’RNA dell’HCV nel sangue sono considerati potenzialmente contagiosi. L’HCV può essere trasmessa mediante esposizione a sangue contaminato, principalmente a seguito della condivisione di aghi infetti durante l’iniezione di droghe d’abuso per via endovenosa. Meno frequentemente, l’infezione può avvenire in seguito all'esecuzione di tatuaggi o piercing effettuati con strumenti non sterilizzati, alle punture accidentali con aghi infetti nelle categorie professionali a rischio, e, più raramente, tramite rapporti sessuali con partner infetti o trasmissione dalla madre infetta al figlio durante il parto. 

  • É possibile eseguire il test ambulatorialmente?

    Sono disponibili test rapidi per la ricerca degli anticorpi anti-HCV che possono essere eseguiti “al letto del paziente” (POC), ambulatorialmente e al pronto soccorso. Essi forniscono risultati in circa 20 minuti. Tuttavia, in caso di risultato positivo, occorre confermare la presenza di infezione tramite l'esecuzione di un test HCV-RNA in laboratorio.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

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