Noto anche come
Test della pertosse
Nome ufficiale
Coltura di Bordetella pertussis; Bordetella pertussis PCR; Anticorpi anti Bordetella pertussis (IgA, IgG, IgM)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 17.04.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per rilevare e diagnosticare un’infezione da Bordetella pertussis, responsabile della pertosse, conosciuta anche come tosse canina

Quando Fare il Test?
  • Nel caso siano presenti spasmi o colpi di tosse (parossismi) persistenti riconducibili alla pertosse
  • Quando, in seguito allo stretto contatto con persone infette, compaiono i sintomi del raffreddore.
Che Tipo di Campione Viene Richiesto?
Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna

L’Esame

La pertosse è un’infezione delle vie respiratorie causata dal batterio Bordetella pertussis. Questo batterio è altamente contagioso e può essere trasmesso da una persona all’altra tramite tosse, starnuti o contatto ravvicinato. Il test della pertosse viene effettuato per rilevare e diagnosticare un’infezione causata da B. pertussis.

Il tempo che intercorre fra l'esposizione al batterio e la manifestazione dei segni e sintomi (periodo di incubazione) varia da pochi giorni a tre settimane. In genere B. pertussis causa un’infezione prolungata, suddivisibile in tre fasi:

  • La prima fase della malattia, chiamata fase catarrale, dura in genere due settimane ed è caratterizzata da sintomi simili ad un lieve raffreddore, quali naso che cola, febbricola e occasionalmente tosse. I neonati possono sviluppare apnea (assenza temporanea di respirazione) ed essere più inclini al soffocamento. In questa fase i soggetti risultano estremamente contagiosi 
  • La seconda fase viene chiamata fase parossistica e può durare da 1-2 settimane fino a un paio di mesi, con tosse persistente. La tosse è spesso seguita da uno stridore e i pazienti possono sentirsi esausti e/o vomitare dopo gli attacchi di tosse
  • Infine, nella fase di convalescenza, la frequenza dei colpi di tosse comincia a diminuire nel giro di alcune settimane.

La pertosse può talvolta sfociare in complicanze che richiedono un ricovero, soprattutto per i bambini; queste includono apnea (61%) o polmonite (23%) o meno frequentemente convulsioni (1%), malattie o danni cerebrali (encefalopatie, 0.3%) e morte (1%).

Secondo i dati riportati dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) nel 2014 in Europa sarebbero stati notificati 40.650 casi di pertosse (172 in Italia). La buona copertura vaccinale raggiunta nei neonati ha determinato la diminuzione dei casi di pertosse. Tuttavia, il decadimento dell’immunità che si verifica negli adolescenti e negli adulti (la vaccinazione non è in grado di conferire un’immunità per tutto il corso della vita) ha determinato negli ultimi anni l’aumento dell’incidenza della malattia in queste fasce d’età e, di conseguenza, nei neonati non vaccinati. Molti adulti, anche se vaccinati, possono sviluppare un'infezione più blanda, con sola tosse persistente e senza la caratteristica tosse parossistica.

Il test diagnostico della pertosse

La pertosse richiede dei test diagnostici per la diagnosi di infezione perché i sintomi della fase catarrale sono spesso indistinguibili rispetto a quelli di un comune raffreddore o di qualsiasi altra patologia respiratoria, come bronchite, influenza e, nei bambini, infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV). Esistono diversi tipi di test per la diagnosi della pertosse, la cui prescrizione è subordinata al periodo di tempo trascorso dalla comparsa dei sintomi:

  • Esame colturale: una piccola quantità di campione del paziente viene steso su una piastra di agar e incubata a temperatura ambiente. I batteri eventualmente presenti nel campione cresceranno sulla piastra, confermando la presenza di infezione. Possono essere richiesti fino a 7 giorni per la crescita, tuttavia, la probabilità di crescita dei batteri può diminuire se il paziente è stato trattato con antibiotici prima della raccolta del campione. Il test colturale risulta particolarmente utile se eseguito nelle 2 settimane successive all'insorgenza dei sintomi. Se necessario, viene eseguito il test di sensibilità (antibiogramma) per determinare l’antibiotico più efficace per curare l’infezione
  • PCR (reazione a catena della polimerasi): questa metodica rileva la presenza del materiale genetico (DNA) dei batteri in circa due ore. Questo test può essere applicato dal momento dell'insorgenza dei sintomi fino a circa 3-4 settimane dopo
  • Test sierologici per la ricerca di anticorpi anti- B. pertussis (IgA, IgG, IgM): questi test rilevano la presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta all'infezione da B. pertussis. Il test anticorpale, in quanto metodo indiretto, non è considerato il test di elezione per l'identificazione dell'infezione. Risulta particolarmente utile se eseguito nelle 3-4 settimane successive all'insorgenza dei sintomi. In accordo con il CDC, i test sierologici possono essere eseguiti dalle 2 alle 8 settimane dopo l'insorgenza della tosse, e in alcuni casi, fino a 12 settimane dopo
Come viene raccolto il campione per il test?

La tecnica utilizzata nella raccolta del campione è particolarmente importante per la corretta esecuzione del test.

Per l’esame colturale o molecolare (tramite PCR), viene richiesto un tampone nasofaringeo o un aspirato nasale. Per il test anticorpale viene invece richiesto un campione di sangue.

  • Il tampone nasofaringeo viene prelevato piegando la testa del paziente all’indietro e inserendo un tampone (simile ad un lungo cotton fioc con una piccola punta) nelle narici, dove viene lasciato per alcuni secondi e quindi ruotato alcune volte prima di disinserirlo. Non è una procedura dolorosa ma può essere fastidiosa e indurre lacrimazioni e colpi di tosse. 
  • Per l’esecuzione dell’aspirato nasale è possibile utilizzare una siringa, con la quale viene inserita della soluzione salina nel naso del paziente e applicata una leggera aspirazione per recuperare il fluido di lavaggio
  • Per il test anticorpale viene prelevato un campione di sangue venoso dal braccio

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test della pertosse viene utilizzato per la rilevazione e la diagnosi di infezioni operate da Bordetella pertussis. Diagnosi e trattamento precoci consentono di limitare, oltre la diffusione dell’infezione, anche la gravità dei sintomi.

  • Quando viene prescritto?

    Il test della pertosse viene richiesto in pazienti con segni e sintomi riconducibili alla pertosse. La presenza di pertosse si sospetta nei seguenti casi:

    • Il paziente manifesta il classico "stridore"
    • Il paziente presenta i sintomi del raffreddore ed è stato a contatto con persone affette da pertosse
    • Nell'area circostante si sta verificando un'epidemia di pertosse

    Il test non dovrebbe essere eseguito in soggetti che hanno avuto contatti ravvicinati se risultano asintomatici.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Test PCR:

    • Una PCR positiva indica la presenza del materiale genetico (DNA) di B. pertussis all'interno del campione analizzato, suggerendo la presenza di infezione. Tuttavia, questo test può generare risultati falsamente positivi in presenza di altri batteri appartenenti alla specie Bordetella.
    • Un risultato negativo indica invece la probabile assenza di infezione, anche se non può escluderla. Infatti, il campione potrebbe contenere una quantità di batteri insufficiente per essere rilevata dalla metodica. 

    Esame colturale:

    • Una coltura positiva ha una valenza diagnostica per l’infezione da B. pertussis 
    • Un risultato negativo, analogamente alla PCR, non può escludere la presenza di infezione. Il risultato dell’esame colturale è infatti strettamente dipendente dall’appropriata raccolta del campione, dalle modalità di trasporto e conservazione, dal momento della raccolta (dopo quanto tempo dalla comparsa dei sintomi) e da un’eventuale terapia antibiotica somministrata prima dell’esecuzione del test.

    Sia i risultati dell’esame colturale che di quello molecolare sono influenzati negativamente dalla progressione della malattia.

    Per quanto riguarda i test sierologici, gli anticorpi IgG dovrebbero essere presenti in tutti i soggetti vaccinati o che hanno avuto un'infezione pregressa. Le IgA e IgM sono presenti invece solo nel breve periodo successivo all’infezione o alla vaccinazione (2-3 mesi). Questi test non sono raccomandati nella rilevazione di infezioni recenti, mentre risultano particolarmente utili se eseguiti nelle 3-4 settimane successive all'insorgenza dei sintomi.

  • C’è altro da sapere?

    Il DFA test (basato su anticorpi fluorescenti specifici) è un metodo non raccomandato per la rilevazione della pertosse poiché è meno sensibile e specifico rispetto all’esame colturale o molecolare.

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Domande Frequenti
  • Come viene trattata la pertosse?

    La pertosse viene curata tramite la somministrazione di una terapia antibiotica, la quale può risolvere l’infezione e limitarne la diffusione. Può essere impiegata come misura preventiva nei soggetti venuti a contatti con persone infette, al fine di prevenire la diffusione dell'infezione.

  • Quando viene somministrato il vaccino per la pertosse?

    Attualmente sono disponibili tre diverse formulazioni del vaccino della pertosse, spesso associato con il vaccino antidifterico e antitetanico (Dtp). In Italia il vaccino della pertosse non è obbligatorio ma viene raccomandato nei bambini tramite la somministrazione in più dosi. I bambini che non abbiano completato tutti i richiami sono più esposti al rischio di contrarre la pertosse. Anche le persone vaccinate potrebbero essere infettate da B. pertussis, ma con una sintomatologia più lieve.

    Le donne in gravidanza dovrebbero essere informate sull’importanza dell’esecuzione di un richiamo della propria vaccinazione, così da non trasmettere la pertosse ai neonati. La stessa raccomandazione dovrebbe essere rivolta ai nonni e a tutti i soggetti implicati nella cura dei bambini.

     

  • Perché è importante informare il clinico in merito alla propria storia di viaggi?

    Coloro che effettuano viaggi internazionali devono prestare particolare attenzione nel caso in cui si rechino in paesi nei quali la vaccinazione per la pertosse non è ampiamente diffusa. I bambini che non abbiano completato tutte le somministrazioni o le persone che non abbiano ricevuto l’ultimo richiamo in tempi recenti, potrebbero essere esposti ad un rischio aumentato di contrarre la pertosse.

  • Oltre al tampone nasofaringeo, la diagnosi di pertosse può essere eseguita su un tampone faringeo?

    No. Il batterio responsabile della pertosse si trova nei tessuti posti nella parte posteriore del naso, non nella gola o nella parte anteriore del naso.

  • Il test della pertosse può essere eseguito ambulatorialmente?

    No, non esiste un test semplice e rapido per la diagnosi della pertosse. Il test deve essere eseguito in un laboratorio con strumenti e personale specializzato.

  • Perché il medico curante deve segnalare i casi di pertosse?

    La pertosse è inserita all’interno di un protocollo di sorveglianza sanitaria utile per la prevenzione delle epidemie, per la valutazione dei protocolli di vaccinazione e per la scelta delle terapie antibiotiche. Pertanto è importante che il medico curante segnali agli organi di sorveglianza sanitaria tutti i nuovi casi di pertosse.

  • Cosa comporta l’infezione da Bordetella parapertussis?

    B. parapertussis è un batterio molto simile a B. pertussis, responsabile di una sintomatologia molto simile ma generalmente più lieve. I test colturali e molecolari possono rilevare e distinguere B. pertussis da B. parapertussis. Tuttavia, i test sierologica non sono in grado di rilevare gli anticorpi anti- B. parapertussis e non esistono vaccini per prevenirne l'infezione.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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