Vitamina A
Noto anche come: Retinolo
Nome ufficiale: Retinolo
Ultima Revisione: 12.06.2024
Ultima Modifica: 04.09.2020

Revisore:
Federica de Liso – Laboratorio Analisi – Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico – Milano
In sintesi
Perché?
Per determinare la carenza o la tossicità della vitamina A.
Quando?
In pazienti con sintomi riconducibili a carenza o eccesso di vitamina A, o se esposti a rischio di sviluppare una carenza.
Il campione
Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.
La preparazione
Il paziente dovrebbe sottoporsi a digiuno ed evitare di assumere alcol nelle 24 ore precedenti al test.
L’Esame
La vitamina A è una vitamina liposolubile presente in numerosi alimenti. Il retinolo è la principale forma di vitamina A contenuta negli alimenti di origine animale. Questo esame misura la concentrazione di retinolo nel sangue.
La vitamina A è un nutriente essenziale per la salute degli occhi e della pelle, per la formazione delle ossa, la funzionalità del sistema immunitario e la riproduzione. É fondamentale per la produzione di fotorecettori a livello retinico e per preservare l’integrità delle cellule epiteliali dell’occhio e delle membrane mucose. La carenza di vitamina A può provocare difetti di visione notturna, lesioni a livello oculare e, nei casi più gravi, cecità. L’eccesso acuto o cronico di vitamina A può rivelarsi tossico, essere associato alla manifestazione di vari sintomi e, talvolta, comportare malformazioni fetali.
L’organismo non è in grado di produrre la vitamina A, che deve essere necessariamente assunta con la dieta. La vitamina A, o retinolo, è presente soprattutto negli alimenti di origine animale; in molti alimenti di origine vegetale sono contenuti invece i carotenoidi (precursori della vitamina A che subiscono il processo di conversione a livello epatico). La vitamina A viene accumulata nel fegato e nel tessuto adiposo (è solubile nel grasso), pertanto è opportuno evitarne un apporto continuo. L’organismo mantiene una concentrazione relativamente stabile di vitamina A nel sangue mediante un meccanismo a feedback, il quale è responsabile del rilascio a piccole dosi, quando necessarie, ed aumenta o diminuisce l’efficienza dell’assunzione con la dieta.
Il deficit di vitamina A si verifica raramente nei paesi occidentali ma, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), interessa ancora numerosi paesi in via di sviluppo, la cui popolazione è esposta ad importanti carenze alimentari. Uno dei primi segni di carenza di vitamina A è la cecità. Secondo l’OMS, i soggetti più colpiti sono i bambini in età prescolare e le donne in gravidanza.
Nel mondo occidentale la carenze di vitamina A si verifica principalmente nei soggetti che soffrono di malnutrizione, diarrea cronica, sindromi da malassorbimento come la celiachia, fibrosi cistica o pancreatite cronica, negli anziani, negli alcolisti e nei soggetti affetti da patologie epatiche ed ostruzione dei dotti biliari. Anche i pazienti che si sono sottoposti ad interventi chirurgici riguardanti l’intestino o il pancreas risultano maggiormente esposti.
La carenza di vitamina A è associata a forme gravi di morbillo; l’integrazione di vitamina A riduce il decorso della malattia e la gravità dei suoi sintomi, limitandone la mortalità.
La tossicità della vitamina A può verificarsi in seguito ad un’assunzione eccessiva di integratori vitaminici o di alimenti arricchiti di tale vitamina, come il fegato.
Come e Perchè
Quali informazioni è possibile ottenere?
Il test per la vitamina A è utilizzato come supporto alla diagnosi di carenza di vitamina A in pazienti con sintomi peculiari, quali cecità notturna, o esposti ad un rischio aumentato di sviluppare una carenza di vitamina A. Questo esame non viene eseguito frequentemente, poiché il deficit di vitamina A si verifica raramente nei paesi occidentali. Talvolta, il test può essere effettuato per rilevare la presenza di concentrazioni tossiche, dovute all’ingestione di ingenti quantità di vitamina A.
Quando viene prescritto?
La vitamina A può essere prescritta in pazienti con segni e sintomi riconducibili ad una carenza di vitamina A o ad uno stato di malnutrizione. I segni e sintomi includono:
- Cecità notturna
- Secchezza oculare, cutanea e dei capelli
- Ulcera e lesioni a livello della cornea, la membrana che costituisce la porzione anteriore del bulbo oculare e riveste l’iride e la pupilla
- Ispessimento e lesione della cute
- Macchie superficiali bianche o grigiastre della congiuntiva bulbare (macchie di Bitot)
- Infezioni frequenti
- Anemia
L’esame può essere eseguito periodicamente in soggetti affetti da patologie associate ad un generale malassorbimento, quali:
- Celiachia
- Sindrome del colon irritabile
- Morbo di Crohn, un tipo di patologia infiammatoria intestinale
- Fibrosi Cistica
Il test dovrebbe essere eseguito in pazienti con segni, sintomi e storia clinica che suggeriscano un eccesso (tossicità) di vitamina A. Alcuni segni e sintomi associati ad eccesso di vitamina A includono:
Infiammazione della lingua (glossite)
Cefalea
Nausea e vomito
Visione doppia (diplopia) o offuscata
Affaticamento
Debolezza
Vertigini
Convulsioni
Irritabilità
Dolore muscolare
Dolore osseo ed articolare
Perdita di peso
Perdita di capelli
Secchezza delle mucose
Prurito
Insufficienza epatica
Presenza di tagli agli angoli della bocca (cheilite angolare)
Cosa significa il risultato del test?
Concentrazioni ematiche di vitamina A nella norma suggeriscono la presenza di quantità sufficienti della vitamina, ma non sono indicative della quantità presente nelle aree di deposito. L’organismo mantiene una concentrazione relativamente stabile di vitamina A nel sangue, fino alla deplezione delle riserve.
Concentrazioni ridotte di vitamina A sono indicative di una carenza, che può provocare cecità notturna ed altre complicanze.
Concentrazioni elevate di vitamina A sono generalmente indicative di quantità in eccesso nel sangue, che possono depositarsi in varie aree dell’organismo, con conseguente tossicità. L’assunzione eccessiva di integratori vitaminici o di alimenti arricchiti di tale vitamina può causare vertigini, cefalea e nausea; in casi gravi può portare al coma ed essere potenzialmente letale. Nelle donne in gravidanza, l’eccesso di vitamina A può comportare malformazioni fetali.
C’è altro da sapere?
I soggetti con quantità ridotte di vitamina A nelle aree di deposito sono caratterizzati dalla presenza di vitamina A scarsa ma sufficiente; tuttavia, l’insorgenza di patologie o condizioni fisiologiche come la gravidanza aumenta il fabbisogno della molecola. Per questo motivo, la cecità notturna si verifica nelle donne in gravidanza in molte aree del mondo.
L’ingestione di quantità eccessive di alimenti contenenti beta-carotene, come le carote, può provocare la comparsa di una pigmentazione giallo-arancione della pelle, ma non una tossicosi da vitamina A. Il beta-carotene non viene convertito in vitamina A se quest’ultima è presente nell’organismo in quantità sufficienti.
Domande Frequenti
Quali sono le fonti alimentari di vitamina A?
I precursori della vitamina A sono presenti nella carne (soprattutto il fegato), nelle uova e nei latticini. Le fonti di carotene (principalmente beta-carotene) invece includono frutta e verdura di colore rosso, giallo e arancione, quali carote, spinaci, albicocche, melone e patate.
Quali sono le raccomandazioni alimentari per la vitamina A?
I livelli di assunzione della vitamina A vengono espressi in RAE (Retinol Activity Equivalent): 1 RE = 1 μg di retinolo = 6 μg di beta-carotene = 12 μg di altri carotenoidi provitaminici).
Attualmente, la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) raccomanda una dose giornaliera di 500 RAE/die (500 μg/die) per l’uomo e 400 RAE/die (400 μg/die) per la donna. In gravidanza si consiglia di non superare i 500 RAE/die (500 μg/die).
Come viene trattata la carenza di vitamina A?
Una carenza da lieve a moderata viene trattata con integratori e/o modifiche alla dieta. Carenze più gravi possono richiedere un monitoraggio terapeutico del dosaggio della vitamina A.
L’esame della vitamina A può essere eseguito ambulatorialmente?
No, si tratta di un test specializzato che non viene eseguito in tutti i laboratori.
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In questo sito
Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente
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