Noto anche come
TnI
TnT
cTnI
cTnT
Troponina ad elevata sensibilità
Troponina-hs
Nome ufficiale
Troponina I e Troponina T cardiache
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 11.04.2019.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come sostegno alla diagnosi di attacco cardiaco o di danno del miocardio; per valutare un eventuale peggioramento dell’angina (dolore toracico dovuto ad un problema cardiaco).

Quando Fare il Test?

Immediatamente, e poi di nuovo più volte nelle ore successive, in persone con segni e sintomi riconducibili ad attacco cardiaco, come dolore al torace, alle spalle, alla mandibola e al collo e/o con difficoltà respiratorie; al peggiorare dell’angina, specialmente se non migliora con il riposo.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna. Tuttavia è raccomandato riferire al personale sanitario tutte le informazioni relative a farmaci da banco, farmaci con prescrizione e/o integratori assunti abitualmente.

L’Esame

Le troponine sono una famiglia di proteine presenti nei muscoli scheletrico e cardiaco (miocardio), implicate nel meccanismo di contrazione muscolare. I test delle troponine misurano la concentrazione nel sangue delle troponine cardiache (specifiche del cuore) come supporto alla diagnosi di danno cardiaco.

Esistono tre tipi di troponine: troponina C, troponina T e troponina I. La troponina C consente la contrazione legando il calcio, causando l'allontanamento della troponina I e permettendo così l'interazione delle proteine che muovono le fibre muscolari. La troponina T ancora il complesso delle troponine alla fibra muscolare. Le troponine C scheletrica e cardiaca sono quasi identiche, mentre la troponina I e la troponina T cardiache (cTnT, cTnI) hanno caratteristiche peculiari. La misura della concentrazione ematica della cTnI o della cTnT fornisce informazioni circa la presenza di un possibile danno al miocardio (il muscolo cardiaco).

La troponina, presente in condizioni fisiologiche in quantità non misurabili nel sangue, viene rilasciata nel circolo ematico in seguito a danno cardiaco: maggiore è il danno, più è alta la concentrazione di troponina rilasciata nel sangue. Il test della troponina è utile nella diagnosi di infarto miocardico acuto (IMA) ma può essere utile anche nella valutazione di altre forme di danno al miocardio.

L'introduzione, relativamente recente, dei metodi per la misura della troponina ad elevata sensibilità (troponina-hs), ha comportato l'introduzione di modifiche essenziali nei protocolli diagnostici. La troponina ad elevata sensibilità consente la diagnosi precoce di IMA e di sindrome coronarica acuta ma può risultare alterata anche in presenza di angina e in persone asintomatiche. L'aumento della troponina-hs in questa categoria di pazienti, indica un rischio aumentato di futuri episodi cardiaci.

In corso d'infarto, la concentrazione delle troponine I eT cardiache aumenta entro 3-4 ore dal danno e possono rimanere alte per 10-14 giorni. I test per la misura della troponina-hs consentono di rilevare delle alterazioni nella concentrazione della troponina, in tempi più brevi.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L'esame per la misura della troponina ad elevata sensibilità (troponina-hs) è ormai il test maggiormente utilizzato per la diagnosi di attacco cardiaco e la diagnosi differenziale con altre patologie caratterizzate da segni e sintomi simili.  Può essere misurata sia la troponina I che la troponina T: nonostante la concentrazione di riferimento per queste due troponine sia differente, esse forniscono la stessa informazione.

    Talvolta il test delle troponine viene usato per la diagnosi differenziale tra infarto cardiaco e altri tipi di danno cardiaco o altre patologie caratterizzate da sintomatologia simile, come il dolore toracico. I test possono anche essere utilizzati nel monitoraggio di individui affetti da angina in progressivo peggiormento.

    Questi esami possono essere prescritti insieme ad altri biomarcatori cardiaci, come la CK-MB o la mioglobina. La troponina è il test di elezione in caso di sospetto di infarto, per la sua elevata specificità per il danno cardiaco rispetto agli altri test (che possono aumentare nel sangue anche in seguito a danno del muscolo scheletrico) e poiché rimane elevata per lunghi periodi di tempo.

  • Quando viene prescritto?

    Il test della troponina viene prescritto come primo esame al pronto soccorso in caso di sospetto di infarto ed è ripetuto secondo precisi protocolli nelle ore successive.

    I segni e sintomi riportati di seguito sono solo alcuni esempi di quelli che potrebbero essere riscontrati in corso di infarto. E’ importante sottolineare che il dolore toracico, seppur frequente, non è necessariamente presente e che le donne, in maniera particolare, possono presentare segni e sintomi atipici.

    • Dolore toracico, senso di oppressione, malessere (più frequente)
    • Battito accelerato, aritmia
    • Respiro corto e/o difficoltà respiratorie
    • Affaticamento
    • Nausea, vomito
    • Sudore freddo
    • Capogiri
    • Stanchezza eccessiva
    • Dolore a schiena, braccia, mandibola, collo, stomaco
       

    Nei pazienti con angina stabile, il test della troponina può essere richiesto quando:

    • I sintomi peggiorano
    • I sintomi si manifestano anche a riposo
    • I sintomi non si risolvono con il trattamento
       

    Questi sono tutti segni di evoluzione dell’angina stabile in angina instabile, con un aumento del rischio di infarto o di alti problemi cardiaci gravi.

  • Cosa significa il risultato del test?

    La presenza di livelli aumentati di troponina, anche lievemente, può essere indicativa di vari gradi di danno miocardico. La presenza di concentrazioni significativamente elevate di troponina e/o un aumento progressivo del risultato in test multipli eseguiti in maniera seriale in ore diverse,indica con molta probabilità la presenza di un infarto o di altri danni cardiaci. La concentrazione di troponina può aumentare entro 3-4 ore dal danno e rimanere tale per 10-14 giorni.

    Nei pazienti affetti da angina, un aumento della troponina può indicare un peggioramento della patologia e l'aumento del rischio di infarto.

    Per la diagnosi di infarto sono tuttavia fondametali anche le evidenze fornite da altri esami clinici, come l'elettrocardiogramma (ECG). Più che il singolo valore della troponina, è importante monitorare la variazione nella sua concentrazione nel corso di alcune ore dalla comparsa dei sintomi.

    In persone affette da angina, l'aumento dei livelli di troponina può indicare un peggioramento della patologia e l'aumento del rischio di attacco cardiaco.

    I livelli di troponina possono aumentare anche in seguito alla presenza di altre patologie come miocardite (infiammazione cardiaca), indebolimento del cuore (cardiomiopatia) o scompenso cardiaco congestizio, oltre che a seguito di patologie non correlate al cuore, come le infezioni gravi e le malattie renali.

    Il riscontro di valori normali di troponina al momento dell'ingresso del paziente e nelle ore successive, indica con molta probabilità l'assenza di danno cardiaco. I segni e sintomi presenti possono essere dovuti a cause non correlate al cuore.

  • C’è altro da sapere?

    I test per la misura della troponina sono specifici per la misura delle troponine cardiache. Pertanto non sono influenzati da alterazioni del muscolo scheletrico, come quelle presenti in seguito a danno muscolare dovuto ad incidenti, farmaci o iniezioni. La troponina può aumentare anche in seguito all'esercizio fisico intenso.

    Raramente è possibile trovare livelli normali di troponina in persone affette da attacco cardiaco o, viceversa, livelli alterati in assenza di danno cardiaco.

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Domande Frequenti
  • Cosa significa il termine infarto?

    Il termine infarto indica il danno o la morte di parte del tessuto muscolare cardiaco (infarto del miocardio). Poiché non è sempre possibile determinare se vi sia danno grave o infarto, il termine più generico è sindrome coronarica acuta.

    Nella maggior parte dei casi, l’infarto comincia con una sensazione di pressione forte o dolore al petto, che spesso si estende al collo o al braccio sinistro. E’ possibile che il paziente colpito abbia difficoltà respiratorie, che si senta stanco o che sudi freddo.

    L’infarto di solito si manifesta per il blocco di uno dei vasi sanguigni (chiamati arterie coronarie) che portano il sangue al cuore. Ciò accade per la formazione di un coagulo in un vaso che spesso è già parzialmente bloccato per la presenza di aterosclerosi. L’ostruzione può manifestarsi gradualmente negli anni, a causa del progressivo deposito delle placche lipidiche sulle pareti dei vasi. Queste placche restringono e irrigidiscono le arterie e possono rompersi all’improvviso, bloccando totalmente l’arteria.

  • Il dolore toracico è sempre indicativo di infarto?

    Il dolore toracico può essere causato da molte patologie/condizioni cliniche e non è possibile capire dal tipo di dolore se il paziente stia avendo o meno un infarto. Alcune persone che riferiscono di avere dolore toracico, sono in realtà affette da tensione muscolare, bruciore di stomaco o altri fastidi che coinvolgono lo stomaco e l’esofago, stress emotivo e problemi polmonari. Il dolore toracico che sopraggiunge durante l’esercizio fisico, lo sforzo intenso o un periodo di stress, e dura pochi minuti, per poi scomparire col riposo è spesso causato dall’angina. Una forma relativamente rara di dolore toracico può essere dovuta a gravi spasmi cardiaci temporanei, chiamati angina variabile. Questi spasmi di solito sopraggiungono durante la notte, mentre la persona riposa, e possono provocare dolore intenso ma passeggero.

    Se il dolore toracico permane più a lungo di qualche minuto, specialmente a riposo, è opportuno consultare il medico immediatamente.

  • Cos'è necessario fare in caso di sospetto infarto?

    Alcune persone non sono sicure di avere un infarto. Tuttavia, anche in caso di dubbio, è raccomandato non aspettare ma chiedere immediatamente aiuto. Un intervento immediato in caso di attacco cardiaco, consente di limitare i danni e aumenta la probabilità di sopravvivenza.

    Non sempre sono presenti i segni e sintomi tipici, come il dolore toracico. Nelle donne i sintomi sono spesso più lievi e aspecifici. In alcuni casi l'attacco cardiaco è improvviso, mentre in altri l'esordio è progressivo. I segni e sintomi, che possono essere variabili e altalenanti, includono:

    • Dolore toracico, senso di oppressione
    • Tachicardia, aritmia
    • Nausea, vomito, dolore allo stomaco
    • Sudorazione
    • Improvvisa mancanza di fiato
    • Difficoltà respiratorie
    • Capogiro
    • Alterazione della pressione arteriosa
    • Stanchezza
    • Dolore in altre aree come la schiena, una o entrambe le braccia, mascella o collo
Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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