Nome ufficiale
RSV, virus respiratorio sinciziale
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
15.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare se neonati, anziani o pazienti immunocompromessi sono stati infettati dal virus respiratorio sinciziale (RSV) e per identificare eventuali infezioni di comunità, specie in determinate stagioni.

Quando Fare il Test?

In genere si effettua durante la stagione in cui il rischio di contrarre il virus è maggiore (periodo che inizia nella stagione autunnale e si esaurisce alla fine della primavera) per stabilire se sintomi come rinorrea, congestione, tosse e dispnea sono effettivamente dovuti all’infezione da RSV o ad altre cause.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

In genere un aspirato o un lavaggio nasale; più raramente un tampone naso-faringeo.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Questo esame di laboratorio si usa per identificare il virus respiratorio sinciziale (RSV) che determina una infezione respiratoria molto diffusa. RSV tende ad avere una certa stagionalità, causando epidemie nei bambini, negli anziani e nei pazienti immunocompromessi che tipicamente iniziano a Novembre/Dicembre e si esauriscono all’inizio della primavera. In questi gruppi ad alto rischio l’RSV può causare polmoniti e bronchiti. I pazienti affetti possono manifestare sintomi come tosse persistente, difficoltà respiratorie e febbre alta. Ogni anno circa 100.000 persone sono ospedalizzate per infezioni dovute a RSV, si contano circa 11.000 decessi all’anno per le complicazioni di questa infezione e la maggior parte dei decessi colpisce i soggetti anziani.

Il test per RSV individua il virus presente nelle secrezioni nasali e/o respiratorie dei soggetti che hanno contratto l’infezione. Dal momento che la carica virale identificabile è emessa nelle secrezioni nasali solo per pochi giorni dal momento del contagio, l’esame dovrebbe essere effettuato proprio in questo periodo di tempo. Ci sono diversi metodi che identificano la presenza del virus, il più diffuso è il test rapido per l’antigene RSV. Questo test può essere effettuato ambulatorialmente e i risultati sono disponibili in circa un’ora. Oppure è possibile utilizzare tests che danno risultati in un tempo più lungo ma che hanno una maggiore sensibilità. I risultati di questo test sono disponibili normalmente in pochi giorni.

In certi casi si può utilizzare la coltura virale (per aumentare il numero di particelle virali nel campione e dunque la sensibilità dell’esame) o test molecolari finalizzati all’identificazione del genoma del virus. Con questi due tipi di indagine si ha il vantaggio di identificare non soltanto RVS ma anche altri virus respiratori che potrebbero essere presenti.  D’altra parte questi test non sono disponibili in tutti i laboratori e inoltre richiedono tempi più lunghi rispetto ai test rapidi. Ciò li rende meno utili dal punto di vista clinico nella valutazione di un singolo paziente; il loro uso invece è di maggiore utilità nell’identificare infezioni di comunità o epidemie in particolari ambienti come scuole o asili nido.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    L’esame è effettuato il più delle volte su un aspirato o un lavaggio nasale. Si introduce una piccola quantità di soluzione salina nella cavità nasale e si procede con una leggera aspirazione.

    Altrimenti in certi casi può essere effettuato un tampone nasofaringeo ma questo metodo ha lo svantaggio di diminuire la quantità di virus presente nel campione. Siinserisce un tampone sterile e flessibile attraverso la narice nel naso-faringe e si fa ruotare lievemente per alcuni secondi.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Non è richiesta una specifica preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’esame per l’RSV viene eseguito durante la stagione in cui è maggiore l’incidenza di questa infezione per favorire la diagnosi in pazienti che mostrano sintomi di variabile gravità coinvolgenti il tratto delle basse vie respiratorie. In primo luogo è prescritto ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i due anni, ai pazienti anziani e a quei pazienti con una compromissione del sistema immunitario, come per esempio i pazienti con pregressa malattia polmonare e pazienti trapiantati. Gli adolescenti e il resto della popolazione generale non sono di routine sottoposti a questo test poiché la maggioranza di questi riferirà sintomi che coinvolgono le alte vie respiratorie come rinorrea, starnuti, tosse, mal di gola e febbre.

    Il test per RSV è usato anche per documentare la diffusione dell’infezione da RSV nella popolazione. Poiché nella maggioranza dei casi l’infezione è autolimitante, l’obbiettivo del sistema sanitario è quello di contenere e limitare la diffusione del RSV per limitare l’infezione dei pazienti a rischio. Il trattamento dell’infezione dell’RSV è in primo luogo sintomatico per diminuire il dolore, la febbre e la dispnea. Spesso al test per l’RSV può essere associata la ricerca dei virus influenzali, qualora sia stato accertato che entrambi i virus sono presenti nella comunità.

    La coltura virale o la ricerca del materiale genetico possono essere usati per identificare altre infezioni virali che possono causare i sintomi clinici simili a RSV.

  • Quando viene prescritto?

    L’esame per RSV viene prescritto durante le stagioni fredde e all’inizio della primavera.Sono sottoposti all’esame quei pazienti, in genere bambini o anziani, che presentano un'infezione alle basse vie respiratorie e sintomi quali dispnea, tosse severa, affanno (soprattutto nei bambini), febbre, emicrania, gola irritata.

    Se nella comunità è stato inoltre identificato anche il virus dell’influenza è possibile richiedere anche il test per l’influenza per stabilire quale sia la causa dell’infezione in un dato soggetto. Quando non è chiara la causa dell’infezione, si possono eseguire anche degli esami volti ad identificare infezioni batteriche, come ad esempio il test per la ricerca dello Streptococco A.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Se il test per RSV è positivo, è verosimile supporre che il paziente abbia un’infezione dovuta a questo agente patogeno. Una coltura virale o un test genetico positivi possono confermare la diagnosi. La presenza di un test per RSV positivo non può tuttavia aggiungere informazioni circa la durata e la gravità della malattia. Normalmente i sintomi si sviluppano 4-6 giorni dopo il contagio.

    Un test rapido negativo per RSV può significare o che l’infezione sia dovuta a qualche altro patogeno o che la carica virale era così bassa che non è stata identificata. Basse carche virali possono essere causate o dalla raccolta di un campione di quantità esigua o perché non vengono emesse con le secrezioni quantità di virus tali da essere identificabili con questo metodo. Gli adulti in genere tendono ad avere una carica virale più scarsa nelle loro secrezioni rispetto ai bambini, inoltre chi è stato infettato da diversi giorni emette una carica virale  più bassa rispetto a chi è stato infettato più recentemente.

  • C’è altro da sapere?

    La maggior parte delle infezioni dovute ad RSV si risolvono in 2-3 settimane. I soggetti che vengono reinfettati con ceppi differenti di RSV tendono ad avere sintomi meno severi rispetto alla prima infezione. Poiché i sintomi sono così lievi, questi casi di reinfezione sono in genere ritenuti “colpi di freddo”, non sono diagnosticati e vengono trattati con rimedi casalinghi.

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Domande Frequenti
  • Esiste un esame del sangue per identificare RSV?

    Ci sono esami sierologici per identificare la presenza di anticorpi antiRSV in seguito all’attivazione del sistema immunitario. Questo esame, però, è in grado di identificare precedenti esposizioni al virus ma non è considerati di particolare utilità clinica per la diagnosi di un’infezione attiva.

  • Esiste un vaccino come quello influenzale per prevenire infezione da RSV?

    Attualmente no. Tuttavia molte linee di ricerca sono rivolte in questa direzione.
     

  • Gli antibiotici sono utili nel caso di infezione da RSV?

    No. L’infezione da RSV è dovuta ad un virus non ad un batterio quindi la terapia antibiotica non è indicata. Può essere utile solo in caso di complicanze. Esiste una terapia farmacologica a breve termine che viene prescritta ai pazienti ad alto rischio. Questa terapia non previene e non cura l’infezione da RSV ma minimizza il coinvolgimento delle basse vie respiratorie, riducendo il rischio di ospedalizzazione di questi soggetti.

    Questo tipo di immunoterapia può essere somministrata nei reparti di terapia intensiva ai neonati durante la diffusione dell’infezione da RSV. I neonati prematuri sono particolarmente suscettibili all’infezione da RSV.

Fonti

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