Noto anche come
STEC
E. coli O157: H7
E. coli non-O157
VTEC
Nome ufficiale
Coltura E. coli O157; STEC EIA; Rilevazione del gene Stx tramite PCR
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
15.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

In presenza di sintomi gastrointestinali per verificare se siano associati ad un’infezione di Escherichia coli producente la tossina Shiga (STEC).

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui sia presente diarrea acuta persistente, grave e/o con sangue nelle feci.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di feci liquide o non strutturate non contenenti acqua o urine, raccolte in un contenitore pulito e asciutto. Nei neonati può essere richiesto un tampone rettale. Il campione di feci o il tampone devono essere posti in specifici tamponi preservanti per la consegna al laboratorio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Questi test rilevano la presenza del ceppo di Escherichia coli producente la tossina Shiga e/o la tossina Shiga  stessa, responsabili delle manifestazioni diarroiche. Il batterio E. coli è molto frequente e fa parte della normale flora batterica intestinale negli uomini e in molti mammiferi. La maggior parte dei ceppi di E. coli sono innocui ma esistono ceppi patogeni responsabili di infiammazioni intestinali e allo stomaco (gastroenteriti).

Esistono molti sottotipi di E. coli responsabili di diarrea, e vengono classificati sulla base dei meccanismi che determinano la malattia. Per esempio, alcuni invadono le pareti intestinali causando infiammazione, mentre altri producono tossine.
L’unico ceppo per il quale vengono testate le feci in clinica è il ceppo di E. coli producente la tossina Shiga. Il nome di queste tossina deriva dal fatto che questa è strettamente collegata ad un’altra tossina prodotta da un batterio patogeno chiamato Shigella.

La maggior parte delle intossicazioni da E. coli producenti Shiga (STEC) sono dovute al ceppo O157:H7 anche se esistono dei ceppi STEC non-O157 responsabili di casi isolati o epidemia.  Ad esempio nel 2011 in Germania, un’epidemia del ceppo O104:H4 (non-O157) ha causato 32 morti per l’assunzione di germogli crudi contaminati. In Europa, tra il 2010 e il 2012 il sierotipo O157:H7 è stato il primo (26%) tra i cinque sierotipi più comuni diagnosticati.

Le cause delle epidemie che si sono verificate sono riconducibili all’assunzione di cibo contaminato, inclusa la carne di manzo poco cotta, il latte non pastorizzato e altri prodotti crudi come verdure a foglia verde e germogli di erba medica. Gli STEC possono anche essere trasmessi tramite acqua contaminata, per contatto diretto con gli animali da fattoria o da persona a persona.

Oltre ai classici sintomi quali nausea, vomito, diarrea, diarrea acquosa, gravi crampi addominali, senso di fatica e febbre, l’infezione da STEC può anche essere associata a presenza di sangue nelle feci. Possono insorgere gravi complicanze, in particolare la Sindrome Emolitico Uremica (SEU). Nella SEU la tossina entra all’interno del circolo sanguigno e lisa i globuli rossi (emolisi). Questa condizione può portare ad insufficienza renale (uremia o accumulo di scorie azotate nel sangue) ed essere anche pericolosa per la vita. I segni e sintomi di SEU includono la diminuzione della frequenza della minzione (evidenza di uremia), senso di fatica e pallore dovuti all’anemia emolitica. La SEU in genere si sviluppa dopo una settimana dalla comparsa della diarrea.

La SEU si manifesta in circa l’8% delle persone alle quali viene diagnosticata un’infezione STEC del ceppo O157. Sono a maggior rischio i bambini, gli anziani e le persone immunocompromesse. Tuttavia molte persone in buona salute guariscono dall’infezione da STEC entro una settimana senza sviluppare SEU. I ceppi STEC non-O157 possono causare gli stessi segni e sintomi del ceppo O157-H7. L’identificazione del ceppo O157 e dei ceppi non-O157, richiedono metodiche differenti.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Il campione di feci liquide o non strutturate, viene raccolto in un contenitore asciutto e pulito. Questo non deve essere contaminato con acqua o urine. Una volta effettuata la raccolta, il campione deve essere mantenuto refrigerato e consegnato al laboratorio il prima possibile. Alcuni laboratori forniscono uno specifico dispositivo contenente un tampone preservante per conservare meglio il campione dal momento della raccolta fino alla consegna al laboratorio. Il tempo della raccolta è molto importante poiché lo STEC è difficilmente rilevabile nelle feci prodotte dopo una settimana dalla comparsa dei sintomi.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Questi test vengono utilizzati per rilevare la presenza di Escherichia coli producente la tossina Shiga (STEC) e come supporto alla diagnosi dell’infezione del tratto gastrointestinale ad opera di questi batteri. Il batterio E. coli fa normalmente parte della flora batterica intestinale degli esseri umani e di altri mammiferi ma esistono dei cappi di E. coli in grado di produrre una tossina chiamata Shiga. Oltre ad una grave diarrea, la tossina Shiga può causare la Sindrome Emolitico Uremica (SEU), una patologia seria che può portare ad insufficienza renale fino a morte, se non trattata in maniera adeguata. I test di ricerca di STEC sono un utile supporto alla diagnosi e al trattamento di queste patologie.

    Questi test possono essere utilizzati anche per la rilevazione di possibili epidemie di STEC. Questo tipo di infezioni sono spesso associate al consumo di acqua o cibo contaminati, al contatto con animali da fattoria o con il loro ambiente e sono trasmissibili da persona a persona. Il ceppo più comunemente associato a questo tipo di patologia è il sierotipo O157:H7; tuttavia esistono dei sierotipi non-O157 (ad esempio O104:H4) che possono essere responsabili degli stessi segni e sintomi quali la diarrea grave e la SEU.

    La diagnosi precoce di questo tipo di infezione è di primaria importanza per la prevenzione della diffusione del patogeno alla comunità e per prevenire, se necessario, la SEU. I test per la ricerca di STEC includono:

    • Coprocoltura: la coltura del campione di feci viene effettuata utilizzando uno specifico terreno di coltura che permette la crescita selettiva del patogeno STEC O157 e non dei batteri che fanno normalmente parte della flora batterica intestinale. Una volta che il batterio è cresciuto in coltura, vengono effettuati ulteriori test con lo scopo di identificarlo. Il campione di feci può essere utilizzato anche per effettuare le colture di altri microrganismi patogeni, come SalmonellaShigella e Campylobacter. Il sierotipo STEC  O157:H7 può essere distinto in coltura rispetto ad altri patogeni e rispetto ad altri ceppi di E. coli grazie alle peculiari caratteristiche che vengono messe in evidenza dalla crescita in specifici mezzi di coltura. I ceppi non-O157 invece non possono essere rilevati tramite l’esame colturale standard ma necessitano di test particolari. Le raccomandazioni internazionali sottolineano l’importanza di effettuare l’esame colturale delle feci a tutti i soggetti con una diarrea acuta di sospetta origine epidemica.
    • Test immunoenzimatico (EIA): questo tipo di test viene utilizzato per rilevare la presenza della tossina Shiga. La coprocoltura permette l’identificazione dello STEC O157 ma non di quelli non-O157. Pertanto viene raccomandato l’utilizzo del test  EIA per la rilevazione della tossina Shiga in associazione all’esame colturale. Il test EIA permette la rilevazione della tossina ma non permette la distinzione dei sierotipo di E. coli producenti Shiga.
    • Elettroforesi in campo pulsato (PFGE): questo metodo viene utilizzato per identificare i sierotipi di E. coli responsabili di un’epidemia. Viene generata una “impronta digitale” del DNA del batterio che, tramite il confronto con un database internazionale, permette l’identificazione del sierotipo. È un metodo veloce che può essere utilizzato per la valutazione delle epidemia in differenti aree geografiche.
    • Test molecolari: la PCR per il gene codificante per la tossina Shiga 1 (stx1) o 2 (stx2) è un test rapido  che può essere utilizzato per la conferma della presenza di STEC.
  • Quando viene prescritto?

    Questo test può essere richiesto nel caso in cui il clinico sospetti un’infezione di E. coli producente la tossina Shiga in un paziente con forte diarrea.

    I segni e sintomi includono:

    • Diarrea grave e acuta che persiste per più di qualche giorno
    • Sangue nelle feci
    • Febbre
    • Forte dolore addominale, crampi e/o gonfiore
       

    Questi test possono essere richiesti anche nel caso in cui si sospetti un’epidemia di E. coli; per esempio nel caso in cui un gruppo di persone che abbiano mangiato cibo proveniente dalla stessa fonte, sviluppino gli stessi segni e sintomi.

  • Cosa significa il risultato del test?
    Coprocoltura

    Un risultato negativo per la ricerca di Escherichia coli producente la tossina Shiga (STEC) indica che il sierotipo E. coli O157:H7 non è presente o è presente in quantità troppo piccole per essere rilevato. Pertanto i sintomi possono essere causati da un altro agente patogeno, come Salmonella,Shigella,Campylobacter, altri patogeni virali o parassiti.Un testo colturale positivo indica la presenza di E. coli producente la tossina Shiga, verosimilmente il sierotipo O157:H7.

    Test immunoenzimatico per la rilevazione della tossina Shiga

    Un risultato negativo per il test immunoenzimatico (EIA) per la tossina Shiga indica che tale tossina non è presente.
    Un risultato positivo suggerisce invece la presenza della tossina nelle feci; per identificare il sierotipo di E. coli responsabile sono necessari ulteriori test.

  • C’è altro da sapere?

    Il batterio E. coli non patogeno è normalmente parte della flora batterica intestinale di soggetti sani. Tuttavia l’infezione di questo batterio in sedi non intestinali può comportare la comparsa di malattie serie. E. coli è responsabile della maggior parte delle infezioni delle vie urinarie e può anche causare meningite. L’identificazione di E. coli come agente responsabile dell’infezione, viene effettuata tramite esami colturali utilizzando campioni prelevati dalla sede dell’infezione.

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Domande Frequenti
  • Come viene trattata la gastroenterite causata da E.coli producente la tossina Shiga?

    Nel caso di infezioni del sierotipo O157 nelle quali la malattia non abbia progredito verso la Sindrome Emolitico Uremica (SEU) si raccomanda una terapia di supporto caratterizzata da riposo e idratazione. Le persone maggiormente a rischio di sviluppare SEU, come i bambini e gli anziani, devono essere continuamente monitorati. Nel caso in cui l’infezione progredisca verso la SEU, è necessario un immediato ricovero ospedaliero.

    Le infezioni dei sierotipi non-O157 in genere vengono trattati con riposo e idratazione e spesso si risolvono senza nessun altro tipo di intervento.

  • Perché in questo tipo di infezioni non viene raccomandata una terapia antibiotica?

    In corso di infezione di E. coli producente la tossina Shiga, l’utilizzo di antibiotici aumenta il rischio di sviluppare la Sindrome Emolitico Uremica.

  • Perché non dovrebbero essere presi farmaci antidiarroici in presenza di questo tipo di infezioni?

    I farmaci anti-diarroici possono prolungare la malattia perché l’inibizione della peristalsi intestinale diminuisce la velocità di eliminazione del batterio dal tratto gastrointestinale.

  • Quale può essere un’altra causa di diarrea?

    Esistono altri batteri che possono causare diarrea acuta:

    • Salmonella, spesso presente in uova crude, pollame crudo e nei rettili da compagnia
    • Shigella, presente in acqua e cibo contaminato da feci
    • Campylobacter, presente in pollame crudo o cotto poco
    • Clostridium difficile, può popolare l’intestino dopo l’uso di antibiotici
       

    Anche i parassiti possono causare la diarrea. Si trovano nei laghi e nei corsi d’acqua in giro per il mondo e possono anche contaminare le piscine, le vasche idromassaggio e gli impianti idrici pubblici.

    Nei bambini la causa più frequente di diarrea grave è rappresentata dal Rotavirus. Altri virus responsabili della diarrea includono il virus di Norkwolk, altri norovirus, gli adenovirus, i calcivirus, il cytomegalovirus (CMV) e il virus HIV.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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