Noto anche come
Cu
Rame nelle urine delle 24 ore
Rame totale
Rame non legato alla Ceruloplasmina
Rame libero
Rame epatico
Nome ufficiale
Cu; Rame urinario; Rame totale; Rame libero; Cupremia; Cupruria
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 26.10.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per misurare la quantità di rame nel sangue (cupremia), nell'urina (cupruria) o nel tessuto epatico; come supporto alla diagnosi e al monitoraggio della malattia di Wilson; talvolta per identificare una carenza od un eccesso di rame

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui siano presenti segni e sintomi riconducibili alla malattia di Wilson, quali ittero, affaticamento, dolori addominali, cambiamenti del comportamento, tremori; nel caso in cui si sospetti una carenza od un eccesso di rame; ad intervalli regolari nel monitoraggio terapeutico di tali condizioni

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso e/o un campione d'urina delle 24 ore. È importante non contaminare il campione con fonti esterne di rame, in particolar modo per quanto riguarda le urine. Nel caso in cui i risultati delle analisi su sangue e urina forniscano risultati inaspettatamente elevati, è consigliabile ripetere il test su un altro campione per conferma. In casi particolari puó essere richiesto un campione di tessuto (biopsia) epatico.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna

L’Esame

Il test del rame misura la quantità di rame nel sangue (cupremia), nell'urina (cupruria) o nel fegato (rame epatico). Il rame è un minerale essenziale utilizzato dall'organismo quale costituente di alcuni enzimi.

Questi enzimi intervengono nella regolazione del metabolismo del ferro, nella formazione del tessuto connettivo, nella produzione di energia a livello cellulare, nella produzione della melanina (il pigmento responsabile del colore della pelle) e nel funzionamento del sistema nervoso.

Il rame è presente in diversi alimenti, quali noci, cioccolato, funghi, crostacei, cereali integrali, frutta secca, fegato. L'acqua potabile, se trasportata attraverso tubi di rame, e gli alimenti, se cucinati con stoviglie di rame, possono contenere rame.

  • Normalmente l'organismo assorbe il rame assunto tramite acqua e cibo nel tratto intestinale, lo converte nella sua forma non tossica legandolo ad una proteina e veicola il complesso al fegato
  • Nel fegato il rame viene in parte immagazzinato ed in parte legato ad una proteina chiamata apoceruloplasmina. L'apoceruloplasmina, legando il rame, viene convertita nell'enzima ceruloplasmina. Circa il 95% del rame presente nel sangue è legato alla ceruloplasmina, la restante parte viene legata ad altre proteine, come l’albumina
  • Solo una piccola quota del rame rimane libero (non legato) nel sangue
  • Il fegato veicola l'eccesso di rame nella bile, il quale viene successivamente eliminato con le feci. Una percentuale minore di rame viene eliminata con l'urina

Sia la carenza che l'eccesso di rame sono rari. Nella malattia (o morbo) di Wilson, un raro disordine ereditario, il rame può accumularsi in maniera eccessiva negli occhi, nel fegato, nel cervello ed in altri organi. Anche l’esposizione a grandi quantità di rame in un periodo di tempo limitato (esposizione acuta) o l'esposizione a piccole quantità di rame per periodi di tempo prolungati (esposizione cronica) possono portare ad un eccessivo accumulo di rame nell’organismo (tossicità da rame).
In presenza di gravi patologie da malassorbimento, come la fibrosi cistica o la celiachia, o in caso di alimentazione esclusiva con latte vaccino nei bambini piccoli, possono verificarsi delle carenze di rame.
La malattia di Menkes, una rara malattia genetica causata da una mutazione nel cromosoma X, provoca carenza di rame a livello epatico e cerebrale nei bambini che ne sono affetti. Questa malattia, che colpisce prevalentemente i maschi, si manifesta con convulsioni, ritardo nello sviluppo mentale, anomalo sviluppo delle arterie cerebrali e presenza di capelli grigi, radi e fragili.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    La misura del rame (nel sangue, nell'urina o nei tessuti) viene principalmente effettuata come supporto alla diagnosi della malattia di Wilson, un raro disordine ereditario che consiste in un eccessivo accumulo di rame nel fegato, nel cervello ed in altri organi. Meno frequentemente, la misura del rame può essere effettuata per rilevare l'eccesso di rame dovuto ad altre condizioni, per rilevare la carenza di rame o per il monitoraggio terapeutico di tali patologie.

    Solitamente viene richiesta sia la misura dei livelli di rame totale che la misura della ceruloplasmina. Nel caso di risultati discordanti o poco chiari viene anche richiesta la misura del rame nell'urina delle 24 ore, al fine di rilevare l’eliminazione del rame nell'urina; altrimenti, può essere effettuata una valutazione dell’eventuale accumulo di rame epatico tramite prelievo bioptico.

    Talvolta viene richiesta anche la misura del rame libero. Nel caso in cui si sospetti la presenza di malattia di Wilson possono essere effettuati anche dei test genetici per la ricerca di mutazioni nel gene ATP7B. Tuttavia, questo esame non è ampiamente disponibile e non viene eseguito in tutti i laboratori.

    Raramente, la misura del rame viene richiesta anche come supporto alla diagnosi della malattia di Menkes, un disordine raro caratterizzato da alterazioni nel trasporto di rame nel sangue (consultare la sezione "Domande Frequenti").

  • Quando viene prescritto?

    I test del rame vengono richiesti, insieme alla ceruloplasmina, in presenza di segni e sintomi riconducibili alla malattia di Wilson, ad un eccessivo accumulo di rame o ad un avvelenamento da rame. Tali segni e sintomi includono:

    • Anemia
    • Nausea, dolori addominali
    • Ittero
    • Affaticamento
    • Variazioni dell’umore
    • Tremori
    • Difficoltà a camminare e/o nella deglutizione
    • Distonia (contrazioni muscolari involontarie prolungate che possono causare torsioni e spasmi intermittenti)
    • Formazioni circolari di colore bruno che insorgono a livello dell'iride (anelli di Kayser-Fleischer)

    Talvolta, i test possono essere richiesti in presenza di segni e sintomi riconducibili a carenza di rame, quali:

    • Neutropenia (numero estremamente basso di neutrofili, un tipo di globuli bianchi)
    • Osteoporosi
    • Anemia
    • Più raramente, sintomi neurologici e ritardo nella crescita nei bambini
       

    Uno o più test del rame possono essere effettuati periodicamente in corso di monitoraggio delle condizioni patologiche.

    Il test del rame epatico (su biopsia) può essere richiesto nel caso in cui i valori del rame su sangue e su urina e la ceruloplasmina forniscano risultati discordanti o equivoci.

  • Cosa significa il risultato del test?

    La valutazione dei risultati della misura del rame deve essere effettuata nel contesto clinico e, di norma, rapportata ai valori di ceruloplasmina. Valori di concentrazione diversi da quelli di riferimento non sono sufficienti alla formulazione di una diagnosi, ma suggeriscono la necessità di ulteriori approfondimenti. La loro interpretazione può essere complicata dal fatto che la ceruplasmina, quale proteina della fase acuta, può essere presente in concentrazioni elevate anche in presenza di infezioni importanti o di episodi infiammatori. Inoltre, sia la ceruloplasmina che il rame sono di solito aumentati in gravidanza ed in corso di assunzione di estrogeni e contraccettivi orali.

    Interpretazione dei risultati:

    Test

    Malattia di Wilson

    Tossicità da rame

    Malattia di Mankes

    Carenza di rame

    Rame (sangue)

    Basso o normale

    Alto

    Basso

    Basso

    Rame libero (siero)

    Alto

    Alto

    Basso

    Basso

    Ceruloplasmina

    Bassa o normale

    Alta

    Bassa

    Bassa

    Rame (urine)

    Molto alto

    Alto

    Basso

    Basso

    Rame nel fegato*(biopsia)

    Positivo, ma potrebbe essere negativo in rapporto al sito di campionamento

    Alto o normale

    Basso

    Basso

    *il rame nel fegato è spesso distribuito in maniera non omogenea; pertanto l’accumulo di rame potrebbe non essere rilevato nel campione.

    • Basse concentrazioni di rame nel sangue, elevate concentrazioni nell'urina, bassi livelli di ceruloplasmina ed aumenti del deposito epatico sono indicativi della presenza del Morbo di Wilson
    • Aumentati livelli di rame nel sangue e nell'urina associati a livelli di ceruloplasmina normali o elevati possono indicare sia un'eccessiva esposizione al rame, sia la presenza di condizioni che diminuiscono l'escrezione del rame, come la malattia epatica cronica, o che rilasciano il rame proveniente dai tessuti, come l'epatite acuta. Un aumento del deposito epatico può suggerire la cronicizzazione dello stato
    • Diminuzioni delle concentrazioni di rame sia nel sangue che nell'urina e della ceruloplasmina possono suggerire una carenza di rame
    • Un risultato normale del rame epatico può indicare il corretto funzionamento del metabolismo del rame ma può anche essere dovuto alla distribuzione irregolare del metallo nel fegato. In tal caso, il campione in esame non è rappresentativo delle condizioni del soggetto in esame

    Nei pazienti trattati per la malattia di Wilson o per la tossicità indotta da rame tramite la somministrazione di farmaci che legano il rame (chelanti), i livelli nell'urina delle 24 ore possono rimanere elevati fino alla diminuzione dei depositi di rame nell’organismo, quando la concentrazione di rame nel sangue e nell'urina si normalizza.

    In pazienti trattati per condizioni associate alla carenza da rame l'aumento dei livelli di rame totale e di ceruloplasmina indicano responsività alla terapia.

  • C’è altro da sapere?

    La concentrazione ematica del rame può aumentare in pazienti in terapia con farmaci quali carbamazepina o fenobarbital, così come in pazienti affetti da artrite reumatoide o da alcune forme di cancro. La concentrazione ematica può diminuire in molteplici situazioni di malassorbimento come, ad esempio, in corso di fibrosi cistica

    La concentrazione ematica del rame è normalmente bassa alla nascita ed aumenta negli anni successivi fino a raggiungere livelli massimi, quindi diminuisce leggermente fino ad una sostanziale stabilizzazione. 
     

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Domande Frequenti
  • Chi dovrebbe sottoporsi ad una biopsia epatica?

    Se si sospetta la presenza di malattia di Wilson, a seguito dei risultati degli esami del sangue, dell'urina e della diagnostica per immagini, è possibile eseguire una biopsia epatica per valutare la quantità di rame nel fegato e l'entità del danno epatico.

  • E’ possibile scegliere di eseguire il test del rame su sangue (totale e libero) o sull'urina?

    Questi test forniscono informazioni complementari; il clinico prescriverà i test necessari per valutare la specifica situazione.

  • E’ necessario assumere degli integratori di rame o cercare di aumentarne l’assunzione tramite la dieta?

    Nella maggior parte dei casi una dieta regolare è sufficiente a soddisfare il fabbisogno fisiologico di rame. Prima di assumere degli integratori o cambiare il regime alimentare è opportuno consultare il proprio medico.

  • Cos’è la malattia di Menkes?

    La malattia di Menkes, nota anche come malattia del trasporto del rame, è un raro disordine ereditario a trasmissione recessiva che causa carenza di rame. Questa malattia è causata da una mutazione nel gene ATP7A situato sul cromosoma X. Questo significa che le bambine devono ereditare due copie del cromosoma X con il gene mutato per risultare affette, mentre i maschi, avendo un solo cromosoma X nel loro corredo genetico, sviluppano la malattia anche in presenza del solo cromosoma X con il gene mutato.

    La mutazione determina una distribuzione irregolare del rame nell’organismo. Questo comporta l'accumulo in alcune sedi (come nell’intestino e nei reni) ed il deficit in altri tessuti, come quello cerebrale. I sintomi sono normalmente visibili fin dall’infanzia e determinano morte precoce. I segni e sintomi includono capelli radi e crespi, ritardo nella crescita e nello sviluppo, progressivo deterioramento del sistema nervoso, perdita del tono muscolare e convulsioni. L’incidenza è di circa 1 su 100.000 neonati.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Approved

Revisore: Dr.ssa Silvia Mengozzi, Laboratorio di Farmaco-Tossicologia e Allergologia-Autoimmunità AUSL Romagna