C-PEPTIDE
Noto anche come: Peptide C, Peptide di connessione
Nome ufficiale: C-Peptide
Ultima Revisione: 08/07/2026
Ultima Modifica: 08/07/2026
Articolo approvato dal Comitato editoriale di labtestsonline.org ed in corso di revisione da parte del Comitato editoriale italiano

Ultima Revisione: 08/07/2026
Revisori:
Dott.ssa Elvira Angotti (Azienda Ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco, Catanzaro)
Prof. Andrea Mosca (Dip. di Fisiopatologia medico-chirurgica e dei trapianti, Università degli Studi di Milano)
Membri del GdS Diabete Mellito
In sintesi
Perché?
Per valutare la capacità del pancreas di produrre insulina propria; per distinguere il tipo di diabete in caso di diagnosi incerta; per capire se un paziente diabetico ha ancora una produzione di insulina residua; per individuare la causa di una diminuzione anomala della glicemia (ipoglicemia); per confermare la presenza di un tumore del pancreas che produce insulina in modo eccessivo (insulinoma).
Quando?
Quando il medico ha bisogno di capire quanta insulina produce ancora il pancreas di un paziente diabetico, indipendentemente dall’insulina che eventualmente si inietta; quando la glicemia diminuisce troppo e si cerca la causa; quando la classificazione del diabete è dubbia; quando si vuole verificare la ripresa dell’attività pancreatica dopo un trapianto di pancreas o di cellule pancreatiche.
Che Tipo di Campione Viene Richiesto?
Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio. In alcune situazioni il medico può richiedere anche un campione di urina.
Il Test Richiede una Preparazione?
È richiesto il digiuno da almeno 8 ore prima del prelievo. In alcuni casi il medico può richiedere un prelievo dopo un pasto o dopo la somministrazione di una sostanza stimolante, per valutare la risposta del pancreas a uno stimolo specifico.
L’Esame
Il C-peptide è una piccola molecola prodotta dal pancreas strettamente legata all’insulina. Le cellule pancreatiche non producono l’insulina direttamente nella sua forma attiva, ma la assemblano a partire da un precursore più grande, la proinsulina, che contiene al suo interno sia l’insulina che il C-peptide. Quando la proinsulina viene tagliata per liberare l’insulina attiva, il C-peptide si stacca e viene rilasciato nel sangue in quantità uguale all’insulina prodotta.
Questo è il motivo per cui misurare il C-peptide nel sangue permette di capire quanta insulina stia producendo il pancreas in quel momento. Il C-peptide si può misurare anche nei pazienti che si iniettano insulina dall’esterno, perché i reagenti di laboratorio non riconoscono l’insulina iniettata ma rilevano solo quella prodotta dal pancreas del paziente. L’insulina somministrata come farmaco, invece, non la si può distinguere da quella endogena con i test standard. Il C-peptide diventa quindi l’unico modo affidabile per capire se il pancreas sia ancora attivo in un paziente insulinodipendente.
Il C-peptide rimane nel sangue più a lungo dell’insulina ed è più facile da misurare con precisione. Viene poi eliminato dai reni, quindi nei pazienti con una malattia renale i suoi livelli possono risultare più alti del normale, non perché il pancreas produca più insulina, ma semplicemente perché i reni lo eliminano più lentamente.
Misurare il C-peptide consente al medico di distinguere i diversi tipi di diabete. Infatti, nel diabete di tipo 1, il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule del pancreas che producono insulina. Il risultato è che il pancreas smette quasi completamente di produrre insulina propria, e di conseguenza anche il C-peptide nel sangue scende a valori molto bassi o diventa non rilevabile. Chi ha il diabete di tipo 1 da anni ha in genere un C-peptide praticamente assente.
Nel diabete di tipo 2, invece, il problema principale non è la mancanza di insulina ma il fatto che quest’ultima non riesca più a far entrare il glucosio nelle cellule. Per compensare, il pancreas lavora di più e produce più insulina del normale. Nelle fasi iniziali della malattia il C-peptide può quindi risultare addirittura elevato. Con il passare degli anni e il progredire della malattia, le cellule del pancreas si esauriscono e il C-peptide tende a scendere.
Esistono poi forme di diabete che non sono chiaramente né di tipo 1 né di tipo 2, in particolare il LADA (un diabete autoimmune che si manifesta negli adulti, con una progressione più lenta rispetto al tipo 1 classico) e il diabete monogenico (causato da un difetto genetico in un singolo gene). In questi casi il C-peptide è uno strumento prezioso: aiuta il medico a capire quanto il pancreas stia ancora funzionando e a scegliere la terapia più adatta, evitando per esempio di prescrivere l’insulina a chi non ne ha ancora bisogno.
Il C-peptide può essere utile anche quando una persona non diabetica presenta episodi ricorrenti di glicemia bassa (ipoglicemia). In questo caso, un valore di C-peptide elevato in presenza di glicemia bassa potrebbe indicare che il pancreas sta producendo troppa insulina autonomamente, come avviene in presenza di un tumore benigno delle cellule pancreatiche, chiamato insulinoma. Al contrario, se il C-peptide è basso durante un episodio di ipoglicemia, significa che l’ipoglicemia è stata causata dall’iniezione di insulina dall’esterno.
Infine, il C-peptide viene misurato anche per valutare se un trapianto di pancreas o di cellule pancreatiche ha avuto successo, in questo caso, infatti, se le cellule trapiantate sono vive e funzionanti, produrranno insulina e quindi anche C-peptide, che diventerà rilevabile nel sangue.
Come e Perchè
Quali informazioni è possibile ottenere?
Il test del C-peptide può essere utile in diverse situazioni:
- Capire se il pancreas produce ancora insulina propria in un paziente che si inietta insulina come farmaco.
- Aiutare il medico a classificare correttamente il tipo di diabete, soprattutto quando la situazione clinica non è chiara.
- Decidere se avviare o continuare la terapia insulinica: se il pancreas produce ancora molta insulina, potrebbe non essere necessaria.
- Cercare la causa di episodi di glicemia troppo bassa (ipoglicemia) in una persona non diabetica.
- Verificare se un insulinoma (tumore benigno del pancreas) è stato rimosso completamente con l’intervento chirurgico.
- Controllare nel tempo quando, dopo un trapianto di pancreas o di cellule pancreatiche, riprende la produzione di insulina.
La misurazione del C-peptide può essere richiesta insieme a quella dell’insulina e della glicemia e, anche, nell’ambito di un test di tolleranza al glucosio. Nel corso di questo test i livelli di glucosio, insulina e C-peptide vengono misurati a intervalli di tempo definiti dopo la somministrazione di una quantità standard di glucosio, per valutare come il pancreas risponde nel tempo e se è presente una resistenza all’insulina.
Quando viene prescritto?
Il medico può richiedere il C-peptide:
- Quando un paziente diabetico inizia la terapia insulinica e si vuole valutare la capacità di produrre insulina residua del pancreas
- Quando la diagnosi di diabete è incerta – per esempio un adulto con diabete di nuova diagnosi e caratteristiche che non corrispondono chiaramente al tipo 1 o al tipo 2.
- Quando una persona non diabetica ha episodi frequenti di glicemia bassa con sintomi come sudorazione, tremori, senso di fame improvviso, vertigini, stato confusionale o svenimento.
- Dopo la rimozione chirurgica di un insulinoma, per verificare che il tumore sia stato eliminato completamente.
- Dopo un trapianto di pancreas o di isole pancreatiche, per monitorare la funzione delle cellule trapiantate.
- Quando si sospetta un diabete monogenico (una forma rara di diabete ereditario).
Cosa significa il risultato del test?
I valori del C-peptide devono sempre essere interpretati dal medico insieme alla glicemia e alla situazione clinica del paziente. I valori di riferimento variano a seconda del laboratorio e del metodo utilizzato.
La tabella seguente mostra alcune situazioni tipiche:
| Situazione clinica | C-peptide | Glicemia |
| Persona sana | Normale | Normale |
| Diabete di tipo 1 | Molto basso o assente | Alta (senza insulina) |
| Diabete di tipo 2 nelle fasi iniziali | Normale o elevato | Alta |
| Insulinoma (tumore del pancreas) | Elevato | Bassa |
| Ipoglicemia da insulina iniettata | Basso | bassa |
Un C-peptide elevato si può trovare anche in presenza di:
- Sovrappeso o obesità, nelle quali il pancreas produce più insulina per compensare l’insulino resistenza.
- Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
- Malattia renale cronica, perché i reni eliminano il C-peptide più lentamente.
Un C-peptide basso si può trovare invece in:
- Diabete di tipo 1 dopo anni di malattia.
- Pancreatite cronica o tumori del pancreas che hanno danneggiato le cellule produttrici di insulina.
C’è altro da sapere?
Il C-peptide può essere misurato anche nelle urine, sia su un campione estemporaneo che sulla raccolta delle urine delle 24 ore. La misurazione è utile soprattutto per seguire nel tempo i pazienti con diabete di tipo 1, e non richiede un prelievo di sangue. Nel caso delle urine estemporanee, il laboratorio non riporta il valore del C-peptide da solo, ma lo rapporta alla quantità di creatinina presente nello stesso campione; infatti, la concentrazione delle urine varia da persona a persona e nel corso della giornata e questo rapporto corregge le differenze di diluizione e rende il risultato confrontabile con quello nelle urine delle 24 ore.
Il C-peptide viene spesso misurato insieme ad altri esami, come la glicemia, l’insulina e gli anticorpi specifici contro le cellule del pancreas. Insieme, questi dati danno al medico un quadro completo di come sta funzionando il pancreas e di che tipo di diabete si tratta.
I valori di riferimento del C-peptide non sono uguali in tutti i laboratori, perché ogni strumento utilizza un metodo leggermente diverso. Per questo motivo, se nel corso del tempo si fa il test in laboratori diversi, i risultati potrebbero non essere direttamente confrontabili.
Domande Frequenti
Il C-peptide è la stessa cosa dell’insulina?
No. Sono due molecole diverse, anche se vengono prodotte insieme dal pancreas in risposta ad un aumento della glicemia. l’insulina favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule, abbassandone i livelli nel sangue; il C-peptide non ha questa funzione diretta e viene usato solo come “marcatore”, cioè come indicatore di quanto il pancreas stia producendo insulina propria. Il vantaggio del C-peptide è che, se presente, rimane rilevabile nel sangue anche nei pazienti che si iniettano insulina come terapia.
Perché non si misura direttamente l’insulina invece del C-peptide?
L’insulina usata come farmaco (quella iniettata) non si distingue facilmente da quella prodotta dal pancreas con i normali test di laboratorio. Inoltre, l’insulina scompare molto rapidamente dal sangue, mentre il C-peptide è più stabile e più facile da misurare con precisione. Per questi motivi, il C-peptide è lo strumento preferito per valutare la produzione insulinica endogena, cioè quella del pancreas, nei pazienti in terapia insulinica.
Il test del C-peptide è lo stesso del test dell’insulina?
No, sono due esami diversi che misurano molecole diverse. Tuttavia, vengono spesso richiesti insieme, perché si completano a vicenda. Il test dell’insulina misura tutta l’insulina presente nel sangue, compresa quella iniettata come farmaco. Il test del C-peptide misura invece solo la produzione endogena.
Il C-peptide si può misurare a casa?
No. Come per l’insulina, il test richiede strumenti di laboratorio specializzati e personale qualificato. Non è possibile misurarlo con i dispositivi per l’automonitoraggio della glicemia comunemente usati dai pazienti diabetici.
Il C-peptide nelle urine è attendibile come quello nel sangue?
Sì, in molte situazioni. Studi clinici hanno dimostrato che il C-peptide misurato in un campione di urina raccolta due ore dopo il pasto è un buon indicatore della funzione del pancreas. È un metodo particolarmente comodo per il monitoraggio nel tempo dei pazienti con diabete di tipo 1, perché evita i prelievi di sangue ripetuti.
Cosa succede se ho la malattia renale?
I reni eliminano il C-peptide. Se i reni funzionano male, il C-peptide si accumula nel sangue e i valori risultano più alti rispetto a una persona con reni sani, anche se il pancreas non sta producendo più insulina.
Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente
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