Test di assorbimento del D-Xilosio
Noto anche come: Test di tolleranza al D-Xilosio
Nome ufficiale: Test di tolleranza al D-Xilosio
Ultima Revisione: 15.04.2023
Revisore: Ferruccio Ceriotti
Articolo approvato dal Comitato editoriale di labtestsonline.org ed in corso di revisione da parte del Comitato editoriale italiano
In sintesi
Perché?
Per valutare la capacità di assorbire i carboidrati e definire le cause della sindrome di malassorbimento.
Quando?
In presenza di sintomi di malassorbimento, come diarrea persistente e feci grasse.
Il campione
Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio e un campione di urine temporizzati.
La preparazione
Viene richiesto il digiuno nelle 8 ore precedenti l’esame e di evitare l’assunzione di cibi ricchi in zuccheri pentosi, come succhi di frutta, frutta e dolci nelle 24 ore precedenti. Si raccomanda di chiedere al proprio medico curante se sia necessaria la sospensione di alcuni farmaci assunti abitudinariamente.
L’Esame
Lo Xilosio (D-xilosio) è uno zucchero semplice (carboidrato) in genere assorbito facilmente dall’organismo. Questo test determina quanto facilmente il paziente sia in grado di assorbire lo xilosio. La misura dello xilosio nel sangue e nelle urine del paziente dopo la somministrazione di quantità standard di xilosio, da un’indicazione di quanto facilmente questo venga assunto e quanto facilmente vengano assunti i carboidrati in genere.
La digestione degli alimenti avviene in tre fasi: prima le proteine, i grassi e i carboidrati vengono degradati nello stomaco dall’ambiente acido e dagli enzimi, poi nell’intestino tenue dagli enzimi pancreatici e quindi dalla bile proveniente dal fegato. I nutrienti sono quindi assorbiti, perlopiù nell’intestino tenue, e trasportati in tutto l’organismo dove vengono utilizzati o immagazzinati come riserve energetiche.
La presenza di quantità insufficienti di bile o di enzimi pancreatici determina la difficoltà a digerire i carboidrati o gli altri nutrienti. La mancata digestione ed il mancato assorbimento intestinale dei nutrienti determina la loro perdita nelle feci. Sia la mancata digestione che il mancato assorbimento determinano la comparsa di sintomi da malassorbimento e, in casi gravi, anche sintomi di malnutrizione e carenza vitaminica.
Questo test non viene richiesto frequentemente e non è disponibile ovunque. Molte società scientifiche internazionali di gastroenterologia non raccomandano questo test tra gli esami da eseguire in caso di malassorbimento.
Come e Perchè
Come viene raccolto il campione per il test?
Il test di assorbimento del D-xilosio richiede il digiuno prima dell’esecuzione ed anche lo svuotamento completo della vescica.
Il primo campione raccolto è un campione di sangue a digiuno, ottenuto tramite la puntura di un braccio. Quindi al paziente viene somministrata una quantità nota di xilosio disciolta in acqua. In genere vengono somministrati 25 grammi di xilosio ma in persone intolleranti a tali quantità possono essere sufficienti 5 grammi. Nei bambini la quantità di xilosio viene calcolata in base al peso. Al paziente viene quindi richiesto di rimanere a riposo. Dopo due ore viene prelevato il secondo campione di sangue (dopo 1 ora nei bambini).
Dopo 5 ore si esegue la raccolta delle urine.
I due campioni di sangue ed il campione di urine vengono quindi utilizzati per la misura dello xilosio.
Quali informazioni è possibile ottenere?
Il test di assorbimento dello xilosio può essere utilizzato per valutare la capacità del paziente di assorbire i carboidrati e definire le cause della sindrome di malassorbimento, distinguendo tra la carenza di enzimi pancreatici o di bile e le disfunzioni intestinali.
Può essere richiesto in seguito al riscontro di valori alterati di altri test, come i grassi fecali, in grado di suggerire la presenza di malassorbimento ma senza rivelarne le cause.
Non si tratta di un test di routine. L’uso e la disponibilità di questo test sta diminuendo progressivamente anche perché le maggiori società scientifiche internazionali di gastroenterologia non lo includono tra gli esame da eseguire nella diagnosi di malassorbimento.
Quando viene prescritto?
Questo test può essere richiesto in presenza di segni e sintomi di malassorbimento, come:
- Presenza di feci grasse e maleodoranti (steatorrea)
- Diarrea persistente
- Dolore addominale, crampi, gas, flatulenza
- Perdita di peso
- Ritardo nella crescita (nei bambini)
Il test può essere richiesto nel caso in cui il clinico voglia valutare le capacità di assorbimento dei carboidrati al fine di distinguere varie cause di malassorbimento.
Cosa significa il risultato del test?
Durante il test di assorbimento dello xilosio, la presenza di livelli elevati di xilosio nel sangue e nelle urine è normale. Questo indica il buon assorbimento di questo zucchero al livello intestinale e quindi la probabile presenza di altre cause alla base dei segni e sintomi del paziente.
Livelli elevati di xilosio nel sangue ma bassi livelli nelle urine indicano la presenza di disfunzioni renali. In questo caso, per la valutazione del malassorbimento deve essere valutata la sola concentrazione ematica di xilosio.
In presenza di scarso assorbimento, sia i livelli ematici che urinari di xilosio risultano bassi. Questa condizione può essere causata da molteplici cause, in grado di influenzare le capacità di digestione e di assorbimento dello xilosio. Queste possono includere la sindrome da proliferazione batterica intestinale, la presenza di infezioni parassitarie, la sindrome dell’intestino corto (derivato da interventi chirurgici) e la celiachia.
Sulla base delle condizioni cliniche del paziente, la rilevazione di valori alterati al test di assorbimento del D-xilosio può comportare l’esecuzione di esami di approfondimento sia sul sangue che sulle feci del paziente o anche su un campione bioptico intestinale.
C’è altro da sapere?
Il risultato del test può essere influenzato da alcuni farmaci, come l’aspirina, i digitalici, gli inibitori delle monoamino ossidasi (MAO), la metformina, l’acido nalidixico, gli alcaloidi dell’oppio, l’atropina, e l’indometacina.
Anche la disidratazione, l’esercizio fisico, e la velocità di svuotamento gastrico che possono influenzare i risultati del test.
Durante il test alcune persone possono sviluppare senso di nausea, vomito o diarrea.
Domande Frequenti
Il test può essere eseguito ambulatorialmente?
I campioni possono essere prelevati ambulatorialmente ma poi devono essere mandati presso un laboratorio di analisi.
È necessario raccogliere tutte le urine dopo 5 ore?
Si. La raccolta di tutte le urine dopo 5 ore permette di valutare in maniera accurata l’assorbimento e l’eliminazione dello xilosio durante il periodo in esame.
Perché viene eseguito anche il prelievo di sangue a digiuno?
La misura del prelievo a digiuno permette di conoscere il valore di base della quantità di xilosio nel sangue. Dovrebbe essere negativo o comunque molto basso.
Esistono motivi per ripetere il test?
In genere solo nel caso in cui il clinico sospetti che vi siano delle motivazioni tali da compromettere il risultato del test, come la presenza di farmaci interferenti o per l’impossibilità del paziente di tollerare e trattenere la dose standard di xilosio (nausea o vomito).
Perché il malassorbimento può comportare carenza vitaminica??
Il malassorbimento può causare, così come la mancanza di altri nutrienti, anche la carenza vitaminica; le vitamine liposolubili A, D, E e K, possono venire intrappolate ed eliminate con i grassi nelle feci.
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Fonti
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