Noto anche come
Anticorpi anti-nucleo
Pannello anticorpi anti-nucleo
FANA
Nome ufficiale
Anticorpi Anti-Nucleo
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
15.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per valutare la presenza di certi tipi di patologie autoimmuni, come il Lupus eritematoso sistemico (LES), la Sindrome di Sjogren e altre.

Quando Fare il Test?

Quando il medico sospetta che il paziente abbia i sintomi di una malattia autoimmune.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Gli anticorpi anti-nucleo (ANA) sono un gruppo di anticorpi prodotti dal sistema immunitario che, quando fallisce, non riesce più a distinguere il “self” (parti dell’organismo stesso) dal “non self” (sostanze estranee all’organismo). Questi anticorpi, conosciuti come autoanticorpi, attaccano le cellule sane dell’organismo causando segni e sintomi come l’infiammazione di organi e tessuti, il dolore articolare e muscolare e l’affaticamento. Gli ANA nello specifico riconoscono alcune sostanze che si trovano nel nucleo della cellula, da cui il nome “anti- nucleo”. Il test ANA identifica la presenza di questi autoanticorpi nel sangue.
La presenza di ANA può essere un marcatore di un processo autoimmune ed è associata con alcune malattie autoimmuni. La malattia autoimmune in cui vengono più frequentemente osservati è il Lupus eritematoso sistemico (LES).
Il test ANA è uno dei principali test di supporto alla diagnosi di sospetta patologia autoimmune o all’esclusione di altre malattie con segni e sintomi simili. Spesso questo esame viene seguito da altri test per gli autoanticorpi che aiutano nel fare diagnosi. Questi test possono includere, ad esempio, il pannello ENA, gli anticorpi: anti-dsDNA,  anti- centromero e/o anti-istone.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test degli anticorpi anti-nucleo (ANA) è usato principalmente per valutare la presenza di disordini autoimmuni  che colpiscono vari organi e tessuti in tutto il corpo (sistemici) ed è maggiormente utilizzato come supporto alla diagnosi di lupus eritematoso sistemico (LES).
    Gli ANA sono un gruppo di autoanticorpi prodotti dal sistema immunitario che non riesce più a distinguere il “self” (parti dell’organismo stesso)  dal “nonself” (sostanze estranee all’organismo). Essi bersagliano sostanze nel nucleo della cellula, causando danno ad organi e tessuti.
    In relazione ai segni e sintomi che la persona mostra e alla patologia sospettata, il test ANA può essere utilizzato insieme ad altri test per autoanticorpi o può seguire a questi in ordine temporale. Alcuni di questi esami sono considerati sottoinsieme del test generale per gli ANA e determinano la presenza di autoanticorpi diretti contro specifiche sostanze nel nucleo cellulare. Essi includono gli anticorpi: anti- ds DNA, anti-centromero, anti-nucleo nucleolari, anti- istone e anti-RNA.
    Questi test supplementari sono usati insieme alla valutazione della storia clinica del paziente come supporto alla diagnosi o per escludere altre patologie autoimmuni, come la sindrome di Sjogren, la polimiosite e lo scleroderma.
    Differenti laboratori possono utilizzare differenti metodi per determinare la presenza di ANA. Due metodi comuni includono un metodo immunometrico e il metodo IFA, un dosaggio ad immunofluorescenza indiretta. IFA è considerato il metodo “gold standard” (di riferimento) per effettuare diagnosi. Alcuni laboratori utilizzano il metodo immunometrico come screening per gli ANA e poi il metodo IFA per confermare un risultato positivo o equivoco.

    • Metodo ad immunofluorescenza indiretta (IFA), è il metodo in cui il campione di sangue del paziente è mescolato con le cellule che sono fissate al vetrino. Gli autoanticorpi che potrebbero essere presenti nel sangue reagiscono con le cellule. Il vetrino è trattato con un reagente contenente anticorpi fluorescenti ed esaminato al microscopio. Ciò che si osserva è la presenza (o l’assenza) della fluorescenza.
    • Metodo immunometrico, è un metodo eseguito su strumenti automatizzati ma è meno sensibile del metodo IFA nella determinazione degli ANA.
       

    Altri test di laboratorio associate alla presenza di infiammazione, come la velocità di eritrosedimentazione (VES) e/o la proteina C- reattiva (PCR), possono essere utilizzati per valutare l’individuo per la presenza di LES o altre malattie autoimmuni.

  • Quando viene prescritto?

    Il test ANA viene prescritto quando qualcuno mostra segni e sintomi che sono associati a disordini autoimmunitari sistemici. Le persone con patologie autoimmuni possono avere vari sintomi che sono vaghi, non specifici e cambiano nel tempo, diventando progressivamente più gravi, o alternando periodi di remissione a periodi in cui i sintomi si acuiscono. Alcuni esempi di sintomi possono essere:

    • Febbricola
    • Affaticamento persistente, debolezza
    • Dolori simili alle artriti ad una o più articolazioni
    • Rash cutaneo di colore rosso (nel lupus è tipica una macchia a forma di farfalla tra il naso e le guance)
    • Sensibilità cutanea alla luce
    • Perdita di capelli
    • Dolori muscolari
    • Intorpidimento o formicolio a mani e piedi
    • Infiammazione e danneggiamento ad organi e tessuti, inclusi reni, polmoni, cuore, membrane di rivestimento del cuore, sistema nervoso centrale e vasi sanguigni
  • Cosa significa il risultato del test?
    Concentrazione di anticorpi presenti

    Vengono eseguiti due tipi di test per determinare e misurare gli ANA:

    • Test immunometrico (enzyme linked immunosorbent assay, ELISA o test immunoenzimatico, EIA) - il risultato è solitamente riportato come un numero con un’unità di misura (abbreviata in “U” sul referto, ad esempio).
    • Metodo ad immunofluorescenza indiretta (IFA) - il risultato è riportato come titolo. Il titolo è espresso come un rapporto. Ad esempio, il risultato 1:320 significa che anche dopo una diluizione di 320 volte gli ANA sono ancora determinabili.
       
    Pattern delle fluorescenza cellulare

    Insieme al titolo, un risultato positivo all’IFA include una descrizione del tipo di fluorescenza osservata (qualitativamente). Differenti tipi di fluorescenza sono associati a differenti tipi di malattie autoimmuni, anche se sono possibili alcune sovrapposizioni. Alcuni di questi pattern più comuni comprendono:

    • Fluorescenza omogenea (diffusa) - associata al LES, patologie del tessuto connettivo misto e lupus indotto da farmaci
    • Fluorescenza granulare - associata a: LES, sindrome di Sjögren, scleroderma, polimiosite, artrite reumatoide e patologie del tessuto connettivo misto
    • Fluorescenza nucleolare - associata a sclerodermia e polimiosite
    • Fluorescenza centromerica (periferica) - associata a sclerodermia e CREST (calcinosi, sindrome di Raynaud, dismotilità esofagea, sclerodattilia, teleangiectasia)
       

    Si ha un risultato positivo all’ELISA o all’EIA  quando il risultato, numerico, espresso in unità, è maggiore del valore scelto dal laboratorio come soglia di positività (cut-off).
    Un esempio di risultato positivo usando il metodo IFA consiste in un titolo di diluizione e in una descrizione del pattern di fluorescenza, come ad esempio “Positivo ad una diluizione di 1:320 con pattern omogeneo”.
    Per entrambi i metodi, più è alto il valore riportato, più è verosimile che il risultato sia un vero positivo.
    I risultati del test ANA possono essere positivi in persone senza nessuna malattia autoimmune conosciuta e devono essere valutati con attenzione insieme ai segni e sintomi della persona.
    Un test ANA può risultare positivo prima che si sviluppino i segni e sintomi della malattia autoimmune, perciò può passare del tempo prima che il significato del risultato positivo agli ANA in una persona asintomatica emerga.

    Patologie associate ad un test ANA positivo

    La patologia più comune è il LES. Gli ANA sono maggiormente riscontrabili nel LES. Circa il 95% dei pazienti affetti da LES hanno un risultato positivo agli ANA. Se l’individuo presenta sintomi legati al LES, come artrite, rash cutaneo e fotosensibilità cutanea, allora è probabile che abbia il LES. Le positività ai test anti- dsDNA e anti- SM (spesso prescritti come parti del pannello ENA) aiutano a confermare che la patologia sia il LES.

    Altre patologie in cui il test ANA risulta positivo possono includere:

    • Lupus indotto da farmaci, un certo numero di farmaci può indurre questa condizione, che è associata ai sintomi del LES. Quando il farmaco viene sospeso, i sintomi generalmente spariscono. Anche se molte terapie sono state segnalate come causa di lupus indotto da farmaci, le più strettamente associate sono quelle a base di idralazina, isoniazide, procainamide e alcuni anticonvulsivanti. Poiché questa condizione è associata allo sviluppo di autoanticorpi contro gli istoni, il test degli anticorpi anti- istone può essere prescritto per supportare la diagnosi.
    • Sindrome di Sjögren, il 40-70% delle persone affette da questa patologia presentano una positività al test ANA. Mentre un risultato positivo supporta la diagnosi, un risultato negativo non esclude la patologia. Il medico può voler testare i due sottogruppi degli ANA: gli anti- SS- A (Ro) e gli anti- SS- B (La). Circa il 90% e più delle persone affette da sindrome di Sjögren ha gli autoanticorpi diretti contro SSA.
    • Sclerodermia (sclerosi sistemica), circa il 60-90% delle persone affette da sclerodermia ha una positività agli ANA. Nelle persone in cui è presente questa patologia, i test sottoinsieme degli ANA possono essere utili nella distinzione delle due forme di patologia, la forma limitata e quella diffusa. La forma diffusa è più grave. La forma limitata è più strettamente associata con un pattern di fluorescenza anticentromerica nel test ANA (e nel test per gli anticorpi anti- centromero), mentre la forma diffusa è associata alla presenza di autoanticorpi diretti contro Scl-70.
    • Meno comunemente, gli ANA possono essere presenti in persone affette da sindrome di Raynaud, artrite, dermatomiosite o polimiosite, patologie del tessuto connettivo misto e altre malattie autoimmuni. Per maggiori informazioni, leggere l’articolo Patologie autoimmuni.
       

    Il medico deve basarsi sul risultato del test, sui sintomi e sulla storia clinica del paziente per effettuare una diagnosi. Poiché i sintomi possono andare e venire, ci possono volere mesi o anni perché si manifesti un quadro clinico che possa suggerire un LES o altre patologie autoimmuni.
    Un risultato negativo al test ANA fa pensare che sia improbabile il LES. Non è di solito necessario ripetere immediatamente un test ANA negativo, ma,  poiché le malattie autoimmuni hanno natura episodica, potrebbe essere utile ripetere il test ANA nel futuro se i sintomi ricorrono.
    A parte rari casi, alcuni test di anticorpi (sottoinsiemi degli ANA) non sono necessari se la persona presenta un test ANA negativo.

  • C’è altro da sapere?

    Il test ANA non è usato per seguire o monitorare il decorso clinico del LES, perciò questo esame non viene di solito richiesto in modo seriale.
    L’uso di alcuni farmaci, alcune infezione, le epatiti autoimmuni, la cirrosi biliare primitiva e altre patologie e condizioni menzionate sopra, possono dare un risultato positivo del test ANA.
    Circa il 3- 5% delle persone sane di etnia caucasica possono avere una positività agli ANA, percentuale che aumenta diventando del 10-37% nella popolazione sopra i 65 anni, poiché gli ANA spesso aumentano con l’età. In questi casi la positività può essere considerata un risultato falso positivo perché non è associata a nessuna malattia autoimmune. Questo fenomeno è più comune nelle donne che negli uomini.

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Domande Frequenti
  • Perchè vengono chiamati anticorpi anti-nucleo?

    Gli ANA sono autoanticorpi diretti contro alcune componenti del nucleo delle cellule, da cui il nome “anti-nucleo”.

  • Se il test ANA è positivo ma il medico non è sicuro che si tratti di lupus, che cosa bisogna fare?

    Un risultato positivo al test ANA significa che la concentrazione di questi anticorpi è più alta del valore normale. Questa è uno dei segni considerati nella diagnosi di lupus e di altre malattie autoimmuni, così che un risultato positivo al test può essere messo in relazione al lupus o ad altre patologie. La persona semplicemente può avere una concentrazione più alta del normale di questi anticorpi senza nessun impatto sulla sua salute. Nelle persone effettivamente affette da lupus, il risultato degli ANA può essere variabile; un individuo può essere in remissione con un certo titolo di ANA e un altro avere la patologia acuta con lo stesso titolo. Le malattie autoimmuni spesso hanno effetti sistemici sull’organismo ed hanno una natura estremamente complessa. Per arrivare ad una diagnosi definitiva il medico interpreterà il significato del risultato per quel singolo soggetto, magari mettendolo in relazione ai risultati degli altri esami ed alla gravità dei sintomi in un determinato periodo di tempo.. Il tempo può permettere al medico di escludere altre possibili cause dei sintomi. Per fare diagnosi si possono inoltre effettuare i test per gli autoanticorpi anti-Smith e anti-dsDNA, che, se positivi, possono confermare la diagnosi di LES.

  • Il LES e il Lupus sono la stessa patologia?

    Attualmente sono conosciute diverse forme di lupus. LES è la forma più comune quando ci sia riferisce al “lupus”. Il lupus sistemico è la forma in cui tutti gli organi e i sistemi dell’organismo sono affetti ed è la forma più grave. Ci sono altre forme di lupus che sono limitate principalmente alla pelle come il lupus discoide e il lupus cutaneo subacuto. I sintomi includono rash cutanei che possono trovarsi in ogni forma e in ogni parte del corpo. Il rash a farfalla è comunemente osservato vicino o sul viso. Per informazioni più dettagliate sulle tipologie di lupus, leggere la pagina Lupus.

Fonti

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