Noto anche come
Valproato
Per il nome commerciale consultare la Banca Dati AIFA (https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it)
Nome ufficiale
Acido Valproico
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 28.01.2019.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare la concentrazione ematica di acido valproico in modo da mantenerla all'interno dell'intervallo terapeutico o per rilevarne la tossicità.

Quando Fare il Test?

Ad intervalli regolari per monitorarne i livelli ematici; al bisogno, per rilevare concentrazioni troppo basse o eccessive (potenzialmente tossiche).

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna in particolare. Ma è necessario concordare con il proprio medico la tempistica per l’esecuzione del prelievo. Infatti questa può variare in base al dosaggio e alla formulazione del farmaco che potrebbe essere a lento rilascio. Di solito si raccomanda di eseguire il prelievo subito prima dell’assunzione della dose di farmaco successiva (livello basale). Questo per valutare la quantità minima di farmaco disponibile.

L'Esame

Il test misura la concentrazione ematica di acido valproico. L’acido valproico è un farmaco utilizzato per lo più per il controllo di alcuni tipi di convulsioni, così da limitarne la frequenza e l’intensità. Può essere prescritto in associazione ad altri farmaci antiepilettici come la fenitoina o il fenobarbital. I livelli ematici di acido valproico devono essere mantenuti all’interno di uno stretto intervallo terapeutico.

Le crisi convulsive sono dovute ad alterazioni del sistema nervoso centrale riguardanti la capacità di trasmettere gli impulsi nervosi e regolare l’attività neuronale. Durante una crisi convulsiva il paziente può andare incontro a variazioni dello stato di coscienza, alterazioni del gusto, dell’olfatto o della vista o a crisi epilettiche. Le convulsioni sono associate a molteplici patologie, ma spesso la causa è ignota. La frequenza delle crisi convulsive può variare da un singolo episodio a episodi frequenti e ricorrenti. Talvolta le persone affette possono andare incontro a crisi convulsive non in grado di interrompersi senza l’intervento medico. Dopo una crisi, spesso le persone rimangono per un breve periodo in uno stato confusionale e di affaticamento. La contrazione muscolare che avviene durante una crisi convulsiva può portare a delle lesioni e, nel caso di eventi ricorrenti, è possibile assistere anche ad un progressivo danneggiamento del sistema nervoso, anche se per la maggior parte delle persone questo non avviene.

L’acido valproico viene talvolta prescritto per il controllo della malattia bipolare, una malattia psichiatrica caratterizzata dall’alternanza di crisi depressive e maniacali che possono durare alcuni giorni ma anche settimane, mesi o anni. Durante le crisi depressive, le persone affette si sentono tristi, senza speranza, inutili e manifestano tendenza al suicidio. Durante gli episodi maniacali invece, sono euforiche, irritabili e mettono in atto comportamenti privi di giudizio e spesso rischiosi.

Il farmaco viene prescritto anche nel trattamento di alcuni tipi di emicrania, al fine di prevenirne la comparsa ricorrente, e nel trattamento di alcune patologie da dolore cronico.

I livelli ematici di acido valproico devono essere mantenuti all’interno di una stretta finestra terapeutica. Se i livelli del farmaco sono troppo bassi, possono comparire i sintomi della malattia mentre concentrazioni ematiche eccessive sono associate alla comparsa di gravi effetti collaterali. Spesso la ricerca di concentrazioni equilibrate non è facile; il farmaco infatti viene metabolizzato a livello epatico con velocità variabili e diverse da persona a persona.

Nel sangue la maggior parte dell’acido valproico circolante è legato a proteine di trasporto, ma la porzione attiva corrisponde al farmaco non legato (libero). La presenza di patologie associate ad una ridotta quantità di proteine nel sangue può comportare la presenza di quantità eccessive di farmaco circolante libero e quindi attivo.

Per queste ragioni, il dosaggio dell’acido valproico deve essere variato attentamente fino al raggiungimento della concentrazione terapeutica; tale dosaggio varia tra persona a persona e può anche variare nello stesso soggetto nel corso del tempo.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test viene utilizzato per misurare e monitorare la concentrazione ematica di acido valproico e per verificare che questa sia all’interno dell’intervallo terapeutico.

    Il dosaggio del farmaco deve essere variato sulla base dei risultati forniti dal test per la misura della sua concentrazione ematica. Il test deve essere eseguito ad intervalli regolari e, in caso di necessità, per la verifica del mantenimento dei livelli di concentrazione terapeutici.

    Il test può essere richiesto anche nel caso in cui un paziente in trattamento con acido valproico interrompa o inizi un trattamento con altri farmaci che potrebbero avere un’interazione con il farmaco o nel caso in cui il paziente manifesti sintomi della patologia per la quale è in trattamento, come convulsioni, emicrania o variazioni bipolari dell’umore. Il clinico può inoltre richiedere il monitoraggio dei livelli ematici di acido valproico nel caso in cui i pazienti in trattamento sviluppino sintomi associati agli effetti collaterali del farmaco sia nelle fasi iniziali della terapia che nel corso del tempo.

    Nonostante di solito venga richiesta la misura della concentrazione ematica totale di acido valproico (frazione libera + frazione legata alle proteine, di solito la più abbonante) in presenza di particolari condizioni o patologie, il clinico può richiedere la misura della concentrazione ematica della porzione libera del farmaco, che corrisponde a quella farmacologicamente attiva. In condizioni normali il rapporto tra la frazione libera e quella legata alle proteine è piuttosto stabile, pertanto la misura della concentrazione totale di acido valproico può essere utilizzata nel monitoraggio. In presenza di particolari patologie questo equilibrio può tuttavia essere alterato. La percentuale di farmaco libero può aumentare e il paziente può andare incontro allo sviluppo di effetti tossici pur in presenza di concentrazioni ematiche all’interno dell’intervallo terapeutico.

  • Quando viene prescritto?

    Il test per la misura dei livelli ematici di acido valproico viene richiesto all’inizio del trattamento e nel caso di variazioni nell’assunzione di altri farmaci che potrebbero avere un’interazione con esso. Una volta raggiunta la concentrazione ottimale e quindi definito il corretto dosaggio, i livelli ematici del farmaco possono essere monitorati ad intervalli regolari per verificare il mantenimento dei livelli terapeutici.

    Il test può essere richiesto anche nel caso in cui il farmaco appaia non essere efficace, per verificare la presenza di concentrazioni troppo basse, inefficacia della terapia e/o per verificare l’aderenza alla terapia da parte del paziente (ossia se questo assuma l’acido valproico con regolarità). Il test può essere richiesto anche nel caso in cui il paziente in trattamento manifesti sintomi associati agli effetti collaterali e/o sviluppi complicazioni. Questi effetti collaterali possono includere uno o più sintomi elencati di seguito:

    • Sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea
    • Vertigini
    • Aumenti o diminuzioni di peso insolite
    • Tremori
    • Visione offuscata o sdoppiata, movimenti oculari incontrollati
    • Variazioni dell’umore
    • Ecchimosi e sanguinamento
    • Orticaria
    • Perdita dei capelli
    • Acufene
    • Dolore alla schiena
       

    Le persone particolarmente giovani e gli anziani sono maggiormente predisposti allo sviluppo di effetti collaterali negativi.

    Alcuni effetti collaterali rari ma gravi richiedono attenzione medica; tra questi la presenza di ecchimosi e sanguinamento, di piccole macchie rosse e viola sulla pelle, di eruzioni cutanee o vesciche, febbre, orticaria, difficoltà respiratorie o nella deglutizione, stato confusionale, senso di fatica, vomito, calo della temperatura corporea e dolore articolare.

    La presenza di patologie concomitanti in grado di influenzare il bilanciamento tra la quantità di farmaco legata alle proteine e quella libera, come la presenza di ipoalbuminemia (livelli bassi di proteine nel sangue) o di insufficienza renale o epatica, può determinare la necessità di richiedere il test per la misura della porzione libera di acido valproico. Queste patologie infatti aumentano il rischio di avere concentrazioni ematiche di acido valproico libero (attivo) eccessive. Anche l’utilizzo di alcuni farmaci può indurre il clinico a richiedere la misura dell’acido valproico libero piuttosto che totale.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’intervallo terapeutico per l’acido valproico totale (frazione legata alle proteine e frazione libera) è stato stabilito essere di 50-125 μg/mL, mentre per la sola frazione libera di 6-22 μg/mL . Per il trattamento dell’epilessia l’intervallo terapeutico di acido valproico totale è di 50-100 μg/mL, mentre per il trattamento di sintomi maniacali acuti è di 85-125 μg/mL.

    All’interno di questi intervalli, la maggior parte delle persone risponde al trattamento senza sviluppare effetti collaterali eccessivi; tuttavia, l’entità della risposta è individuale. Alcune persone possono manifestare effetti collaterali eccessivi già a concentrazioni vicine al limite superiore dell’intervallo mentre in altre la terapia può non essere efficace a concentrazioni vicine al limite inferiore, con la comparsa di eventi convulsivi, variazioni dell’umore o emicrania. Pertanto la ricerca della concentrazione terapeutica è un processo che richiede una stretta collaborazione tra clinico e paziente.

    In linea generale, la presenza di concentrazioni ematiche di acido valproico all’interno dell’intervallo terapeutico corrisponde all’assenza delle manifestazioni tipiche della patologia per la quale il paziente è in trattamento, come convulsioni ricorrenti, variazioni dell’umore o emicrania, e anche degli effetti collaterali correlati all’assunzione di acido valproico. In questi casi il dosaggio e la posologia del farmaco vengono considerati adeguati.

    I pazienti non devono variare autonomamente il dosaggio e le modalità di assunzione del farmaco senza prima consultare il proprio medico curante. Il dosaggio corretto deve essere deciso caso per caso.

  • C’è altro da sapere?

    Esistono alcune rare complicanze associate con l’assunzione di acido valproico, come la pancreatite a la disfunzione epatica. L’eventualità della comparsa di gravi disfunzioni epatiche è maggiore nei primi sei mesi di trattamento.

    Sebbene il danno epatico sia un evento raro, in più del 20% delle persone in trattamento con acido valproico è possibile assistere ad un aumento moderato di AST e ALT, due enzimi correlati con l’attività epatica; in genere i valori di questi enzimi tornano spontaneamente all’interno dei valori di riferimento nonostante il proseguimento della terapia.

    L’uso di acido valproico in gravidanza è associato con un rischio aumentato di sviluppare difetti congeniti, in modo particolare difetti del tubo neurale come la spina bifida. Le donne in età fertile devono pertanto valutare l’assunzione di questo farmaco con il proprio medico curante.

    I livelli ematici di acido valproico possono essere influenzati da un gran numero di farmaci, acquistabili con o senza la necessità di prescrizione medica, compresi alcuni integratori. Per questo motivo è buona norma informare il proprio medico riguardo qualsiasi farmaco, vitamina, integratore alimentare o prodotto fitoterapico venga assunto in concomitanza con l’acido valproico.

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Domande Frequenti
  • Per quanto tempo deve essere assunto l’acido valproico?

    L’acido valproico in genere viene assunto ogni giorno (a volte anche più volte al giorno) per tutto il corso della vita. Un’eccezione può essere rappresentata dai casi in cui le convulsioni sono causate da patologie temporanee e che possono richiedere l’assunzione del farmaco solo per un breve periodo di tempo.

  • Come viene assunto l’acido valproico?

    Può essere assunto sotto forma di compresse, compresse a lento rilascio, liquido o mescolato a cibi morbidi. Di solito viene assunto in concomitanza dei pasti per evitare fastidi allo stomaco e, nel caso venga assunto in forma solida, è importante che venga deglutito subito e non masticato, per evitare irritazione della bocca e della gola.

  • È possibile misurare i livelli di acido valproico ambulatorialmente?

    No, l’esecuzione di questo test richiede personale e strumentazione specializzati.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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