Noto anche come
Nefrolitiasi
Calcolosi renale
Litiasi renale
Nome ufficiale
Nefrolitiasi
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 21.02.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Il test viene effettuato per valutare la composizione dei calcoli renali, al fine di determinare la causa della loro formazione e l’adeguato trattamento.

Quando Fare il Test?

In seguito all’eliminazione dei calcoli renali dal tratto urinario.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Uno o più calcoli renali eliminati con le urine o rimossi chirurgicamente dal tratto urinario.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

I calcoli renali sono ammassi piccoli e duri che si formano all’interno dei reni. L’analisi dei calcoli renali serve per determinarne la composizione al fine di identificare la causa della loro origine e, ove possibile, prevenirne la formazione.

I reni fanno parte del tratto urinario, il quale comprende anche gli ureteri, la vescica e l’uretra. I reni filtrano le sostanze di scarto dal sangue e producono l’urina, la quale viene trasportata fino alla vescica tramite dei condotti chiamati ureteri. L’urina viene quindi eliminata dalla vescica tramite l’uretra. Questo processo di filtrazione delle sostanze di scarto, produzione ed eliminazione dell’urina è continuo.

I calcoli, che si formano nei reni, possono creare problemi sia se crescono tanto da ostruire il normale deflusso dell’urina, sia se si rompono e si muovono lungo tutto l’apparato urinario. Possono infatti creare ostruzioni o stiramenti, irritazioni e possono danneggiare le pareti degli ureteri. Questi movimenti possono determinare dolore molto forte, continuo o intermittente.

Molti calcoli renali riescono a fuoriuscire spontaneamente tramite le urine, ma talvolta le dimensioni elevate o la forma irregolare determinano l’impossibilità di espulsione. Talvolta i calcoli sono troppo grossi e non riescono a passare dai reni agli ureteri, altre volte sono di minori dimensioni, passano negli ureteri ma non riescono a percorrerli; in queste situazioni sono necessari dei trattamenti. I calcoli possono essere rimossi chirurgicamente, di solito tramite dei dispositivi in grado di risalire attraverso l’uretra e la vescica lungo gli ureteri, fino a raggiungere la sede in cui sono presenti i calcoli. Talvolta invece è possibile utilizzare una metodica meno invasiva che consiste in una sorta di bombardamento dei calcoli tramite ultrasuoni (litotripsia) che ne causano la frammentazione. I frammenti che si formano possono così percorrere gli ureteri ed essere eliminati con le urine.

Le cause alla base della formazione dei calcoli renali possono essere molteplici, ma nella maggior parte dei casi è dovuta alla precipitazione e formazione di cristalli di specifiche sostanze chimiche presenti nelle urine in concentrazioni troppo elevate. Questo può essere dovuto all’eccessiva produzione ed escrezione di queste sostanze o alla scarsa idratazione che determina la formazione di urine eccessivamente concentrate. I calcoli, sulla base della loro composizione e localizzazione, possono essere rotondi, affilati e appuntiti o di forma irregolare (detti “a stampo”). Le dimensioni possono variare tra quelle di un granello di sabbia e di una palla da golf. La composizione dipende dalla sostanza chimica in eccesso che ne ha causato la formazione. Possono essere formati da un solo costituente o essere il risultato di diverse sostanze stratificate.

La calcolosi renale è una patologia piuttosto frequente. Secondo alcuni studi in Italia la prevalenza è di circa il 10%, con picchi intorno ai 55-60 anni e rischio di recidive piuttosto elevato (50%).

Come viene raccolto il campione per il test

Il clinico o il laboratorio di solito forniscono al paziente con sintomi indicativi di calcolosi renale un contenitore sterile ed una garza a maglie fini con la quale filtrare le urine. Questa procedura è necessaria poiché non è possibile sapere quando i calcoli verranno eliminati. Il paziente deve quindi esaminare la garza alla ricerca di qualsiasi granello, tenendo presente che i calcoli possono essere facilmente visibili ma anche avere le dimensioni di un granello di sabbia. Nel caso in cui venga trovato un calcolo, questo deve essere messo in un contenitore sterile e asciutto e portato al laboratorio che effettuerà l’analisi. E’ importante non aggiungere tessuti o altro, che potrebbe interferire con le analisi.
Nel caso di pazienti ricoverati, le urine vengono filtrate dal personale sanitario. Nel caso in cui siano presenti calcoli di dimensioni troppo elevate per poter essere eliminati tramite le urine, questi verranno rimossi chirurgicamente o tramite litotripsia, e quindi analizzati.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’analisi dei calcoli renali viene effettuata in seguito alla rimozione di calcoli dall’apparato urinario per determinarne la composizione chimica. Il laboratorio ne analizza in primo luogo le caratteristiche fisiche: dimensioni, forma, peso, colore e struttura. Spesso viene anche archiviata una foto del calcolo per annotarne meglio forma e aspetto. Il calcolo può quindi essere frammentato in modo da osservarne le eventuali stratificazioni. Per determinare la composizione del calcolo vengono effettuati uno o più test.

  • Quando viene prescritto?

    L’analisi dei calcoli renali viene richiesta nel caso in cui un paziente abbia spontaneamente eliminato un calcolo renale tramite le urine o nel caso in cui questo sia stato rimosso chirurgicamente.

    I segni e sintomi associati con la calcolosi renale possono indurre il clinico a ricercare i calcoli sia nelle urine che all’interno dell’apparato urinario, tramite metodiche di diagnostica per immagini. Il clinico può infatti sospettare la calcolosi renale nel caso in cui il paziente riferisca:

    • Forti dolori alla schiena che possono arrivare fino all’inguine (il dolore è il sintomo più importante)
    • Dolore addominale
    • Nausea e vomito (nel 50% dei pazienti)
    • Sangue nelle urine o urine torbide
    • Frequente necessità di urinare
    • Febbre e brividi, nel caso in cui sia presente un’infezione
       

    Nel caso di calcolosi renale ricorrente, deve essere analizzato solo il primo calcolo. L’analisi dei calcoli successivi può essere eseguita nel caso in cui il clinico lo ritenga necessario.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’analisi dei calcoli renali identifica la loro composizione chimica. Tipicamente i calcoli sono composti da:

    • Ossalato di calcio
    • Fosfato di calcio
    • Acido urico
    • Sturvite (fosfato di ammonio e magnesio) – nei calcoli associati ad infezioni batteriche

    Questo tipo di calcoli ricoprono circa il 95-99% delle casistiche. Il 75% circa dei calcoli è composto da calcio. Meno comunemente i calcoli sono dovuti a:

    • Cistina – calcoli associati ad un’eccessiva escrezione ereditaria di cistina 
    • Farmaci – alcuni calcoli sono associati all’assunzione di alcuni farmaci, come la guaifenesina, l'indinavir, il triamterene, l'atazanavir, i sulfamidici

    Tuttavia, l’analisi dei calcoli di per se non fornisce indicazioni riguardanti il motivo per il quale i calcoli si sono formati.

    La produzione o l’eliminazione eccessiva di alcune sostanze chimiche può essere dovuta alla presenza di alcune patologie. Il pH troppo elevato o troppo basso delle urine e l’abitudine di non bere in quantità sufficiente può aumentare il rischio di formazione dei calcoli. L’identificazione della sostanza responsabile della formazione dei calcoli può aiutare ad evitare la ricomparsa dei calcoli renali.

    In generale:

    • Calcoli di ossalato di calcio o di fosfato di calcio spesso compaiono in persone con un'eccessiva escrezione di calcio e/o ossalato nelle urine o, talvolta, in persone con quantità troppo piccole di citrato (che normalmente lega il calcio senza formare calcoli). Questi calcoli possono essere dovuti a:
      • Tendenza ereditaria ad assorbire troppo calcio con la dieta, con conseguente ipercalciuria (eccessiva presenza di calcio nelle urine)
      • Fattori legati alla dieta – il consumo di cibi e bevande ricche di calcio e/o ossalato può portare ad una aumento di queste sostanze nelle urine
      • Difetti nell’assorbimento delle sostanze nutritive, dovuti ad esempio ad una malattia infiammatoria intestinale o ad un intervento di chirurgia intestinale – uno sbilanciamento dei nutrienti assorbiti può portare ad un accumulo di calcio nelle urine
      • Eccesso di ormone paratiroideo (iperparatiroidismo primario), che porta ad un aumento di calcio nel sangue e nelle urine
      • Presenza di disordini metabolici – questi possono portare ad acidosi metabolica e quindi ad un aumento del calcio eliminato con le urine
    • Calcoli di acido urico – la gotta o i disordini del metabolismo dell’acido urico possono portare ad un'eccessiva presenza di acido urico. Questo tipo di calcoli si manifesta con maggior frequenza negli uomini e in soggetti che seguono una dieta ricca di proteine animali.
    • Calcoli di sturvite – l'infezione associata ad un specifico tipo di batteri, principalmente nell’apparato urinario, può portare ad un'eccessiva produzione di ammonio. Questo tipo di calcoli si manifesta con maggior frequenza nelle donne. 
    • Calcoli di cistina – un disordine ereditario può portare ad un'eccessiva produzione e eliminazione di cistina (cistinuria)
    • Calcoli correlati all’assunzione di farmaci

    Oltre a questi, possono formarsi numerosi altri calcoli in seguito all’eccessiva concentrazione di altre sostanze e/o dell'urina, dovuta perlopiù a disidratazione.

  • C’è altro da sapere?

    I calcoli non si formano necessariamente in coloro che non bevono a sufficienza o che hanno un’elevata concentrazione di alcune sostanze nelle urine. Talvolta, i calcoli renali possono formarsi per altre ragioni. La possibilità di sviluppare calcolosi renale è maggiore in coloro che ne hanno già sofferto in passato.

    Esistono altri fattori, oltre ai sopracitati, responsabili di un aumentato rischio di sviluppare calcolosi renale:

    • Storia familiare di calcolosi renale
    • Presenza di infezioni dell’apparato urinario
    • Struttura alterata dell’apparato urinario o dei reni (che possono rendere difficoltosa l’eliminazione delle urine con conseguente deposizione dei cristalli e conseguente formazione dei calcoli)
    • Patologie dei reni, come la malattia del rene policistico, una condizione caratterizzata dalla presenza di numerose cisti nel rene
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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

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