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Ultima Modifica: 15.03.2022.

Cos'è la celiachia?

La celiachia è una malattia autoimmune del sistema digestivo, caratterizzata da un'inappropriata risposta immune alle proteine provenienti dalla dieta (glutine e gliadina) presenti nel grano, segale e orzo. Ulteriori prodotti che possono contenere glutine includono coloranti ed addensanti alimentari, vitamine, dentifrici e prodotti per la cura della pelle e dei capelli.

Questa risposta immunitaria anomala determina infiammazione che danneggia il rivestimento dell’intestino tenue ed i villi della mucosa intestinale. La maggior parte dei soggetti celiaci produce autoanticorpi che distruggono i villi intestinali. Il danneggiamento o la distruzione dei villi si riflette nella ridotta capacità dell'organismo di assorbire nutrienti, vitamine, minerali e liquidi. Nei soggetti non trattati possono comparire sintomi associati a malnutrizione e malassorbimento.

La celiachia è associata anche a fattori ereditari predisponenti che, insieme a fattori ambientali e psicofisici, possono contribuire allo sviluppo della malattia, con meccanismi che, attualmente, non sono totalmente chiari. Secondo le organizzazioni scientifiche internazionali, la malattia celiaca è in qualche misura caratterizzata anche da una familiarità, con una percentuale tra il 4% ed il 12%, di comparsa della malattia nei parenti di primo grado di una persona affetta. Pazienti affetti da sindrome di Down, sindrome di Turner e diabete di tipo 1 sono esposti ad un rischio maggiore di sviluppare la celiachia. 

I sintomi associati possono variare significativamente da persona a persona. Alcuni pazienti manifestano sintomi gastrointestinali quali diarrea, costipazione e steatorrea. L'incapacità di assorbire correttamente i nutrienti può causare altri sintomi come perdita di peso, affaticamento, eruzioni cutanee e problemi dentali. Inoltre, i soggetti affetti possono presentare cefalea, alterazioni del tono dell'umore ed altri effetti neurologici. Per maggiori informazioni a riguardo, consultare la sezione Approfondimenti.

La malattia celiaca è diffusa in tutto il mondo ma è prevalente tra le persone di origine europea. Si stima che la sua prevalenza si aggiri intorno all’1%, con un'importante porzione di pazienti non diagnosticata. Nella popolazione italiana il numero teorico di celiaci si aggira intorno ai 600.000, contro i quasi 225.000 ad oggi diagnosticati. La celiachia può essere presente in entrambi i sessi, anche se è spesso diagnosticata nei bambini e nelle persone di età compresa tra i 30 ed i 40 anni e di sesso femminile. In passato la celiachia era diagnosticata solo in età pediatrica e con manifestazioni più gravi. Oggi viene spesso diagnosticata anche negli adulti.

Qual è la differenza tra malattia celiaca ed allergia al grano?

L'allergia al grano o ad altri alimenti coinvolge differenti componenti del sistema immunitario rispetto alla malattia celiaca. Pertanto, la malattia celiaca non viene considerata un'allergia alimentare, bensì una malattia autoimmune innescata dall'esposizione al glutine.

Le allergie alimentari causano sintomi caratteristici quali difficoltà respiratorie ed orticaria e, differentemente dalla malattia celiaca, non causano danni all'intestino tenue.

Qual è la differenza tra malattia celiaca e sensibilità al glutine?

La condizione di alcuni soggetti di essere intolleranti al glutine in assenza di malattia celiaca viene definita “Sensibilità al glutine non celiaca” (NCGS). L'NCGS può causare sintomi simili alla malattia celiaca, ma non scatena una risposta immunitaria anomala e non determina il danneggiamento dell'intestino tenue.

Il Ruolo dei Test per la Celiachia

I test per la celiachia possono essere utilizzati per lo screening, la diagnosi ed il monitoraggio della malattia celiaca. 

Diagnosi; sono disponibili numerosi test per identificare i segni di una reazione autoimmune al glutine, determinare la probabilità che il paziente sia affetto da malattia celiaca o rilevare eventuali complicanze associate alla patologia.

Monitoraggio; il test può essere eseguito periodicamente per determinare l'efficacia del trattamento, valutare l'aderenza del paziente ad una dieta priva di glutine ed individuare eventuali condizioni cliniche associate al malassorbimento intestinale dei nutrienti.

Screening; non è raccomandabile usare questi test come screening nella popolazione generale, priva di fattori di rischio. Tuttavia, dovrebbero essere testate le persone con storia familiare positiva o fattori di rischio per lo sviluppo della malattia celiaca.

Chi dovrebbe sottoporsi al test?

La selezione degli individui che dovrebbero sottoporsi al test dipende dallo scopo per il quale viene eseguito l'esame: 

Diagnosi

Solitamente gli esami per la celiachia vengono prescritti in pazienti con segni e sintomi di celiachia, come malnutrizione e malassorbimentoI principali segni e sintomi gastro-intestinali includono:

  • Diarrea cronica o costipazione
  • Dolore addominale e distensione addominale
  • Inspiegabile perdita di peso

Altri segni che possono presentarsi includono:

I sintomi correlati sono spesso aspecifici, ovvero presenti anche in corso di altre condizioni cliniche; pertanto, l'esecuzione dei test consente di confermare o escludere la diagnosi di celiachia.

Monitoraggio

I pazienti che hanno ricevuto la diagnosi di celiachia possono sottoporsi al test dopo alcune settimane o mesi dall'inizio della dieta priva di glutine, al fine di valutare l'efficacia del trattamento. Inoltre, eseguire gli esami ad intervalli regolari consente di valutare eventuali condizioni cliniche correlate alla celiachia.

Screening

Non è raccomandabile utilizzare questi test come screening sulla popolazione generale, priva di fattori di rischio. Dovrebbero sottoporsi al test soggetti che presentano uno o più fattori di rischio, quali essere affetti da un altro disturbo autoimmune o avere parenti di primo grado (genitori, fratelli) celiaci.

Tipologie di Test per la Celiachia

Solitamente, la diagnosi di celiachia viene stabilita valutando i segni ed i sintomi contestualmente alla presenza di lesioni dell'intestino tenue e alla difficoltà di assorbire correttamente i nutrienti. Evitare l'assunzione di glutine potrebbe interferire con i risultati del test; pertanto, i pazienti che si sottopongono ad esami diagnostici di primo livello dovrebbero seguire una dieta normale.

Esame fisico e anamnesi

Solitamente, la valutazione della malattia celiaca inizia con l'esame obiettivo. Come parte dell'esame, il clinico può ricercare segni di celiachia, come eruzioni cutanee o gonfiore dell'addome, procedere con l'auscultazione addominale tramite stetoscopio ed indagare eventuali problemi nutrizionali come un'inspiegabile perdita di peso o patologie dentali. Inoltre, viene raccolta l'anamnesi del paziente ed informazioni circa le abitudini alimentari e la presenza di familiari stretti affetti da celiachia.

Test sierologici 

Le fasi iniziali per la diagnosi di celiachia riguardano la ricerca degli autoanticorpi responsabili della malattia. La misura degli autoanticorpi è necessaria, oltre che per la diagnosi di soggetti sintomatici, anche per lo screening dei familiari della persona affetta.

Normalmente, gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario sono in grado di discriminare tra gli elementi estranei all’organismo (non-self) e quelli appartenenti allo stesso (self), innescando una risposta immunitaria solamente in caso di esposizione a elementi “non-self”, come batteri o virusTuttavia, in corso di malattia celiaca vengono prodotti autoanticorpi in grado di riconoscere e reagire erroneamente con tessuti dell'intestino tenue dell’organismo di appartenenza. 

I soggetti che devono sottoporsi alla ricerca degli autoanticorpi dovrebbero continuare a mangiare alimenti che contengono glutine prima di eseguire il test. Il test rileva due differenti classi di autoanticorpi, le IgA e le IgG, coinvolte nella patogenesi della malattia. 

  • Le IgA sono le immunoglobuline maggiormente rappresentate nelle secrezioni gastrointestinali. Il test per gli autoanticorpi anti-IgA è maggiormente specifico per la celiachia. Tuttavia, circa il 2-3% delle persone con malattia celiaca presenta una carenza delle IgA, che può comportare un risultato falsamente negativo del test
  • Il test delle immunoglobuline G (IgG) viene prescritto soltanto nei pazienti con carenza delle IgA, in quanto meno specifico rispetto al test per le IgA

I test sierologici più comuni per la diagnosi di celiachia includono:

  1. Misura delle IgA totali nel sangue; può essere richiesta da sola o insieme ai test per ricerca degli autoanticorpi, per rilevare la carenza di IgA. La carenza di IgA può comportare il riscontro di bassi livelli di anticorpi IgA anti-tTG e anti-EMA anche in presenza di malattia celiaca
  2. I test più comuni per la ricerca degli autoanticorpi associati alla celiachia includono: 
  • Anticorpi IgA anti-transglutaminasi tissutale (anti-tTG); è il test ematico più sensibile e specifico per la celiachia ed è quello più frequentemente richiesto. Gli anticorpi anti-tTG sono diretti contro una proteina (la transglutaminasi tissutale) localizzata a livello dell'intestino tenue; Il test per le IgG anti-tTG è meno specifico e sensibile rispetto a quello per le IgA, perciò viene richiesto solo nel caso in cui sia presente una carenza di IgA
  • Anticorpi IgA anti-DGP (gliadina deamidata); questo test può risultare positivo in alcuni soggetti negativi per gli anti-tTG, in modo particolare in età pediatrica; viene raccomandato in pazienti con carenza di IgA

Alcuni test meno comuni per la ricerca di autoanticorpi includono:

  • Anticorpi IgA anti-endomisio (EMA); può essere un utile test di conferma o di esclusione in presenza di risultati dubbi
  • Anticorpi IgA anti-reticulina (ARA); scarsamente sensibile e specifico rispetto ai test precedenti; non viene prescritto frequentemente

Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l'articolo sui Test anticorpali per la Celiachia

I test sierologici sono in grado di rilevare concentrazioni elevate di anticorpi in oltre il 95% dei soggetti affetti da malattia celiaca. Tuttavia, i test anticorpali possono talvolta riportare risultati falsamente negativi in soggetti che seguono una dieta priva di glutine.

La diminuzione della concentrazione anticorpale in soggetti che non assumono glutine indica l'efficacia del trattamento.

Biopsia e Endoscopia

I test per la celiachia comprendono la valutazione dell'intestino tenue, che prevede due elementi: 

  • Endoscopia; una procedura durante la quale una piccola telecamera posta alla fine di un tubo sottile viene introdotta attraverso la bocca e l'esofago fino al duodeno. Durante questa procedura è possibile prelevare un campione bioptico per rilevare la presenza di lesioni dei villi intestinali
  • Biopsia; la conferma diagnostica di celiachia richiede un esame bioptico su una porzione di intestino tenue. Il campione bioptico può essere prelevato in sede di esame endoscopico. Durante questa procedura è possibile prelevare un campione di tessuto (biopsia) che sarà successivamente esaminato al microscopio da un anatomopatologo per rilevare la presenza di lesioni dei villi intestinali.

Solitamente, la procedura endoscopica con prelievo bioptico viene richiesta in seguito ad un risultato positivo al test anticorpale. Il test può essere ripetuto periodicamente per il monitoraggio della patologia.

Endoscopia con videocapsula

Nei pazienti che non possono essere sottoposti ad endoscopia con prelievo bioptico di una porzione di intestino tenue può essere eseguita un'endoscopia con videocapsula. Si tratta di una procedura che utilizza una capsula contenente una telecamera che deve essere inghiottita ed è in grado di trasmettere le immagini acquisite durante il suo percorso nel canale digerente. É una metodica di recente introduzione ed al momento disponibile solo in alcune aree d'Italia.

Biopsia cutanea

I pazienti che presentano una particolare eruzione cutanea, nota come dermatite erpetiforme, possono sottoporsi ad una biopsia cutanea per rimuovere un campione di cute lesionata da analizzare al microscopio. La dermatite erpetiforme è un'eruzione cutanea dolorosa e con lesioni a grappolo, presente in circa il 10% delle persone affette da celiachia.

I pazienti con dermatite erpetiforme che presentano risultati positivi ai test anticorpali per la celiachia possono ricevere la diagnosi di malattia celiaca senza la necessità di sottoporsi ad endoscopia e biopsia dell'intestino tenue.

Test genetici

Esistono test genetici volti alla ricerca degli alleli principalmente coinvolti nell'insorgenza della patologia, che però non vengono richiesti routinariamente. Questi test includono la ricerca dei marcatori HLA (antigene leucocitario umano) DQ2 e DQ8. Questi esami si rivelano utili principalmente per la definizione del rischio di familiari di pazienti celiaci di sviluppare la malattia, o nel caso in cui i test di routine forniscano risultati non definitivi:

  • Un risultato positivo non è diagnostico per la celiachia; infatti, circa il 30% della popolazione risulta positiva per questi marcatori pur non sviluppando mai la malattia
  • Un risultato negativo, tuttavia, è in grado di escludere la diagnosi di celiachia nel caso in cui altri esami, inclusa la biopsia, risultino dubbi

La gravità della patologia può essere definita grazie ad ulteriori esami, in grado di valutare l’eventuale stato di malnutrizione, malassorbimento e danno d’organo dei pazienti. Questi possono includere:

  • IgA anti-actina (F-actina): la presenza di questi autoanticorpi nel circolo ematico è associata con una maggiore gravità del danno intestinale
  • Emocromo: per rilevare la presenza di anemia, tipicamente presente nei pazienti affetti da malattia celiaca a causa del malassorbimento dei nutrienti
  • Proteina C reattiva (PCR): il test d'elezione per rilevare la presenza di infiammazione
  • Velocità di eritrosedimentazione (VES): talvolta eseguito per rilevare la presenza di infiammazione
  • Pannello metabolico completo (CMP): per determinare il bilancio elettrolitico, le proteine ematiche ed i livelli di calcio del paziente, al fine di valutare la funzionalità del fegato e dei reni
  • Vitamina D (definita propriamente 25-idrossi vitamina D), vitamina B12 e folati: per rilevare un'eventuale carenza vitaminica
  • Sideremia, esami per la valutazione del metabolismo del ferroferritina: per rilevare la carenza di ferro
  • Grassi fecali: per la valutazione del malassorbimento; questo esame non viene eseguito frequentemente 
  • Densitometria ossea: i pazienti con malattia celiaca possono presentare una maggiore fragilità ossea a causa del ridotto assorbimento dei minerali; pertanto, è possibile valutare la densità minerale ossea tramite densitometria ossea a raggi X (DEXA)
  • Test di funzionalità tiroidea: per determinare la concentrazione degli ormoni tiroidei nel sangue, in quanto la malattia celiaca può presentarsi insieme ad altre patologie autoimmuni che causano il danneggiamento della tiroide
  • Tempo di protrombina: misura il tempo necessario alla formazione di un coagulo; può risultare aumentato nei soggetti celiaci

Alcuni esami possono essere richiesti anche per escludere altre patologie:

Ulteriori Informazioni sul Test

I test di primo livello per la celiachia possono riportare risultati positivi o negativi. Il riscontro di risultati positivi suggerisce la probabile presenza di celiachia, mentre risultati negativi indicano che è improbabile. Talvolta, i risultati possono rivelarsi inconcludenti. Altri possibili risultati includono:

  • Malattia celiaca potenziale: la celiachia "potenziale" è caratterizzata dal riscontro di anticorpi specifici in assenza di alterazioni della mucosa intestinale. Tali pazienti possono ripetere il test se i sintomi persistono.
  • Celiachia silente; nel caso in cui il paziente presenti segni di malattia celiaca ai test in assenza di sintomi correlati. I soggetti affetti da celiachia silente possono ripetere il test ad intervalli regolari per monitorare eventuali cambiamenti nella condizione.
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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    Nonostante negli ultimi anni la maggiore sensibilizzazione dei medici e degli operatori sanitari abbia permesso un aumento delle diagnosi di celiachia, si stima che questa malattia sia ancora sotto-diagnosticata. In parte questo è dovuto all'aspecificità dei sintomi correlati: gli stessi sintomi possono essere presenti in una varietà di altre condizioni, comprese le allergie alimentari, con conseguente assenza o ritardo nella diagnosi.

    Le manifestazioni della celiachia possono variare molto da persona a persona, anche in funzione della loro età. In accordo con il National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, i pazienti in età pediatrica e gli adolescenti mostrano segnisintomi perlopiù gastrointestinali, mentre gli adulti possono sviluppare sintomi associati ad altre aree dell’organismo.

    Esempi di segni e sintomi comuni nei pazienti con celiachia includono:

    • Dolore addominale e gonfiore
    • Diarrea cronica o costipazione
    • Steatorrea e feci maleodoranti
    • Vomito
    • Perdita di peso inspiegabile
    • Anemia sideropenica non responsiva all’assunzione di integratori di ferro
    • Sanguinamento ed ecchimosi frequenti
    • Dolore osseo e articolare
    • Astenia e debolezza
    • Difficoltà nella concentrazione
    • Ulcere nella mucosa orale
    • Difetti nello smalto dei denti
    • Osteoporosi
    • Infertilità

    I bambini affetti da celiachia possono manifestare altri segni e sintomi, quali: 

    • Problemi nella crescita
    • Ritardi di crescita e sviluppo
    • Pubertà ritardata
    • Bassa statura

    Circa il 10-15% dei soggetti con celiachia sviluppano dermatite erpetiforme, caratterizzata dalla presenza di vesciche pruriginose sulla pelle. Inoltre, questi pazienti risultano esposti ad un rischio maggiore di sviluppare linfomi intestinali.

  • Trattamento

    I soggetti affetti da celiachia devono attenersi ad una rigorosa dieta priva di glutine. Spesso può essere utile rivolgersi ad un nutrizionista, il quale può anche indicare gli alimenti permessi e quelli da evitare. La rimozione di qualsiasi forma di frumento, segale e orzo dalla dieta comporta la diminuzione della quantità di autoanticorpi circolanti e quindi del danno intestinale.

    La maggior parte dei danni derivati dalla presenza di questi autoanticorpi è reversibile, tuttavia, alcuni effetti derivati dal prolungato stato di malnutrizione e malassorbimento, quali bassa statura ed indebolimento osseo, possono essere permanenti. È importante rilevare e trattare la celiachia precocemente, in maniera particolare se in età pediatrica. Nei neonati con ritardi della crescita in seguito allo svezzamento deve essere valutata la presenza di tale patologia. 

    Nella maggior parte dei casi attenersi ad una dieta priva di glutine è sufficiente per l’eliminazione dei sintomi e la conduzione di una vita pressoché normale. Tuttavia, la reintroduzione del glutine comporta la ricomparsa immediata dei sintomi associati e delle lesioni a livello dei villi intestinali. Anche i soggetti apparentemente asintomatici, o con pochi sintomi, possono avere danni intestinali e, con il tempo, sviluppare complicanze quali carenze nutrizionali ed osteopenia (riduzione della densità minerale ossea).

    Una piccola percentuale dei soggetti con celiachia non risponde alle diete prive di glutine e presenta danni intestinali irreversibili. Questi soggetti richiedono ulteriori interventi medici e supporti nutrizionali.

Fonti
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