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Ultima Modifica: 22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per valutare i livelli di ferro dell’organismo; come sostegno alla diagnosi di carenza o eccesso di ferro.

Quando Fare il Test?

In seguito al riscontro all’emocromo di livelli bassi di emoglobina e ematocrito; nel caso in cui il clinico sospetti una carenza di ferro o un suo accumulo.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato da un braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

Potrebbe essere richiesto di eseguire il prelievo al mattino e/o a digiuno da 12 ore; in questo caso è possibile assumere solo acqua. È importante seguire tutte le istruzioni fornite dal personale sanitario.

L’Esame

Il ferro è un nutriente essenziale che, tra le altre funzioni, è necessario per il normale funzionamento dei globuli rossi o eritrociti. Esso è un componente fondamentale dell’emoglobina, la proteina presente all’interno degli eritrociti ed in grado di legare l’ossigeno nei polmoni e rilasciarlo in tutti i tessuti dell’organismo. Il ferro non può essere prodotto ma solo assorbito con la dieta.

I test per la valutazione del metabolismo del ferro rappresentano un gruppo di esami che misurano diverse sostanze presenti nel sangue. Spesso questi esami vengono richiesti ed i risultati vengono interpretati insieme, come supporto alla diagnosi e/o al monitoraggio di patologie caratterizzate da carenza o accumulo di ferro.

  • Sideremia – misura i livelli sierici (porzione liquida del sangue) di ferro
  • Transferrina – misura della transferrina nel sangue, la proteina responsabile del trasporto di ferro nell’organismo. In condizioni normali, la transferrina è per circa un terzo legata con il ferro. Questo significa che sono disponibili circa due terzi della sua capacità di legare il ferro.
  • TIBC (capacità ferro-legante totale) – misura la quantità totale di ferro che può essere legata dalle proteine nel sangue. Poiché la transferrina è la proteina principalmente responsabile del legame del ferro, la TIBC è una buona approssimazione della disponibilità di transferrina.
  • UIBC (capacità ferro-legante non saturata) – l’UIBC misura la capacità di riserva della transferrina ossia la porzione di transferrina non ancora legatacon il ferro. Anche l’UIBC riflette i livelli di transferrina.
  • Saturazione della transferrina –un calcolo che riflette la percentuale di transferrina legatacon il ferro (100 x ferro sierico/TIBC)
  • Ferritina sierica – riflette la quantità di riserve di ferro presenti nell’organismo

Il ferro è normalmente assorbito dal cibo nell’intestino tenue e trasportato in tutto l’organismo dalla transferrina, una proteina di origine epatica. Nelle persone sane, la maggior parte del ferro trasportato viene incorporato nell’emoglobina dei globuli rossi. Il rimanente è immagazzinato nei tessuti sotto forma di ferritina o emosiderina, tranne una piccola parte utilizzata per la produzione di mioglobina e di alcuni enzimi.

Nel caso in cui i livelli di ferro non siano sufficienti a soddisfare le necessità dell’organismo, i livelli di ferro nel sangue diminuiscono e le riserve di ferro vengono utilizzate. Questo può avvenire in caso di:

La presenza di quantità insufficienti di ferro circolante e immagazzinato può portare ad anemia sideropenica (ferro carente), caratterizzata dalla diminuzione di emoglobina ed ematocrito ed eritrociti piccoli (microcitici) e pallidi (ipocromici). Nelle fasi precoci degli stati ferro-carenziali, fintanto che sono presenti quantità sufficienti di ferro immagazzinato nei depositi di scorta, i pazienti risultano asintomatici. I segni e sintomi si manifestano solo in seguito all’utilizzo di tutte le scorte di ferro. In persone in buono stato di salute pertanto l’anemia si manifesta raramente prima che i livelli di emoglobina scendano al di sotto dei valori di riferimento.

I sintomi più comuni dell’anemia sono senso di fatica, debolezza, tremori, cefalea e pallore. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Anemia”.

L’accumulo di ferro nell’organismo invece può risultare tossico. La sideremia e la ferritina aumentano nel caso in cui venga assorbito più ferro rispetto alle necessità dell’organismo. La presenza di quantità eccessive di ferro può portare al suo progressivo accumulo in diversi organi e alla loro conseguente disfunzione. Un esempio è l’emocromatosi, patologia genetica rara caratterizzata dalla presenza di quantità eccessive di ferro. Anche l’assunzione di quantità eccessive di ferro tramite integratori può essere dannosa.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Gli esami per la valutazione del metabolismo del ferro consentono di avere informazioni riguardo la quantità di ferro circolante, la capacità totale del sangue di trasportarlo e la quantità di ferro immagazzinata nei depositi. Questi test sono un utile supporto alla diagnosi differenziale di diversi tipi di anemia.

    Spesso questi esami vengono richiesti insieme ed i loro risultati, valutati nell’insieme, consentono di identificare uno stato ferro-carenziale, un’anemia sideropenica o la presenza di accumuli di ferro.

  • Quando viene prescritto?

    Questi esami possono essere richiesti in seguito al riscontro di valori di ematocrito ed emoglobina troppo bassi all’esame dell’emocromo e alla rilevazione di globuli rossi piccoli e pallidi (microcitici e ipocromici), indicativi di anemia ferro-carenziale non ancora manifestatasi.

    I segni e sintomi di anemia sono:

    • Fatica cronica
    • Vertigini
    • Debolezza
    • Cefalea
    • Pallore
       

    I test per la valutazione del metabolismo del ferro però possono essere richiesti anche nel caso in cui si sospetti una patologia dovuta all’accumulo di ferro. I segni e sintomi da sovraccarico di ferro possono variare da persona a persona e nel tempo. Sono dovuti all’accumulo di ferro nel sangue e nei tessuti, e possono includere:

    • Dolore articolare
    • Fatica, debolezza
    • Mancanza di energia
    • Dolore addominale
    • Calo della libido
    • Danno d’organo, come del cuore e/o del fegato
       

    Nel caso in cui vi sia il sospetto che un bambino abbia assunto quantità eccessive di ferro per ingestione d’integratori, l’esame della sideremia può essere di aiuto per diagnosticare tempestivamente un grave avvelenamento da ferro.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Nella tabella sottostante è riportato un riassunto dei possibili risultati dei test del ferro in varie condizioni cliniche:

    Patologia

    Sideremia – Ferro sierico

    TIBC/Transferrina

    UIBC

    % di saturazione della transferrina

    Ferritina

    Carenza di ferro

    Bassa

    Alta

    Alta

    Bassa

    Bassa

    Emocromatosi/Emosiderosi

    Alta

    Bassa

    Bassa

    Alta

    Alta

    Malattie croniche

    Bassa

    Bassa/Normale

    Bassa/Normale

    Bassa/Normale

    Normale/Alta

    Anemia emolitica

    Alta

    Normale/ Bassa

    Bassa/Normale

    Alta

    Alta

    Anemia sideroblastica

    Normale/ Alta

    Normale/ Bassa

    Bassa/Normale

    Alta

    Alta

    Avvelenamento da ferro

    Alta

    Normale

    Bassa

    Alta

    Normale

     

    Carenza di ferro

    Negli stadi precoci degli stati ferro-carenziali, vi è un progressivo consumo dei depositi di ferro. Di conseguenza i globuli rossi vengono normalmente prodotti ma i depositi di ferro diminuiscono progressivamente. In questa fase, la sideremia è normale ma i livelli di ferritina diminuiscono.

    Con il progredire della condizione clinica, tutti i depositi di ferro vengono consumati e l’organismo cerca di compensare producendo quantità maggiori di transferrina per incrementare il trasporto di ferro. La progressiva diminuzione dei livelli di ferro determina l’aumento della transferrina, dell’UIBC e del TIBC. In questa fase, vengono prodotti pochi globuli rossi e di piccole dimensioni, con la conseguente manifestazione clinica dell’anemia.

    Accumulo di ferro

    La presenza di quantità elevate di ferro sierico associata a livelli normali di ferritina, TIBC e UIBC fa sospettare, in persone con storia clinica coerente, la presenza di un avvelenamento da ferro. Questo può essere conseguenza di un eccessivo apporto di ferro in un breve periodo. Nei bambini si tratta di una condizione clinica a manifestazione acuta, spesso dovuta all’ingestione da parte dei bambini degli integratori di ferro dei genitori. In alcuni casi, si tratta di una situazione letale.

    Le persone affette da emocromatosi ereditaria presentano una mutazione del gene HFE. Sebbene esistano persone affette da emocromatosi ma asintomatiche per tutto il corso della loro vita, altre possono manifestare dei sintomi come dolore articolare, dolore addominale e debolezza, specie intorno ai 30-40 anni. La presenza del ciclo mestruale nelle donne consente loro di avere una sintomatologia più lieve rispetto agli uomini.

    L’accumulo di ferro può colpire anche persone affette da emosiderosi e quelle sottoposte a trasfusioni multiple, necessarie, ad esempio, in caso di anemia falciforme, talassemia major o altre forme di anemia. Alcune persone dipendenti dall’alcol o con patologie epatiche croniche, possono andare incontro ad accumulo di ferro.

  • C’è altro da sapere?

    L’assunzione di cibi ricchi di ferro o di integratori prima dell’esecuzione dei test può influire sui risultati, così come le trasfusioni recenti.

    I livelli di ferro sono mantenuti normali grazie ad un equilibrio tra la quantità di ferro assunto con la dieta e quello perso. Normalmente, ogni giorno viene persa una piccola quantità di ferro; pertanto l’apporto insufficiente di ferro può, nel tempo, portare ad uno stato carenziale. Sebbene però una persona abbia una dieta povera di ferro, la presenza di riserve di ferro nell’organismo consente di prevenire lo stato ferro-carenziale per lungo tempo.

    In alcune situazioni, può esserci la necessità di un maggiore apporto di ferro. Le persone con emorragie croniche del canale digerente (per la presenza di ulcerazioni o di tumori come il cancro al colon) o le donne con perdite mestruali abbondanti, possono necessitare di quantità di ferro maggiori del normale. Anche le donne in gravidanza o in allattamento perdono grandi quantità di ferro che, se non correttamente riassunto tramite integratori, può portare ad uno stato ferro-carenziale. La carenza di ferro può essere dovuta anche a sindromi di malassorbimento come la celiachia.

    Esistono anche delle situazioni nelle quali la bassa sideremia è dovuta all’inappropriata mobilitazione delle riserve di ferro. In molte patologie croniche infiammatorie, come il cancro, le malattie autoimmuni o le infezioni croniche (inclusa l’AIDS), l’organismo non è in grado di usare correttamente il ferro per produrre globuli rossi. In queste patologie, la produzione di transferrina diminuisce e la sideremia è bassa per la ridotta capacità di assorbire il ferro al livello intestinale; i depositi di ferro non possono essere utilizzati e la ferritina aumenta.

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Domande Frequenti
  • Tutte le persone con carenza di ferro sviluppano anemia? Quali sono i sintomi?

    La carenza di ferro riguarda la diminuzione della quantità di ferro immagazzinata nell’organismo mentre l’anemia ferro-carente (sideropenica) si riferisce alla diminuzione del numero di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito causata dalla presenza di quantità insufficienti di ferro. L’anemia in genere compare diverse settimane dopo la diminuzione dei depositi di ferro, in seguito all’impossibilità da parte dell’organismo di produrre quantità sufficienti di emoglobina e globuli rossi. In genere sono presenti solo pochi sintomi in uno stato ferro-carenziale ma il peggioramento della situazione e la carenza di globuli rossi ed emoglobina determina la comparsa dei sintomi relativi allo stato anemico, come debolezza e senso di affaticamento.

    L’esacerbazione della carenza di ferro comporta anemia grave e quindi di sintomi come difficoltà respiratorie, vertigini, dolore toracico, cefalea e dolore agli arti. I bambini possono andare incontro a problemi nell’apprendimento. Oltre ai normali sintomi dell’anemia, esistono però alcuni sintomi tipici della carenza di ferro. Questi includono la disfagia, il pica o picacismo (necessità di assumere determinate sostanze come ghiaccio, amido di mais, liquirizia, gesso, terra o argilla), sensazione di bruciore nella lingua o lingua liscia, presenza di piaghe agli angoli della bocca e unghie dei piedi a forma di cucchiaio.

  • Esistono altri test da eseguire per rilevare direttamente uno stato di carenza o accumulo di ferro?

    Per riconoscere questo tipo di alterazioni del metabolismo del ferro, esistono altri test:

    • Emoglobina ed ematocrito, due parametri rilevabili all’esame dell’emocromo. Bassi livelli di emoglobina ed ematocrito definiscono lo stato anemico. La carenza di ferro è una causa molto comune di anemia. In queste situazioni vengono valutati anche altri parametri come il volume medio dei globuli rossi (MCV o volume corpuscolare medio) ed il contenuto medio di emoglobina all’interno dei globuli rossi (MCH). In caso di carenza di ferro, vi è una ridotta produzione di emoglobina e quindi i globuli rossi risultano più piccoli del normale. Sia l’MCV che l’MCH pertanto diminuiscono. Inoltre, la concentrazione di emoglobina nei globuli rossi (MCHC) diminuisce. I globuli rossi appaiono piccoli e pallidi.
    • Recettore solubile della transferrina (sTfR). Questo test è usato per rilevare un’anemia sideropenica e per effettuare diagnosi differenziale con una patologia o infiammazione cronica. Nei pazienti in uno stato ferro-carenziale, i livelli di sTfR sono elevati.
    • Zincoprotoporfirina (ZPP). In caso di carenza di ferro, i livelli di ZPP aumentano. Talvolta questo test viene usato nello screening in bambini e adolescenti. Sebbene non sia specifico per la carenza di ferro, la presenza di valori elevati di ZPP è indicativa per la necessità di eseguire ulteriori test.
    • Test genetici del gene HFE. L’emocromatosi è una malattia genetica ereditaria presente perlopiù in persone di origine caucasica. È caratterizzata dall’assorbimento di quantità eccessive di ferro ed è dovuta ad una mutazione del gene HFE che influenza le capacità dell’intestino di assorbire il ferro. Questi test consentono di ricercare le mutazioni associate alla patologia. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Emocromatosi”.
  • Quali sono le cause della carenza di ferro?

    Esistono molte patologie che possono causare anemia oltre alla carenza di ferro. Alcuni esempi includono la carenza di vitamina B12 e acido folico, il cancro (come leucemia, linfoma, sindromi mielodisplastiche), infezioni e infiammazioni croniche, malattie genetiche come l’anemia falciforme e la talassemia. La carenza di ferro rappresenta una causa molto comune di anemia; questo è il motivo per il quale questi test vengono richiesti molto spesso. Se gli esami per la valutazione del metabolismo del ferro consentono di escludere uno stato ferro-carenziale, è necessario eseguire ulteriori test per approfondire le cause dell’anemia.

  • Quali sono gli alimenti a maggiore contenuto di ferro?

    Il ferro contenuto nell’eme è la forma più semplice che l’organismo può assorbire. Questo è presente nella carne e nelle uova. Il ferro “non-eme” è contenuto invece in moltissime verdure e negli integratori. Le verdure ricche di ferro sono quelle a foglia verde come spinaci, cavolo nero, cavolo; sono ricche in ferro anche germe di grano, pane integrale e cereali, uvetta e melassa. Le donne in gravidanza o coloro che si trovano in uno stato di carenza di ferro, dovrebbero assumere degli integratori contenenti ferro, sotto supervisione del medico.

  • Chi può aver bisogno di assumere gli integratori di ferro?

    Le persone che di solito ne hanno bisogno sono le donne in gravidanza e allattamento e coloro che sono affette da uno stato ferro-carenziale accertato. L’assunzione di ferro senza prescrizione medica è pericolosa poiché può comportare un accumulo cronico di ferro. L’overdose di ferro può essere molto tossico, specialmente nei bambini.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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