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APOE

Noto anche come: APOE, Rischio cardiaco
Nome ufficiale: Genotipizzazione dell’Apolipoproteina E
Ultima Revisione: 29 ottobre 2025

NB: Se si stavano cercando informazioni relative alla genotipizzazione dell’APOE per valutare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, visitare la sezione APOE genotipo, malattia di Alzheimer


Revisore:

Dr. Stefano Giovanni Signorini – GdSintersocietario Biochimica Clinica e Metabolismo del Tessuto Osseo e del Tessuto Muscolare.


Perché?

Il test permette di identificare le varianti genetiche del gene APOE che codifica la Apolipoproteina E.  

La genotipizzazione APOE è spesso usata all’interno di protocolli di ricerca per il sostegno nella comprensione del ruolo dei fattori genetici nelle patologie cardiovascolari. Nella pratica clinica può essere usato per la conferma di diagnosi di iperlipoproteinemia (nota anche come dislipoproteinemia familiare).

Quando?

Quando il clinico sospetti la presenza di una componente ereditaria nell’ipercolesterolemia e nell’ipertrigliceridemia o in presenza di lesioni di colorito giallastro, chiamate xantomi, sulla pelle.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

La preparazione

No, nessuna.

L’Apolipoproteina E (ApoE) è una proteina che favorisce il trasporto dei lipidi (acidi grassi e colesterolo) nel sangue. È riconosciuta da specifici recettori presenti sulla superficie delle cellule; il legame con tali recettori permette l’ingresso dei lipidi all’interno delle cellule, dove vengono usati o immagazzinati, o ne stimola il passaggio e quindi l’escrezione nel fegato.

La proteina ApoE ha tre forme genetiche caratterizzate da una composizione aminoacidica leggermente differente: ApoE2 (cys112, cys158), ApoE3 (cys112, arg158), e ApoE4 (arg112, arg158). La forma ApoE3 è quella più comune. La forma ApoE2, se confrontata con ApoE3, è scarsamente riconosciuta dai recettori di superficie cellulare. ApoE4 invece lega fortemente i recettori.

Esistono 3 forme alleliche del gene codificante per l’ApoE, chiamate e2, e3 e e4. Ciascuna persona eredita un allele da ciascun genitore. Una persona con la stessa forma allelica nei due cromosomi omologhi (quello di origine paterna e quello di origine materna), viene detta omozigote e può avere un assetto genetico e2/e2, e3/e3 o e4/e4. Gli eterozigoti invece possiedono due forme alleliche differenti, e possono essere: e2/e3, e3/e4, e2/e4. La frequenza dei diversi alleli del gene APOE dipende anche dall’etnia. Nella popolazione europea la frequenza dell’allele e4 diminuisce da nord verso sud in modo graduale.

Il test del genotipo di APOE analizza il DNA di un individuo per determinare quali forme di APOE (alleli) siano presenti. Il genotipo più comune è APOE e3/e3 (osservato in più della metà della popolazione) ed è considerato un genotipo “neutrale”. I rischi di patologia cardiovascolare sono considerati pari a quelli della popolazione generale.

Il genotipo APOE e4 (come e4/e4 o e4/e3) è presente nel 25% della popolazione ed è associato ad un aumentato rischio di aterosclerosi. Le persone portatrici di questi genotipi e abituate ad una dieta ricca di grassi saturi, hanno una maggiore probabilità di avere livelli elevati di LDL- C (“colesterolo cattivo”) e di trigliceridi. La concentrazione di colesterolo totale e colesterolo LDL aumenta passando dal genotipo apoE2/2, apoE2/3, apoE2/4, apoE3/3, apoE3/4 fino apoE4/4. Sulla base di studi effettuati su popolazioni d soggetti centenari, la variante APOE2 è anche associata ad una maggiore longevità.

Le persone portatrici di un allele APOE e2 tendono ad avere concentrazioni più basse di LDL-C ma elevate di trigliceridi. Il genotipo APOE e2 è associato anche ad iperlipoproteinemia/iperlipidemia di tipo III (HPL III o disbetalipoproteinemia), una rara patologia ereditaria che causa la formazione di depositi giallastri sulla pelle chiamati xantomi, all’aumento dei trigliceridi nel sangue e all’aterosclerosi con esordio precoce. Sebbene gran parte delle persone affette da iperlipoproteinemia di tipi III sia omozigote per l’allele e2 (e2/e2), meno del 10% delle persone con genotipo e2/e2 sviluppano iperlipoproteinemia/ iperlipidemia di tipo III.

Quali informazioni è possibile ottenere?

Sebbene la genotipizzazione di APOE sia prevalentemente eseguita a scopo di ricerca, può essere utilizzata anche clinicamente come supporto alla diagnosi e al trattamento di iperlipidemia.

Il test APOE può essere un utile sostegno diagnostico per l’ipelipoproteinemia di tipo III (HPL III o disbetalipoproteinemia) in un individuo con sintomi che suggeriscano la presenza della patologia, ma anche un ausilio nella valutazione del rischio di manifestare la patologia negli altri membri della famiglia. Si tratta di una rara patologia ereditaria caratterizzata da depositi di grassi giallastri sulla pelle chiamati xantomi, oltre che da alte concentrazioni di trigliceridi nel sangue e aterosclerosi a manifestazione precoce. Altre mutazioni dovrebbero tuttavia essere ricercate nei soggetti che non sono omozigoti per apoE2.

La genotipizzazione di APOE può essere di aiuto nelle scelte terapeutiche dell’iperlipidemia.

In presenza di elevate concentrazioni di colesterolo e di trigliceridi, il trattamento di prima scelta per la diminuzione del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari (CVD) è di solito rappresentato dalle statine. Tuttavia il genotipo di APOE è in parte responsabile della grande variabilità di risposta a questi farmaci. I portatori dell’allele e2 mostrano in genere una maggior riduzione dei livelli di LDL-C rispetto ai portatori dell’allele e4. Tuttavia, se i livelli basali di DLD-C sono sostanzialmente superiori nei portatori di e4, questi soggetti possono avere percentuali di riduzione di LDL-C superiori in risposta alla terapia con statine rispetto ai non portatori di e4. In alcuni studi su pazienti infartuati è stata evidenziato che l’allele e4 è un determinante della risposta terapeutica in termini di sopravvivenza. Al momento l’utilità clinica di questo tipo di informazione è ancora dubbia.

Quando viene prescritto?

Come test per la valutazione del metabolismo lipidico o del rischio cardiovascolare, la genotipizzazione di APOE viene richiesta in presenza di:

  • Lesioni cutanee giallastre chiamate xantomi che il clinico sospetti essere dovute a iperlipoproteinemia di tipo III.
  • Concentrazioni significativamente elevate di colesterolo e di trigliceridi che non si modificano con la variazioni delle abitudini alimentari e dello stile di vita
  • Familiari di una persona nota per avere un genotipo APOE e2/e2 dei quali il clinico voglia valutare il rischio cardiovascolare.
Cosa significa il risultato del test?

Il genotipo più comune è APOE e3/e3. APOE e3 è associato ad un metabolismo lipidico normale e non dovrebbe avere alcun impatto genetico sul rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Il genotipo APOE e4 (e4/e4 o e4/e3) si trova in circa il 25% della popolazione ed è associato ad un aumentato rischio di aterosclerosi. Le persone con questo genotipo potrebbero essere predisposte ad avere concentrazioni significativamente elevate di LDL-C (“colesterolo cattivo”) e di trigliceridi, in caso di dieta ricca di acidi grassi saturi.

Le persone con gli alleli APOE e2/e2 tendono ad avere basse concentrazioni di LDL-C ma alte di trigliceridi. Il genotipo APOE e2 è inoltre associato a iperlipoproteinemia/iperlipidemia di tipo III. Le persone con gli alleli APOE e2/e2 hanno un aumentato rischio di sviluppare patologie cardiovascolari prematuramente, ma possono anche non svilupparle mai. La genotipizzazione di APOE fornisce informazioni aggiuntive e, se in presenza dei sintomi, può essere una conferma diagnostica di iperlipoproteinemia di tipo III.

C’è altro da sapere?

La genotipizzazione di APOE non è disponibile in tutti i laboratori. Se necessario, il campione può dover essere inviato ad un centro specializzato e la consegna del referto potrebbe richiedere un po’ di tempo.

Le alterazioni nelle concentrazioni lipidiche non portano direttamente a patologie vascolari o all’aterosclerosi. Anche altri fattori, come l’obesità, il diabete, e l’ipotiroidismo, possono giocare un ruolo nello sviluppo di queste patologie. I test APOE permettono di definire il genotipo per i 3 alleli principali (e2, e3, e4), ma non rilevano necessariamente tutte le mutazioni del gene che possono portare a iperlipoproteinemia di tipo III o ad altre patologie correlate. Perciò un risultato negativo non esclude necessariamente lo status di portatore.

Domande Frequenti

Dovrebbero sottoporsi tutti al test?

No, il test non è adatto allo screening sulla popolazione generale. Deve essere utilizzato in situazioni molto specifiche per fornire al medico informazioni addizionali sulle possibili cause genetiche delle anomalie lipidiche osservate.

Potrebbe essere necessario eseguire il test più di una volta?

No. Ciascun individuo eredita una copia del gene APOE da ogni genitore e il genotipo non cambia.

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