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Potassio

Noto anche come: K
Nome ufficiale: Potassio

Ultima Revisione: 09.02.2022
Ultima Modifica: 11.02.2022



Revisore:

Dr.ssa Federica De Liso; Laboratorio Analisi – Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano


Perché?

Per determinare se la concentrazione di potassio è nella norma; come parte del pannello elettrolitico o metabolico a scopo di diagnosi, monitoraggio e screening.

Quando?

Come parte di un’indagine di routine; quando il paziente mostra sintomi come debolezza muscolare e/o aritmia cardiaca, o quando si sospetta uno squilibrio elettrolitico; ad intervalli regolari in soggetti che assumono particolari farmaci e/o sono affetti da patologie, quali pressione arteriosa alta (ipertensione) o malattia renale, che possono influenzare la concentrazione ematica di potassio.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato da un braccio o, talvolta, un campione estemporaneo di urina o un campione delle 24 ore.

La preparazione

L’esecuzione del test del potassio da solo non prevede particolari precauzioni. Tuttavia, se viene eseguito insieme al pannello elettrolitico o metabolico può essere richiesto al paziente di rimanere a digiuno (è permesso solo bere acqua) la notte precedente al prelievo.

Questo esame misura la concentrazione di potassio nel sangue e/o nell’urina. Il potassio è un elettrolita di vitale importanza per il metabolismo cellulare e la funzionalità muscolare, poiché coinvolto nella trasmissione dei segnali nervosi ai muscoli. Permette l’ingresso delle sostanze nutritive all’interno della cellula e la fuoriuscita dei prodotti di rifiuto all’esterno. 

Gli elettroliti sono elementi o composti presenti nei tessuti e nel sangue sotto forma di particelle cariche elettricamente. Il potassio, insieme ad altri elettroliti quali sodio, cloro e bicarbonato (o CO2 totale), è implicato nel mantenimento dell’equilibrio idrico e nella stabilizzazione del livello acido- base (pH) dell’organismo. Il potassio è presente in tutti i liquidi biologici, ma si trova principalmente all’interno delle cellule. Una quantità piccola ma essenziale è presente nei fluidi all’esterno delle cellule e nella parte liquida del sangue (chiamata siero o plasma).

La maggior parte del potassio richiesto dall’organismo viene assunto con l’alimentazione. Le persone normalmente assumono un’adeguata concentrazione di potassio dalla dieta. L’organismo, dopo aver utilizzato la quota necessaria, elimina il potassio in eccesso con l’urina. I livelli di potassio nel sangue sono strettamente controllati dall’aldosterone, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, localizzate sopra i reni. 

Dal momento che la concentrazione ematica è così bassa, anche piccole variazioni possono avere importanti conseguenze. Concentrazioni troppo elevate o troppo ridotte possono influenzare il ritmo cardiaco e la capacità di contrazione, causando anche gravi complicazioni, quali shock, insufficienza respiratoria, aritmie o perdita della contrattilità cardiaca.

Il potassio viene utilizzato come parte del pannello elettrolitico o metabolico per identificare uno squilibrio elettrolitico o un’acidosi o alcalosi. Acidosi ed alcalosi fanno parte delle condizioni che possono determinare squilibri di pH, per la presenza di acidi o basi in eccesso nel sangue. Questo squilibrio è solitamente riconducibile alla presenza di ulteriori patologie o condizioni. 

I farmaci anticorpali che inibiscono il check-point PD-1/PD-L1 sono in grado di bloccare o rallentare la crescita di tumori quali melanoma, tumore polmonare non a piccole cellule, tumore ai reni, alla vescica, al testa-collo e linfoma di Hodgkin. Inoltre, l’immunoterapia è tuttora in fase di studio per il trattamento di altri tipi di cancro.

Quali informazioni è possibile ottenere?

Il potassio può essere prescritto per diagnosticare uno squilibrio elettrolitico e stabilire la causa dei segni e sintomi correlati alla presenza di livelli ridotti (ipocaliemia) o aumentati di potassio (ipercaliemia). Poiché la regolazione del potassio avviene principalmente a livello renale, è possibile richiedere la misura del potassio per valutare lo stato di salute dei reni. Inoltre, il potassio è coinvolto nel funzionamento della muscolatura cardiaca; pertanto, può essere richiesto nel caso in cui il paziente manifesti una sintomatologia cardiaca. É spesso eseguito con il pannello elettrolitico o metabolico come parte di un’indagine di routine, per valutare la funzionalità renale e cardiovascolare.

Inoltre, questo esame può essere eseguito per:

  • Rilevare, valutare e monitorare lo squilibrio elettrolitico e/o acido-base (pH) dell’organismo (acidosi e alcalosi)
  • Valutare e monitorare una varietà di patologie acute o croniche, quali ipertensione arteriosa e malattie renali, che rappresentano le cause più frequenti di ipercaliemia
  • Rilevare valori anomali (ipocaliemia) in seguito a diarrea e vomito o a sudorazione eccessiva
  • Determinare la causa di problemi cardiaci (ad esempio, battito cardiaco irregolare)
  • Monitorare l’effetto di farmaci che possono indurre escrezione renale del potassio, in particolare diuretici, così anche di farmaci che diminuiscono l’eliminazione del potassio determinando un suo aumento nel sangue

Il test del potassio nell’urina può essere prescritto per determinare la causa di livelli anomali nel sangue, tipici ad esempio della disidratazione. Inoltre, il test urinario può essere utilizzato in pazienti affetti da patologie come insufficienza renale acuta o cronica che possono essere associate ad una concentrazione anomala di potassio, al fine di determinarne la cause e stabilire una terapia adeguata. In alcuni casi, il test del potassio nell’urina può essere richiesto insieme alla misura della creatinina, un prodotto di scarto del metabolismo muscolare che viene escreto nell’urina ad una velocità relativamente costante. I livelli di creatinina normalizzano le concentrazioni di potassio escreto, indipendentemente dalla quantità di liquidi assunta prima del test e dal grado di diluizione dell’urina, rendendo in alcuni casi non necessaria la raccolta dell’urina delle 24 ore.

Quando viene prescritto?

I test del potassio su siero e plasma possono essere prescritti durante indagini di routine o per la valutazione di pazienti affetti da gravi patologie.

L’esame può essere prescritto in pazienti con:

  • Malattie renali
  • Sintomi quali debolezza muscolare, nausea o battito cardiaco irregolare (aritmia cardiaca)
  • Patologie trattate con farmaci diuretici o per il cuore
  • Ipertensione, o che sono in trattamento per l’ipertensione

I pannelli elettrolitici e metabolici sono comunemente prescritti ad intervalli regolari come ausilio diagnostico per la chetoacidosi diabetica e le malattie renali, o nel monitoraggio di pazienti in dialisi, in terapia diuretica o per via endovenosa. Inoltre, il potassio può essere richiesto insieme al pannello elettrolitico ad intervalli regolari per monitorare l’utilizzo di farmaci che potrebbero compromettere la funzionalità renale o l’equilibrio elettrolitico.

Il test del potassio nell’urina può essere eseguito in presenza di livelli di potassio anomali nel sangue.

Cosa significa il risultato del test?

I risultati del potassio vengono interpretati contestualmente ai risultati di altri test, quali gli elettroliti. Aumenti e diminuzioni dei livelli di potassio possono essere riconducibili a varie condizioni e patologie.

L’aumento del potassio nel sangue (ipercaliemia) può essere riscontrato nelle seguenti condizioni:

  • Patologie renali, che compromettono la capacità del rene di eliminare il potassio con l’urina, con conseguente aumento delle sue concentrazioni nel sangue
  • Morbo di Addison
  • Danno tissutale o ustioni estese, in seguito alle quali il potassio normalmente presente all’interno delle cellule viene rilasciato nel flusso sanguigno
  • Alterazioni dell’equilibrio acido-base
  • Infezione
  • Diabete
  • Disidratazione
  • Eccessiva introduzione con la dieta (ad esempio alimenti ricchi di potassio, integratori di potassio)
  • Eccessiva introduzione di potassio per via endovenosa
  • Alcuni farmaci possono provocare ipercaliemia in una piccola percentuale di pazienti, inclusi gli antinfiammatori non steroidei, i beta- bloccanti (come propanololo e atenololo), gli inibitori dell’enzima che converte l’angiotensina (come captopril, enalapril e lisinopril) e alcuni diuretici (come triamterene, amiloride e spironolactone)
     

La diminuzione del potassio nel sangue (ipocaliemia) può essere osservata nelle seguenti condizioni:

  • Diarrea, vomito, sudorazione eccessiva
  • Iperaldosteronismo primario (sindrome di Conn)
  • Overdose da acetaminofene (paracetamolo)
  • Nel diabete, poiché il potassio può decrescere dopo l’assunzione di insulina, in particolar modo se la patologia non è sotto controllo
  • Assunzione di farmaci diuretici che inducono l’escrezione renale di potassio; nei paziente in terapia con questi farmaci il potassio deve essere misurato ad intervalli regolari
  • Assunzione di alcuni farmaci, come i corticosteroidi, gli agonisti beta-adrenergici come l’isoproterenolo, gli antagonisti alfa-adrenergici come la clonidina, gli antibiotici come la gentamicina e la carbenicillina e gli antifungini come l’amfotericina B

I livelli di potassio nell’urina vengono solitamente confrontati con i livelli ematici. L’organismo normalmente elimina l’eccesso di potassio con l’urina, pertanto, livelli urinari elevati sono dovuti a livelli elevati nel sangue. Inoltre, concentrazioni in eccesso nell’urina possono essere riconducibili ad una perdita di potassio; in tal caso, il livello ematico è basso o normale. Se l’ipocaliemia è dovuta ad un consumo insufficiente, allora anche i livelli di potassio nell’urina saranno ridotti.

L’aumento dei livelli di potassio nell’urina può essere dovuto a malattie renali, disturbi alimentari come l’anoressia, o danni muscolari.

La diminuzione dei livelli di potassio nell’urina può essere dovuta ad alcuni farmaci, quali FANS, beta-bloccanti e litio, o alla scarsa produzione di aldosterone da parte delle ghiandole surrenali.

C’è altro da sapere?

Il potassio può essere falsamente aumentato da vari fattori che riguardano il prelievo e la processazione del campione. Ad esempio, se il paziente stringe e rilassa il pugno durante il prelievo, il potassio nel sangue può aumentare. Inoltre, in caso di difficoltà nel reperimento della vena, i movimenti dell’ago potrebbero causare danni temporanei ai globuli rossi, con conseguente eccessivo rilascio del potassio contenuto al loro interno nel circolo sanguigno. Se i campioni di sangue impiegano troppo tempo ad arrivare in laboratorio o se vengono agitati durante il trasporto, il potassio può fuoriuscire dalle cellule e risultare falsamente elevato nel sangue. Il clinico può sospettare che il potassio sia falsamente aumentato quando i suoi livelli non corrispondono alla condizione clinica. In tal caso, può essere richiesto di ripetere il prelievo per verificare i risultati.

Cosa significa se i livelli di potassio sono leggermente fuori dall’intervallo di riferimento?

I risultati devono essere interpretati nel loro complesso e in associazione con la storia clinica del paziente. Un singolo risultato leggermente superiore o inferiore all’intervallo di riferimento non ha significato clinico.  Se i valori di un paziente risultano solo leggermente superiori o inferiori all’intervallo di riferimento, il clinico può fare ripetere il test e può controllare i risultati ottenuti in precedenza con lo stesso test.

Tuttavia, un risultato che eccede di molto l’intervallo può indicare un’alterazione e richiedere ulteriori accertamenti. I risultati devono essere interpretati in associazione con la storia clinica e l’esame fisico del paziente per valutare la significatività di eventuali alterazioni.

Quali sono i trattamenti adeguati per l’ipocaliemia e l’ipercaliemia?

Il trattamento per l’ipocaliemia può includere l’assunzione di integratori di cloruro di potassio e di alimenti ricchi di potassio, come banane, manzo o spinaci. Trattamenti per l’ipercaliemia possono includere l’assunzione di diuretici, la dialisi o le iniezioni di insulina.

Quali sono le fonti alimentari di potassio?

Alimenti ad alto contenuto di potassio includono alcuni tipi di frutta e verdura, quali banane, meloni, pompelmi, arance, pomodori, zucche e patate. Anche i legumi e le nocciole sono buone fonti di potassio.

Esiste un metodo per testare il proprio livello di potassio da soli?

No, gli elettroliti vengono misurati in laboratorio da personale addestrato con strumenti specializzati.

È necessario sottoporsi a follow-up?

Il riscontro di valori anomali della potassiemia dovrebbe essere seguito da un esame fisico e anamnestico del paziente, oltre ad una valutazione dei farmaci assunti.

Alcuni esami di follow-up comunemente eseguiti includono l’elettrocardiogramma (ECG), che valuta la funzionalità cardiaca, potenzialmente influenzata dalle variazioni del potassio, ed ulteriori esami che valutano la funzionalità renale e l’equilibrio acido-base.

La misurazione del potassio ad intervalli regolari consente di confermare il risultato iniziale o di monitorare la variazione della potassiemia nel tempo. Inoltre, è possibile eseguire un test del potassio nell’urina per contribuire a stabilire le cause alla base dei livelli anomali di potassio nel sangue.

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