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Uova e Parassiti

Noto anche come: Ricerca di uova e parassiti nelle feci; O&P
Nome ufficiale: Esame coproparassitologico
Ultima Revisione:
  17.11.2020
Ultima Modifica: 17.11.2020

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Articolo approvato dal Comitato editoriale di labtestsonline.org ed in corso di revisione da parte del Comitato editoriale italiano

In Sintesi

Perché?

Per la ricerca di parassiti gastrointestinali.

Quando?

Nel caso in cui il paziente presenti diarrea prolungata e/o sangue o muco nelle feci, in particolare se in seguito all’assunzione di acqua non potabile o dopo aver effettuato viaggi in paesi a rischio.

Il campione

Un campione di feci inviato al laboratorio per l'analisi entro due ore, o trasferito in uno specifico liquido conservante. Talvolta, può essere richiesto di raccogliere campioni multipli in giorni differenti.

La preparazione

No, nessuna.

L'Esame

La ricerca di uova e parassiti nelle feci (esame coproparassitologico) consiste in una valutazione al microscopio del campione di feci, alla ricerca di uova e/o parassiti (O&P) che possono essere presenti nel tratto gastrointestinale del paziente e causare sintomi quali diarrea. L'apparato digerente può essere infettato da numerosi parassiti (infezioni gastrointestinali), i quali vengono rilasciati, insieme alle loro uova, nelle feci.

Per l’esecuzione dell’esame viene posto su un vetrino un sottile strato di feci (fresche o in liquido conservante), che viene colorato ed esaminato al microscopio, alla ricerca dei parassiti e/o delle loro uova o cisti, ossia delle formazioni resistenti nelle quali possono essere racchiusi i parassiti. Ciascun parassita/uovo/ciste è caratterizzato da forma, dimensione e struttura interna peculiari, che permettono di discriminare tra le diverse specie.

Gli esseri umani possono essere infettati da numerosi parassiti differenti. Ciascun tipo di parassita ha un proprio ciclo vitale e processo maturativo, e può vivere in uno o più ospiti. Alcuni parassiti permangono a lungo in ospiti intermedi (o secondari), quali pecore, mucche o serpenti, prima di infettare l’ospite definitivo o primario, l’uomo. Alcuni parassiti possono invece infettare l’uomo in maniera accidentale (ospite accidentale). Alcuni parassiti sono costituiti da singole cellule (unicellulari), mentre altri hanno un aspetto vermiforme (elminti). Molti parassiti cambiano aspetto durante le varie fasi maturative; le più comuni includono la forma matura, quella di ciste e/o di uova. Alcuni parassiti attraversano anche una fase larvale, ossia una forma intermedia tra lo stadio di uova e la forma matura. Le uova sono generalmente più resistenti e possono rimanere nell’ambiente anche per diverso tempo senza la necessità di un ospite, pur mantenendo le capacità infettive.

La maggior parte delle infezioni gastrointestinali parassitarie sono dovute all’assunzione di acqua o cibo contaminato con le uova. Le uova e i parassiti rilasciati nelle feci di persone o animali infetti possono contaminare ulteriormente acqua, cibo o superfici, promuovendo il diffondersi dell’infezione. La contaminazione non è visibile: l’acqua e/o il cibo contaminato appaiono normali. Le persone che entrano in contatto con acqua o cibo contaminato possono infettarsi e, in assenza di un’accurata sanificazione (attenta detersione delle mani e cura nella preparazione dei cibi), possono diffondere l’infezione parassitaria.

I sintomi più comuni associati ad un’infezione parassitaria includono diarrea prolungata, con talvolta sangue e/o muco nelle feci, dolore addominale e nausea. Generalmente, questi sintomi persistono per giorni o settimane dopo l’esposizione. Alcune persone possono anche sviluppare mal di testa e febbre, mentre altre risultano asintomatiche.

La diarrea protratta per più di qualche giorno può causare perdita di peso, disidratazione e conseguente squilibrio elettrolitico; queste complicanze risultano particolarmente pericolose in bambini, anziani e soggetti con sistema immunitario compromesso. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le malattie diarroiche dovute alla contaminazione di cibo e acqua, incluse quelle da parassiti, sono responsabili di 1,7 milioni di decessi ogni anno a livello mondiale.

I parassiti più comuni in Europa sono parassiti unicellulari appartenenti alla specie Giardia, Entamoeba histolytica Cryptosporidium. Questi parassiti sono diffusi in tutto il mondo, anche nei fiumi e laghi più remoti e incontaminati, e possono contaminare piscine, vasche idromassaggio e talvolta anche catene idriche pubbliche.

  • Giardia colpisce prevalentemente bambini da 1 a 4 anni di età e giovani dai 20 ai 40 anni, per abitudini legate ai viaggi (bagni, cibo e bevande contaminati) o per l'accudimento dei figli
  • Cryptosporidium è responsabile del 50% delle epidemie di infezioni gastrointestinali associate all’acqua e causate da parassiti, di cui il 93% registrate in Europa e in Nord America
  • Entamoeba histolytica è relativamente comune, ma causa malattia solo nel 10-20% dei soggetti infetti

In molti casi le cisti di Giardia e Cryptosporidium possono sopravvivere nelle acque contaminate per settimane o mesi, essendo anche resistenti al cloro. Pertanto, il numero delle persone infettate da questi parassiti tende ad aumentare durante la stagione estiva, quando molte persone si dedicano a molteplici attività all’aria aperta quali gite, trekking o nuoto, durante le quali possono ingerire consapevolmente o accidentalmente acqua o cibi contaminati.

Le persone che si recano nei paesi in via di sviluppo sono maggiormente esposte ad una grande varietà di parassiti. Nelle zone con clima caldo-umido e con inefficace trattamento delle acque reflue possono essere presenti molteplici parassiti, compresa un’ampia gamma di parassiti vermiformi, quali platelminti (vermi piatti), e nematodi (vermi cilindrici), tra i quali ascaridi e anchilostomi, che possono infettare l’intestino ed altre regioni dell’organismo. Generalmente, i viaggiatori possono contrarre l'infezione tramite l’assunzione di cibi o bevande contaminate con le uova del parassita, talvolta anche semplicemente ingerendo una bevanda con all'interno cubetti di ghiaccio contaminati o mangiando un’insalata. Esistono però anche dei piccoli parassiti in grado di penetrare attraverso la pelle dei piedi, nel caso in cui la persona cammini a piedi nudi in zone contaminate.

Nel caso in cui queste infezioni si risolvano spontaneamente entro pochi giorni senza complicanze, può non essere necessario alcun trattamento farmacologico né sottoporsi all'esame coproparassitologico. Tuttavia, in presenza di gravi sintomi quali diarrea prolungata con muco e/o sangue, può essere richiesto un esame colturale delle feci (coprocoltura), in particolare nei viaggiatori che abbiano sviluppato questi sintomi dopo l’assunzione di cibi o bevande potenzialmente contaminate.

Per stabilire correttamente la diagnosi, l’esame coproparassitologico dovrebbe essere richiesto in associazione ad altri esami (pannello dei patogeni gastrointestinali) volti ad identificare eventuali altri patogeni responsabili della sintomatologia, quali batteri e virus. L’identificazione delle specie microbiche può essere effettuata tramite esami colturali o test immunochimici.

Come e Perchè

Come viene raccolto il campione per il test?

Il campione di feci viene raccolto in un contenitore sterile fornito dal laboratorio. Il campione non deve essere contaminato da acqua o urina e, dopo la raccolta, deve essere inviato al laboratorio per l'analisi entro due ore, o trasferito in uno specifico liquido conservante.

Spesso vengono richiesti campioni multipli. In tal caso la raccolta deve essere effettuata in giorni differenti in momenti diversi della giornata, poiché i parassiti potrebbero essere eliminati nelle feci in maniera intermittente e quindi non essere sempre presenti nel campione raccolto. L’esecuzione dell’esame su campioni multipli aumenta le probabilità di rilevare eventuali parassiti presenti.

Domande Frequenti

Come è possibile prevenire le infezioni parassitarie?

Il modo migliore per prevenire questo tipo di infezioni consiste nell’astenersi dal consumare cibi o bevande potenzialmente contaminate, in modo particolare nel caso in cui vengano effettuati viaggi in paesi in via di sviluppo dove le bevande ghiacciate o le insalate fresche sono a rischio di contaminazione. Anche i fiumi e i laghi più remoti e limpidi possono essere contaminati, in modo particolare da Giardia. La maggior parte dei parassiti non sono visibili ad occhio nudo, né rilevabili tramite gusto o olfatto. Nel caso in cui un familiare sia affetto da un’infezione parassitaria, è necessario che la persona affetta e gli altri familiari lavino accuratamente le mani dopo essere stati in bagno o dopo aver maneggiato dei pannolini contenenti feci, in modo da prevenire la trasmissione dei parassiti. I pazienti affetti dovrebbero astenersi dalla preparazione di alimenti fino alla risoluzione dei sintomi.

Immagini Correlate

Ciclo vitale di Giardia
Ciclo vitale di Giardia
Cryptosporidium (indicato dalle frecce). Fonte immagine: CDC
Cryptosporidium (indicato dalle frecce). Fonte immagine: CDC
Cisti di Entamoeba histolytica viste al microscopio. Fonte immagine: CDC
Cisti di Entamoeba histolytica viste al microscopio. Fonte immagine: CDC
Cisti di Giardia viste al microscopio. Fonte immagine: CDC
Cisti di Giardia viste al microscopio. Fonte immagine: CDC
Giardia lamblia vista al microscopio. Fonte immagine: CDC
Giardia lamblia vista al microscopio. Fonte immagine: CDC

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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