Nome ufficiale
Digossina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 22.06.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare se la concentrazione di digossina nel sangue è all’interno dell’intervallo terapeutico o per rilevarne i livelli tossici.

Quando Fare il Test?

Subito dopo l’inizio della terapia con digossina e ad intervalli regolari per verificare che i livelli del farmaco siano all’interno dell’intervallo terapeutico (ne' troppo bassi ne' a concentrazioni tossiche).

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato da un braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna in particolare. Tuttavia, è necessario prestare attenzione alla tempistica del prelievo e fornire indicazioni riguardo il momento in cui è stata assunta l’ultima dose del farmaco. Solitamente, il prelievo viene eseguito 6-8 ore dopo l'assunzione dell'ultima dose.

L’Esame

Questo esame misura la quantità di digossina nel sangue. La digossina è un farmaco utilizzato per trattare l’insufficienza cardiaca e le aritmie cardiache. Alcune malattie cardiache, inclusa l’insufficienza cardiaca congestizia, comportano la riduzione della funzionalità cardiaca. Di conseguenza, il sangue ristagna negli arti inferiori, nelle mani, nei piedi, nei polmoni e nel fegato, causando gonfiore, affanno ed affaticamento. 

La digossina viene somministrata per alleviare alcuni sintomi dell’insufficienza cardiaca. Essa, infatti, rinforza le contrazioni cardiache ed aiuta il cuore a pompare il sangue più efficientemente. La digossina viene anche utilizzata per il controllo delle aritmie cardiache. Non è in grado di curare l’insufficienza cardiaca o le aritmie, poiché queste sono patologie di tipo cronico; tuttavia, insieme a variazioni nella dieta, esercizio fisico ed altri farmaci, consente una migliore gestione dei sintomi.

I livelli di digossina devono essere attentamente monitorati a causa della stretta finestra terapeutica di questo farmaco. Livelli troppo bassi del farmaco nel sangue possono comportare la ricomparsa dei sintomi, mentre livelli troppo alti possono risultare tossici.

Il dosaggio della digossina può essere deciso sulla base dei livelli ematici misurati.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test della digossina consente di monitorare il livello del farmaco nel circolo ematico. La dose di digossina somministrata può così essere regolata sulla base del livello misurato. Spesso, all’inizio della terapia, i livelli del farmaco vengono costantemente monitorati al fine non solo di verificare che il dosaggio prescritto sia corretto, ma anche di determinare che il livello terapeutico venga mantenuto nel tempo senza sviluppare effetti tossici. Inoltre, il test consente di verificare se la ricomparsa dei sintomi in un paziente possa essere dovuta a quantità insufficienti o tossiche di farmaco.

  • Quando viene prescritto?

    Il test della digossina viene richiesto all’inizio della terapia farmacologica per determinare quale sia il dosaggio corretto. La digossina necessita di almeno una o due settimane per raggiungere un livello stabile nel sangue (steady state) e nell’organo di interesse, ossia il cuore. L’esecuzione del test dopo una/due settimane dall’inizio della terapia farmacologica consente quindi di verificare la correttezza del dosaggio somministrato.

    Dopo aver definito quale sia il corretto dosaggio di farmaco per un determinato paziente, questo dovrà sottoporsi ad un monitoraggio eseguito ad intervalli di tempo regolari (stabiliti dal clinico) per verificare il mantenimento dei livelli del farmaco all’interno della finestra terapeutica.

    Il test della digossina può essere richiesto anche nel caso in cui si sospetti che la comparsa di alcuni sintomi possa essere correlata alla presenza di insufficienza cardiaca e quindi di livelli ematici del farmaco troppo bassi. Tali sintomi includono:

    • Affaticamento
    • Respiro affannoso
    • Gonfiore delle estremità (edema)

    Il test può inoltre essere richiesto in caso di sospetta tossicità del farmaco, in seguito alla presenza di segni e sintomi quali:

    • Vertigini
    • Visione annebbiata o con aloni gialli o verdi
    • Vomito
    • Diarrea
    • Battito cardiaco irregolare
    • Difficoltà respiratorie
    • Perdita di appetito

    Alcune variazioni nello stato di salute del paziente possono alterare i livelli ematici di digossina e la sua capacità di controllare i sintomi. Il test della digossina può pertanto essere richiesto anche nel caso in cui si renda necessaria una variazione del dosaggio del farmaco, in seguito ad alterazioni fisiologiche in grado di variare i livelli di digossina nel sangue e quindi la sua efficacia, come ad esempio in seguito a problemi renali o tiroidei, comparsa di tumori o di malattie gastriche o intestinali.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’intervallo terapeutico per la digossina, in pazienti trattati per insufficienza cardiaca, è stato stabilito essere di 0.5-0.8 ng/ml. Tuttavia, la risposta al farmaco ha caratteristiche individuali che possono dipendere da molti fattori, quali la funzionalità renale o l’assunzione di altri farmaci. Nel caso in cui un paziente sviluppi effetti tossici in seguito all’assunzione del farmaco o non si verifichi la scomparsa dei sintomi di insufficienza cardiaca, potrebbe essere necessario variare il dosaggio della digossina sulla base delle necessità del paziente.

  • C’è altro da sapere?

    In caso di assunzione di digossina, è necessario informare il clinico e/o il farmacista in merito all'assunzione di ulteriori farmaci, sia prescritti che da banco, ma anche di integratori alimentari o prodotti fitoterapici assunti. Questi possono infatti influenzare i livelli ematici di digossina e limitarne l’efficacia. È importante accertarsi di informare sempre il clinico di qualunque variazione nello stile di vita venga effettuata in corso di terapia con digossina.

    I farmaci che richiedono prescrizione medica in grado di interagire con la digossina includono: chinidina, flecainide, verapamil, amiodarone, antimicotici azolici (come itraconazolo, ketoconazolo), ciclosporina, lapatinib, antibiotici macrolidi (come claritromicina, eritromicina), propafenone, ranolazina, rifampicina, Cerdelga (eliglustat) e ciprofloxacina. Anche alcuni rimedi fitoterapici, come l’erba di San Giovanni, l’oleandro ed il mughetto, sono in grado di alterare i livelli di digossina, così come l’assunzione di liquirizia.

    La digossina viene eliminata per via renale. Pazienti con problemi renali dovrebbero sottoporsi a test di funzionalità renale ed alla valutazione dei livelli ematici di potassio. Infatti, la compromissione della funzionalità renale e la presenza di bassi livelli di potassio potrebbero determinare la comparsa di effetti collaterali tossici.

    La tossicità della digossina può essere aggravata in base ai livelli di potassio e magnesio. Pertanto, occorre effettuare anche il monitoraggio degli elettroliti.

    Pazienti con fibrillazione atriale (un tipo specifico di aritmia) non dovrebbero assumere digossina, poiché in questi casi potrebbe risultare potenzialmente letale.

    Nel caso in cui vengano rilevati livelli tossici di digossina, è possibile somministrare uno specifico antisiero anti-digossina al fine di annullare gli effetti del farmaco.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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