Noto anche come
Ferritina
Nome ufficiale
Ferritina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
15.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per valutare l’entità dei depositi di ferro dell’organismo.
 

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui il clinico sospetti la presenza di quantità eccessive o di una carenza di ferro nell'organismo.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

Potrebbe essere richiesto il digiuno nelle 12 ore precedenti l'esecuzione del test. In questo caso è permessa solo l'assunzione di acqua.

L'Esame

La ferritina è una proteina contenente ferro e rappresenta il principale proteina di deposito del ferro dell'organismo. Le piccole quantità di ferritina rilasciate all'interno del circolo ematico riflettono direttamente l’entità dei depositi presenti nell’organismo. Questo test misura la quantità di ferritina nel sangue.

Nelle persone sane, circa il 70% del ferro assorbito dall'organismo viene incorporato all'interno dell'emoglobina presente nei globuli rossi. Il restante 30% viene invece immagazzinato sotto forma di ferritina o emosiderina, un complesso di ferro, proteine e altre sostanze. Entrambe vengono depositate principalmente a livello epatico, nel midollo osseo e nella milza ma piccole quote di ferritina si ritrovano nel circolo sanguigno in equilibrio con i depositi tissutali.

Quando la quota di ferro disponibile comincia a diminuire, i depositi di ferritina, e dunque il ferro ad essa legato, vengono mobilitati prima che insorga un vero e proprio stato carenziale. I livelli di ferritina diminuiscono. Questo può avvenire come conseguenza di un insufficiente apporto di ferro con la dieta, mancato assorbimento o aumento delle necessità di ferro dell'organismo come ad esempio in caso di gravidanza o in presenza di malattie emorragiche.

In caso contrario, ossia in presenza di un maggiore assorbimento o di una maggiore assunzione di ferro, i livelli ematici di ferro e di ferritina aumentano. L'assorbimento cronico eccessivo di ferro può portare all'accumulo progressivo di ferro negli organi e causare disfunzione e insufficienza d'organo. Questo è ciò che avviene in presenza di una malattia genetica, chiamata emocromatosi, caratterizzata dall'eccessivo assorbimento di ferro.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Potrebbe essere richiesto il digiuno nelle 12 ore precedenti l'esecuzione del test. In questo caso è permessa solo l'assunzione di acqua.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test della ferritina viene richiesto per valutare l'entità dei depositi di ferro nell'organismo. Questo esame viene di solito richiesto insieme alla misura della concentrazione ematica di ferro (sideremia) ed al TIBC, per rilevare la presenza e l'entità di stati ferro carenziali o di un accumulo di ferro.

  • Quando viene prescritto?

    Il test della ferritina può essere richiesto, insieme ad altri test per la valutazione del metabolismo del ferro, nel caso in cui, durante un esame emocromocitometrico di routine, venga rilevata una condizione anemica (emoglobina bassa) con ematocrito basso e globuli rossi più piccoli e pallidi del normale (microcitici e ipocromici); queste caratteristiche potrebbero infatti essere indicative di anemia nonostante questa non si sia ancora manifestata clinicamente con segni e sintomi evidenti.

    Nelle fasi precoci infatti, lo stato ferro carenziale può non determinare evidenze cliniche. Se una persona è in buona salute, i sintomi si manifestano raramente prima che l'emoglobina scenda al di sotto di un certo livello (di solito 10 g/dL). Tuttavia, con il progredire dello stato carenziale, possono svilupparsi dei sintomi tali da indurre il clinico a richiedere degli approfondimenti diagnostici prescrivendo la misura della ferritina e di altri esami correlati al ferro. I sintomi più comuni dell'anemia sideropenica comprendono:

    • senso di fatica/stanchezza cronica
    • debolezza
    • cefalea
    • vertigini
    • pallore
       

    La progressiva diminuzione dei livelli dei depositi di ferro può comportare la presenza di "fiato corto", ronzio nelle orecchie (tinnito), sonnolenza ed irritabilità.

    In caso di anemia grave possono presentarsi dolore al petto, mal di testa, dolori alle gambe, shock e persino insufficienza cardiaca. I bambini possono sviluppare difficoltà di apprendimento (cognitive). Oltre ai sintomi generali dell'anemia, esistono alcuni sintomi caratteristici della carenza di ferro. Questi includono pica (voglia di assumere sostanze specifiche, come liquirizia, gesso, sporcizia o argilla), unghie fragili ed incurvate a cucchiaio, dolore e gonfiore della lingua, ragadi spesso dolenti e sanguinanti agli angoli della bocca, difficoltà della deglutizione.

    L'esame della ferritina può essere richiesto anche nel caso in cui si sospetti la presenza di un accumulo di ferro. I sintomi possono variare da persona a persona e peggiorare nel tempo. Questi sono dovuti all'accumulo di ferro nel sangue e nei tessuti e possono includere:

    • dolore articolare
    • senso di fatica, debolezza
    • perdita di peso
    • mancanza di energia
    • dolore addominale
    • perdita della libido
    • perdita dei capelli
    • problemi cardiaci come insufficienza cardiaca congestizia
       

    Per la conferma della presenza di un accumulo di ferro, possono essere richiesti altri test per il metabolismo del ferro (ferro e TIBC) oltre alla valutazione genetica per la rilevazione dell'emocromatosi ereditaria.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I livelli di ferritina spesso sono valutati insieme ad altri test relativi al metabolismo del ferro. La tabella sottostante riassume alcune alterazioni dei livelli di ferro e degli altri parametri correlati, rilevabili in alcune patologie:

    Patologia

    Ferro

    TIBC/Transferrina

    UIBC

    Transferrina

    Saturazione %

    Ferritina

    Carenza di Ferro

    Basso

    Alto

    Alto

    Bassa

    Bassa

    Emocromatosi

    Alto

    Basso

    Basso

    Alta

    Alta

    Malessere cronico

    Basso

    Basso

    Basso/Normale

    Bassa

    Normale/Alta

    Anemia emolitica

    Alto

    Normale/Basso

    Basso/Normale

    Alta

    Alta

    Anemia sideroblastica

    Normal/Alto

    Normale/Basso

    Basso/Normale

    Alta

    Alta

    Avvelenamento da Ferro

    Alto

    Normale

    Basso

    Alta

    Normale

    I livelli di ferritina sono generalmente al di sotto del limite di riferimento in caso di deficit di ferro e sono marcatamente al di sopra del limite di riferimento in casi di accumuli cronici di ferro, come nell’emocromatosi o in pazienti sottoposti a trasfusioni multiple.

    La ferritina è anche una proteina della fase acuta ed è pertanto aumentata in presenza di infiammazione, malattie epatiche, infezioni croniche, malattie autoimmuni ed alcuni tipi di cancro. Tuttavia la ferritina di solito non viene utilizzata per rilevare e/o monitorare queste patologie.

  • C’è altro da sapere?

    La ferritina è una proteina intra-cellulare e solo piccole quantità si trovano in circolo; in caso di danno ad uno degli organi che ne acumulano grandi quantità (principalmente fegato, milza e midollo osseo) la ferritinemia può aumentare a causa del danno tissutale anche se la quantità di ferro di cui dispone l’organismo è sufficiente.

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Domande Frequenti
  • Con l’espressione “deficit di ferro” si intende un’anemia? Quali sono i sintomi del deficit di ferro?

    L’anemia sideropenica è la forma clinicamente più significativa del deficit di ferro ma è pur vero che il solo deficit di ferro può non avere alcuna conseguenza clinica e non deve necessariamente evolvere in un’anemia. In caso di sideropenia, infatti, viene richiamato inizialmente il ferro ferritinico dei depositi; una volta svuotati i depositi, viene utilizzato il ferro circolante sottratto alla transferrina; in seguito viene ridotta la sintesi degli enzimi contenenti ferro e solo in ultimo viene ridotta la sintesi dell’emoglobina con conseguente anemia. Questi eventi si manifestano biochimicamente con una diminuzione della sideremia, della ferritina, con TIBC normale o lievemente aumentata, saturazione della transferrina inferiore al 20% senza evidenza di alterazioni ematologiche. Con l’aggravarsi del deficit marziale, si può osservare una riduzione dell’emoglobina e, di conseguenza, l’anemia clinicamente manifesta, mentre dal punto di vista biochimico permangono le alterazioni dello stato precedente; l’eritropoiesi avviene senza la possibilità di sintetizzare una quantità adeguata di emoglobina, per cui tipicamente verranno prodotti eritrociti ipocromici e microcitici. Lo stato di sideropenia è spesso clinicamente silente, e la progressione verso i sintomi è estremamente lenta; i segni clinici, quali astenia, pallore, tachicardia, irritabilità e insonnia, compaino solo con l’insorgere dell’anemia.

    Insieme ai sintomi generali di anemia, quando il deficit di ferro permane per lungo tempo possono comparire anche altri sintomi come sensazione di bruciore alla lingua e lingua liscia, ragadi agli angoli della bocca, unghia a cucchiaio.

  • Quali sono i segni clinici del sovraccarico di ferro?

    Il sintomo più comune è il dolore alle articolazioni. Tra gli altri sintomi ci sono anche astenia, dolore addominale, colore bronzino della cute, perdita della libido. Ci sono però anche dei casi assolutamente asintomatici.
     

  • Quali cibi contengono più ferro?

    Una dieta ricca di ferro include carni magre, fegato, uova, vegetali a foglia verde come ad esempio spinaci, germe di grano, cereali e farinacei integrali. Quando la richiesta di ferro è più alta, come nel caso di un’anemia sideropenica, in gravidanza, in allattamento, durante l’adolescenza, si può intervenire aumentando l’apporto dietetico di ferro; l’intervento nutrizionale costituisce, infatti, il primo intervento terapeutico la cui efficacia, però, dipende dall’entità del deficit di ferro. A meno che non ci sia una accertata condizione di sideropenia non è necessario provvedere ad un supporto nutrizionale.

  • E’ possibile assumere con la dieta un eccesso di ferro rispetto alle necessità dell’organismo?

    Esiste una condizione nota come “emosiderosi” caratterizzata da un accumulo di ferro identificabile grazie ad un marcato incremento nel valore di sideremia e di ferritinemia; questa condizione può essere causata solo da ripetute trasfusioni o avvelenamenti e non da una normale alimentazione. In caso di emocromatosi, una patologia ereditaria caratterizzata da accumuli di ferro principalmente a livello del parenchima epatico, cardiaco e pancreatico, un eccesso di ferro nella dieta può accelerare il danno tissutale.

  • Quanto tempo è necessario perché un deficit di ferro possa evolvere in anemia clinicamente evidente?

    L’anemia sideropenica insorge molto lentamente. Quando le perdite di ferro eccedono rispetto all’assorbimento intestinale, l’organismo attinge alle proprie riserve cellulari. In questo stadio la ferritina può essere bassa ma la sideremia e la TIBC sono generalmente normali e non ci sono segni clinici di anemia. Se il deficit di ferro persiste, la sideremia diminuisce mentre la TIBC e la trasferrinemia aumentano; parallelamente compaiono anche delle anomalie nell’emocromo per cui gli eritrociti si mostrano microcitici e ipocromici ma in numero sufficiente. L’anemia clinicamente manifesta compare solo dopo che il deficit di ferro persiste per periodi di tempo prolungati.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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