Noto anche come
Ricerca di uova e parassiti nelle feci; O&P
Nome ufficiale
Esame coproparassitologico
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
20.04.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per la ricerca di parassiti gastrointestinali.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui il paziente presenti diarrea protratta per più giorno e/o abbia sangue o muco nelle feci, in modo particolare in seguito all’assunzione di acqua non potabile durante un campeggio o in corso di viaggi in paesi a rischio.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di feci fresco consegnato al laboratorio entro due ore dalla raccolta o un campione di feci raccolto in un tampone preservante. Talvolta può essere richiesta la raccolta di campioni multipli in giorni differenti.

 

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Il canale digerente può essere infettato da un grande numero di parassiti differenti (infezioni gastrointestinali). La ricerca di uova e parassiti nelle feci (esame corpoparassitologico) consiste in una valutazione al microscopio del campione di feci, alla ricerca di uova e/o parassiti (O&P) che possono essere presenti nel tratto gastrointestinale e causare sintomi come la diarrea. Le uova e i parassiti vengono rilasciati dal canale digerente nelle feci.

Per l’esecuzione dell’esame, viene posto su un vetrino un sottile strato di feci fresche o in tampone preservante che viene quindi colorato e osservato al microscopio da un laboratorista esperto, alla ricerca dei parassiti e/o delle loro uova o cisti, ossia delle formazioni resistenti nelle quali possono essere racchiusi i parassiti. Ciascun parassita/uovo/ciste ha forma, dimensioni e caratteristiche peculiari che permettono di discriminarne la diverse specie.

Gli esseri umani possono essere infettati da un gran numero di parassiti. Ciascun tipo di parassita ha un proprio ciclo vitale e processo maturativo e può vivere in uno o più ospiti. Alcuni parassiti permangono a lungo in ospiti intermedi (o secondari), come una pecora, una mucca, un serpente, prima di infettare l’ospite definitivo o primario che è l’uomo. Alcuni parassiti possono invece infettare l’uomo in maniera accidentale (ospite accidentale). Alcuni parassiti sono costituiti da singole cellule (monocellulari) mentre altri hanno l’aspetto vermiforme (elminti). Molti parassiti cambiano aspetto durante le varie fasi maturative, le cui più comuni sono la forma matura, quella di ciste e/o di uova. Alcuni parassiti attraversano anche una fase larvale, ossia una forma intermedia tra lo stadio di uova e la forma matura. Le uova sono generalmente più resistenti e possono rimanere nell’ambiente anche per diverso tempo senza la necessità di un ospite, pur mantenendo le capacità infettive.

La maggior parte delle infezioni gastrointestinali parassitarie sono dovute all’assunzione di acqua o cibo contaminato con le uova. Le uova e i parassiti rilasciati nelle feci di persone o animali infetti possono contaminare ulteriormente acqua, cibo o superfici e diffondere l’infezione. La contaminazione è però del tutto invisibile: l’acqua e/o il cibo contaminato appaiono normali. Le persone che entrano in contatto con acqua o cibo contaminato possono infettarsi e, in assenza di un’accurata sanificazione (attenta detersione delle mani e cura nella preparazione dei cibi), possono diffondere l’infezione parassitaria.

Le infezioni parassitarie possono essere particolarmente preoccupanti per alcuni gruppi di persone, come i neonati, gli anziani e le persone con il sistema immunitario compromesso. In queste persone l’infezione da parassiti può sfociare in gravi complicanze.
Il sintomo più comune associato ad un’infezione parassitaria è la diarrea prolungata, con talvolta sangue e/o muco nelle feci, dolore addominale e nausea. Questi sintomi generalmente persistono per giorni o settimane dall’esposizione. Alcune persone possono anche sviluppare mal di testa e febbre mentre altre persone possono essere asintomatiche.

La diarrea protratta per più di qualche giorno, può portare a perdita di peso, disidratazione e conseguente sbilanciamento degli elettroliti; queste condizioni sono particolarmente preoccupanti per i bambini, le persone anziane e le persone con il sistema immunitario compromesso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie diarroiche dovute alla contaminazione di cibo e acqua, incluse quelle da parassiti, uccidono nel mondo circa 2 milioni di persone ogni anno.

I parassiti più comuni in Europa sono parassiti monocellulari appartenenti alla specie Giardia e Cryptosporidium.  Questi parassiti sono diffusi in tutto il mondo, anche nei fiumi e laghi più remoti e incontaminati e possono contaminare piscine, vasche idromassaggio e talvolta anche catene idriche pubbliche.
In molti casi le cisti di Giardia possono sopravvivere nelle acque contaminate per settimane o mesi, essendo anche resistenti al cloro. Pertanto il numero delle persone infettate da questi parassiti tende ad aumentare durante la stagione estiva, quando molte persone si dedicano a molteplici attività all’aria aperta come gite, trekking o nuoto, durante le quali possono bere consapevolmente o accidentalmente acque contaminate o mangiare cibi contaminati.

Le persone che si recano nei paesi in via di sviluppo sono maggiormente esposti ad una grande varietà di parassiti. Nelle zone con clima caldo-umido e con un inefficace trattamento delle acque reflue, i parassiti sono molteplici e possono essere presenti anche un’ampia gamma di parassiti vermiformi quali platelminti (vermi piatti) e nematodi (vermi cilindrici) tra i quali ascaridi e anchilostomi, che possono parassitare l’intestino e altre regioni dell’organismo. I viaggiatori in genere possono infettarsi con questi parassiti tramite l’assunzione di cibi o bevande contaminate con le uova del parassita, talvolta anche semplicemente bevendo una bevanda fresca con i cubetti di ghiaccio contaminati o mangiando un’insalata. Esistono però anche dei piccoli parassiti in grado di penetrare attraverso la pelle dei piedi nel caso in cui la persona cammini a piedi nudi in zone contaminate.

Nel caso in cui una persona guarisca dai sintomi entro pochi giorni senza complicazioni, può non essere necessario alcun trattamento farmacologico né esame coproparassitologico. Tuttavia, in presenza di gravi sintomi come diarrea ininterrotta con muco e/o sangue, deve essere richiesto un esame coproparassitologico, in modo particolare nei viaggiatori che abbiano sviluppato questi sintomi dopo l’assunzione di cibi o bevande potenzialmente contaminate.
Per una migliore diagnosi, l’esame coproparassitologico dovrebbe essere richiesto in associazione ad altri esami (pannello dei patogeni gastrointestinali) volti ad identificare eventuali altri patogeni responsabili della sintomatologia, come batteri e virus.

L’identificazione delle specie microbiche può essere effettuata tramite esami colturali o test immunochimici.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Viene raccolto un campione di feci in un contenitore pulito. Il campione di feci non deve essere contaminato con acqua o urine e, dopo la raccolta, deve essere portato al laboratorio entro due ore o trasferito in uno specifico tampone preservante.

    Spesso vengono richiesti campioni multipli. In questo caso la raccolta deve essere effettuata in giorni differenti in momenti diversi della giornata poiché i parassiti potrebbero essere eliminati nelle feci in maniera intermittente e quindi non essere sempre presenti nel campione di feci. L’esecuzione dell’esame su campioni multipli aumenta le probabilità di rilevare i parassiti eventualmente presenti.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

     

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’esame per la ricerca di uova e parassiti viene utilizzato per rilevare la presenza di parassiti nei campioni di feci e come supporto alla diagnosi di infezioni del tratto gastrointestinale. Poiché le infezioni gastrointestinali possono essere dovute a molti agenti patogeni, la corretta diagnosi prevede la richiesta di un pannello di esami per la ricerca di patogeni gastrointestinali e/o l’esame colturale delle feci (coprocoltura).

    Il pannello di esami per la ricerca di patogeni gastrointestinali viene effettuato per la ricerca simultanea di virusbatteri e parassiti che possono essere causa frequente di infezioni gastrointestinali. È un tipo di esame relativamente nuovo e non ancora diffuso. Sotto il termine “esame coproparassitologico" vengono racchiuse tutte le tecniche utilizzate per ricercare i parassiti gastrointestinali nelle feci. Generalmente questo tipo di esami prevede la ricerca diretta dei parassiti tramite esami microscopici ma talvolta può essere necessario ricercare nelle feci antigeni specifici o allestire un esame colturale. L’esecuzione del test parassitologico dovrebbe essere sempre accompagnata e guidata da informazioni di tipo clinico ed epidemiologico volte alla formulazione più dettagliata di un sospetto diagnostico.

    Molte infezioni del tratto gastrointestinale si risolvono spontaneamente senza trattamenti specifici ma con il solo ausilio di terapie di supporto. Nei soggetti sani infatti questo tipo di infezioni sono piuttosto comuni e di solito non determinano conseguenze gravi. Tuttavia esistono casi nei quali l’identificazione dell’agente patogeno responsabile dell’infezione gastrointestinale viene richiesta per guidare il trattamento terapeutico, eliminare il patogeno e limitarne la diffusione.

    Il test coproparassitologico può essere richiesto anche per monitorare l’efficacia del trattamento terapeutico contro le infezioni parassitarie.
    La ricerca degli antigeni specifici nelle feci può essere effettuata nel caso in cui nelle feci non vengano individuate uova o parassiti ma persista comunque il sospetto della loro presenza. Ma questo tipo di esame, diversamente dall’esame coproparassitologico, può essere effettuato solo per la ricerca di un numero limitato di parassiti.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’esame coproparassitologico può essere richiesto nel caso in cui vi sia il sospetto che una persona abbia ingerito acqua o cibo contaminati da parassiti e abbia segni e sintomi di un’infezione gastrointestinale, quali ad esempio:

    • Diarrea prolungata
    • Dolore addominali e crampi
    • Nausea, vomito
    • Sangue e muco nelle feci
       

    Non tutti coloro che presentano questi sintomi devono essere necessariamente sottoposti a questo tipo di esami o a trattamenti specifici. Nelle persone con il sistema immunitario normalmente funzionante, questo tipo di infezioni spesso si risolvono spontaneamente senza necessità di alcun trattamento specifico ma con la sola terapia di supporto. L’esame coproparassitologico viene normalmente richiesto nel caso in cui il paziente:

    • Presenti gravi sintomi di disidratazione, sbilanciamento degli elettroliti e/o altre complicanze
    • Sia molto giovane o anziano o presenti il sistema immunitario compromesso
    • Abbia segni e sintomi dell’infezione persistenti che non si risolvono spontaneamente
    • Sviluppi malessere in seguito a viaggi effettuati in modo particolare nei paesi in via di sviluppo
    • Abbia recentemente assunto acqua di un fiume o di un lago
    • Sia stato a contatto con qualcuno affetto da parassitosi gastrointestinale, come un familiare
       

    L’esame coproparassitologico può essere richiesto anche in seguito alla diagnosi di parassitosi gastrointestinale, per il monitoraggio dell’efficacia terapeutica.

  • C’è altro da sapere?

    Il trattamento di Giardia Cryptosporidium è di solito di tipo farmacologico. L’infezione può risolversi spontaneamente entro alcune settimane ma può avere anche una decorrenza ciclica, con ricomparsa e peggioramento dei sintomi. Nelle persone con il sistema immunitario normalmente funzionante, l’infezione da Cryptosporidium in genere si risolve spontaneamente. Nei pazienti con il sistema immunitario compromesso (come in pazienti affetti da AIDS, che sono stati sottoposti a trapianto d’organo, con il cancro ecc…) l’infezione da Cryptosporidium può essere pericolosa, cronicizzandosi a causando deperimento e malnutrizione.

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Domande Frequenti
  • Come è possible prevenire le infezioni parassitarie?

    Il modo migliore per prevenire questo tipo di infezioni consiste nell’astenersi dal consumare cibi o bevande potenzialmente contaminate. In modo particolare nel caso in cui vengano effettuati viaggi in paesi in via di sviluppo dove le bevande ghiacciate o le insalate fresche sono a rischio di contaminazione. Anche il più limpido fiume di montagna potrebbe essere contaminato, in modo partciolare da Giardia. La maggior parte dei parassiti non sono visibili ad occhio nudo, né sono rilevabili tramite il sapore o l’olfatto. Nel caso in cui un familiare sia affetto da un’infezione parassitaria, è necessario che la persona affetta e gli altri familari lavino accuratamente le proprie mani dopo essere stati in  bagno o dopo aver maneggiato dei pannolini contenenti feci, in modo da prevenire la trasmissione dei  parassiti. I pazienti affetti dovrebbero astenersi dalla preparazione dei cibi fino alla scomparsa dei sintomi.

     

  • L’esame coproparassitologico è in grado di rilevare tutti i parassiti?

    No, solo quelli in grado di infettare il canale digerente e le cui uova possono passare nelle feci. Per altri parassiti come gli ossiuri o la malaria, esistono altri test specifici.

  • Per quale motivo viene richiesto un campione di feci fresco?

    La cattiva conservazione del campione di feci può comportare il deterioramento delle strutture parassitarie con conseguente difficoltà nel riconoscere i parassiti e quindi nel rilevare l’infezione.

  • I parassiti vermiformi sono visibili nelle feci?

    La maggior parte dei parassiti sono troppo piccoli per poter essere visti ad occhio nudo. È possible però notare la presenza di fibre non digerite. L’unico modo per accertare con sicurezza la presenza o assenza dei parassiti è l’osservazione al microscopio. I parssiti infatti hanno delle caratteristiche strutturali peculiari assenti nelle fibre.

  • Oltre all’esame delle feci, può essere effettuato qualche altro esame per la ricerca di parassiti?

    Si, è possible richiedere un esame sierologico per valutare la presenza di un’infezione parassitaria in atto o passata. Un risultato sierologico positivo non è indicative di un’infezione in atto ma può indicare un’infezione pregressa o cronica. Talvolta per la ricerca dei parassiti può essere richiesta una piccolo biopsia intestinale.

  • Le infezioni parassitarie possono essere contratte più di una volta?

    Si. Può capitare ad esempio nel caso in cui all’interno di un nucleo familiare sia presente una persona con, ad esempio, giardiasi asintomatica che continui a diffondere l’infezione agli altri membri della famiglia. L’infezione può essere trasmessa fino al momento in cui questa non sia del tutto risolta.

  • Per quale motive viene sconsigliato l’utilizzo di farmaci anti-diarroici?

    Questi farmaci dovrebbero essere assunti solo sotto supervisione medica. La diarrea infatti è uno dei mezzi utilizzati dall’organismo per eliminare l’infezione. L’utilizzo di farmaci antidiarroici può quindi rallentare questo processo naturale prolungando la durata dell’infezione e talvolta anche peggiorandone gli effetti.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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