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Biomarcatori del morbo di Alzheimer

Noto anche come: approfondimenti/batteri-resistenti-agli-antibiotici.html
Nome ufficiale: Proteina Tau e peptite Beta amiloide 42
Ultima Revisione: 08.08.2019
Ultima Modifica: 04.09.2019


Articolo approvato dal Comitato editoriale di labtestsonline.org ed in corso di revisione da parte del Comitato editoriale italiano


Perché?

Per la diagnosi differenziale tra la malattia di Alzheimer e altre forme di demenza.

Quando?

Questo test può essere richiesto, insieme ad esami cognitivi e di diagnostica per immagini, in pazienti che mostrano una qualche forma di demenza. Questi esami non sono eseguiti di routine in tutti i laboratori di analisi; generalmente è possibile eseguirli in contesti di ricerca.

Il campione

Un campione di liquido cefalorachidiano raccolto mediante puntura lombare.

La preparazione

Per tutte le informazioni necessarie rivolgersi al proprio medico curante.

Questo esame rileva il peptide beta amiloide 42 (Aß42) e la proteina Tau nel liquido cefalorachidiano e viene di solito richiesto nell’ambito degli approfondimenti richiesti per la diagnosi di malattia di Alzheimer. 

  • L’Aß42 è un peptide, ossia un frammento proteico. L’aumento della produzione di questo peptide può portare alla formazione delle placche senili.
  • La proteina Tau è invece una proteina strutturale del sistema nervoso centrale che, in seguito a modificazioni chimiche ossia alla saturazione con gruppi fosforici (P-tau), può formare i cosiddetti grovigli neurofibrillari, cioè degli accumuli di frammenti proteici all’interno dei neuroni in grado di distruggere la loro capacità di trasmettere i segnali nervosi.

La presenza di questi grovigli insieme alle placche senili rilevati durante le autopsie, sono considerati i segni diagnostici principali della malattia di Alzheimer.

La misura di Aß42 e di Tau nel liquido cefalorachidiano è di supporto alla diagnosi e al monitoraggio della malattia di Alzheimer. E’ stato dimostrato che una diminuzione di Aß42 associata a livelli elevati di Tau o P-Tau potrebbe predire l’esordio della malattia di Alzheimer.

Quali informazioni è possibile ottenere?

Quali informazioni è possibile ottenere?

Gli esami per la misura della proteina Tau e per Aß42 possono esser utilizzati come esami supplementari nella diagnosi differenziale tra malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. Questi esami non vengono prescritti in maniera routinaria e non sono largamente diffusi. Il loro utilizzo è limitato alla diagnosi in persone con sospetto di demenza nella quali siano già state escluse altre cause.

Quando viene prescritto?

Quando viene prescritto?

La misura dei biomarcatori della malattia di Alzheimerviene perlopiù eseguita all’interno di protocolli di ricerca in laboratori specializzati. Vengono solitamente eseguiti in associazione ad altri test cognitivi e di diagnostica per immagini, in presenza di sintomi di demenza come:

  • Perdita della memoria riguardo aspetti della vita quotidiana – dimenticare informazioni recentemente apprese. Questo può accadere con l’avanzare dell’età ma, in genere, le informazioni vengono poi ricordate in un secondo momento. Le persone affette da malattia di Alzheimer possono dimenticare date ed eventi importanti, di avere necessità di supporti alla memoria (promemoria e supporti elettronici) e di chiedere le stesse informazioni più volte.
  • Difficoltà nella pianificazione e nella risoluzione di problemi, come nel tenere traccia di bollette e pagamenti.
  • Difficoltà nel portare a termine azioni familiari, come raggiungere un luogo conosciuto.
  • Difficoltà nel definire lo spazio e il tempo – perdere il senso del tempo o dimenticare il recente vissuto.
  • Difficoltà di parola e di scrittura – dimenticare le parole, ripetere le stesse cose.
  • Perdita frequente degli oggetti – non essere in grado di ripercorrere le fasi che potrebbero essere utili per il loro ritrovamento.
  • Alterazione della capacità di giudizio, come usare una quantità insolita di denaro.
  • Diminuzione delle attività, incluse quelle sociali, lavorative o familiari.
  • Alterazione del comportamento e della personalità, come aumento dell’ansia, della paura o del sospetto e depressione.

Alcuni clinici potrebbero richiedere questi esami anche per altri motivi; tuttavia, le informazioni riguardanti l’interpretazione di questi risultati sono tutt’oggi ancora limitate.

Cosa significa il risultato del test?

Cosa significa il risultato del test?

In un paziente sintomatico, bassi livelli di Aß42 nel liquido cerebrospinale associati ad alti livelli di tau, riflettono una aumentata probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer. Tuttavia, esistono anche altre patologie associate all’alterazione dei risultati di questi esami.

C’è altro da sapere?

C’è altro da sapere?

L’uso clinico di questi esami è in continua evoluzione. Ad esempio sono state individuate varianti multiple della proteina ß amiloide, come Aß40 e Aß38, che sono allo studio per il loro potenziale uso come marcatori biologici della malattia di Alzheimer.

Sono inoltre in fase di studio altri marcatori presenti nel liquido cefalorachidiano o nel sangue.

Che tipo di esami viene generalmente richiesto per la valutazione di una persona con sospetta malattia di Alzheimer?

Che tipo di esami viene generalmente richiesto per la valutazione di una persona con sospetta malattia di Alzheimer?

I pazienti con sintomi di demenza devono essere sottoposti a molteplici esami volti alla definizione della causa che l’ha originata. Questi esami includono una serie di test cognitivi (ad esempio il test di valutazione dello stato mentale) utili alla stima delle capacità di memoria e all’utilizzo di test come la PET utili alla rilevazione di anomalie dell’encefalo.

Come viene diagnosticata in via definitiva la malattia di Alzheimer?

Come viene diagnosticata in via definitiva la malattia di Alzheimer?

La diagnosi di malattia di Alzheimerattualmente è basata sulla osservazione di mutamenti di tipo cognitivo e sull’esclusione di altre cause responsabili di questi cambiamenti. La malattia può attualmente essere confermata in via definitiva solo dopo la morte, ricercando le alterazioni microscopiche presenti nel tessuto cerebrale della persona affetta. La valutazione richiede l’osservazione microscopica del numero di placche senili e di grovigli neurofibrillari trovati all’interno del tessuto cerebrale.

Come supporto alla diagnosi possono essere richiesti gli esami volti alla rilevazione di cambiamenti strutturali caratteristici osservabili tramite le metodiche di scansione dell’encefalo (risonanza magnetica nucleare e tomografia ad emissione di positroni) e/o di bassi livelli di Aß42 e alti livelli di proteina Tau nel liquido cefalorachidiano (quando disponibili).

La ricerca dei biomarcatori della malattia di Alzheimer può essere eseguita su un campione di sangue piuttosto che su uno di liquido cefalorachidiano?

La ricerca dei biomarcatori della malattia di Alzheimer può essere eseguita su un campione di sangue piuttosto che su uno di liquido cefalorachidiano?

Non al momento. Studi di misurazione di Aß42 e proteina Tau su sangue hanno evidenziato che questi non sono utilizzabili come indicatori utili di ciò che sta accadendo all’interno del tessuto cerebrale.

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