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Aldosterone e Renina

Noto anche come: ARR rapporto aldosterone renina
Nome ufficiale: Aldosterone; Renina
Ultima Revisione: 13.08.2025
Ultima Modifica: 30.09.2025


Ultima Revisione: 13.08.2025

Revisori: Dr.ssa Giorgia Antonelli, Dr.ssaFederica D’Aurizio – GdS inter-societario “Medicina di Laboratorio in Endocrinologia”


Perché Fare il Test?

Per determinare se le concentrazioni di aldosterone e renina sono anormali, a supporto della diagnosi di disordini ormonali come l’Iperaldosteronismo primario (Sindrome di Conn) e l’insufficienza surrenalica primaria.

Quando Fare il Test?

Quando l’individuo sviluppa sintomi e/o segni associati a un’aumentata produzione di aldosterone, come debolezza muscolare, elevata pressione sanguigna e bassa concentrazione ematica di potassio (ipokaliemia) o associati a scarsa produzione di aldosterone come bassa pressione sanguigna, alta concentrazione ematica di potassio e bassa concentrazione ematica di sodio.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio e/o un campione di urina delle 24 ore; talvolta viene raccolto un campione di sangue da una vena renale o surrenalica.

Il Test Richiede una Preparazione?

Per la misura dell’aldosterone e della renina su sangue può essere richiesto al paziente di mantenere una posizione eretta o di sdraiarsi per un periodo di tempo (15-30 minuti) prima del prelievo. Le istruzioni fornite possono comprendere la richiesta di evitare alcuni cibi, bevande e di sospendere l’assunzione di determinati farmaci prima del test. È raccomandato di seguire accuratamente le indicazioni fornite.

Questi esami misurano i livelli di aldosterone e renina nel sangue e/o la concentrazione di aldosterone nell’urina L’aldosterone è un ormone che svolge un ruolo importante nel mantenere le concentrazioni normali di sodio e potassio nel sangue e nel controllare la pressione sanguigna. La renina è un enzima che controlla la produzione di aldosterone.

L’aldosterone è prodotto dalla zona più esterna (chiamata corteccia surrenalica) delle ghiandole surrenaliche, localizzate sopra i reni. L’aldosterone stimola la ritenzione di sodio e l’escrezione di potassio da parte dei reni.

La renina è prodotta dai reni e controlla l’attivazione dell’ormone angiotensina, che stimola la produzione di aldosterone da parte delle ghiandole surrenali. Il rene rilascia la renina quando c’è un abbassamento della pressione arteriosa o un decremento della concentrazione di sodio nei tubuli renali. La renina catalizza la trasformazione dell’angiotensinogeno in angiotensina I, che è convertita da un secondo enzima in angiotensina II. L’angiotensina II causa vasocostrizione e stimola la produzione di aldosterone. Questo aumenta la pressione sanguigna e mantiene sodio e potassio a livelli normali.

L’Iperaldosteronismo primario è un disordine surrenalico, sia unilaterale che bilaterale, che causa una eccessiva produzione surrenalica di aldosterone. L’eccesso di aldosterone porta alla ritenzione renale di sodio, all’ipervolemia, all’aumento della pressione sanguigna e, nelle forme più severe, all’ipokaliemia. È infatti una forma di ipertensione secondaria, assieme all’ipertensione renovascolare, alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e al feocromocitoma/paraganglioma. Nelle linee guida della Società Europea di Endocrinologia si raccomanda di eseguire lo screening per Iperaldosteronismo primario in tutti i soggetti ipertesi. Lo screening per Iperaldosteronismo primario viene eseguito con la determinazione dei livelli plasmatici di aldosterone e renina. Potrebbe essere richiesto anche il calcolo del rapporto aldosterone e renina. Assieme ad aldosterone e renina, dovrebbe essere misurata anche la concentrazione ematica del potassio: questo non come screening per Iperaldosteronismo primario, ma per una migliore interpretazione dei risultati dell’aldosterone in quanto bassi livelli di potassio possono portare a livelli falsamente bassi di aldosterone.

L’insufficienza surrenalica primaria è un disordine surrenalico della corteccia surrenalica dove non si riesce a produrre quantità sufficienti di glucocorticoidi (cortisolo) e mineralcorticoidi (aldosterone). In caso di sospetto di questo disordine, i livelli plasmatici di aldosterone e renina vanno determinati assieme al fine di valutare il deficit di mineralcorticoidi.

Come viene raccolto il campione per l’esame?

Per misurare i livelli plasmatici di aldosterone e/o di renina, si preleva un campione di sangue da una vena dell’avambraccio. In alcuni casi, nell’iter diagnostico, potrebbe essere eseguito un cateterismo delle vene surrenaliche per determinare se l’iperproduzione di aldosterone è a carico di una o di entrambe le ghiandole surrenaliche. Questa procedura viene eseguita previa ospedalizzazione del paziente.

Quali informazioni è possibile ottenere?

I test dell’aldosterone e della renina sono usati per valutare se le ghiandole surrenaliche producono un’adeguata quantità di aldosterone e per distinguere tra le potenziali cause di eccesso o carenza. L’aldosterone e la renina vengono misurati come concentrazione plasmatica. Questi esami sono raccomandati nello screening dell’Iperaldosteronismo primario, anche conosciuto come Sindrome di Conn, che causa un’elevata pressione arteriosa. Se il test è positivo, lo specialista potrebbe aver bisogno di un ulteriore test per confermare o escludere la diagnosi. Questa fase può essere eseguita tramite i cosiddetti test di soppressione dell’aldosterone, tra cui il test di soppressione al carico salino orale, il test di infusione salina e il test al captopril. Con questi test potrebbe essere richiesta la raccolta delle urine delle 24 ore per determinare la quantità di aldosterone prodotta nelle 24 ore.

Sia la concentrazione di aldosterone che la concentrazione di renina sono alte al mattino e variano durante il giorno. Sono entrambe influenzate dalla posizione del corpo, dallo stress e dall’eventuale assunzione di farmaci: è quindi fondamentale seguire le raccomandazioni fornite prima del prelievo.

Quando viene prescritto?

Gli esami dell’aldosterone e della renina sono generalmente prescritti quando il paziente presenta un’elevata pressione arteriosa. Le linee guida della Società Europea di Endocrinologia (2025) e della Società Europea di Cardiologia (2024) raccomandano lo screening per l’Iperaldosteronismo primario mediante la determinazione del rapporto aldosterone e renina in tutti i soggetti ipertesi. L’Iperaldosteronismo primario è una forma di ipertensione che viene trattata con farmaci specifici (antagonisti dei recettori per i mineralcorticoidi) e perciò la corretta diagnosi è importante.

La determinazione della concentrazione plasmatica di aldosterone e di renina può essere prescritta, in associazione ad altri test, anche quando si sospetta che il soggetto abbia un’insufficienza surrenalica primaria.

Cosa significa il risultato del test?

La tabella sottostante indica come tipicamente possano variare i livelli plasmatici di aldosterone e renina a seconda delle diverse patologie. 

PatologiaAldosteroneRenina
Iperaldosteronismo primario (sindrome di Conn)ElevatoBasso
Iperaldosteronismo secondarioElevatoElevato
Insufficienza surrenalica primaria (malattia di Addison)BassoElevato

L’Iperaldosteronismo primario (sindrome di Conn) è causato dall’iperproduzione di aldosterone da parte delle ghiandole surrenaliche, a causa generalmente di un tumore benigno di una delle ghiandole. I livelli elevati di aldosterone aumentano il riassorbimento di sodio e la perdita di potassio da parte dei reni, determinando quindi un’alterazione dell’equilibrio elettrolitico. Sintomi e segni includono mal di testa, debolezza muscolare e alta pressione arteriosa specialmente se la concentrazione di potassio è molto bassa. A volte per determinare se una o entrambe le ghiandole surrenaliche siano affette, il sangue deve essere prelevato da entrambe le vene surrenaliche (tramite il cosiddetto cateterismo surrenalico); il test rivela se vi è una differenza nella produzione di aldosterone. L’Iperaldosteronismo secondario, che è più comune del primario, non è generato da un’eccessiva produzione di aldosterone di per sé, ma può essere dovuto a una qualsiasi causa che determini una riduzione del flusso sanguigno renale, una riduzione della pressione arteriosa o la diminuzione dei livelli di sodio. L’Iperaldosteronismo secondario può essere osservato in corso di insufficienza cardiaca congestizia, cirrosi epatica, patologie renali, preeclampsia e disidratazione. La causa più importante è la diminuzione del diametro dei vasi che portano sangue ai reni, chiamata stenosi delle arterie renali. Questa patologia causa ipertensione arteriosa, a seguito dei livelli elevati di aldosterone e renina che si determinano, e può essere curata sia chirurgicamente che attraverso una angioplastica. Alcune volte per valutare se è coinvolto un solo rene viene inserito un catetere nei vasi e viene raccolto il sangue proveniente da una delle vene renali (tramite il cosiddetto cateterismo renale).

Una bassa concentrazione di aldosterone (ipoaldosteronismo) si verifica nell’insufficienza surrenalica primaria. Essa causa disidratazione, ipotensione, bassa pressione arteriosa, bassa concentrazione ematica di sodio nel sangue e alta concentrazione ematica di potassio.

C’è altro da sapere?

La quantità di sale nella dieta e alcune classi di farmaci, come per esempio alcuni antidolorifici non steroidei, diuretici, beta-bloccanti, steroidi, ACE inibitori e contraccettivi orali, possono alterare il risultato del test. Anche lo stress, l’esercizio fisico e la gravidanza possono influire sul risultato. Bevande contenenti caffeina (es.: caffè e tè) possono influenzare il risultato sull’urina raccolta nelle 24 ore. Pertanto, il clinico potrà richiedere di modificare le abitudini alimentari (es.: assunzione di sale con la dieta), le attività sportive e l’assunzione di farmaci prima di eseguire il test.

Se la postura è importante per il risultato del test, come può essere controllata?

Il laboratorio può chiedere di presentarsi un po’ prima di essere sottoposti al test ed assumere una posizione sdraiata o in piedi per un tempo definito prima di procedere con il prelievo.

Che cosa è il rapporto aldosterone/renina (ARR)?

Il rapporto aldosterone/renina (ARR) è un test iniziale usato nello screening dell’Iperaldosteronismo primario negli individui ipertesi.

Per determinare il rapporto, sono misurate le concentrazioni plasmatiche di aldosterone e renina. Il calcolo del rapporto è eseguito dividendo il risultato dell’aldosterone per quello della renina. Il rapporto ARR è considerato il test di screening più affidabile per l’Iperaldosteronismo primario, anche se non è di facile interpretazione. Molti fattori possono interferire con il risultato test, come i farmaci, la postura, l’apporto di sodio e la concentrazione ematica di potassio; queste variabili devono essere tenute in considerazione prima di eseguire il test, per evitare falsi positivi o falsi negativi. È fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite in fase di preparazione al prelievo.

Che cosa sono i test dinamici di soppressione dell’aldosterone?

I test di soppressione dell’aldosterone sono usati per confermare la diagnosi di Iperaldosteronismo primario. Esistono vari test di conferma, tra cui il test da carico salino, l’infusione salina, il test al captopril e il test al fludrocortisone. Allo stato attuale, non c’è un consenso nella comunità scientifica su quale sia il test migliore.

Cos’è la Sindrome di Bartter?

La sindrome di Bartter è un gruppo di rare patologie genetiche a trasmissione autosomica recessiva, causate da mutazioni nei geni che codificano per canali ionici coinvolti nel riassorbimento dei sali nel tratto ascendente dell’ansa di Henle. Il difetto nel riassorbimento del sodio in questa sede determina un aumento del flusso di questo elettrolita verso il tubulo distale, dove viene riassorbito in cambio di potassio e ioni idrogeno con conseguente aumentata escrezione urinaria di potassio e comparsa di alcalosi metabolica. Inoltre, la perdita cronica di sodio e la conseguente ipovolemia attivano il sistema renina-angiotensina-aldosterone che amplifica ulteriormente l’escrezione di potassio, contribuendo al peggioramento dell’ipokaliemia.

La sindrome, di solito diagnosticata nell’infanzia, può essere causata da una mutazione in almeno uno di cinque geni, e deve essere effettuato un test genetico per confermare la diagnosi. Ci sono differenti tipi di sindrome di Bartter, definiti sulla base del gene che causa la patologia.

Il quadro clinico varia a seconda del tipo di sindrome di Bartter di cui è affetto il soggetto e può includere:

  • Basso peso alla nascita
  • Ritardo nella crescita
  • Poliuria (eccessiva produzione di urine) e polidipsia (sete eccessiva)
  • Alcalosi ipokaliemica (aumento del pH ematico e bassi livelli di potassio nel sangue)
  • Ipotensione arteriosa

Perdita renale di sodio, potassio, cloro e calcio

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Documenti, Documenti SIBioC e Intersocietari
Estratti Biochimica Clinica (Rivista Ufficiale di SIBioC – Medicina di Laboratorio)

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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