Procalcitonina
Noto anche come: PCT
Nome ufficiale: Procalcitonina
Ultima Revisione: 10.10.2017. Ultima Modifica: 09.01.2018.

Revisione:
Articolo approvato dal Comitato editoriale di labtestsonline.org ed in corso di revisione da parte del Comitato editoriale italiano
In sintesi
Perché?
Come sostegno alla diagnosi di sepsi in pazienti gravemente malati; per la determinazione
del rischio di progressione a sepsi grave e shock settico; per la diagnosi differenziale tra
infezioni batteriche e non batteriche; per guidare le scelte nella terapia antibiotica.
Quando?
Nel caso di pazienti gravemente malati con segni e sintomi di sepsi o infezione sistemica; in
presenza di segni e sintomi riconducibili ad infezioni batteriche, per determinare quale
antibiotico sia efficace; talvolta nel monitoraggio della terapia antibiotica di pazienti con sepsi.
Il campione
Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.
La preparazione
No, non è richiesta alcuna preparazione.
L’Esame
Il test misura la quantità di procalcitonina nel sangue. La procalcitonina è una proteina prodotta
da molti tipi di cellule dell’organismo, spesso in risposta ad infezioni batteriche ma anche in
seguito a danno tissutale. I livelli di procalcitonina nel sangue aumentano rapidamente e
considerevolmente in corso d’infezioni batteriche sistemiche e sepsi.
La sepsi è la risposta infiammatoria ad un’infezione batterica più grave e spesso potenzialmente
letale dell’organismo. In condizioni normali, il sistema immunitario identifica un’infezione e limita
la risposta alla sede in cui sono presenti i batteri. Esistono tuttavia infezioni in grado di
diffondersi, tramite il circolo sanguigno (batteriemia), in tutto l’organismo. In corso di sepsi
quindi, l’organismo attiva una risposta immunitaria sistemica. Questo determina l’innalzamento
della temperatura corporea o la sua diminuzione, l’aumento del battito cardiaco e del respiro e la
diminuzione della pressione arteriosa. Se non trattata, la sepsi può condurre a morte.
Esistono altri fattori in grado di determinare l’aumento dei livelli di procalcitonina nel sangue, ma
in genere in maniera moderata. Alcuni esempi includono: danni ai tessuti dovuti a eventi come
traumi, operazioni chirurgiche, pancreatiti, ustioni, shock cardiogeno (dovuto ad un attacco
cardiaco), rigetto acuto di trapianto di organo e, nei bambini, infezioni del tratto urinario con
coinvolgimento renale.
Il test della procalcitonina è utile per rilevare precocemente la sepsi e per la diagnosi
differenziale tra le infezioni batteriche e non batteriche che possono tuttavia comportare gravi
segni e sintomi nel paziente.
Come e Perchè
Quali informazioni è possibile ottenere?
Il test della procalcitonina (PCT) può essere utilizzato per la diagnosi o l’esclusione, in una
persona gravemente malata, di sepsi. Viene perlopiù utilizzato per i pazienti che si rivolgono ai reparti di pronto soccorso o che sono ricoverati in reparti di terapia intensiva (TI) con sintomi riconducibili a sepsi.
L’esame della procalcitonina è utile per:
- Determinare il rischio che una persona gravemente malata progredisca verso sepsi grave, shock settico o anche la morte.
- Eseguire la diagnosi differenziale tra infezioni batteriche e non batteriche, come in caso di meningite o polmonite.
- Diagnosticare infezioni renali in bambini con infezioni delle vie urinarie.
- Rilevare lo sviluppo di infezioni batteriche secondarie in pazienti con traumi o sottoposti ad interventi chirurgici o in pazienti con infezioni virali come la polmonite virale.
- Guidare e monitorare l’efficacia della terapia antibiotica: questo test può essere utile per decidere se cominciare o interrompere la somministrazione di antibiotici in pazienti con infezioni delle basse vie respiratorie o se interrompere la terapia in pazienti con sepsi.
Insieme alla PCT, possono essere richiesti altri test come la PCR (proteina C-reattiva),
l’emocultura, l’urinocoltura, l’emocromo con formula leucocitaria, il lattato e l’analisi del
liquido cefalorachidiano.
Quando viene prescritto?
Il test della PCT può essere richiesto, insieme con altri test, in pazienti gravemente malati
con segni e sintomi di una probabile infezione sistemica batterica grave. Questi includono:
- Brividi, tremore, febbre
- Pelle viscida o sudata
- Dolore o noia agli arti
- Accelerazione della respirazione
- Accelerazione del battito cardiaco
- Stato confusionale o disorientamento
- Diminuzione della minzione
Questo test può essere richiesto nel caso in cui un paziente presenti un’infezione, come la
polmonite o la meningite, e il clinico voglia stabilire se abbia origine batterica o virale.
Talvolta può essere richiesto nei bambini con segni e sintomi d’infezione delle vie urinarie.
Il test viene richiesto anche ad intervalli regolari per il monitoraggio della terapia antibiotica
e/o per valutarne la sospensione.
Talvolta può essere richiesto in pazienti con danneggiamento tissutale dovuto a trauma,
sottoposti a interventi chirurgici o con malattie virali come la polmonite, al fine di rilevare
precocemente lo sviluppo d’infezioni batteriche secondarie.
Cosa significa il risultato del test?
Il risultato del test della procalcitonina deve essere valutato in accordo con altri esami di
laboratorio e parametri clinici.
Bassi livelli di procalcitonina in un soggetto gravemente malato rappresentano un basso
rischio di sepsi e di progressione alla sepsi severa e/o allo shock settico ma non la
escludono.
Basse concentrazioni potrebbero indicare un’infezione localizzata che non è diventata
ancora sistemica o un’infezione sistemica che si è sviluppata da meno di sei ore. Infine
potrebbero indicare che i sintomi sono probabilmente dovuti ad un’altra causa, come un
rigetto di trapianto, un’infezione virale o un trauma post-chirurgico o di altra natura.
Alti livelli di procalcitonina nel sangue, indicano invece che con molta probabilità la
sintomatologia è dovuta alla presenza di sepsi di origine batterica. Essi suggeriscono
inoltre anche un più alto rischio di progressione alla sepsi severa e poi allo shock settico o
la presenza di gravi infezioni batteriche, come la meningite.
Aumenti moderati di procalcitonina nel sangue potrebbero essere dovuti ad una patologia
non infettiva o legati al rilevamento di una infezione batterica precoce e, insieme agli altri
esami, i valori della procalcitonina dovrebbero essere riesaminati successivamente con
attenzione.
La diminuzione dei livelli di procalcitonina in una persona trattata per una grave infezione
batterica, indica una buona risposta alla terapia. Il mantenimento costante dei livelli di
procalcitonina o il loro aumento indicano invece la necessità di proseguire la terapia.
C’è altro da sapere?
Livelli molto alti di procalcitonina sono stati associati alla presenza di carcinoma midollare
tiroideo ma questo test non viene utilizzato nella diagnosi e nel monitoraggio di questa
patologia.
Il test della procalcitonina non deve essere considerato un esame sostitutivo ad altri test di
laboratorio, ma fornisce ulteriori informazioni utili alla somministrazione tempestiva di un
trattamento adeguato.
La diagnosi precoce d’infezioni batteriche sistemiche, comprese la polmonite e la meningite
batterica, e quindi la repentina somministrazione di una terapia adeguata, è importante
perché queste patologie sono potenzialmente letali. Inoltre, l’uso improprio di antibiotici in
assenza di malattie di origine batterica può causare non solo dei ritardi nel trattamento
adeguato ma può anche favorire lo sviluppo di organismi antibiotico-resistenti.
Il test della procalcitonina è stato valutato anche in soggetti diversi dai pazienti ricoverati
nei reparti di terapia intensiva e gravemente malati. La raccolta di un numero maggiore di
dati permetterà una migliore comprensione dell’utilità clinica della procalcitonina.
Domande Frequenti
Chi è a rischio di sepsi?
La sepsi è molto comune nei neonati, nei bambini e negli anziani. Altre categorie a rischio
includono i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, le persone cateterizzate, le persone
con patologie croniche come il diabete e gli immunocompromessi. Sebbene sia meno
frequente, anche i bambini sani e gli adulti possono sviluppare sepsi come conseguenza
d’infezioni batteriche non diagnosticate o non trattate in maniera appropriata.
Quale tipo di infezione può condurre a sepsi?
Le infezioni più frequentemente associate a sepsi includono quelle polmonari (polmoniti),
urinarie, della pelle e del canale digerente. I batteri associati spesso a sepsi includono
Staphylococcus aureus, Escherichia coli (E. coli) e vari tipi di Streptococcus.
Quali altri test dovrebbero essere eseguiti nel caso si sospetti la presenza
di un’infezione batterica sistemica o di sepsi?
di un’infezione batterica sistemica o di sepsi?
Altri test utili includono: emocoltura, urinocoltura, emocromo, lattato, emogasanalisi,
pannello metabolico, tempo di protrombina e/o aPTT e Proteina C-reattiva (PCR). Per
maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Sepsi”.
Quanto tempo è necessario per l’esecuzione del test?
Dipende dal laboratorio che esegue il test, ma di solito viene eseguito in regime di urgenza
e il risultato è disponibile entro un’ora circa.
Pagine Correlate
In questo sito:
Test:
- Proteina C reattiva (PCR)
- Emocromo
- Emocoltura
- Analisi del Liquido Cefalorachidiano (LCR)
Altrove sul web
- MedlinePlus Medical Encyclopedia: Neonatal Sepsis
- MedlinePlus Medical Encyclopedia: Septic Shock
- American Lung Association: Pneumonia
- Journal of the American Medical Association (JAMA) Patient Page: Sepsis
Fonti
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