Noto anche come
Streptococco β-emolitico di gruppo B
Streptococcus agalactiae
Nome ufficiale
Test di screening in gravidanza per Streptococco β-emolitigo di gruppo B
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 04.12.2017.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per rilevare la presenza dello streptococco di gruppo B (SGB) in donne in gravidanza all’interno dei protocolli di screening volti alla determinazione del rischio di trasmissione del batterio al neonato e della conseguente infezione.

Quando Fare il Test?

Tra la 35esima e la 37esima settimana di gravidanza, in caso di parto pre-termine o precoce rottura delle membrane.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un tampone ottenuto dalla vagina e/o dal retto della donna in gravidanza; un campione di urina prelevato in qualsiasi momento durante la gravidanza.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

Lo Streptococcus agalactiae, noto anche come Streptococco β-emolitico di gruppo B (SGB), è un batterio molto comune che colonizza il tratto intestinale e genitale. Raramente causa problemi negli adulti sani ma può causarne nei bambini appena nati. Il test rileva la presenza di questi batteri nel tratto genitale/rettale delle donne in gravidanza.

Lo Streptococco β-emolitico di gruppo B può essere trasmesso dalla madre al neonato durante il parto, con il conseguente esordio precoce della malattia entro pochi giorni dal parto. I sintomi nel neonato includono febbre, difficoltà a respirare e mangiare, irritabilità o letargia e pelle bluastra. L’infezione da Streptococco di gruppo B può determinare serie conseguenze come polmonitesepsi e meningite ed è l’infezione pericolosa per la vita più frequente nei neonati.

Circa il 20% delle donne in gravidanza sono portatrici dello Streptococco gruppo B; tuttavia i protocolli di screening in gravidanza e il trattamento antibiotico (penicillina o ampicillina per via endovenosa) durante il parto delle donne positive hanno, negli ultimi anni, notevolmente diminuito la trasmissione dell’infezione ai neonati. Nonostante questo lo streptococco di gruppo B rimane la causa primaria di un esordio precoce di sepsi nei neonati, una grave infezione pericolosa per la vita.

Attualmente non esistono vaccini in grado di prevenire l’infezione da streptococco di gruppo B e il trattamento antibiotico indiscriminato di tutte le donne in gravidanza non è raccomandato.

La prevenzione della trasmissione dell’infezione ai neonati tramite i protocolli di screening rimane il trattamento più adeguato.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Per lo screening delle donne in gravidanza viene di solito prelevato un tampone vaginale e rettale. Per rilevare un numero significativo di batteri può essere effettuata un’urinocoltura.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test di screening prenatale per la ricerca dello streptococco β-emolitico di gruppo B (SGB) viene utilizzato per rilevare la presenza di questo batterio nel retto e nella vagina delle donne in gravidanza. Circa il 20% delle donne sono positive per la presenza di SGB. Lo screening viene effettuato per la valutazione del rischio di trasmissione del batterio ai neonati durante il parto e quindi il rischio di sviluppare infezioni ad esordio precoce.

    Le linee guida internazionali raccomandano lo screening delle donne tra la 35esima e la 37esima settimana di gravidanza e la somministrazione di una terapia antibiotica durante il parto nelle donne positive al test, al fine di minimizzare il rischio di trasmissione dell’infezione al neonato.

    Le linee guida contengono anche le seguenti disposizioni:

    • Lo screening dovrebbe essere effettuato a tutte le donne in gravidanza tra la 35esime e la 37esima settimana a patto che lo SGB non sia già stato isolato in un campione di urine durante la gravidanza o la donna abbia già avuto un figlio che abbia sviluppato un’infezione precoce di streptococco di gruppo B. In questi casi e nei casi in cui la donna sia positiva al test, è necessario il trattamento antibiotico durante il parto.
    • Il test deve essere effettuato anche alle donne che partoriscono pre-termine prima della 37esima settimana di gestazione o che presentino rottura della membrana. In quest’ultime, l’attesa di più 18 ore dalla rottura della membrana aumenta il rischio di infezione da streptococco del gruppo B.
    • Lo SGB può essere isolato anche nelle urine di donne asintomatiche
    • I neonati devono essere monitorati per lo sviluppo di eventuali segni e sintomi di infezione e, in caso di sospetto, sottoposti a test (test colturale del sangue o del liquido spinale) per effettuare trattamenti tempestivi.
       

    Per quanto riguarda i metodi per la ricerca dello streptococco di gruppo B, le linee guida raccomandano:

    • Test colturali sul campione di tampone vaginale e rettale. Per questo test i tamponi vengono posti in un terreno di coltura arricchito selettivo, in grado di promuovere la crescita di SGB. Una volta che il batterio è cresciuto viene isolato e sottoposto ad ulteriori test per confermarne la natura. Possono essere utilizzati test di vario tipo. L’utilizzo di test molecolari permette la rilevazione del materiale genetico batterico in tempi minori, pertanto in alcune situazioni è preferibile l’utilizzo di questi test.
    • I test molecolari effettuati direttamente sul campione presente sul tampone senza il passaggio di arricchimento in coltura non è sufficientemente sensibile.  Questo tipo di test non è raccomandato come test di screening della 35esima-37esima settimana o comunque in assenza di travaglio. I test molecolari eseguiti direttamente sul tampone vaginale/rettale possono essere eseguiti su donne in travaglio che non abbiano effettuato in precedenza test per SGB e che non presentino particolari fattori di rischio, quali parto pre-termine, febbre o rottura prolungata delle membrane.
    • L’urinocoltura può essere utilizzata come metodo di screening in presenza di quantità elevate di SGB.
    • Il test di sensibilità non viene effettuato di  routine nel caso in cui venga rilevata la presenza di SGB; tuttavia questo può essere richiesto nel caso in cui la donna sia allergica alla penicillina e sia necessario effettuare trattamenti alternativi.
  • Quando viene prescritto?

    Il test di screening per la ricerca di SGB viene di solito richiesto tra la 35esima e la 37esima settimana di gravidanza. Il test viene effettuato tardivamente nel corso della gravidanza, in prossimità della data presunta del parto. Infatti il test può risultare positivo o negativo in qualsiasi momento della gravidanza ed è importante conoscere lo stato della donna nelle immediate vicinanze del parto in modo da stimare il rischio di trasmissione dell’infezione al bambino al momento della nascita.

    Il test può essere effettuato anche alle donne che entrino in travaglio prima della 35esima settimana, al fine di determinare l’eventuale presenza o assenza dell’infezione da SGB.

    Il test di sensibilità può essere richiesto qualora la donna sia allergica ai trattamenti standard, penicillina o ampicilllina, e necessiti di terapie alternative.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Se una donna in gravidanza risulta positiva al test di screening per lo SGB, significa che il batterio è presente nell’area genitale e pertanto durante il parto sarà necessario trattare la donna con una terapia antibiotica endovenosa al fine di prevenire la trasmissione del batterio al neonato. Questo tipo di trattamento è noto con il nome di profilassi antibiotica intrapartum.

    Anche le donne con urinocoltura positiva per un numero significativo di SGB in qualsiasi momento della gravidanza devono ricevere una profilassi antibiotica intrapartum per prevenire la trasmissione al bambino.

    La profilassi antibiotica intrapartum non deve invece essere effettuata nel caso in cui la partoriente presenti tutti i test per SGB negativi.

  • C’è altro da sapere?

    Ogni donna partoriente dovrebbe conoscere il proprio stato riguardo la presenza o assenza di SGB prima del parto e discutere con il proprio medico quale sia la profilassi antibiotica intrapartum da effettuare.

    Le raccomandazioni riguardanti lo screening e la profilassi per SGB sono condivise da tutte le società scientifiche internazionali.

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Domande Frequenti
  • È possibile prevenirel’infezione da SGB?

    La somministrazione di una terapia antimicrobica durante il parto nelle donne positive per SGB ha diminuito notevolmente l’incidenza dei bambini con un’infezione precoce da SGB. Attualmente non sono presenti vaccini.

  • L’infezione da SGB è considerata una malattia sessualmente trasmissibile?

    No, ma è un batterio molto comune sia nelle donne che negli uomini.

  • Tutte le donne in gravidanza in procinto di partorire dovrebbero essere sottoposte a terapia antibiotica?

    Circa il 75% delle donne è negativa per il test SGB al momento del parto; pertanto è necessario trattare solo il 25% delle donne positive. Poiché l’infezione da SGB può essere altalenante, il trattamento antibiotico durante la gravidanza non assicura l’assenza del batterio durante il parto.

  • I bambini possono sviluppare l’infezione da SGB dopo oltre 7 giorni dalla nascita?

    neonati possono contrarre anche un infezione ad esordio tardivo di SBG, con comparsa dei sintomi dai 7 giorni ad alcuni mesi dalla nascita. Questo tipo di infezione però non viene contratta durante il parto, pertanto non è prevenibile con la profilassi antibiotica intrapartum.

  • Qual è la differenza tra lo streptococco di gruppo B e quello di gruppo A?

    Lo streptococco di gruppo A (SGA) e di gruppo B (SGB) sono batteri simili ma responsabili di infezioni diverse. Lo SGA normalmente non è presente nella flora batterica intestinale ed è responsabile della faringotonsillite da SGA rilevabile tramite il test rapido strep o l’esame colturale per la ricerca di SGA. Lo SGA può causare anche gravi infezioni della pelle e delle ferite. Lo SGB invece è comunemente presente nelle donne e negli uomini adulti, nella gola, il tratto vaginale e gastrointestinale. Può causare infezioni nei neonati e negli adulti immunocompromessi.

  • Lo SGB può causare gravi infezioni nell’adulto?

    Lo SGB può causare gravi infezioni della parete dell’utero (endometriti) nelle donne in seguito a parto o ad altre pratiche ostetriche o ginecologiche. Questo batterio può anche causare infezioni delle ferite, del sangue o del sistema nervoso centrale negli adulti, in particolare in pazienti diabetici.

    Le persone anziane, con sistema immunitario debole o compromesso, con infarto cardiaco congestizio, patologie vascolari, patologie epatiche, malattie cardiache, AIDS o cancro, possono andare incontro a polmonitesetticemia, infezioni del tratto urinario e infezioni della pelle per la presenza di SGB.
    Lo screening per SGB non viene effettuato sulla popolazione generale asintomatica e in buona salute. Nel caso invece siano presenti segni e sintomi riconducibili ad una infezione da SGB, è raccomandato l’esecuzione di un esame colturale di campioni prelevati nell’area interessata dall’infezione.

Fonti

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