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Aspirina

Noto anche come: AspirinaASAAcido acetilsalicilico; Subsalicilato di bismutoMetil salicilatoSodio salicilatoMagnesio salicilatoSalsalato; Per il nome commerciale consultare la Banca Dati AIFA (https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it)
Nome ufficiale: Salicilati nel sangue e nelle urine
Ultima Revisione: Maggio 2025
Ultima Modifica: Maggio 2025


Revisore:

Dott.ssa Manuela Pellegrini Centro Nazionale Dipendenze e Doping Istituto Superiore di Sanità


Perché?

Per rilevare un’eventuale overdose da salicilati, aiutare a valutarne la gravità e monitorare
l’andamento nel tempo;
Può essere utile anche nei pazienti che assumono regolarmente farmaci a base di salicilati, per identificare precocemente un possibile accumulo tossico.

Quando?

Il test viene eseguito, ad esempio, quando una persona manifesta sintomi come nausea,
respirazione accelerata (iperventilazione), ronzii alle orecchie (acufeni), alterazioni del
ritmo cardiaco (aritmie) o stato confusionale. Questi segni possono indicare
un’intossicazione da acido acetilsalicilico (aspirina) o da altri derivati salicilati.
L’analisi è particolarmente importante nei casi in cui si sospetti l’ingestione accidentale o
volontaria di una dose eccessiva, soprattutto in bambini o in persone non coscienti. Inoltre,
il test rientra spesso tra gli esami di laboratorio richiesti in urgenza per lo screening
tossicologico.
Può essere ripetuto a intervalli regolari per monitorare l’andamento di un’eventuale
overdose oppure, più raramente, nei pazienti che assumono salicilati in modo continuativo
sotto controllo medico, ad esempio per trattare l’artrite reumatoide o altre malattie
autoimmuni.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio e/o talvolta un campione di urina raccolto in un contenitore sterile.

La preparazione

No, tuttavia il medico può richiedere informazioni sul momento e sul dosaggio dell’ultima
assunzione di salicilati. Per una corretta interpretazione dei risultati, il prelievo di sangue
viene solitamente effettuato almeno 4 ore dopo l’assunzione del farmaco. Nei pazienti che
assumono salicilati regolarmente, il campione viene generalmente prelevato poco prima
della dose successiva. È importante informare il medico su eventuali farmaci assunti,
inclusi quelli da banco o senza prescrizione.

I salicilati, tra cui l’aspirina, sono una classe di farmaci disponibili sia con che senza prescrizione medica. Vengono comunemente impiegati per alleviare dolore e infiammazione, abbassare la febbre e prevenire la formazione eccessiva di coaguli di sangue. Il test dei salicilati serve a misurare la quantità di queste sostanze nel sangue, permettendo di individuare o monitorare un’eventuale intossicazione (overdose da salicilati). I salicilati sono disponibili in diverse forme, come pillole o compresse da assumere per via orale, oppure come creme ad uso topico, che vengono assorbite attraverso la pelle. Tra questi, l’aspirina è il salicilato più comunemente impiegato, generalmente in formato orale.
 I salicilati disponibili senza prescrizione medica sono comunemente impiegati, sia in caso di necessità occasionale che in modo regolare, per alleviare dolore, febbre e infiammazione.
 L’assunzione regolare di basse dosi di aspirina è indicata per ridurre il rischio di trombosi, infarto  cardiaco o ictus nelle persone considerate ad alto rischio cardiovascolare. Inoltre, può essere utilizzata per prevenire l’aggravarsi delle malattie cardiovascolari o l’insorgenza di complicanze durante un infarto o nella fase immediatamente successiva. Tuttavia, l’uso preventivo dell’aspirina non è raccomandato nei soggetti con più di 70 anni o in presenza di disturbi della coagulazione.
 L’aspirina può anche essere prescritta a pazienti affetti da disordini mieloproliferativi, come la policitemia  vera o la trombocitemia essenziale, per prevenire la formazione di coaguli.
 In alcuni casi, su indicazione medica, può essere utilizzata per alleviare i sintomi dell’artrite reumatoide, dell’osteoartrite, di alcune malattie autoimmuni e del lupus.
Dopo l’assunzione di una singola dose, la concentrazione dei salicilati nel sangue aumenta nel giro di due ore, anche se il raggiungimento del picco può essere ritardato di 12 ore o più tramite l’assunzione di preparazioni dotate di rivestimento enterico o a rilascio prolungato. L’ingestione di quantità eccessive di salicilati in breve tempo (avvelenamento acuto) o l’assunzione prolungata nel tempo
(avvelenamento cronico) può comportare la comparsa di segni e sintomi associati con la tossicità da salicilati.  salicilati sono metabolizzati dal fegato ed eliminati tramite l’urina. La capacità dell’organismo di rimuovere efficientemente i salicilati è influenzata dal pH ematico e urinario (acidità/alcalinità) e dalla funzionalità epatica e renale. Individui con insufficienza renale o epatica possono risultare maggiormente esposti alla tossicità da salicilati.
L’avvelenamento da salicilati è una condizione grave che spesso richiede il ricovero in ospedale e un attento monitoraggio. Nei casi più gravi lo sbilanciamento dell’equilibrio acido-base può peggiorare in maniera progressiva determinando squilibrio elettrolitico (ipercaliemia), ipoglicemia e disidratazione e progredire verso convulsioni, allucinazioni, delirio, coma e addirittura morte. Sia la tossicità acuta che quella cronica presentano sintomi simili, ma la tossicità cronica è associata a livelli più bassi di salicilati. Inoltre, la tossicità cronica si verifica con maggior probabilità negli anziani, causando delirio, perdita di energie, accumulo di liquidi nei polmoni
(edema polmonare), insufficienza renale, squilibrio acido-base e/o elettrolitico. Molti di questi sintomi sono già presenti nelle persone anziane che non assumono salicilati, pertanto, rilevare la presenza di un’overdose/avvelenamento da salicilati in questi soggetti può rivelarsi difficile. 
Se usata con attenzione e seguendo le indicazioni relative al dosaggio appropriato, le dosi
terapeutiche di salicilati risultano essere efficaci e sicure per la maggior parte degli adulti. Tuttavia, problemi con l’assunzione dei salicilati possono derivare dalla combinazione inconsapevole di più prodotti che li contengono.
 Molti farmaci da banco contengono salicilati e l’assunzione simultanea di più di questi prodotti può causare, senza che il paziente se ne accorga, un effetto cumulativo che porta a un’assunzione eccessiva di tali sostanze.
 La vasta disponibilità e l’uso diffuso dei salicilati può indurre la falsa convinzione che si tratti di farmaci del tutto innocui.
 Un dosaggio superiore a quello raccomandato, o l’assunzione troppo frequente, può invece provocare un’overdose, specialmente in chi, non trovando sollievo con una sola dose, tende a ripetere l’assunzione.
 Nelle persone anziane, le conseguenze di un sovradosaggio possono essere aggravate dalla presenza di altre patologie e da condizioni generali di salute compromesse, che possono ridurre la capacità dell’organismo di eliminare i salicilati in modo efficace.

L’assunzione di aspirina non è raccomandata nei bambini e negli adolescenti per il rischio di sviluppare la  sindrome  di Reye, una patologia caratterizzata da danneggiamento acuto dell’ encefalo , associato a cambiamenti nel comportamento, nausea, vomito e disfunzione epatica potenzialmente letali. Poiché a questa categoria di persone non viene di solito prescritta l’assunzione di aspirina, l’avvelenamento da salicilati può derivare da ingestione accidentale o intenzionale. Le creme ad uso topico contenenti
metil-salicilati destano particolare preoccupazione per l’alto dosaggio di farmaco contenuto al loro interno

Quali informazioni è possibile ottenere?

Questo test viene utilizzato per individuare livelli eccessivi di salicilati nel sangue. Può essere impiegato in diversi contesti:
 Per supportare la diagnosi di un’overdose da salicilati (intossicazione): viene spesso richiesto in combinazione con altri esami di approfondimento, soprattutto nell’ambito degli screening tossicologici d’urgenza, sulla base dei sintomi clinici presentati dal paziente.
 Per monitorare nel tempo le concentrazioni di salicilati nel sangue: in caso di rilevamento di livelli tossici, è necessario eseguire il test a intervalli regolari per osservare l’andamento delle concentrazioni—valutando se stanno aumentando, hanno raggiunto un picco oppure stanno diminuendo. Queste informazioni sono fondamentali per valutare le condizioni generali del paziente e definire la strategia terapeutica più appropriata.
 Per controllare eventuali overdose in pazienti in trattamento con aspirina (acido acetilsalicilico): il test consente di verificare se i livelli di salicilati rientrano nell’intervallo terapeutico oppure se indicano un’assunzione eccessiva. Questo tipo di monitoraggio è particolarmente utile nei pazienti che hanno modificato il proprio stato di salute o la terapia, ad esempio iniziando l’assunzione di altri farmaci.

Quando viene prescritto?

Il test dei salicilati può essere richiesto nel caso in cui si sospetti l’ingestione di grandi quantità di aspirina o di altri farmaci contenenti salicilati. Solitamente, il test viene effettuato su un campione di sangue prelevato dopo almeno 4 ore dall’assunzione, se nota. I test effettuati prima di questo intervallo forniscono risultati difficili da interpretare.

Il test viene prescritto in presenza di sintomi associati ad un’overdose acuta o cronica di salicilati. Generalmente, in caso di tossicità acuta, i sintomi compaiono 3-8 ore dopo l’assunzione ed includono:

  • Nausea e vomito
  • Iperventilazione; meno comune nei bambini
  • Ronzio nelle orecchie (acufene)
  • Sudorazione
  • Brividi
  • Stato confusionale

Altri sintomi che possono comparire sono:

  • Cefalea
  • Agitazione
  • Convulsioni
  • Allucinazioni
  • Tachicardia
  • Letargia
  • Coma
  • Sordità
  • Ipertermia, in particolare nei bambini piccoli con gravi effetti tossici
  • Difficoltà respiratorie dovute all’accumulo di liquidi nei polmoni (edema polmonare)
  • Sanguinamento (raro)

Il test può essere effettuato anche nel caso in cui vi sia il sospetto che il paziente abbia assunto consapevolmente dosi eccessive di salicilati, come tentativo di suicidio.
In presenza di tossicità acuta, il medico può richiedere controlli ripetuti ogni 2-3 ore per
monitorare la diminuzione dei livelli di salicilati, valutando come indice di miglioramento
due misurazioni consecutive in calo rispetto al valore di picco. Inoltre, è fondamentale un
monitoraggio costante dei segni clinici di avvelenamento.

Per i pazienti che assumono salicilati su prescrizione medica in modo cronico, il medico
può programmare controlli periodici per individuare eventuali segni di tossicità, anche in
assenza di sintomi evidenti. In questi casi, i disturbi possono manifestarsi lentamente e in
modo aspecifico, sovrapponendosi a quelli di altre patologie.

Cosa significa il risultato del test?

Le concentrazioni terapeutiche dell’aspirina e degli altri salicilati variano in base all’indicazione clinica per cui vengono assunti. Per questo motivo, l’interpretazione dei risultati del test deve sempre tener conto della storia clinica del paziente e dei segni e sintomi presenti. Bassi livelli ematici di salicilati possono essere sufficienti per ottenere effetti analgesici o per ridurre il rischio di trombosi. Tuttavia, in condizioni specifiche, come nel trattamento dell’infiammazione in malattie reumatiche (es. artrite), possono essere necessarie concentrazioni più elevate, che potrebbero comportare anche la comparsa di effetti indesiderati.

La comparsa e l’intensità dei sintomi variano da persona a persona. In alcuni casi, effetti
collaterali possono manifestarsi anche a livelli considerati terapeutici per il trattamento
delle infiammazioni, generalmente oltre i 100–300 mg/L di salicilati nel sangue. Ciò è
particolarmente frequente nei pazienti con compromissione epatica o renale. In generale,
però, la gravità degli effetti collaterali tende ad aumentare proporzionalmente alla
concentrazione dei salicilati.

La tabella seguente riassume alcuni possibili risultati del test. I valori riportati si riferiscono
in genere a campioni di sangue prelevati circa 4 ore dopo l’assunzione del farmaco.

Concentrazione di Salicilati in mg/dLConcentrazione di Salicilati in mg/LInterpretazione dei risultati
 2-1020-100Intervallo terapeutico per la cura del dolore (analgesia)
10-30100-300Concentrazioni anti-infiammatorie; potrebbero comparire alcuni sintomi di tossicità come cefalea, acufene o vertigini
Maggiore di 30Maggiore di 300Tossico

Nota: alcuni laboratori riportano il risultato in milligrammi per decilitro (mg/dL) mentre altri in microgrammi per millilitro (mg/L). Questi valori si differenziano per un fattore 10.

L’aumento dei livelli di salicilati nel sangue (senza l’assunzione di ulteriore farmaco) indica che il picco massimo di concentrazione non è ancora stato raggiunto. Nei soggetti sani, la concentrazione di salicilati nel sangue raggiunge il picco nel giro di due ore. Tuttavia, in caso di ingestione di grandi quantità di pillole o compresse, possono formarsi masse dure e solide (concrezioni o bezoari) che ritardano il raggiungimento del picco di sei ore o più. Il raggiungimento del picco può essere ritardato tramite l’assunzione di preparazioni dotate di rivestimento enterico o a rilascio prolungato.

La diminuzione invece indica che l’eccesso di farmaco è in corso di eliminazione dall’organismo e che l’overdose sta procedendo verso la risoluzione. La risoluzione è confermata dalla presenza di due risultati consecutivi in diminuzione rispetto al picco.

C’è altro da sapere?

È importante verificare se i farmaci assunti abitualmente, sia con che senza prescrizione medica, contengono salicilati. Non devono essere assunti contemporaneamente più farmaci contenenti salicilati.

L’aspirina non deve essere assunta per un tempo prolungato senza le indicazioni del medico curante e non deve MAI essere somministrata a bambini o adolescenti a meno di precise indicazioni fornite dal clinico. L’aspirina non deve essere assunta insieme a bevande alcoliche, che possono aumentare il rischio di sanguinamento dello stomaco. Nel caso in cui si sospetti un’overdose da aspirina, è necessario rivolgersi immediatamente al medico curante della persona interessata.

I salicilati, inclusa l’aspirina, fanno parte di un gruppo di farmaci detti FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei). Soggetti con asma e polipi nasali possono risultare ipersensibili ai salicilati e ad altri FANS. Inoltre, l’uso di FANS non è raccomandato in pazienti affetti da patologie epatiche o renali, disturbi emorragici, che assumono altri farmaci contenenti salicilati e nelle donne in corso di gravidanza o allattamento.

Talvolta l’avvelenamento da salicilati può comportare rabdomiolisi, ossia la rottura del tessuto muscolare.

Coloro che assumono aspirina con regolarità dovrebbero sottoporsi al test dei salicilati?

L’assunzione occasionale del farmaco in maniera moderata sotto la supervisione del medico curante, o comunque di una sola compressa al giorno, non dovrebbe richiedere alcun monitoraggio. La maggior parte delle persone non necessitano di questo test, a meno che non ingeriscano in maniera accidentale una grande quantità di salicilati e/o non sviluppino effetti collaterali.

L’assunzione di aspirina a dosaggi normali può comportare problemi?

L’assunzione occasionale di aspirina alle dosi raccomandate in genere non comporta la comparsa di effetti collaterali. Talvolta le complicanze, come un eccessivo sanguinamento, possono comparire in soggetti che assumono in maniera cronica l’aspirina, come i pazienti affetti da artrite reumatoide. L’assunzione regolare di aspirina dovrebbe essere effettuata sempre sotto la supervisione medica. L’assunzione di aspirina a basse dosi (aspirinetta) per la prevenzione dell’infarto cardiaco è generalmente sicura, ma richiede comunque la supervisione medica.

Coloro che assumono aspirina a basso dosaggio per prevenire infarti cardiaci dovrebbero essere monitorati?

No, in genere non è necessario dato il basso rischio di effetti tossici. Tuttavia, l’efficacia terapeutica del farmaco nel ridurre il rischio di infarto cardiaco può essere determinata tramite la valutazione della funzionalità piastrinica. L’aspirina diminuisce il rischio di trombosi e di infarto cardiaco tramite l’inibizione dell’attivazione e/o aggregazione piastrinica. Pertanto, il monitoraggio della terapia anti-piastrinica (inclusa quella con aspirina) spesso si avvale dei test di funzionalità piastrinica. Per maggiori informazioni a riguardo, consultare il test sulle Piastrine.

Perché l’aspirina non deve essere somministrata ai bambini?

È stata osservata un’associazione tra l’uso di aspirina per trattare sintomi simili a quelli influenzali, come nel caso della varicella, e l’insorgenza della sindrome di Reye, una condizione rara ma grave che comporta un improvviso danneggiamento cerebrale e una compromissione della funzionalità epatica, potenzialmente fatale. Per questo motivo, l’aspirina non dovrebbe essere somministrata ai bambini, se non in presenza di un’indicazione medica precisa. Organismi come la National Reye’s Syndrome Foundation, l’U.S. Surgeon General, la Food and Drug Administration, i Centers for Disease Control and Prevention e l’American Academy of Pediatrics sconsigliano l’uso di aspirina o di prodotti che la contengono per il trattamento di sintomi parainfluenzali in bambini e adolescenti fino ai 19 anni di età.

Come viene trattata un’overdose da salicilati?

L’avvelenamento da salicilati richiede l’immediato intervento del pronto soccorso. Non esistono antidoti per questi farmaci, pertanto la terapia consiste nel cercare di aumentare l’eliminazione del farmaco dall’organismo e nel diminuirne l’assorbimento. Il tipo e l’estensione del trattamento dipende dalla gravità degli effetti tossici.

  • Nel caso in cui vi sia il sospetto che il farmaco si trovi ancora nello stomaco, al paziente può essere somministrato del carbone attivo (anche più dosi) in grado di assorbire i farmaci residui e impedire il loro assorbimento da parte dell’organismo
  • Può essere somministrato bicarbonato per correggere lo squilibrio acido-base e degli elettroliti. La soluzione contenente bicarbonato può essere somministrata per via endovenosa al fine di aumentare il pH urinario e promuovere l’eliminazione del farmaco con l’urina
  • Il trattamento dei sintomi può avvalersi anche di altri farmaci

Nel caso di avvelenamento/tossicità cronico, il farmaco può essere rimosso dal circolo ematico tramite dialisi.

In una situazione di emergenza, il test dei salicilati può essere richiesto insieme ad altri
test, quali:
 Emogasanalisi ed elettroliti per valutare l’ossigenazione e l’equilibrio acido-base
 Urea e creatinina per la valutazione della funzionalità renale
 Analisi dell’urina per la valutazione del pH
 Glucosio per rilevare l’eventuale presenza di ipoglicemia
 Pannello epatico per valutare la funzionalità epatica (AST, ALT)
 Test coagulativi (PT,  aPTT  e conta piastrinica)

Quali altri test possono essere prescritti in corso di overdose o emergenza?

In una situazione di emergenza, il test dei salicilati può essere richiesto insieme ad altri test, quali:

– Test coagulativi (PT, aPTT e conta piastrinica)
Emogasanalisi ed elettroliti per valutare l’ossigenazione e l’equilibrio acido-base
– Urea e creatinina per la valutazione della funzionalità renale
Analisi dell’urina per la valutazione del pH
Glucosio per rilevare l’eventuale presenza di ipoglicemia
Pannello epatico per valutare la funzionalità epatica (AST, ALT)

In cosa consiste il test di Trinder?

Il test di Trinder è un test di screening che può essere eseguito per rilevare la presenza di salicilati nell’urina. Se il test risulta positivo, si può procedere verificando la presenza di salicilati nel sangue.

Documenti, Documenti SIBioC e Intersocietari
Estratti Biochimica Clinica (Rivista Ufficiale di SIBioC – Medicina di Laboratorio)

Fonti utilizzate nella revisione corrente

Current review performed by Cierra N. Sharp, PhD, NRCC.

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