Noto anche come
Test di immunità per il Morbillo/Parotite
Anticorpi anti-morbillo/parotite
IgG e IgM anti Morbillo/Parotite
RT-PCR per morbillo/parotite
Nome ufficiale
Anticorpi anti-morbillo/parotite IgG IgM; RT-PCR morbillo/parotite
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 04.09.2019.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per la diagnosi di morbillo o parotite; per stabilire se una persona sia immunizzata contro il morbillo o la parotite grazie a precedenti infezioni o vaccinazioni, per confermare un caso di morbillo o parotite e ricercarne la fonte.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui siano presenti segni e sintomi che facciano sospettare al clinico la presenza di un’infezione del virus del morbillo o della parotite; ogni volta in cui sia necessario valutare lo stato immunitario di un paziente nei confronti di morbillo/parotite; in corso di epidemie di morbillo/parotite al fine di tracciarle e contenerle.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Per gli esami sierologici di ricerca degli anticorpi anti-morbillo/parotite, viene richiesto un campione di sangue prelevato dal braccio. Nel caso in cui venga ricercato il virus, allora il campione può essere costituito da sangue, urina, aspirati/lavaggi nasali (nasofaringei), tamponi orali, tamponi faringei.

Il Test Richiede una Preparazione?

Prima del prelievo di un tampone orale, le ghiandole salivari presenti davanti e sotto le orecchie (ghiandole parotidee) vengono massaggiate. Per altri campioni non è richiesta alcuna preparazione.

L’Esame

Il virus del morbillo (rubeola) e il virus della parotite sono virus appartenenti alla famiglia dei Paramyxoviridae. Entrambi causano delle infezioni che di solito si risolvono spontaneamente entro pochi giorni; tuttavia possono causare complicanze gravi, motivo per il quale sono inseriti all’interno dei protocolli di vaccinazione.

Gli esami diagnostici per il morbillo e la parotite comprendono:

  • i metodi molecolari (PCR, polymerase chain reaction) per la ricerca del materiale genetico virale (RNA). Questi metodi possono essere applicati su differenti tipi di campioni.
  • i test sierologici per la ricerca di anticorpi anti-virus del morbillo o della parotite.

Secondo il report di sorveglianza del luglio del 2019 (relativo al periodo Maggio 2018-Aprile 2019) dell’ECDC (European Center for Disease Prevention and Control), in Europa sono stati segnalati e confermati 9699 casi di morbillo (di cui 1583 in Italia).

Nel’71% dei casi di morbillo di cui erano note l'età e lo stato (vaccinato o non vaccinato), le persone affette sono risultate non vaccinate.

In Italia il vaccino del morbillo (così come quello per la parotite) è diventato un requisito obbligatorio per l'accesso alle scuole dell'infanzia a partire dall'anno scolastico 2017/2018, in seguito all'attuazione della legge 31 luglio 2017, n. 119.

Il morbillo è una malattia molto contagiosa trasmessa tramite secrezioni respiratorie. Può essere trasmesso tramite colpi di tosse o starnuti e toccando superfici contaminate dal virus e quindi occhi, naso e bocca. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il virus può vivere fino a due ore nell'aria in cui una persona infetta abbia tossito o starnutito. Le persone infette sono contagiose già alcuni giorni prima della comparsa dei sintomi.

Il virus infetta le cellule dei polmoni e della gola e, dopo 1-2 settimane di incubazione, determina la comparsa di sintomi come: febbre alta, tosse secca, occhi rossi, fotosensibilità, rinite, mal di gola, piccole macchie bianche in bocca e il caratteristico sfogo cutaneo che comincia solitamente sul viso per poi diffondersi sul tronco e gli arti.

Molte persone guariscono nel giro di un paio di settimane ma nel 20% dei casi possono svilupparsi delle complicanze che possono includere infezioni alle orecchie, bronchite, polmonite, diarrea e più raramente encefalite e cecità. Sebbene sia un'eventualità rara, sono a rischio di vita 1-2 bambini ogni 1000 persone infette. I soggetti a maggior rischio di sviluppare complicanze sono malnutriti, hanno carenza di vitamina A e il sistema immunitario compromesso. Se in gravidanza, le donne sono ad alto rischio di aborto o di parto pre-termine.

Nonostante le campagne di vaccinazione abbiano permesso la diminuzione del numero di morti in molte parti del mondo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica ancora il morbillo tra le cause di morte prematura. Secondo le stime dell’OMS, il morbillo uccide ogni anno circa 450 persone.

Nonostante il morbillo non venga più considerato una malattia endemica (ossia costantemente presente sul territorio) con cadenze annuali continuano a svilupparsi focolai epidemici. La maggior parte dei casi si sviluppa in persone non vaccinate e delle quali lo stato vaccinale non è noto e molte epidemie si sviluppano in seguito a viaggi in paesi nei quali il morbillo è ancora endemico.

Il virus della parotite è trasmissibile tramite le vie respiratorie e la saliva, quindi tramite colpi di tosse, starnuti, contaminazione e condivisione di superfici o utensili con la saliva. Dopo 2 o 3 settimane di incubazione, si sviluppano sintomi simil-influenzali come mal di testa, dolori muscolari e febbre, seguiti dalla caratteristica parotite ossia gonfiore delle ghiandole salivari presenti sotto una o entrambe le orecchie.

Per la maggior parte delle persone è una malattia lieve e che si risolve spontaneamente, ma talvolta possono svilupparsi complicanze temporanee o permanenti come sordità, infiammazione dei testicoli (orchite) o delle ovaie (ovarite), pancreatite, meningite o encefalite.

La parotite è una patologia più lieve del morbillo e, nonostante sia più rara di questo, in alcune parti del mondo è ancora endemica. Nel 2016 in Europa sono stati segnalati circa 14795 casi di parotite di cui 6939 confermati in laboratorio (732 in Italia), con un trend in aumento rispetto al 2014 .

Come il morbillo, anche la parotite si diffonde prevalentemente in corrispondenza di focolai epidemici che spesso si hanno in corrispondenza di ambienti nei quali le persone stanno a stretto contatto, come scuole, dormitori o gruppi sportivi. Ad esempio, nel 2011-2013 in diversi college degli Stati Uniti si svilupparono alcuni piccoli focolai epidemici la cui diffusione all’esterno però è stata limitata.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    L'esame sierologico per la ricerca di anticorpi richiede un campione di sangue venoso prelevato dal braccio. L’esame molecolare può essere effettuato su molti campioni, incluso sangue, urina, aspirato/lavaggio nasofaringeo, tampone faringeo o tampone orale.

    Un tampone nasofaringeo viene prelevato piegando la testa del paziente all’indietro e inserendo nelle narici un tampone simile ad un cotton fioc fino a che non si incontra una resistenza. Il tampone viene lasciato all’interno delle narici per alcuni secondi e quindi ruotato alcune volte prima di disinserirlo. Non è una procedura dolorosa ma può essere fastidiosa e indurre la lacrimazione. Per il naso-aspirato viene utilizzata una siringa con la quale viene inserita un po’ di soluzione salina nel naso del paziente e quindi aspirata una piccola quantità di fluido.

    Nel caso in cui si sospetti il morbillo, viene raccomandato il prelievo di sangue insieme al campione per l’analisi molecolare. Per la parotite invece viene raccomandato il prelievo di sangue e di tampone orale.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Gli esami per il morbillo e la parotite vengono utilizzati per:

    • Confermare l’immunizzazione di un paziente dovuta ad una precedente infezione o ad un vaccino
    • Diagnosticare un caso attivo di morbillo o parotite
    • Rilevare, monitorare e tracciare focolai epidemici per ragioni di salute pubblica
       

    Per il morbillo e la parotite sono disponibili diversi esami:

    Esami sierologici

    Questi esami rilevano la presenza di anticorpi anti-morbillo/parotite nel sangue e servono per valutare una precedente immunizzazione (dovuta ad una passata malattia o vaccinazione), per la diagnosi di un caso attivo e per tracciare eventuali epidemie.

    Gli anticorpi anti-morbillo/parotite prodotti dal sistema immunitario in risposta ad un’infezione o ad una vaccinazione, possono essere di due tipi:

    • Immunoglobuline M (IgM) - sono i primi a comparire in circolo in seguito ad un’infezione o una vaccinazione. I livelli di IgM aumentano per alcuni giorni fino a raggiungere un picco e quindi cominciano a diminuire progressivamente nelle settimane successive.
    • Immunoglobuline G (IgG) - impiegano più tempo per formarsi ma, una volta prodotti, essi permangono in circolo per il resto della vita fornendo una protezione contro eventuali nuove infezioni. Talvolta vengono effettuati dei test sierologici in settimane differenti (durante la fase acuta e durante la convalescenza) in modo da confrontare i livelli di anticorpi e valutare la presenza o meno di malattia attiva.
    Ricerca del virus – esame molecolare

    La rilevazione del virus può essere effettuata tramite la ricerca del materiale genetico virale tramite PCR. Questi esami possono essere effettuati a partire da una grande varietà di campioni ma servono solo per confermare un’infezione attiva e non l’avvenuta immunizzazione.

    Gli esami molecolari (RT-PCR) ricercano ed identificano il ceppo virale e sono spesso utilizzati nei laboratori pubblici o di sorveglianza (ECDC).

    Gli esami per la ricerca del virus possono essere talvolta richiesti per identificare la causa di gravi complicanze che potrebbero essere associate con il morbillo o la parotite. Poiché le persone con il sistema immunitario compromesso potrebbero non avere una risposta anticorpale efficace, gli esami per la ricerca del virus possono avere un ruolo importante nella diagnosi di morbillo o parotite in questi soggetti, in particolar modo qualora i risultati sierologici non siano in accordo con le evidenze cliniche.

  • Quando viene prescritto?

    L'esame per la ricerca delle immunoglobuline G (IgG) viene prescritto nel caso in cui il clinico voglia sapere se un paziente è immunizzato verso uno o entrambi i virus sia per infezioni pregresse che per precedenti vaccinazioni.

    Gli esami per la ricerca delle IgG e IgM anti-morbillo/partorite o quelli molecolari, vengono effettuati nel caso in cui siano presenti i caratteristici segni e sintomi di morbillo/parotite o nel caso in cui persone che sono state a stretto contatto con qualcuno infetto sviluppino febbre e qualche sintomo riconducibile a queste malattie. Questi esami vengono di solito richiesti precocemente nel corso dell’infezione.

    I segni e sintomi del morbillo si sviluppano nel giro di 7-18 giorni dall’esposizione al virus, e possono includere:

    • Il caratteristico sfogo cutaneo che comincia sul volto per poi diffondersi nel resto del corpo, sul tronco e gli arti
    • Febbre alta
    • Tosse secca
    • Occhi arrossati, che prudono e lacrimano
    • Fotosensibilità
    • Naso che cola
    • Mal di gola
    • Piccoli puntini bianchi all’interno della bocca
       

    I segni e sintomi della parotite si sviluppano dopo 2-3 settimane e sono spesso simil-influenzali:

    • Mal di testa
    • Dolori muscolari
    • Febbre
    • Caratteristico ingrossamento delle ghiandole salivari poste sotto uno o entrambe le orecchie
       

    Gli esami possono essere richiesti anche in caso di epidemie, per verificare se le persone esposte e con i segni e sintomi sopra elencati siano infette o per verificarne lo stato immunitario.

  • Cosa significa il risultato del test?
    Esami sierologici

    Nel caso in cui gli anticorpi IgM anti-morbillo/parotite siano presenti in persone non precedentemente vaccinate, allora è probabile che vi sia un’infezione in corso. Nel caso in cui siano presenti sia IgG che IgM o che vi sia un incremento di 4 volte nella concentrazione delle IgG confrontando i campioni prelevati durante la fase acuta e durante la convalescenza, allora è verosimile che vi sia una recente infezione di morbillo/parotite.

    Nel caso in cui siano presenti le IgG in persone vaccinate e sane, queste indicano l’avvenuta immunizzazione verso questi virus. L’assenza di IgG anti-morbillo/parotite invece indica che il soggetto non è protetto contro questi virus. L’assenza di IgG può essere dovuta alla non esposizione al virus o all’assenza di una risposta anticorpale normale.

    La tabella seguente riassume i possibili risultati degli esami sierologici:

    IgM

    IgG

    Interpretazioni possibili

    Positivo

    Negativo

    Infezione recente

    Positivo

    Positivo (con un aumento dei livelli tra il campione della fase acuta e della convalescenza; questo viene effettuato solo nel caso in cui il test IgM non sia disponibile)

    Infezione attiva o recente

    Negativo

    Positivo

    Vaccinazione o infezione precedente

    Negativo

    Negativo

    Né vaccinazione né infezione precedente; soggetto non immunizzato; sistema immunitario compromesso

    Ricerca del virus

    Un risultato positivo alla ricerca del materiale genetico virale tramite PCR, indica che il virus è presente e quindi è in corso un’infezione.

    Nel caso in cui venga identificato uno specifico ceppo del virus del morbillo o della parotite, l’informazione ottenuta è indicativa del ceppo che ha causato l’infezione e può quindi fornire informazioni utili circa la provenienza del virus e quindi la sorgente dell’infezione (viaggi recenti o stretto contatto con persone infette). Queste informazioni vengono utilizzate dagli organi di sorveglianza per monitorare la diffusione del virus, identificare le epidemie e prevenire la diffusione delle infezioni.

    Nel caso in cui l’esame molecolare sia negativo, è probabile che i segni e sintomi siano dovuti ad un’altra causa e non all’infezione ad opera di questi virus. Tuttavia, un risultato negativo non esclude necessariamente l’infezione perché il virus potrebbe essere presente in quantità troppo basse per essere rilevato. Nel caso in cui il risultato di questi test sia negativo ma vi sia un forte sospetto della presenza dell’infezione, è necessario ripetere l'esame.

  • C’è altro da sapere?

    Gli esami colturali per la diagnosi di morbillo e parotite non vengono eseguiti routinariamente ma potrebbero essere occasionalmente richiesti per la diagnosi su campioni come aspirati o lavaggi nasofaringei, tamponi orofaringei, liquido cefalorachidiano o urina.

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Domande Frequenti
Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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