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SGOT

Noto anche come: Transaminasi glutammico-ossalacetico siericaGOTSGOTAspartato transaminasi
Ultima Revisione: 26.08.2021
Ultima Modifica: 01.10.2021

Revisore: Ferruccio Ceriotti


Revisore:

Federica de Liso – Laboratorio Analisi – Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico – Milano


Perché?

Per rilevare la presenza di una lesione epatica e/o come supporto alla diagnosi, screening e monitoraggio di epatopatia.

Quando?

In presenza di sintomi riconducibili a problemi epatici, quali dolore addominale, nausea, vomito, ittero (ingiallimento della pelle e delle sclere), o ad una potenziale esposizione ad infezioni, quali l’epatite; come parte del pannello metabolico completo in pazienti sottoposti ad un’indagine di routine.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

La preparazione

Nel caso in cui venga eseguita la sola misura dell’AST, non è necessario sottoporsi al digiuno prima dell’esecuzione del test. Al contrario, quando viene prescritta insieme ad altri test, può essere richiesto di digiunare per 9-12 ore (è permesso solo bere acqua) prima del prelievo di sangue.

Il risultato dell’esame può essere influenzato da alcuni tipi di farmaci, pertanto è opportuno informare il medico in merito all’assunzione di farmaci (prescritti e da banco) o integratori.

Questo esame misura i livelli di aspartato aminotransferasi (AST) nel sangue. L’AST è un enzima che si trova in molti organi, principalmente nel fegato e nel cuore e, in minor concentrazione, nei reni e nei muscoli. Negli individui sani i livelli di AST sono bassi; al contrario, quando le cellule epatiche o muscolari sono danneggiate a causa di varie patologie, l’AST viene rilasciata nel sangue e i suoi livelli aumentano. Per questa ragione, l’AST viene considerato un esame utile per rilevare e monitorare il danno epatico, le infezioni correlate ed alcuni effetti collaterali associati ai farmaci.

Il fegato è un organo situato nel quadrante superiore destro dell’addome. Svolge numerose funzioni dell’organismo: processa i nutrienti derivati dagli alimenti, produce la bile essenziale nella digestione dei lipidi, sintetizza importanti proteine come i fattori della coagulazione del sangue e metabolizza sostanze potenzialmente tossiche in altre considerate “innocue”, che possano essere secrete o utilizzate dall’organismo. Inoltre, contribuisce a metabolizzare alcuni farmaci.

Numerose condizioni patologiche possono provocare il danneggiamento delle cellule epatiche (epatociti), con conseguente aumento dell’AST. L’esame viene utilizzato per determinare la presenza di lesioni dovute ad epatiti, all’assunzione di farmaci tossici per il fegato, alla cirrosi o all’alcolismo. Tuttavia, l’AST non è specifica per il fegato e può aumentare anche in patologie che interessano sedi extra-epatiche.

Solitamente, l’AST viene eseguita insieme all’alanina aminotransferasi (ALT). Sia l’AST che l’ALT aumentano nelle patologie epatiche. Il rapporto AST/ALT può essere calcolato per distinguere tra le cause alla base del danno epatico e per determinare se l’incremento delle concentrazioni degli enzimi è riconducibile ad un danno cardiaco o muscolare.

Quali informazioni è possibile ottenere?

La misura dell’AST è utilizzata per rilevare la presenza di danno epatico o di infezioni a carico del fegato. Solitamente, l’AST viene eseguita insieme all’alanina aminotransferasi (ALT) come parte di una serie di esami che compongono il pannello epatico o il pannello metabolico completo, utili nello screening e nella diagnosi delle epatopatie.

L’AST può essere prescritta in pazienti con fattori di rischio per lo sviluppo di patologie epatiche, quali obesità, diabete e abuso di alcol, oppure in soggetti con storia familiare di malattie epatiche. Inoltre, può essere prescritta in presenza di sintomi riconducibili a patologie epatiche, quali ittero, affaticamento, gonfiore, perdita di peso inspiegabile, prurito, nausea e vomito.

L’AST e l’ALT sono considerati i due test più importanti per la determinazione del danno epatico, anche se l’ALT è più specifica per il fegato rispetto all’AST e solitamente aumenta in modo più significativo rispetto all’AST. Talvolta, può essere calcolato il rapporto AST/ALT, per distinguere tra le cause alla base del danno epatico e per discriminare tra danno epatico e danno cardiaco o muscolare.

I valori di AST sono spesso confrontati con i risultati ottenuti da altri test, quali la fosfatasi alcalina (ALP), la gamma glutamil transferasi (GGT), le proteine totali e la bilirubina, come supporto nel determinare il tipo di patologia epatica presente.

Talvolta, l’AST può essere ripetuto ad intervalli regolari per controllare la funzionalità epatica o epatica o determinare l’efficacia del trattamento in pazienti affetti da patologie epatiche. Inoltre, come parte del pannello epatico, il test dell’AST può essere utilizzato per monitorare l’utilizzo di farmaci che potrebbero compromettere la funzionalità epatica. Se la concentrazione di AST risulta aumentata, occorre modificare la terapia.

Quando viene prescritto?

Il test AST può essere effettuato da solo o come parte di un pannello metabolico completo di routine.

Inoltre, può essere prescritta insieme ad altri test di funzionalità epatica quando il paziente mostra segni e sintomi di danno epatico, al fine di stabilirne la causa e determinare l’entità della malattia. Alcuni esempi di sintomi correlati includono:

  • Debolezza e affaticamento
  • Perdita di appetito
  • Nausea, vomito
  • Gonfiore e/o dolore addominale
  • Ittero
  • Urine scure e feci chiare
  • Prurito
  • Gonfiore degli arti inferiori
  • Sanguinamento eccessivo

Spesso viene richiesta nell’ambito di una normale indagine di routine, in pazienti che si sono rivolti al pronto soccorso o in presenza di sintomi aspecifici, riconducibili a numerose condizioni cliniche.

L’AST può essere prescritta, da sola o insieme ad altri test, in pazienti esposti ad un rischio aumentato di sviluppare epatopatie o in soggetti asintomatici che presentano lievi danni epatici. Alcuni esempi di categorie a rischio includono:

  • Soggetti che sono stati esposti al virus dell’epatite
  • Alcolisti
  • Soggetti con storia familiare di patologie epatiche
  • Soggetti che assumono farmaci potenzialmente tossici per il fegato
  • Soggetti in sovrappeso e/o affetti da diabete

Inoltre, può essere prescritta ad intervalli regolari in seguito al riscontro di risultati anomali o in pazienti con precedenti di malattie epatiche. L’AST può anche essere utilizzata, insieme al pannello epatico, per monitorare l’utilizzo di farmaci che potrebbero compromettere la funzionalità epatica.

Cosa significa il risultato del test?

Normalmente la concentrazione di AST nel sangue è bassa. Essendo un enzima presente in vari organi, la sua misura isolata non è utile, importante invece il suo rapporto con ALT in caso di patologie epatiche (vedi più avanti). Non risulta utile misurarne la concentrazione quando l’ALT, indicatore molto più specifico di patologia epatica, è entro i limiti di norma e quindi i laboratorio possono utilizzare un algoritmo che aggiunge la misura dell’AST solo quando ALT è al di fuori dell’intervallo di riferimento.


Valori molto elevati di AST sono solitamente causati da epatite acuta, spesso riconducibile ad un’infezione virale. In corso di epatite acuta, i valori di AST rimangono elevati per 1-2 mesi e possono impiegare dai 3 ai 6 mesi per normalizzarsi. La concentrazione di AST può essere marcatamente elevata (a volte anche 100 volte la norma) come risultato di esposizione a farmaci o altre sostanze tossiche per il fegato, o nelle condizioni che causano un decremento del flusso sanguigno al fegato (ischemia).


Nell’epatite cronica, i valori di AST risultano moderatamente elevati e spesso sono più vicini all’intervallo di normalità rispetto all’ALT. In corso di tale patologia, i valori di AST possono risultare normali o moderatamente aumentati; per questo motivo il test verrà eseguito frequentemente per determinarne l’andamento. Altre cause dell’aumento moderato di AST comprendono: ostruzione delle vie biliari, cirrosi e alcuni tipi di tumore epatico. Inoltre, l’AST può aumentare in seguito a infarto e danno muscolare, di solito in misura maggiore rispetto all’ALT.


L’AST è spesso richiesta insieme all’ALT o come parte del pannello di esami di funzionalità epatica. Per maggiori informazioni sull’AST in relazione ad altri esami specifici per il fegato, consultare l’articolo Pannello epatico.


Nella maggior parte delle patologie epatiche, la concentrazione di ALT è più alta rispetto all’AST e il rapporto AST/ALT può essere basso (minore di 1). Esistono alcune eccezioni: il rapporto AST/ALT è normalmente più alto di 1 in corso di epatite alcolica, cirrosi, patologia epatica cronica correlata ad epatite C, ostruzione delle vie biliari e per 1-2 giorni dopo l’insorgenza dell’epatite acuta. A seguito di danno cardiaco o muscolare, l’AST è solitamente più alta rispetto all’ALT (valori 3-5 volte la norma) e la sua concentrazione tende a rimanere più elevata di quella dell’ALT per un periodo di tempo maggiore rispetto al danno epatico. In caso di risoluzione di una patologia epatica l’AST riduce le sue concentrazioni ematiche oltre 2 volte più rapidamente rispetto all’ALT per cui il fatto che il rapporto AST/ALT diminuisca durante il corso di una epatite è sintomo di miglioramento delle condizioni del soggetto.

C’è altro da sapere?

La gravidanza, l’iniezione intramuscolo di un farmaco o un esercizio fisico intenso possono determinare un aumento della concentrazione di AST; così come ustioni, interventi chirurgici e convulsioni.

In rari casi, alcuni farmaci (prescritti o fitoterapici) possono provocare danni epatici o muscolari, determinando un aumento dell’AST. È molto importante informare il medico in merito all’assunzione di eventuali farmaci o integratori.

Prima del test

Nel caso in cui venga eseguita la sola misura dell’AST, non è necessario sottoporsi al digiuno prima dell’esecuzione del test. Al contrario, quando viene prescritta insieme ad altri test, può essere richiesto di digiunare per 9-12 ore (è permesso solo bere acqua) prima del prelievo di sangue.


Il risultato dell’esame può essere influenzato da alcuni tipi di farmaci, pertanto è opportuno informare il medico in merito all’assunzione di farmaci (prescritti e da banco) o integratori.

Durante il test

L’analisi di laboratorio viene eseguita su un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. Durante il prelievo ematico, viene posizionato il laccio emostatico nella parte superiore del braccio, per favorire il reperimento della vena. Per prevenire eventuali infezioni, viene eseguita la disinfezione della zona del prelievo e successivamente inserito l’ago. Il prelievo può richiedere qualche minuto e causare un lieve fastidio legato alla puntura.

Dopo il test

Al termine della raccolta del campione, viene applicata una garza sterile sul sito della puntura ed esercitata una leggera pressione per prevenire eventuali emorragie e consentire una rapida guarigione.


Questo tipo di prelievo è eseguito routinariamente e non comporta alcun rischio; non sono previste restrizioni circa le attività che possono essere eseguite dopo il prelievo.

Quanto tempo è necessario per ottenere i risultati del test?

Il risultato del test viene reso disponibile in tempi che dipendono dal laboratorio che esegue il test. Solitamente, i risultati vengono forniti entro il giorno successivo.

Quali altre patologie possono causare un aumento nella concentrazione di AST?

Valori elevati di AST possono essere riconducibili a condizioni che interessano altri organi, quali cuore e muscolo scheletrico. Ad esempio, un incremento da lieve a moderato può essere osservato in seguito ad esercizio fisico intenso o danno muscolare, o in corso di pancreatite acuta e infarto.

Quali altri test vengono utilizzati per stabilire la causa di un danno epatico?

In seguito all’esame fisico e alla valutazione della storia clinica del paziente, possono essere prescritti numerosi altri esami come follow-up, a seconda della causa che si sospetta essere alla base del danno epatico. Alcuni esempi includono:

  • Test dell’epatite A, B e C
  • Test di esposizione ai farmaci e ad altre sostanze tossiche per il fegato (consultare l’articolo Droghe d’abuso e Screening tossicologico in emergenza)
  • Etanolo
  • Rame e ceruloplasmina, per il Morbo di Wilson
  • Ferro e test genetici, per l’emocromatosi ereditaria

Può essere necessario eseguire una biopsia del fegato per determinare la causa del danno epatico e valutarne l’estensione.

Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l’articolo Malattie epatiche.

Qual è la differenza tra il test dell’aspartato aminotransferasi e dell’alanina aminotransferasi (ALT)?

L’alanina aminotransferasi (ALT) è un enzima che viene comunemente richiesto insieme ad AST.

Entrambi questi enzimi sono localizzati a livello epatico; tuttavia, AST si trova in numerosi altri organi rispetto ad ALT. Pertanto, il riscontro di livelli anomali di ALT risulta maggiormente indicativo circa la presenza di lesioni epatiche rispetto ad AST. Tuttavia, questi due enzimi vengono solitamente valutati insieme per una corretta interpretazione del pannello epatico o la valutazione della funzionalità epatica.

Qual è la differenza tra il test dell’aspartato aminotransferasi e della fosfatasi alcalina (ALP)?

AST ed ALP sono entrambi componenti del pannello epatico e del pannello metabolico completo (CMP). Analogamente ad AST, ALP è un enzima che si trova in diversi tessuti dell’organismo. 

Solitamente, l’AST viene utilizzata per rilevare eventuali lesioni a livello delle cellule epatiche, mentre ALP è più comunemente eseguita per identificare la presenza di ostruzione dei dotti biliari all’interno e intorno al fegato. Inoltre, ALP è localizzata nelle ossa, pertanto è più frequentemente utilizzata nella diagnosi dei disturbi ossei.

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

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