Noto anche come
sTfR
TfR
Nome ufficiale
Recettore solubile della transferrina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
21.06.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Il test viene eseguito per rilevare l’anemia da carenza di ferro (sideropenica) e per distinguerla dall’anemia causata da malattie croniche o infiammatorie.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui si sospetti un’anemia sideropenica

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

Il recettore solubile della transferrina (sTfR) è una proteina presente nel circolo sanguigno che può essere elevata in caso di anemiasideropenica. Questo test misura la concentrazione di sTfR come sostegno alla rilevazione e alla diagnosi di anemia sideropenica.

Il ferro è un nutriente essenziale e viene assunto con la dieta. La transferrina è la proteina più importante presente nel circolo sanguigno in grado di legare il ferro e trasportarlo a tutti i tessuti dell’organismo. Circa l’80% del ferro viene trasportato nel midollo osseo, dove viene incorporato nell’emoglobina e quindi nei globuli rossi prodotti (RBC). Il resto viene immagazzinato in altri organi e tessuti sotto forma di ferritina e emosiderina.

Quando la transferrina lega il ferro, essi formano un complesso. Il legame di questo complesso ai recettori per la transferrina presenti sulla superficie delle cellule, permette l’ingresso del ferro al loro interno.  Il taglio del recettore della transferrina dalla  superficie delle cellule determina la formazione e l’ingresso all’interno del circolo ematico del recettore solubile della transferrina (sTfR).

Il numero di recettori per la transferrina esposti sulla superficie delle cellule dipende dai livelli di ferro presenti all’interno delle cellule stesse. La diminuzione dei livelli del ferro determina un aumento nella produzione di recettori della transferrina. Questo comporta l’aumento del taglio dei recettori e quindi della formazione  e dell’ingresso nel circolo ematico dei sTfR. Per questo la misura dei livelli di sTfR è uno dei metodi di misura indiretti della quantità di ferro disponibile nell’organismo.

La vita media dei globuli rossi è di circa 120 giorni, pertanto il midollo osseo deve produrne continuamente. La diminuzione dell’assunzione di ferro tramite la dieta e/o l’aumento della sua perdita (ad esempio dovuta a sanguinamento importante), determina il consumo delle riserve di ferro. Nel caso in cui queste situazioni persistano, si osserva una progressiva diminuzione delle riserve e quindi l’impossibilità di far fronte alle richieste di ferro da parte dell’organismo; questo porta ad uno stato di carenza di ferro. Tale condizione, che si manifesta con la produzione di globuli rossi piccoli (microcitici) e con un basso contenuto di emoglobina (ipocromici), è chiamata anemia sideropenica.

Di solito, per la diagnosi di questo tipo di anemia e per la valutazione delle riserve di ferro nell’organismo, viene richiesto il test della ferritina. Tuttavia, i livelli di ferritina possono aumentare in corso di infiammazione o di patologie croniche come alcuni tipi di cancro e le malattie autoimmuni. In questi casi il test della ferritina non è pertanto indicativo e viene richiesta la misura del sTfR.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.
     

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, nessuna.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il recettore solubile della transferrina (sTfR) viene richiesto principalmente per la diagnosi differenziale tra l’anemia sideropenica (causata da una carenza di ferro) e l’anemia in corso di malattia cronica o flogosi (infiammazione). Non è un test di routine ma può essere richiesto nel caso in cui gli altri test necessari alla valutazione del metabolismo del ferro non forniscano risultati esaustivi.

    Nel caso in cui si sospetti la presenza di un’anemia sideropenica, vengono normalmente richiesti i test per la valutazione del metabolismo del ferro. Questi test includono la misura di ferro, transferrina, TIBC (total iron-binding capacity, capacità totale legante il ferro – un calcolo effettuato sulla base dei livelli di transferrina), transferrina satura (calcolata in base ai livelli di ferro ed il TIBC) e ferritina.

    Di solito la ferritina viene preferita nella valutazione delle riserve di ferro ma, essendo una delle così dette proteina della fase acuta, può aumentare in corso di infiammazione o patologie croniche come i disordini autoimmuni, alcuni tipi di cancro o infezioni croniche. In questi casi la ferritina non è un buon indice della quantità delle riserve di ferro. Il sTfR invece non è una proteina della fase acuta e pertanto in questi casi può essere richiesto in alternativa alla ferritina.

  • Quando viene prescritto?

    La misura del sTfR non è un test di routine ma può essere richiesto in associazione o in seguito ad altri test del ferro nel caso in cui un paziente mostri sintomi di anemia come:

    • Debolezza, affaticamento
    • Perdita di energia
    • Pallore
       

    Il test può essere richiesto anche nel caso in cui l’emocromo mostri la presenza di globuli rossi piccoli (MCV basso) e la diminuzione dei livelli di emoglobina.

    Talvolta questo esame viene richiesto anche nel caso in cui un paziente presenti livelli di ferritina normali o vicini ai valori normali, ma sia comunque sospettata una carenza di ferro. Nel caso in cui il paziente sia affetto da patologie croniche o infiammatorie, il sTfR può essere richiesto in alternativa alla ferritina.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I livello di sTfR aumentano in caso di carenza di ferro. Valori di sTfR aumentati e anemia sono verosimilmente indice di anemia sideropenica. Se i livelli di sTfR sono nella norma, è molto probabile ritrovare le cause dell’anemia in una patologia cronica o infiammatoria.

    La diminuzione dei livelli di sTfR indica un aumento delle riserve di ferro in una persona in trattamento con integratori di ferro. Anche l’emocromatosi (una patologia associata con l’accumulo di ferro) può portare ad una diminuzione dei livelli di sTfR, ma questo test non viene di norma utilizzato nella diagnosi di questa patologia.

  • C’è altro da sapere?

    Le persone di origine africana e coloro che vivono ad altitudini elevate, possono presentare livelli più alti di sTfR.

    Nel caso in cui un paziente sia affetto da patologie riguardanti la produzione e la funzione dell’emoglobina (come la talassemia o l’anemia falciforme), questo test non può essere utilizzato. I livelli di sTfR sono infatti aumentati in seguito a emolisi (rottura dei globuli rossi) o a emorragie recenti e possono fornire risultati non accurati in pazienti che abbiano ricevuto di recente delle trasfusioni di sangue.

    Livelli elevati di sTfR non sono così specifici per la carenza di ferro come lo sono, ad esempio, livelli molto bassi di ferritina.

    Nel caso in cui una persona non abbia una carenza di ferro, i livelli di sTfR nel sangue riflettono il tasso di produzione di globuli rossi nel midollo osseo. Tuttavia il test del sTfR non viene effettuato di routine per la valutazione di questo processo.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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