Noto anche come
Test della pertosse
Nome ufficiale
Coltura di Bordetella pertussis; Bordetella pertussis PCR; Anticorpi anti Bordetella pertussis (IgA, IgG, IgM)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
24.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per rilevare e diagnosticare un’infezione di Bordetella pertussis, responsabile della pertosse.

Quando Fare il Test?

Nel caso siano presenti spasmi o colpi di tosse (parossismi) persistenti e il clinico sospetti la presenza di pertosse; quando, in seguito allo stretto contatto con persone infette, comincino a comparire sintomi di raffreddore.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un tampone nasofaringeo o un aspirato nasale; talvolta un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

La pertosse è un’infezione delle vie respiratorie causata dal batterio Bordetella pertussis. Questo batterio è altamente contagioso e può essere trasmesso da una persona all’altra tramite gocce di saliva o per contatto ravvicinato. Il test della pertosse viene effettuato per rilevare e diagnosticare un’infezione operata da B. pertussis.

In genere B. pertussis causa un’infezione prolungata, suddivisibile in tre fasi. Il periodo di incubazione varia da pochi giorni a 3 settimane.

  • La prima fase della malattia, chiamata fase catarrale,  dura in genere due settimane e con sintomi simili ad un lieve raffreddore.
  • La seconda fase viene chiamata fase parossistica, e può durare da 1-2 settimane fino a un paio di mesi, con tosse persistente.
  • Infine, nella fase di convalescenza, la frequenza dei colpi di tosse comincia a diminuire nel giro di alcune settimane. La pertosse può tuttavia sfociare in gravi complicanze come l’encefalite o convulsioni, con esiti anche mortali. I bambini piccoli hanno generalmente una sintomatologia peggiore, tale da richiedere un ricovero.

Secondo i dati riportati dall’ECDC (European Centre for Desease Prevention and Control) nel 2014 in Europa sarebbero stati notificati 40650 casi di pertosse (172 in Italia). La buona copertura vaccinale raggiunta nei neonati ha determinato la diminuzione dei casi di pertosse. Tuttavia il decadimento dell’immunità che si verifica negli adolescenti e negli adulti (la vaccinazione non è in grado di conferire un’immunità per tutto il corso della vita) ha determinato negli ultimi anni l’aumento dell’incidenza della malattia in queste fasce d’età e, di conseguenza, nei neonati non vaccinati.

Il test della pertosse viene utilizzato per diagnosticare queste infezioni e per limitare la loro diffusione. Esistono diversi tipi di test per la diagnosi della pertosse:

  • Test molecolari (PCR) per la ricerca del materiale genetico di B. pertussis
  • Esame colturale
  • Test sierologici per la ricerca di anticorpi anti- B. pertussis (IgA, IgG, IgM)

La pertosse può non essere di facile diagnosi poiché i sintomi della fase catarrale sono spesso indistinguibili rispetto a quelli di un comune raffreddore o qualsiasi altra patologia respiratoria, come la bronchite, l’influenza e, nei bambini, l’infezione del virus respiratorio sinciziale.

Molti adulti, anche se vaccinati, possono manifestare la pertosse con sola tosse persistente e non la caratteristica tosse parossistica. Il sospetto della pertosse è incrementato dalla presenza di tosse convulsiva in persone con sintomi di raffreddore e che sono state a contatto con persone affette da pertosse. Il test colturale e molecolare viene normalmente utilizzato per le persone sintomatiche a rischio ma non nei soggetti asintomatici.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    La tecnica utilizzata nella raccolta del campione è particolarmente importante per la corretta esecuzione del test.

    Per l’esame colturale o molecolare, viene richiesto un tampone nasofaringeo o un’aspirato nasale. Il tampone nasofarigeo viene raccolto utilizzato una specie di cotton fioc. Al paziente viene richiesto di inclinare la testa indietro; quindi il tampone viene inserito in una narice fino a che non viene incontrata una resistenza. Il tampone viene quindi lasciato in posizione qualche secondo, poi ruotato ed estratto. Questa procedura non è dolorosa ma può generare fastidio, lacrimazione o colpi di tosse.

    Per l’esecuzione dell’aspirato nasale, con l’aiuto di una siringa, viene spruzzata una piccola quantità di soluzione salina all’interno del naso; il fluido di lavaggio viene poi recuperato sempre con l‘uso della siringa.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test della pertosse viene utilizzato nella rilevazione e diagnosi di infezioni operate da Bordetella pertussis, responsabile della pertosse ossia un’infezione del tratto respiratorio altamente contagiosa. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo consente di limitare, oltre la diffusione dell’infezione, anche la gravità dei sintomi.

    Esistono alcuni metodi per la rilevazione dell’infezione operata da B. pertussis:

    • Test molecolari (PCR) – questa metodica consente di amplificare e rilevare il materiale genetico del batterio presente nel campione. Il risultato può essere reso disponibile in un paio di giorni. Nonostante questa metodica possa fornire risultati falsamente positivi, viene raccomandata nel caso di sospetta epidemia (con almeno un caso di pertosse confermata dall’esame colturale) proprio per la velocità dell’esecuzione.
    • Esame colturale – questa è la metodica di riferimento per l’identificazione del batterio responsabile della pertosse, utilizzata, anche prima dell’introduzione delle metodiche molecolari, per la diagnosi anche di infezioni recenti. Il campione viene posto in un terreno nutriente tale da permettere la crescita del batterio. La crescita e l’identificazione del batterio responsabile dell’infezione richiede almeno due settimane. Tramite questo test è possibile recuperare il batterio per poter eventualmente eseguire degli approfondimenti riguardanti un’epidemia e/o per poter eseguire test di sensibilità volti alla determinazione del miglior approccio terapeutico utilizzabile. In genere sia l’esame colturale che quello molecolare vengono richiesti il più precocemente possibile, per assicurare una buona capacità di crescita dei batteri e la mancanza di eventuali interazioni con terapie antibiotiche somministrate in un periodo precedente l’esecuzione del test.
    • Test sierologici per la ricerca di anticorpi anti-pertosse IgA, IgG e IgM ­– questi test rilevano la presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta ad un’infezione operata da B. pertussis. I test sierologici non sono utili nella rilevazione di infezioni recenti. Gli anticorpi IgG dovrebbero essere presenti in tutti i soggetti vaccinati. Le IgA e IgM sono presenti invece solo nel breve periodo successivo all’infezione o alla vaccinazione. Questi test vengono perlopiù utilizzati nell’ambito dei protocolli di sorveglianza delle eventuali epidemia di pertosse. Raramente vengono utilizzati per verificare l’efficacia della vaccinazione.
  • Quando viene prescritto?

    Il test della pertosse viene richiesto nel caso in cui una persona mostri segni e sintomi indicativi per la pertosse. Generalmente la richiesta viene effettuata il più precocemente possibile dalla comparsa dei sintomi (entro le prime due settimane per l’esame colturale ed entro le prime tre settimane per quello molecolare).
    I sintomi associati alla prima fase della malattia, detta fase catarrale, possono includere i classici sintomi del raffreddore, come rinorrea (naso che cola), ripetuti starnuti, tosse lieve e febbre. Dopo circa due settimane compare la fase prossimale, caratterizzata da:

    • Colpi di tosse frequenti, talvolta così forti da generare vomito
    • Alcuni colpi di tosse rapidi associati a difficoltà respiratorie, particolarmente accentuate nei bambini
       

    Questi sintomi possono durare per 1-2 settimane ma anche persistere per un paio di mesi. Durante la fase di convalescenza, la gravità dei sintomi diminuisce progressivamente così come la frequenza dei colpi di tosse.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Un test molecolare positivo indica la probabile presenza del batterio B. pertussisma non consente di effettuare una diagnosi definitiva poiché questo test può generare risultati falsamente positivi in presenza di altri batteri appartenenti alla specie Bordetella. Un risultato negativo indica invece la probabile assenza dell’infezione, anche se non la può escludere del tutto. Potrebbe infatti essere dovuto al numero esiguo di batteri presenti nel campione.

    L’esame colturale per l’infezione di B. pertussis ha invece una valenza diagnostica, mentre un risultato negativo non può escludere la presenza dell’infezione. Il risultato dell’esame colturale è infatti strettamente dipendente dall’appropriata raccolta del campione, dalle modalità di trasporto e conservazione, dal momento della raccolta (dopo quanto tempo dalla comparsa dei sintomi) e da un’eventuale terapia antibiotica somministrata prima dell’esecuzione del test.

    Sia i risultati dell’esame colturale che di quello molecolare sono influenzati negativamente dalla progressione della malattia.

  • C’è altro da sapere?

    In Italia il vaccino della pertosse non è obbligatorio ma viene raccomandato nei bambini tramite la somministrazione in più dosi. I bambini che non abbiano completato tutti i richiami, sono più esposti al rischio di contrarre la pertosse. Anche le persone vaccinate potrebbero essere infettate da B. pertussis ma con una sintomatologia più lieve.

    La pertosse viene curata tramite la somministrazione di una terapia antibiotica, tale da risolvere l’infezione e limitarne la diffusione.

    Coloro che effettuano viaggi internazionali devono prestare particolare attenzione nel caso in cui si rechino in paesi nei quali la vaccinazione per la pertosse non è molto diffusa. I bambini che non abbiano completato tutte le somministrazioni o le persone che abbiano ricevuto l’ultimo richiamo troppo tempo prima, potrebbero avere un rischio aumentato di contrarre la pertosse.

    Le donne in gravidanza dovrebbero essere informate sull’importanza dell’esecuzione di un richiamo della propria vaccinazione, così da non trasmettere la pertosse ai neonati. La stessa raccomandazione dovrebbe essere fatta ai nonni a e tutti i soggetti implicati nella cura dei bambini.

    Il DFA test (basato su anticorpi fluorescenti specifici), è un metodo non raccomandato poiché è meno sensibile e specifico rispetto all’esame colturale o molecolare.

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Domande Frequenti
Fonti

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(August 31, 2015) Centers for Disease Control and Prevention. Pertussis, Laboratory Information. Available online at http://www.cdc.gov/pertussis/lab.html. Accessed October 2015.

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