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Nome ufficiale
Ciclosporina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
14.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare la concentrazione sanguigna di ciclosporina per stabilire il dosaggio terapeutico, per il corretto mantenimento della terapia e per determinare il livello tossico per l’organismo.

Quando Fare il Test?

All’inizio della terapia, ogni giorno o due o tre volte alla settimana e poi periodicamente per aggiustare la dose o mantenerla.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio del paziente.

Il Test Richiede una Preparazione?

Il prelievo viene solitamente eseguito dopo 12 ore dall’ultima dose di farmaco.

L’Esame

Questo test misura la concentrazione di ciclosporina nel sangue. Questa molecola è un farmaco immunosoppressore, utilizzato per prevenire il rigetto nei trapianti d’organo (quali rene, fegato, cuore e altri organi). La Ciclosporina inibisce la capacità del sistema immunitario di riconoscere tessuti estranei.
Viene inoltre utilizzato per curare i sintomi di alcune patologie autoimmuni come artrite reumatoide, psoriasi, anemia aplastica, morbo di Chron e altre, caratterizzate da una risposta immunitaria contro alcune cellule o tessuti dell’organismo stesso. La ciclosporina aiuta a contenere la risposta immunitaria e a ridurre la severità dei sintomi.

Quando i sintomi vengono giudicati severi, estesi e invalidanti e non vi è risposta ad altre terapie viene prescritta la ciclosporina, che deve essere usata con cautela e la cui concentrazione deve essere monitorata tramite esame del sangue.
Testare la concentrazione sanguigna di ciclosporina è utile per assicurare al paziente la giusta dose del farmaco; per evitare che la concentrazione sia troppo bassa e l’eventuale rigetto dell’organo (in caso di trapianto) o ricomparsa dei sintomi (in caso di malattie autoimmuni) o che sia troppo alta e quindi tossica per l’organismo.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No. Il prelievo viene solitamente eseguito dopo dodici ore dall’ultima dose di farmaco.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Testare la ciclosporina è utile per assicurarsi che essa sia in concentrazione tale da consentire efficacia terapeutica ma che non sia ad un livello tossico per l’organismo. Ci sono molte ragioni per valutare la concentrazione di ciclosporina:

    • Non c’è buona correlazione tra la dose che viene somministrata e la concentrazione che si trova in circolo.
    • Assorbimento e metabolismo della dose orale di ciclosporina varia da persona a persona e nello stesso individuo per tempi di somministrazione e cibo ingerito.
    • Esistono variazioni di concentrazione nel circolo sanguigno che dipendono dall’azienda produttrice e dalla preparazione del farmaco.
    • Nei pazienti trapiantati è importante che subito dopo l’intervento la concentrazione di ciclosporina sia elevata per prevenire il rigetto.
    • In caso di artrite reumatoide o di psoriasi la concentrazione del farmaco nel sangue deve essere elevata per iniziare a dare effetti benefici sui sintomi.
    • In caso di trapianto renale serve a distinguere il rigetto del rene dal danno renale da farmaco.
    • La ciclosporina è associata ad effetti collaterali gravi che possono essere evitati mantenendo monitorata la concentrazione
       

    Il monitoraggio tramite questo test serve quindi per assicurare al paziente la giusta dose di farmaco.

  • Quando viene prescritto?

    Viene effettuato all’inizio della terapia su base giornaliera per identificare il dosaggio corretto, poi una volta ogni due o tre mesi. Viene eseguito più frequentemente quando il paziente si ammala o se inizia a prendere farmaci che interagiscono con il metabolismo della ciclosporina. Un cambiamento nel metabolismo del paziente è seguito da un aumento di frequenza nel monitoraggio.

    Spesso nei pazienti trapiantati la dose di ciclosporina è elevata subito dopo l’intervento e poi diminuisce nella terapia a lungo termine. Nei casi di artrite reumatoide o psoriasi, se il paziente tollera il farmaco la dose può crescere fino ad un miglioramento dei sintomi. Per ogni cambiamento di dosaggio, deve essere misurata la ciclosporina nel sangue. Inoltre la frequenza con cui viene effettuato questo test dipende da molti fattori, tra cui il tipo di organo trapiantato, l’età e le condizioni generali del paziente. Per esempio, se il paziente ha subito un trapianto di fegato deve essere monitorato più frequentemente poiché la ciclosporina viene metabolizzata dal fegato stesso. Il test viene effettuato più spesso quando si ha il sospetto di rigetto o di nefrotossicità.

    Alcuni sintomi di tossicità dovuta a ciclosporina sono:

  • Cosa significa il risultato del test?

    Il range terapeutico della ciclosporina dipende dal metodo usato per misurare il farmaco, dal tipo di trapianto e da quanto tempo è passato dal trapianto. Generalmente i medici prescrivono alte dosi del farmaco subito dopo il trapianto per poi diminuire molto tempo dopo affinché il paziente rimanga stabile. I risultati ottenuti da diversi campioni e con metodi diversi non sono comparabili, il laboratorio infatti deve guidare il clinico nella scelta del dosaggio da somministrare.

    Se i livelli di ciclosporina nel sangue sono più bassi rispetto al range terapeutico, il paziente va incontro a rischio di rigetto dell’organo trapiantato o di ricomparsa dei sintomi, se invece è superiore esiste il rischio di comparsa di effetti collaterali o di tossicità.

    Il picco di concentrazione nel sangue avviene due ore dopo la somministrazione della dose. Alti livelli di ciclosporina durante il picco sono correlati ad una riduzione del rischio di rigetto, in particolar modo durante il primo anno dopo il trapianto.

  • C’è altro da sapere?

    La maggior parte dei laboratori effettua analisi su sangue intero raccolto dodici ore dopo l’ultima dose o subito dopo la successiva. Alcuni laboratori sono più specializzati nel misurare molecole affini alla ciclosporina, mentre altri misurano i metaboliti del farmaco, perciò i valori di riferimento possono essere differenti. Poiché la misura della ciclosporina varia a seconda del metodo utilizzato è importante effettuare l’esame sempre nello stesso istituto durante la terapia.

    Per i quadri clinici diversi dal trapianto, la ciclosporina può essere prescritta insieme ad altri farmaci, quali gli antinfiammatori non steroidei (FANS). Nei casi di trapianto la ciclosporina è somministrata insieme ad altri farmaci che hanno anch’essi un effetto anti-rigetto. Inoltre il livello di ciclosporina nel sangue può essere cambiato da altri farmaci; è dunque importante che il clinico sia a conoscenza delle medicine e dei cambiamenti nella dieta o nello stato di salute del paziente.

    La ciclosporina può causare danni renali, specialmente ad alte dosi del farmaco e nei periodi prolungati di terapia. Inoltre può causare un aumento dei grassi nel sangue e danni epatici che devono essere monitorati tramite tests di laboratorio prescritti dal clinico.

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Domande Frequenti
  • Per quanto tempo è somministrata la ciclosporina?

    Dipende dal caso trattato e dal trattamento scelto; infatti se ci sono segni di rigetto dell’organo, di tossicità o nel caso siano passati due o tre anni dall’inizio del trattamento, viene solitamente cambiata la terapia.

    I pazienti affetti da patologie autoimmuni (artrite reumatoide, morbo di Chron, psoriasi e altre) vengono trattati con ciclosporina solo quando i sintomi sono acuti o quando altri farmaci non sortiscono alcun effetto. Non è consigliato somministrare ciclosporina per più di un anno per gli effetti tossici che il farmaco comporta; è opportuno invece somministrare il farmaco per brevi periodi o a intermittenza (di solito per periodi di dodici settimane).

  • Chi richiede il test?

    La ciclosporina è di norma monitorata dallo specialista che ha vasta conoscenza delle patologie per cui viene prescritto il farmaco e che ha familiarità con esso. Tra gli specialisti ci sono anche chirurghi e il medico che tratta le patologie autoimmuni (artriti, psoriasi e altre).

Fonti

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