Crioglobuline
Noto anche come: Criocrito,Crioproteine, CRG
Nome ufficiale: Crioglobuline
Ultima Revisione: 29.06.2018
Ultima Modifica: 02.07.2018
Articolo approvato dal Comitato editoriale di labtestsonline.org ed in corso di revisione da parte del Comitato editoriale italiano
In sintesi
Perché?
Per capire se alcuni sintomi, come l’eccessiva sensibilità al freddo delle estremità, possano essere dovuti alla presenza di proteine anomale nel sangue, chiamate crioglobuline (CRG), che possono essere associate a diverse patologie.
Quando?
In presenza di sintomi quali: eruzioni cutanee, ecchimosi, dolore, debolezza, dolore alle articolazioni, pallore e/o freddo alle estremità alle basse temperature.
Il campione
Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio. Le provette devono essere mantenute prima e dopo il prelievo a 37°C.
La preparazione
No, non è necessaria alcuna preparazione. Tuttavia potrebbe essere richiesto di effettuare il prelievo a digiuno in modo da limitare la torbidità del campione dovuta ai trigliceridi.
L’Esame
Le crioglobuline (CRG) sono proteine circolanti, nello specifico immunoglobuline (IgG, IgM, IgA o catene leggere), che si legano insieme (precipitano), in maniera reversibile, quando esposte al freddo. Le CRG posso essere presenti in piccole concentrazioni anche nel sangue di persone sane; tuttavia la loro presenza è più frequentemente associata ad una produzione anomala di proteine e ad una grande varietà di condizioni patologiche. Questo esame rileva e misura la quantità di crioglobuline nel sangue.
Le crioglobuline precipitate possono muoversi nel circolo sanguigno e occludere i piccoli vasi. La presenza di una grande quantità di crioglobuline nel sangue, chiamata crioglobulinemia, può causare segni quali ecchimosi, eruzioni cutanee, dolore alle articolazioni, debolezza e il Fenomeno di Raynaud che consiste in dolore, pallore, colorazione blu, torpore, formicolio e freddo alle dita delle mani e dei piedi, se esposte alle basse temperature (questi sintomi possono sopraggiungere anche in assenza di crioglobulinemia). Le crioglobuline possono danneggiare la pelle fino a provocare ulcerazione e, nei casi più gravi, cancrena. Possono inoltre attivare il sistema immunitario, con il conseguente il deposito di immunocomplessi nei tessuti, causando infiammazione, sanguinamento e formazione di coaguli che possono rendere problematico l’apporto di sangue ad organi come reni e fegato.
Esistono tre tipi di crioglobulinemia:
- Tipo I, presenza di immunoglobuline monoclonali – un tipo unico di proteina prodotta da un clone anomalo di cellule conseguente ad un processo linfoproliferativo. Questo tipo di crioglobulinemia si riscontra nel mieloma e nel linfoma.
- Tipo II, presenza di immunocomplessi costituiti da immunoglobuline monoclonali e policlonali. Questo tipo di crioglobulinemia si riscontra più spesso nei soggetti affetti da epatite C o da altre infezioni virali.
- Tipo III, presenza diimmunoglobuline policlonali. Questo tipo di crioglobulinemia si riscontra spesso nei soggetti affetti da malattie autoimmuni.
Il test di primo livello non consente di distinguere tra i tre tipi di crioglobulinemia;per l’identificazione della natura delle le proteine coinvolte è necessario eseguire l’immunofissazione delle proteine.
Come e Perchè
Quali informazioni è possibile ottenere?
Quali informazioni è possibile ottenere?
Il test delle crioglobuline viene usato per rilevare la presenza e la quantità relativa di crioglobuline nel sangue. Può essere richiesto insieme ad altri test per la diagnosi o l’esclusione di una crioglobulinemia. I test prescritti dipendono dal sospetto clinico
Il prelievo deve essere effettuato utilizzando delle provette mantenute a 37°C prima e dopo il prelievo. Quindi il siero viene diviso in due aliquote mantenute in parallelo rispettivamente a 4°C (per la ricerca dei crioprecipitati) e a 37°C (per la verifica della reversibilità del crioprecipitato). L’analisi viene eseguita dopo 7 giorni. Il test è positivo in presenza di crioprecipitati nel campione di siero mantenuto a 4°C e in assenza in quello mantenuto a 37°C. In alternativa al mantenimento delle due aliquote in parallelo, è possibile verificare la reversibilità del crioprecipitato a 4°C, mantenendo il campione a 37°C per un’ora.
Se il test delle crioglobuline è positivo, viene effettuata la misura del crioprecipitato (criocrito) e la sua caratterizzazione tramite immunofissazione su gel di agarosio, previo lavaggio del crioprecipitato, per determinare quali tipi di proteine siano responsabili della formazione dei precipitati e definire quindi il tipo di crioglobulinemia.
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Quando viene prescritto?
Il test delle crioglobuline viene prescritto in presenza di sintomi che possono essere associati a crioglobulinemia, quali:
- Morte delle cellule del derma, cancrena
- Ecchimosi
- Eruzioni cutanee e porpora (nuvole di puntini rossi sulla pelle)
- Dolori alle articolazioni e ai muscoli
- Debolezza, astenia
- Fenomeno di Raynaud, caratterizzato da dolore, pallore, colorazione blu, intorpidimento, formicolio e freddo a dita delle mani e dei piedi all’esposizione a basse temperature
- Ulcere della pelle
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Cosa significa il risultato del test?
Il test delle crioglobuline è negativo (ovvero non sono presenti crioglobuline nel sangue del paziente) nella maggior parte delle persone sane, e non viene prescritto se non in presenza dei sintomi associati.
Quando il test è positivo significa che le crioglobuline sono presenti e possono precipitare in seguito all’esposizione a basse temperature. I sintomi sono variabili da persona a persona, sono differenti a seconda dell’esposizione e non sono necessariamente correlati alla quantità di crioglobuline presenti.
Il test può essere positivo in numerose patologie. Alcune di esse sono:
- Infezioni come malattia di Lyme, infezione da mononucleosi, Epatite C e HIV/AIDS
- Patologie renali
- Malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide e la sindrome di Sjogren
- Patologie caratterizzate da un incremento di globuli bianchi come il mieloma multiplo, il linfoma e la leucemia linfatica
- Malattie associate ad infiammazione dei vasi sanguigni (vasculiti)
Il test delle crioglobuline non è indicativo del tipo di crioglobulina coinvolta e non è diagnostico per nessuna delle predette patologie.
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C’è altro da sapere?
Molte persone con crioglobulinemia, sono cronicamente infettate dal virus dell’epatite C (HCV), sebbene non tutti gli affetti da Epatite C sviluppino crioglobulinemia (meno del 3%).
Domande Frequenti
Si possono prevenire i sintomi correlati alla presenza di crioglobuline?
Si possono prevenire i sintomi correlati alla presenza di crioglobuline?
Evitare il contatto con oggetti freddi e l’esposizione alle basse temperature può aiutare a limitare i sintomi.
E’ possibile fare qualcosa per liberarsi delle crioglobuline?
E’ possibile fare qualcosa per liberarsi delle crioglobuline?
In generale no. Se sono dovute a una patologia temporanea, come un’infezione batterica, allora possono sparire alla risoluzione della patologia. Se sono dovute a patologie croniche, come le malattie autoimmuni, allora le crioglobuline rimarranno. In alcuni casi è utile sottoporsi ad aferesi che consente la rimozione temporanea delle crioglobuline dal circolo.
Quali sono gli altri test che possono essere effettuati per determinare la causa della crioglobulinemia?
Quali sono gli altri test che possono essere effettuati per determinare la causa della crioglobulinemia?
Insieme all’elettroforesi delle proteine e, in funzione del sospetto clinico, possono essere prescritti altri test quali il test dell’epatite C, gli ANA, il mono test, e il fattore reumatoide, per nominarne alcuni.
Come viene trattata la crioglobulinemia?
Come viene trattata la crioglobulinemia?
Deve esserne prima determinata la causa. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS), i corticosteroidi e altri farmaci immunosoppressivi possono essere utilizzati per attenuare i sintomi. Se i sintomi sono particolarmente gravi, può essere utilizzata la plasmaferesi per ridurre la concentrazione di crioglobuline, scambiando il plasma del paziente con il plasma di un donatore. Non esiste un trattamento specifico per la cura della crioglobulinemia.
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Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente
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