Noto anche come
CA-125 marcatore tumorale
Antigene carboidratico 125
Nome ufficiale
Antigene Tumorale 125
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 24.08.2021.
In Sintesi
Perché Fare il Test?
  • Nelle pazienti con tumore dell’ovaio per la valutazione iniziale della neoplasia, per monitorare la risposta al trattamento e per evidenziare la comparsa di una eventuale recidiva.
  • Nella valutazione di una massa pelvica sospetta, in associazione con l'ecografia.
  • Nella sorveglianza delle donne ad alto rischio di cancro ovarico che scelgono di non eseguire la salpingo-ovariectomia bilaterale profilattica, in associazione con l'ecografia.

Non è invece raccomandato per lo screening di donne asintomatiche senza fattori di rischio genetici.

Quando Fare il Test?
  • Nelle pazienti con carcinoma ovarico prima della chirurgia, prima dell’inizio della terapia e a intervalli regolari durante e dopo il trattamento.
  • Nella fase di valutazione iniziale delle pazienti con una massa pelvica o che riferiscono sintomi sospetti.
  • Periodicamente nella sorveglianza di donne con un rischio genetico aumentato a causa di mutazioni di geni BRCA e che non intendono eseguire la salpingo-ovariectomia profilattica.

 

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso.

Il Test Richiede una Preparazione?

Evitare di eseguire il prelievo durante il periodo mestruale.

L’Esame

Questo esame misura la concentrazione dell'antigene carboidratico 125 (CA-125) nel sangue. Il CA-125 è una proteina presente sulla superficie cellulare in alcuni tipi di tumore e più raramente, in associazione con fatti infiammatori o altre patologie, anche in tessuti normali.

Il CA-125 è prodotto nella maggior parte (in circa l’80% dei casi) dei carcinomi sierosi dell’ovaio (i tumori più comuni di questo organo) e per tale ragione viene utilizzato come marcatore tumorale in questa neoplasia per monitorare l'efficacia del trattamento oppure per riconoscere una eventuale recidiva. Tuttavia, dato che circa il 20% dei tumori dell’ovaio non produce il CA-125, alcune pazienti con carcinoma ovarico anche in stadio avanzato possono non avere livelli elevati di questo marcatore.

Il CA-125 può anche essere usato, in associazione con la visita clinica e gli esami ecografici, nella diagnosi differenziale di una tumefazione pelvica o nelle pazienti che riferiscono di avere con relativa continuità e frequenza (es. più di 12 volte al mese) uno dei seguenti sintomi: persistente distensione addominale (la paziente spesso riferisce questo sintomo come "gonfiore"),  dolore pelvico o addominale persistente, aumento dell'urgenza e/o della frequenza di urinare).

Bisogna però tenere presente che il livelli di CA-125 nel sangue sono in relazione diretta con la estensione del tumore; quindi, in una paziente con un tumore iniziale i livelli del CA-125 nel sangue possono essere normali perché il tumore, essendo di piccole dimensioni,  produce quantità limitate di marcatore.

Inoltre il CA-125 non è specifico per il carcinoma dell’ovaio in quanto può essere prodotto e rilasciato nel sangue anche da tessuti normali o infiammati e da altri tipi di tumore. I livelli nel sangue possono essere quindi moderatamente elevati in una varietà di condizioni oncologiche, non oncologiche e fisiologiche, comprese le mestruazioni, la gravidanza e le malattie infiammatorie pelviche.

A causa della bassa sensibilità per la malattia iniziale e della scarsa specificità tumorale il CA-125 non è indicato per lo screening del carcinoma ovarico delle donne senza sintomi.

Anche nelle donne con varianti patogenetiche (mutazioni) nei geni BRCA1/2 associate a un aumentato rischio di cancro ovarico o che hanno una familiarità per questa malattia, lo screening di routine del cancro ovarico con il  CA-125 e l'ecografia transvaginale non è raccomandato. L'ecografia transvaginale e/o la misurazione del CA-125 possono essere considerati solo per la sorveglianza a breve termine nelle donne ad alto rischio di cancro ovarico a partire dai 30-35 anni che scelgono di non eseguire la salpingo-ovariectomia bilaterale preventiva.

Sulla base dei dati raccolti dai Registri Tumori Italiani si è stimato che nel 2020 in Italia 5.180 donne abbiano avuto una diagnosi di tumore dell’ovaio e 3.000 siano decedute per questa malattia. Il cancro ovarico occupa in Italia il decimo posto per incidenza e il settimo per mortalità tra tutti i tumori nelle donne. L’elevata mortalità associata a questo tumore è principalmente dovuta a una sintomatologia non specifica e tardiva e alla mancanza di strategie di screening per effettuare una diagnosi precoce. Infatti, in circa l’80% dei casi la diagnosi viene fatta quando la malattia è in fase avanzata. In genere, il riscontro di un carcinoma iniziale ancora limitato alle ovaie o alla pelvi avviene occasionalmente durante controlli ginecologici di routine.

Pertanto l’identificazione di un test sensibile e specifico per la diagnosi precoce del carcinoma ovarico in donne asintomatiche rimane una priorità della ricerca.

Gli Intervalli di Riferimento – Cosa sono e come usarli

Per capire il significato clinico di un esame di laboratorio è necessario confrontare il proprio risultato con lo specifico intervallo di riferimento di quel tipo di esame. Gli intervalli di riferimento, chiamati a volte “valori normali”, indicano per ogni tipo di esame l’intervallo di valori che ci si aspetta di trovare in una persona sana e sono in genere riportati sul referto di laboratorio accanto al risultato dello stesso.

Tuttavia, essendo i “marcatori tumorali” prevalentemente utilizzati a scopo di valutazione iniziale del paziente o di monitoraggio, e solo raramente nella diagnosi differenziale rispetto alla malattia benigna, gli intervalli di riferimento identificati come precedentemente descritto hanno solo un valore indicativo e non possono essere utilizzati per “classificare” il risultato dell’esame. Per questo è essenziale che il paziente si astenga dal tentativo di interpretare da solo il risultato dell’esame, e si raccomanda che, per l’interpretazione del risultato, il paziente si rivolga al medico curante che ha prescritto l’esame.

Nel caso del CA-125 bisogna anche ricordare che risultati e valori di riferimento possono variare da laboratorio a laboratorio se vengono utilizzati metodi diversi. É pertanto consigliabile eseguire il dosaggio di CA-125 nello stesso laboratorio e con lo stesso metodo per poter confrontare e interpretare correttamente i risultati durante il decorso della malattia.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il CA-125 è utilizzato principalmente nel monitoraggio della risposta alla terapia del carcinoma dell’ovaio o per rilevare una eventuale recidiva del tumore dopo il completamento del trattamento. In queste situazioni cliniche una serie di prelievi raccolti in tempi successivi che mostrino livelli di CA-125 stabili, in aumento o in diminuzione è spesso più utile del risultato di un singolo prelievo.

    Il CA-125 può essere anche utilizzato, sempre in associazione con la visita clinica e l’ecografia, nelle pazienti con una tumefazione pelvica o con sintomi sospetti per una patologia pelvica.

    Tuttavia, il CA-125 non deve esser usato per lo screening del cancro ovarico nelle donne asintomatiche, perché non è un test specifico per il carcinoma ovarico. Infatti, i livelli di CA-125 nel sangue possono essere moderatamente elevati in condizioni fisiologiche come la mestruazione, l’ovulazione e la gravidanza, in malattie non oncologiche sia della zona pelvica (endometriosi, infiammazione pelvica, mioma uterino) che di altre parti del corpo (epatopatia, malattie flogistiche dell'intestino, ascite, versamento pleurico o pericardico, insufficienza cardiaca, polmonite, pancreatite, cirrosi epatica, epatite, malattie autoimmuni, insufficienza renale cronica) e in tumori di organi diversi dall’ovaio (pancreas, mammella, polmone, colon, mesotelioma, linfoma, timoma).

    Il CA-125 può utilizzato assieme all'ecografia transvaginale per monitorare donne asintomatiche con un alto rischio di sviluppare un cancro ovarico, per facilitare una diagnosi precoce della malattia. Secondo le linee guida disponibili, questo uso del CA-125 dovrebbe essere però limitato alle donne che scelgono di non eseguire la salpingo-ovariectomia bilaterale profilattica.

    Fattori di rischio per il carcinoma dell’ovaio sono la familiarità per questa malattia, l'avanzare dell’età, la storia riproduttiva e l'infertilità, l'obesità. Il fattore di rischio più significativo è rappresentato dall’essere portatori di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, che normalmente controllano la proliferazione cellulare e riparano i cromosomi danneggiati. Alcune alterazioni (mutazioni) di questi geni determinano col tempo una instabilità del genoma che può portare allo sviluppo di neoplasie. Quando una persona eredita da uno dei genitori una mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2, ha quindi un rischio maggiore di sviluppare, nell’arco della propria vita, un tumore alla mammella e/o all’ovaio. Mutazioni di altri geni sono state associate a un aumentato rischio di carcinoma dell’ovaio e le pazienti con una condizione ereditaria chiamata sindrome di Lynch possono avere un rischio più elevato.

    Meno del 20% dei tumori ovarici viene diagnosticato in fase iniziale, cioè prima che la malattia si estenda al di fuori dell'ovaio. Ciò è dovuto al fatto che in fase iniziale il carcinoma dell’ovaio è asintomatico o presenta sintomi aspecifici e generici. Anche se la ricerca è molto attiva nel campo della diagnosi precoce del tumore dell’ovaio, non esiste ancora oggi un metodo affidabile per la diagnosi precoce di questa malattia nelle donne asintomatiche. Pertanto, è opportuno ricordare l’utilità di eseguire regolarmente visite ginecologiche e essere consapevoli della storia familiare e di altri fattori di rischio.

    Per ulteriori informazioni sul cancro ovarico, vedere la sezione " L’Esame" e l'articolo sul Tumore dell'ovaio.

  • Quando viene prescritto?

    Il CA-125 può essere richiesto, in associazione con altri esami clinici e strumentali (es. esami radiologici) a intervalli regolari durante la terapia per monitorarne l'efficacia, e periodicamente dopo la fine del trattamento per identificare una eventuale recidiva della malattia.

    Se usato per il monitoraggio, CA-125 dovrebbe essere richiesto prima di iniziare il trattamento del cancro ovarico per avere un valore basale di riferimento da confrontare con le successive misurazioni.

    Il CA-125 può anche essere usato, sempre però in associazione con la visita clinica e gli esami ecografici, nella diagnosi differenziale di una tumefazione pelvica o in una paziente con sintomi sospetti.

    Infine, il CA-125 in associazione con l'ecografia transvaginale possono essere considerati per la sorveglianza di donne asintomatiche solo nei casi ad alto rischio di cancro ovarico in quanto portatrici di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 (Vedi anche “Quali informazioni è possibile ottenere?”) che scelgono di non eseguire la salpingo-ovariectomia bilaterale preventiva.

  • Cosa significa il risultato del test?

    É essenziale ricordare che il risultato del test deve essere interpretato dal medico insieme a tutte le altre informazioni cliniche e strumentali (ecografia, altri esami radiologici, ecc) che ritenga necessarie. Un criterio schematico, orientativo ma nient’affatto esaustivo, di interpretazione del risultato del test durante il monitoraggio della malattia può essere il seguente:

    • I livelli di CA-125 sono inizialmente elevati e si abbassano durante la terapia: questo in genere indica che il tumore sta rispondendo al trattamento.
    • I livelli di CA-125 aumentano o, se inizialmente elevati, rimangono stabili: questo in genere indica che il tumore non sta rispondendo in modo adeguato alla terapia.
    • I livelli di CA-125 si abbassano al termine del trattamento, ma aumentano di nuovo in seguito: questo in genere indica una possibile ricomparsa della malattia, che deve comunque essere confermata con altri esami (imaging, laparoscopia, …).

    Le pazienti che alla diagnosi presentano valori normali di CA-125 potrebbero non beneficiare dell’utilizzo di questo marcatore nel monitoraggio della terapia o nel riconoscimento dell’eventuale recidiva.

    In alcuni casi all'inizio del trattamento con chemioterapia si può verificare un aumento del CA-125 dovuto alla lisi delle cellule tumorali, seguito poi da un decremento. Per tale ragione è essenziale eseguire i prelievi prima dell’inizio di ciascun ciclo di trattamento.

    Nelle pazienti con una massa pelvica o con alto rischio per il tumore ovarico, il riscontro di livelli elevati di CA-125 va considerato come un segno di sospetto diagnostico, ma non è di per sé sufficiente per stabilire una diagnosi di carcinoma ovarico, che richiede necessariamente ulteriori accertamenti (imaging) ed esami di conferma istologici.

  • C’è altro da sapere?

    Il marcatore tumorale CA-125 può risultare elevato in numerose altre condizioni cliniche fisiologiche o benigne, quali gravidanza, ciclo mestruale, endometriosi e malattia infiammatoria pelvica; pertanto, il suo utilizzo non è raccomandato per lo screening della popolazione generale.

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Domande Frequenti
  • Il CA-125 è sempre aumentato nelle pazienti con tumore ovarico?

    No, non tutti i tumori ovarici sono associati ad un aumento dei livelli di CA-125.

    Innanzitutto, alcune tipologie di tumori più frequenti nelle donne giovani (es. tumori disgerminali) non rilasciano nel sangue quantità significative di CA-125, ma producono altri marcatori (es. HCG, AFP - Vedi le schede specifiche di questi marcatori).

    Inoltre, circa il 20% dei classici carcinomi dell’ovaio di tipo più comune (tumori epiteliali sierosi) non produce CA125.

    Infine, anche i carcinomi dell’ovaio che producono CA-125, quando sono in fase iniziale e sono perciò piccoli, rilasciano nel sangue limitate quantità di CA-125, così che livelli del marcatore possono rimanere normali. Nei carcinomi iniziali il livello del CA-125 nel sangue è infatti aumentato solo nel 40-60% dei casi.

  • Quando il CA-125 è aumentato significa che la donna ha un tumore ovarico?

    Assolutamente no. Il CA-125 non è specifico per il tumore dell’ovaio, cioè non aumenta SOLO a causa del carcinoma ovarico. I livelli di CA-125 nel sangue possono essere moderatamente elevati:

    • in condizioni fisiologiche come la mestruazione, l’ovulazione e la gravidanza;
    • in malattie non oncologiche sia di tipo ginecologico (endometriosi, infiammazione pelvica, mioma uterino) che di altri organi (epatopatia, malattie flogistiche dell'intestino, ascite, versamento pleurico o pericardico, insufficienza cardiaca, polmonite, pancreatite, cirrosi epatica, epatite, malattie autoimmuni, insufficienza renale cronica);
    • in tumori di organi diversi dall’ovaio (pancreas, mammella, polmone, colon, mesotelioma, linfoma, timoma).

    Inoltre, nelle donne con endometriosi diffusa il livello di CA-125 nel sangue può raggiungere valori elevati, come quelli che si vedono nel tumore dell’ovaio in stadio avanzato.

  • Perché il CA-125 non può essere utilizzata per lo screening del tumore ovarico nelle donne asintomatiche?

    Il CA-125 è poco sensibile per il carcinoma ovarico (è positivo solo in una parte dei casi) e poco specifico (può essere elevato in molte condizioni normali o benigne e in tumori di altri organi – Vedi: “Quali informazioni è possibile ottenere?” e le due domande precedenti).

    Per questi motivi le linee guida raccomandano di non utilizzarlo come test di screening per il tumore dell’ovaio nella popolazione generale.

  • Se il CA-125 è positivo anche nell’endometriosi e nel carcinoma dell’utero, può essere usato come marcatore in queste patologie?

    No. Le linee guida disponibili non raccomandano di usare il CA-125 per la diagnosi o per il monitoraggio né dell’endometriosi, né del carcinoma dell’utero.

  • Il carcinoma ovarico può avere caratteristiche di familiarità?

    Una storia familiare positiva per il carcinoma ovarico è un fattore di rischio significativo. Una donna con consanguinei stretti che hanno avuto un carcinoma dell’ovaio (ma anche della mammella, della prostata o del pancreas), può avere un rischio aumentato; deve pertanto informare il proprio medico perché valuti se la familiarità sia effettivamente positiva (non tutti i gradi di parentela comportano lo stesso grado di rischio) e procedere eventualmente con altri approfondimenti se necessari. Per maggiori dettagli, vedere l'articolo sul test di mutazione genica BRCA.

  • Sono noti altri fattori di rischio per il carcinoma ovarico?

    Oltre la familiarità, altri fattori associati a un più elevato di rischio di sviluppare un tumore ovarico sono l'avanzare dell’età, la storia riproduttiva e l'infertilità, l'obesità.

  • Sono disponibili altri marcatori tumorali per il carcinoma ovarico?

    L’HE4 (human epididymis protein 4) è un nuovo marcatore tumorale per il carcinoma ovarico ampiamente studiato nell’ultimo decennio, sul quale però le linee guida non hanno ancora espresso raccomandazioni specifiche per l’uso clinico.

Fonti

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Approved

Revisori: Massimo Gion1, Chiara Trevisiol2, Aline S.C. Fabricio2

Documento revisionato e condiviso dai componenti attivi del Gruppo di Studio “Marcatori Tumorali” della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBioC): Emiliano Aroasio (Torino), Simone Barocci (Urbino), Ettore Capoluongo (Napoli), Giovanni Cigliana (Roma), Laura Conti (Roma), Mario Correale (Bari), Ruggero Dittadi (Mestre-Venezia), Antonio Fortunato (Ascoli Piceno), Fiorella Guadagni (Roma), Stefano Rapi (Firenze), Tiziana Rubeca (Firenze), Gian Luca Salvagno (Verona), Maria Teresa Sandri (Milano), Daniela Terracciano (Napoli), Alessandro Terreni (Firenze), Francesco Volpi (Aviano).

1Centro Regionale Specializzato per i Biomarcatori Diagnostici Prognostici e Predittivi, Dipartimento di Patologia Clinica, Azienda ULSS 3 Serenissima – Ospedale SS. Giovanni e Paolo, Venezia. 2Istituto Oncologico Veneto IOV-IRCCS, Padova.