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Test da avvelenamento

Noto anche come: Test da avvelenamento
Nome ufficiale: Screening tossicologico in emergenza
Ultima Revisione: Giugno 2025
Ultima Modifica: 08.08.2022


Revisore:

Dr.ssa Valentina Pecoraro


Perché?

Per rilevare, quantificare e talvolta monitorare farmaci e/o droghe d’abuso responsabili di sintomi acuti da overdose; i risultati ottenuti durante lo screening tossicologico eseguito in emergenza hanno perlopiù un fine terapeutico; poiché molte volte nel caso in cui i risultati del test possono avere un utilizzo legato a fini medico legali, debbano essere utilizzati per procedimenti legali, allora nella raccolta, stoccaggio ed esecuzione del test devono essere rispettate le norme e procedure legali (forensi), cominciando con l’attivazione di una catena di custodia.

Quando?

Nel caso in cui si presenti al pronto soccorso un paziente in regime di emergenza con sintomi quali delirio, difficoltà respiratorie, nausea, agitazione, convulsioni, aritmia, odori caratteristici o temperatura corporea aumentata e che il clinico sospetti essere associati a farmaci o droghe d’abuso; in seguito ad overdose accertata; in caso di necessità di monitoraggio del paziente.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio, un campione di urine o talvolta un campione di aria espirata, raccolto soffiando dentro   uno strumento attraverso un tubo; raramente, saliva o altri fluidi corporei.

La preparazione

No, nessuna.

L’overdose può essere causata da molti farmaci, farmaci da banco (acquistabili senza la necessità di una ricetta medica), da droghe illegali o anche da prodotti per la casa. Lo screening tossicologico eseguito in regime d’emergenza può essere richiesto per uno o più farmaci/droghe nel caso in cui il clinico del pronto soccorso voglia rilevare, valutare o monitorare la presenza di un’overdose.

I farmaci e le sostanze ingerite o assorbite sono generalmente metabolizzati al livello epatico e quindi eliminate dall’organismo perlopiù tramite le urine. La velocità con la quale queste sostanze vengono metabolizzate dipende da una serie di fattori, tra i quali l’età, il peso, il sesso, l’assunzione di cibo e la presenza di patologie concomitanti nel paziente. Inoltre, lo sviluppo di tossicità dipende dal tipo di sostanza assorbita o ingerita.

Alcune sostanze possono sviluppare una sintomatologia solo se presenti ad alte concentrazioni o comunque al di sopra delle concentrazioni terapeutiche. Alcuni esempi comuni includono:

Acetaminofene (paracetamolo) – presente in molti farmaci da banco; nel caso di assunzione in dosi eccessive può determinare grave danno epatico

Aspirina (salicilati) – ad alte concentrazioni può determinare uno sbilanciamento dell’equilibrio acido-base

Farmaci terapeutici – utilizzati cronicamente per trattare varie patologie come l’insufficienza cardiaca o l’epilessia

Alcune sostanze possono determinare la comparsa della sintomatologia da overdose sia a basse che ad alte concentrazioni, con modalità dipendenti dallo stato della persona che le ha assunte. Gli utilizzatori cronici di alcune sostanze come le droghe d’abuso o l’alcol possono sviluppare una tolleranza a queste sostanze, che permette loro di assumerne quantità maggiori rispetto a chi le assume per la prima volta.

Esistono poi sostanze tossiche a qualsiasi concentrazione ed alcune i cui metaboliti sono tossici. Tra queste:

  • Alcol tossici come il metanolo e il propanolo
  • Etilen-glicole (sostanza anticongelante)

L’ingestione di una grande varietà di altri farmaci, droghe o sostanze può causare tossicità acuta. Questo articolo si limita a citare i farmaci e le sostanze più comunemente testate all’interno dei laboratori. Di seguito vengono raggruppate alcune categorie di sostanze frequentemente testate:

Farmaci acquistabili con o senza prescrizione medica

L’overdose in questi casi può essere dovuta a:

  • Ingestione di quantità eccessive del farmaco
  • Interazione con altri farmaci
  • Diminuzione della capacità dell’organismo di eliminare e/o metabolizzare il farmaco. Molti farmaci vengono metabolizzati a livello epatico dove il farmaco viene modificato permettendone l’eliminazione tramite le urine. Se la funzionalità renale od epatica è compromessa, allora i farmaci e/o i loro metaboliti possono accumularsi nell’organismo.

Un esempio classico di farmaco “da banco” con metaboliti tossici è il paracetamolo, un farmaco spesso presente in molti antidolorifici. Uno dei metaboliti del paracetamolo è tossico per il fegato, ma questo riesce a detossificare il farmaco in dosi terapeutiche. Tuttavia, l’assunzione di più paracetamolo di quanto il fegato ne possa metabolizzare determina l’accumulo dei metaboliti tossici con conseguente danno epatico e, in taluni casi, insufficienza epatica.

Droghe

Spesso l’assunzione di droghe illegali determina overdose. I tipi di droghe rilevate in regime di emergenza dipendono dalla prevalenza del loro utilizzo nella comunità e dalla loro capacità di determinare la comparsa di una sintomatologia acuta, se assunte da sole o in concomitanza con altre sostanze. Alcune droghe d’abuso derivano da sostanze utilizzate a scopo terapeutico, come l’ossicodone e le anfetamine. Altre ancora, come il gamma-idrossibutirrato (GHB), possono causare sintomatologia acuta (perdita di coscienza) ma, in questo caso, il farmacoviene metabolizzato così rapidamente che l’utilizzo di test per la sua rilevazione spesso è privo di utilità. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Droghe d’abuso”.

Prodotti per la casa

Esistono molteplici prodotti per la casa che possono essere ingeriti accidentalmente o dei quali si può abusare. Quelli più comunemente rilevati durante gli screening tossicologici in regime d’emergenza includono il metanolo, l’alcol isopropilico e l’etilenglicole (anticongelante), che alcune persone ingeriscono come sostituti dell’etanolo. Anche altri veleni, come rodenticidi, spray e prodotti per la pulizia, insetticidi e prodotti contenenti metalli pesanti, possono avere effetti tossici.

Quali informazioni è possibile ottenere?

In presenza di pazienti per i quali si sospetti un’overdose o l’assunzione di sostanze
tossiche, possono essere utilizzati diversi approcci. L’esecuzione dei test dipende dalla
situazione e dalle procedure standard adottate. Il clinico deve richiedere i test
sulla base della loro utilità clinica, scegliendo quelli utili, ottenibili in tempi rapidi e i cui
risultati possano essere utilizzati nella scelta degli approcci terapeutici.

La decisione riguardante la scelta dei test da eseguire può dipendere dal tempo necessario
all’esecuzione del test, dalla sua sensibilità e specificità, dalla capacità di fornire risultati
quantitativi ed dalla disponibilità di trattamenti specifici volti al trattamento efficace del paziente.

Un approccio decisionale riguardante i test da richiedere in regime d’emergenza può essere quello di richiedere i test in due fasi. Gli esami di primo livello includono un gruppo
di test in grado di fornire dei risultati in meno di un ora, come:
 Acetaminofene (paracetamolo) – richiesto spesso perché molto comune e spesso
inosservato. I pazienti possono inizialmente essere asintomatici o con solo lievi
sintomi fino al momento della comparsa dell’insufficienza epatica. Esiste una
terapia per l’overdose da paracetamolo ma deve essere somministrata entro poche
ore dall’ingestione.
 Salicilati – questo test può essere richiesto in pazienti con sintomi indicativi della
presenza di un’overdose, come lo squilibrio acido-base, o nel caso in cui sia nota
l’ingestione di quantità eccessive di salicilati.
 Alcol etilico (etanolo) – può essere eseguito un test del respiro tramite dispositivi
portatili (etilometri). L’esecuzione del test su un campione di sangue necessita
invece dell’invio del campione al laboratorio.
 Metanolo – questo test non è disponibile immediatamente in tutti i laboratori. Nel
caso in cui si sospetti un’intossicazione da metanolo, può essere richiesto un test
di osmolalità sierica per calcolare il Gap osmotico. Questo indica l’aumento del
numero di particelle osmoticamente attive nel sangue oltre quello che viene
considerato un livello normale e che aumenta in caso di presenza nel sangue di
etanolo, metanolo o etilenglicole.
 Etilenglicole (anticongelante) – anche questo richiede il calcolo del gap osmotico
che aumenta anche in seguito all’ingestione di questa sostanza
 Test del ferro – richiesto in genere in caso di sospetta overdose di ferro nei bambini
o nei neonati.
 
Non tutti i test vengono richiesti in tutti i pazienti, ma il pannello di esami richiesto viene
scelto dal clinico sulla base del sospetto diagnostico.
Alcuni test inclusi tra quelli di primo livello, possono essere richiesti nel monitoraggio di
alcuni farmaci i cui livelli terapeutici ricadono entro strette finestre terapeutiche e quindi per
i quali anche piccoli aumenti possono determinare tossicità. Tra questi:
 Carbamazepina, spesso prescritta per convulsioni e dolore di tipo neurologico
 Digossina, un farmaco cardiaco
 Litio, un farmaco psichiatrico
 Fenobarbital, prescritto per il controllo degli eventi convulsivi o per ridurre gli stati
d’ansia
 Fenitoina, utilizzato nel trattamento e nella prevenzione delle convulsioni
 Teofilina, utilizzato per prevenire e trattare la dispnea, la mancanza di respiro o il
senso di costrizione toracica  causate da asma, bronchite cronica, enfisema e altre
malattie polmonari.
Acido valproico, prescritto come anticonvulsivo, per i disordini bipolari e per prevenire
l’emicrania.

Quando viene prescritto?

Lo screening tossicologico in regime d’emergenza viene effettuato per rilevare,
quantificare e talvolta monitorare farmaci e/o droghe d’abuso in persone con:
 Sospetta overdose
 Sospetto avvelenamento
 Sintomi di tossicità
 
Questo test viene utilizzato come supporto alle scelte terapeutiche. Una volta effettuata la
diagnosi, il test può essere utilizzato per il monitoraggio dell’efficacia della terapia e/o per il
monitoraggio dei livelli della sostanza nel circolo ematico o nell’intero organismo.
Il primo scopo di questi test riguarda le scelte terapeutiche. Talvolta questo test può
essere utilizzato nell’ambito di approfondimenti di tipo legale, come nella definizione delle
cause di decesso, nella definizione dell’eventuale assunzione di droghe in caso di

incidente o per altri motivi analoghi. In questi casi, come già detto, il laboratorio deve
seguire delle specifiche procedure legali (forensi) per la raccolta e la manipolazione del
campione, l’esecuzione del test e la refertazione dei risultati.

Cosa significa il risultato del test?

In genere questi test vengono richiesti solo nei pazienti per i quali è nota una terapia con
questi farmaci o nel caso esista il sospetto dell’ingestione degli stessi.
Ciascun ospedale deve poi avere a disposizione un pannello di esami basati sulla
conoscenza e le necessità della comunità alla quale si riferisce.
I test di secondo livello includono test per alcune classi di droghe d’abuso, come la
cocaina, gli oppiacei, le anfetamine, i barbiturici e gli antidepressivi triciclici. La sensibilità e
la specificità di questi test è migliorata in maniera considerevole ma l’interpretazione dei
risultati richiede comunque la valutazione delle condizioni cliniche del paziente.
Sono anche disponibili test di conferma (in spettrometria di massa) che però di solito non
vengono richiesti poiché non sufficientemente rapidi da poter essere utilizzati nell’ambito
delle scelte terapeutiche.
Esistono poi altri test che possono essere richiesti per valutare lo stato di salute
complessivo dei pazienti al fine di distinguere tra un’overdose e la presenza di altre
possibili cause per i sintomi riportati. Questi includono:
 Elettroliti, lattati ed emogasanalisi per valutare lo stato dell’equilibrio acido-base e
l’ossigenazione del paziente
 Urea e creatinina per la valutazione della funzionalità renale
 Pannello epatico, per la valutazione della funzionalità epatica
 Glicemia per determinare lo stato  di ipo- o iper-glicemia
Il test può essere richiesto nel caso in cui un paziente afferente al pronto soccorso
presenti sintomi acuti di overdose. I sintomi possono variare in base al tipo di sostanze
assunte, all’assunzione contemporanea di una o più sostanze, al momento
dell’assunzione ed alla quantità ingerita. Due persone, nonostante abbiano assunto le
stesse sostanze e in quantità uguali, possono mostrare una sintomatologia diversa.
I segni e sintomi includono:
 Variazioni dello stato di coscienza e del comportamento, come stato confusionale,
agitazione, paranoia, panico, presenza di allucinazioni, delirio, letargia, convulsioni,
perdita di coscienza fino al coma
 Variazioni della temperatura corporea: iper- o ipo-termia associate a pallore o
arrossamento della pelle, con la presenza o meno di sudorazione
 Variazioni della respirazione, segni di alterazione dell’equilibrio acido-base, difficoltà
respiratorie o insufficienza respiratoria
 Aritmie e variazioni della pressione sanguigna, con ipo- o iper-tensione
 Nausea o vomito
 Convulsioni
 Difficoltà di parola e visione appannata

 Odori caratteristici
Questi test vengono richiesti nel caso in cui sia nota la sostanza assunta. Qualora venga
rilevata un’overdose dovuta a farmaci assunti per una terapia ma non sia noto il momento
dell’assunzione, allora il test può essere ripetuto dopo alcune ore per rilevare l’eventuale
aumento delle concentrazioni ematiche del farmaco.
Il test dell’osmolalità e il Gap osmolare possono essere richiesti nel caso in cui si sospetti
l’ingestione di metanolo o etilenglicole.
Sia in fase iniziale che ad intervalli regolari, possono anche essere richiesti una serie di
test, trai quali gli elettroliti, l’urea, la creatinina e il pannello epatico, necessari alla
valutazione dell’equilibrio e della funzionalità degli organi e per verificare il ritorno dei valori
all’interno di relativi intervalli di riferimento.
I risultati di questi test devono essere sempre valutati con attenzione e in accordo con i
segni e sintomi clinici del paziente. Per molti farmaci, droghe e sostanze tossiche esistono
degli intervalli di riferimento e delle soglie oltre le quali queste sostanze sono
potenzialmente tossiche, ma le persone possono sviluppare effetti collaterali e/o tossici
anche in presenza di concentrazioni considerate all’interno degli intervalli di riferimento e
comunque non tossiche.
I sintomi possono essere influenzati anche dall’assunzione di altre sostanze, dall’età e
dallo stato di salute del paziente. Inoltre, la presenza di un risultato positivo per una certa
sostanza non implica necessariamente che i sintomi siano dovuti ad essa.
La concentrazione delle sostanze/farmaci/droghe può non essere correlata con l’entità dei
sintomi. In linea generale tuttavia, la maggior parte delle persone non hanno sintomi in
presenza di concentrazioni terapeutiche dei farmaci o possono sviluppare sintomi a
concentrazioni tossiche.
È importante sottolineare che i livelli stabiliti e le unità di misura possono variare da
laboratorio a laboratorio. È importante valutare le concentrazioni in accordo con gli
intervalli di riferimento forniti dal laboratorio che esegue il test. Di seguito sono elencati
alcuni esempi di intervalli terapeutici e valori soglia di tossicità:

FARMACO/SOSTANZARISULTATOINTERPRETAZIONE RISULTATI
Paracetamolo10-20 µg/mLLivello Terapeutico
Meno di 150
µg/mL 4 ore dopo
l’ingestione
Basso rischio di danno epatico
Maggiore di 200
µg/mL 4 ore dopo
l’ingestione o
Livelli tossici associati con
danno epatico
maggiore di 50
µg/mL 12 ore
dopo l’ingestione
Aspirina (Acido acetil-
salicilico, salicilati)
10-100 µg/mLLivelli terapeutici come antidolorifici
100-300 µg/mLLivelli anti-infiammatori;
possono influenzare la
funzionalità gastrica; a livelli
aumentati può causare mal di
testa, sordità, vertigini e
acufene
250-400 µg/mLPotenzialmente tossico; può
causare vomito e
iperventilazione
Maggiore di 500
µg/mL
Considerato tossico
EtanoloMaggiore di 50
mg/dL
Limite legale di intossicazione
in Italia
50-250 mg/dL
(0.05%-0.25%)
Compromissione crescente e
depressione del sistema nervosa centrale
Maggiore di 250
mg/dL (>0.25%)
Potenzialmente letale

Abbiamo detto che potenzialmente ogni esame tossicologico che riguardi sostanze
xenobiotiche può Talvolta questo test può essere utilizzato nell’ambito di approfondimenti
di tipo legale (forense). Per questo motivo In questo caso devono essere sempre applicate
delle particolari procedure per la raccolta e la manipolazione del campione, per
l’esecuzione dei test e per le modalità di refertazione. A questo scopo:
 Qualsiasi campione raccolto, incluso il sangue e le urine, deve essere raccolto in
contenitori che devono essere sigillati ed autenticati.
 Qualunque persona raccolga, trasporti ed esegua i test deve essere registrata su
un documento chiamato “catena di custodia”
 I risultati positivi devono essere refertati immediatamente per facilitare il trattamento
del paziente in emergenza ma il test deve essere confermato tramite l’esecuzione
di un test di secondo livello (in spettrometria di massa)

Talvolta, alcune patologie, come il diabete non controllato, possono determinare la
comparsa di alcuni sintomi analoghi all’overdose.
La maggior parte dei trattamenti e gli antidoti utilizzati in caso di overdose devono essere
somministrati entro poche ore dal momento dell’ingestione. I trattamenti possono avere lo
scopo di prevenire la formazione dei metaboliti tossici, come nel caso del paracetamolo,
del metanolo e dell’etilenglicole, o di legare il farmaco/sostanza, come nel caso di
overdose da digossina.

Le persone in overdose devono essere monitorate strettamente. Infatti, possono andare
improvvisamente incontro a variazioni dello stato di coscienza o a difficoltà respiratorie.
Esistono altre procedure utili alla valutazione di persone con sospetta overdose o avvelenamento. Queste includono l’elettrocardiogramma, e i test di diagnostica per
immagini come la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata.

C’è altro da sapere?

Abbiamo detto che potenzialmente ogni esame tossicologico che riguardi sostanze xenobiotiche può Talvolta questo test può essere utilizzato nell’ambito di approfondimenti di tipo legale (forense). Per questo motivo In questo caso devono essere sempre applicate delle particolari procedure per la raccolta e la manipolazione del campione, per l’esecuzione dei test e per le modalità di refertazione. A questo scopo:

  • Qualsiasi campione raccolto, incluso il sangue e le urine, deve essere raccolto in contenitori che devono essere sigillati ed autenticati.
  • Qualunque persona raccolga, trasporti ed esegua i test deve essere registrata su un documento chiamato “catena di custodia”
  • I risultati positivi devono essere refertati immediatamente per facilitare il trattamento del paziente in emergenza ma il test deve essere confermato tramite l’esecuzione di un test di secondo livello (in spettrometria di massa)

Talvolta, alcune patologie, come il diabete non controllato, possono determinare la comparsa di alcuni sintomi analoghi all’overdose.

La maggior parte dei trattamenti e gli antidoti utilizzati in caso di overdose devono essere somministrati entro poche ore dal momento dell’ingestione. I trattamenti possono avere lo scopo di prevenire la formazione dei metaboliti tossici, come nel caso del paracetamolo, del metanolo e dell’etilenglicole, o di legare il farmaco/sostanza, come nel caso di overdose da digossina.

Le persone in overdose devono essere monitorate strettamente. Infatti, possono andare improvvisamente incontro a variazioni dello stato di coscienza o a difficoltà respiratorie.

Esistono altre procedure utili alla valutazione di persone con sospetta overdose o avvelenamento. Queste includono l’elettrocardiogramma, e i test di diagnostica per immagini come la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata.

Perché è importante avere informazioni riguardanti l’assunzione di altri farmaci oltre quello/i responsabile/i dell’overdose?

È importante per la valutazione di eventuali interazioni che potrebbero contribuire ai sintomi del paziente.

Come viene effettuata la valutazione clinica di adulti non coscienti o bambini non in grado di fornire informazioni riguardo la sostanza assunta?

In questi casi il clinico può selezionare i test sulla base della valutazione clinica del paziente, ipotizzando sia un’overdose che altre patologie cliniche. Se i risultati dei test di primo livello non sono risolutivi e lo stato del paziente non cambia, possono essere richiesti ulteriori test per l’approfondimento delle cause della sintomatologia.

Perché talvolta viene effettuato il test per il paracetamolo nonostante il paziente riferisca di non averlo assunto?

Il paziente potrebbe non essere a conoscenza della presenza di paracetamolo nel farmaco assunto o potrebbe non avere sviluppato subito i sintomi. Tuttavia, è importante rilevare un’overdose da paracetamolo in modo da somministrare un trattamento appropriato il prima possibile dopo l’ingestione.

Documenti, Documenti SIBioC e Intersocietari
Estratti Biochimica Clinica (Rivista Ufficiale di SIBioC – Medicina di Laboratorio)

Fonti utilizzate nella revisione corrente

Pichini S, Bucchioni P, Pellegrini M, et al. Procedure operative per la determinazione delle sostanze d’abuso su sangue. https://www.iss.it/documents/20126/0/PROCEDURE-OPERATIVE%20sangue.pdf/7d0a5216-ded9-7e23-6609-1deed0df14e1?t=1576346208583

GTFI 2017 (Gruppo Tossicologi Forensi Italiani). Linee guida per le strutture dotate di laboratori per gli accertamenti di sostanze d’abuso con finalità tossicologico-forensi su campioni biologici prelevati da vivente. Revisione n. 5 del 29 maggio 2017 a cura della Commissione Qualità dell’Associazione Scientifica ”Gruppo Tossicologi Forensi Italiani” (GTFI)

https://www.gtfi.it/wp-content/uploads/2017/06/LG_biologico_revisione_2017_29_05.pdf (9 May 2022 date last access)

Favretto D, Pichini S, Bucchioni P, et al. Consensus document of the Study Group on Clinical Pharmacotoxicology and Doping of Italian Society ofClinical Biochemistry and Italian Forensic Toxicologists Group (GTFI) – for laboratories involved in thedetermination of substances of abuse. Biochimica Clinica, 2019; 43(4) 449-452.

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Accessed August 2022.

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